Recensione di Naval War Arctic Circle

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Paradox Interactive
  • Data uscita:

     Q2 2012
- Attenta ricostruzione simulativa
- Motore grafico onesto
- Multiplayer discreto
- Totale mancanza di una campagna libera
- Talvolta l’interfaccia rende complicato impartire ordini
- Ritmo estremamente lento
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Di Lorenzo “Plinious” Plini – del 26/04/2012
A cura di (Plinious) del
La software house svedese Paradox Interactive è per lo più conosciuta dal pubblico per aver dato i natali a giochi come Hearts of Iron o Europa Universalis. Questa volta però Paradox si traveste da publisher e torna alla carica con un titolo sviluppato da Turbo Tape Games ovvero Naval War Arctic Circle, che propone un interessante ibrido tra RTS, wargame e simulazione militare. Dopo la nostra anteprima generale dei giorni scorsi, è ora di analizzare il gioco completo alla luce delle correzioni e i cambiamenti effettuati con la release ufficiale, avvenuta il 10 aprile.

Guerra fredda, anzi sotto zero
Il titolo ci consente di combattere battaglie nella regione del Nord Atlantico vicina al Circolo Polare Artico, teatro di continue tensioni tra la NATO e la Russia che potrebbero improvvisamente sfociare in una guerra aperta; uno scenario fantapolitico degno di un romanzo di Tom Clancy in cui noi dobbiamo scegliere da quale parte schierarci, attraverso due campagne di complessità crescente che mostrano il conflitto attraverso gli occhi di una e dell’altra fazione. Ad ogni inizio missione la storia è narrata tramite vignette introduttive statiche abbastanza scarne, ma che hanno il pregio di esporre la situazione in maniera semplice e senza pendere da una parte o l’altra, lasciando a noi il compito di tirare le conclusioni. In Naval War non esiste una fazione buona e una cattiva, ma soltanto dei continui giochi di interesse e potere, ad esempio per garantire l’influenza politica su una regione ricca di petrolio o per assicurarsi il dominio militare di una zona strategicamente importante.
Sia giocando alla campagna, sia in una partita skirmish, ogni scenario si presenta come una mappa tattica dell’ambiente di gioco da cui possiamo impartire ordini alle nostre unità, mentre quelle nemiche sono comandate da un’IA che è ben poco incline a farsi da parte, ma di questo trattiamo nel paragrafo successivo.
Indubbiamente le unità comandabili sono molte, garantendo un’invidiabile varietà: dalla nave ammiraglia ai sottomarini che emergono dalle profondità del mare, dagli elicotteri di rifornimento ai caccia che sfrecciano nel cielo, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta su chi adoperare per una determinata azione; ed è qui che si gioca gran parte della componente tattica, in quanto ogni unità ha debolezze e punti di forza da sfruttare a fondo per garantirsi la vittoria: gli F-35C per esempio sono aerei ottimi per veloci azioni hit & run, ma non sono in grado di sostenere un combattimento prolungato in campo aperto. Il gameplay in generale offre una buona gamma di possibilità e presenta un elevato numero di parametri da tenere sotto controllo come le munizioni, il carburante e la modalità d’ingaggio delle nostre unità (quest’ultima da scegliere tra neutrale, difensiva o aggressiva).
Un gioco dall’accento simulativo così forte naturalmente non può essere affrontato in modo leggero e immediato. Non a caso molte delle missioni non richiedono di ingaggiare e combattere frontalmente il nemico, ma magari di fare da scorta a delle navi speciali o di compiere azioni di esplorazione del territorio: prima di ogni scontro è quindi di fondamentale importanza la fase di individuazione del nemico, perlustrando le zone a rischio e segnalando le varie unità nelle vicinanze, che possono essere alleate, neutrali o ostili; la nostra marina può fare fuoco su un bersaglio soltanto dopo averlo definitivamente individuato come ostile, pena l’incorrere in pesanti penalità.
A tal proposito, visto che le fasi ragionate di gioco possono durare tanti minuti, è molto utile la barra di compressione del tempo che ci permette di regolare la velocità di gioco tra sette opzioni, barra senza la quale le partite più complesse potrebbero durare ore.

Quant’è difficile fare l’ammiraglio
Come già accennato in precedenza, Naval War non è sicuramente un gioco facile, ma richiede dedizione e soprattutto tanta pazienza; gli sviluppatori non hanno avuto paura a tarare la curva di apprendimento verso l’alto, lasciandoci a noi stessi dopo alcuni neanche troppo esaustivi tutorial, con una flotta da comandare in mezzo all’oceano e nemici che veloci scompaiono subito dopo aver colpito. Come vi accorgerete fin dai primi minuti di gioco, il risultato è che si finisce spesso e volentieri a riavviare una partita dopo aver assistito sconsolati alla schermata di game over; una difficoltà quasi “hardcore” quindi, e se da una parte questa scelta potrebbe fare la gioia di chi vive a pane e simulatori militari, è anche vero che può generare frustrazione in caso di diverse sconfitte consecutive.
Per quanto riguarda invece il motore grafico, attraverso la cosiddetta 3D view possiamo visualizzare in prima persona navi, sottomarini, aerei e quant’altro schierato in battaglia. Questa schermata ha comunque una funzione esclusivamente estetica in quanto non può essere usata per impartire ordini, delegando tutti i ruoli decisionali alla tradizionale mappa geografica; tale scelta votata al realismo sembra quasi voler imitare le possibilità di un generale, che nella realtà coordina la sua flotta dalla “sala centrale” di comando. La 3D view certamente non è spettacolare o all'ultimo grido, ma è già positivo averla affianco alla mappa strategica bidimensionale; d'altronde siamo convinti che chi è interessato a questo titolo non vi cerca sicuramente una grafica fotorealistica. Alla luce di queste considerazioni il motore grafico può essere considerato più che sufficiente per il compito che svolge, mostrando anche dei piacevoli effetti atmosferici come pioggia e neve.
La soundtrack presenta poi alcune azzeccate musiche d’atmosfera, peccato che siano poche e tendano a diventare ripetitive già dopo le prime partite.

Quando la bussola è rotta
È ora il momento di analizzare i difetti del gioco, problemi tecnici o contenutistici che ne limitano in parte la godibilità. Naval War non è un gioco fatto male, per carità, ed è quasi del tutto esente da particolari bug, ma appare ancora grezzo sotto altri aspetti.
Un punto critico è rappresentato dalla difficoltà che talvolta si incontra nel dare comandi alle unità; in caso di missioni avanzate e con molte unità a schermo, può capitare infatti che impartire ordini diventi piuttosto complicato soprattutto a causa dell’interfaccia, spesso confusionaria e poco reattiva nell’interpretare le volontà del giocatore. Turbo Tape Games avrebbe forse fatto bene a svolgere un lavoro di maggior affinamento dell’interfaccia, per evitare di far incappare i giocatori in situazioni talvolta ingestibili; in questi momenti bastano pochi secondi per fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta, e dover ricominciare una partita dall’inizio perché l’interfaccia di gioco si è messa a fare i capricci nel momento meno opportuno può dare fastidio.
È inoltre un vero peccato che Naval War non presenti un qualsiasi tipo di campagna libera, da sempre punto di forza nei giochi di questo genere; basti pensare per esempio alla splendida campagna libera di Europa Universalis. Purtroppo gli sviluppatori hanno preferito non osare, limitando la longevità e soprattutto la rigiocabilità del titolo: l’offerta rimane così limitata alle due campagne guidate, agli scenari singoli e al comparto multigiocatore. Multiplayer però che si rivela tutto sommato solido, permettendo di giocare in skirmish contro altri avversari in carne ed ossa su Internet o via Lan; per fortuna le battaglie scorrono lisce e senza fenomeni di lag.
Infine è doveroso segnalare che Naval War è interamente in lingua inglese (o se preferite in tedesco, francese, russo e spagnolo) ma senza alcuna traduzione in italiano, nonostante la quantità di testi a schermo che il gioco presenta.

Hardware
Requisiti minimi
- Sistema operativo: Windows XP, Windows Vista, Windows 7 (32 o 64 bit)
- Processore: Intel Core 2 DUO 1.8 Ghz o AMD equivalente
- Memoria: 2 GB (4 consigliati)
- Spazio sull'Hard Disk: 2 GB
- Scheda video: compatibile con le Direct X 9.0 o 10, con 256 MB GeForce o ATI (non supporta schede video integrate)
- Suono: compatibile con le Direct X
- DirectX®: Direct X 9.0 o superiore
Recensione Videogioco NAVAL WAR ARCTIC CIRCLE scritta da PLINIOUS Naval War Arctic Circle è un discreto simulatore strategico che vanta una ricostruzione minuziosa e un buon realismo, contando anche il prezzo onesto a cui viene venduto; se però questo basti a divertirvi nonostante un gameplay un po' scarno e delle meccaniche molto lente, dipende soprattutto da voi. Il titolo Turbo Tape Games è insomma un gioco interessante per gli appassionati della strategia navale, ma che risulterà estremamente indigesto a tutti gli altri, a causa dell'impegno e della pazienza richieste per padroneggiarlo. Certo è che agli indecisi consigliamo prima di provare il demo scaricabile gratuitamente da Steam, per vedere se scatta o no la famigerata “scintilla”.
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