Recensione di Dark Secrets

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Avventura grafica
  • Sviluppatore:

     Dreamcraft Entertainment
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     10 Febbraio 2012
- Impianto narrativo sufficiente - Bug e inesattezze nel gameplay
- Grafica assai povera
- Muri invisibili per limitare gli spostamenti
- Eccessiva lentezza generale
A cura di (Mastelli Speed) del
Circa due anni fa un gruppo di appassionati si è riunito esclamando: ”Facciamo videogiochi!”.
Il risultato di questa dichiarazione d’intenti è Dark Secrets, avventura grafica in prima persona sviluppata dai DreamCraft Entertainment.
Vediamo se questa opera prima vale i € 14,99 necessari all’acquisto (o, più semplicemente, la prova della versione dimostrativa).

C’è del marcio a Calmwood
La storia di Dark Secrets comincia con un prologo (volutamente) criptico: una volta passato questo, però, partirà la narrazione vera e propria. Il gioco dunque mette il giocatore nei panni di Arthur, il quale, un giorno qualsiasi, viene raggiunto da una telefonata; l’altra parte della cornetta comunica che il padre del protagonista è morto, e che da li a qualche giorno si sarebbero tenuti i funerali.
Arthur, cui la morte del padre non sembra fare un grande effetto, farà così ritorno senza troppa convinzione nella propria città natale, Calmwood, un piccolo borgo scandinavo per gran parte isolato dal mondo: in questa sede dovrà risolvere alcune faccende di famiglia. Tra le varie evenienze la più importante è quella che riguarda il vecchio negozio di cianfrusaglie del padre; sarà venendo a contatto con alcuni strani oggetti presenti nel negozio che, difatti, l’avventura prenderà una piega precisa, ponendo il giocatore al centro di una teoria di segreti condivisi da molti, e per questo difficili da confessare.
Nel corso della storia, infatti, il giocatore verrà a contatto con alcuni personaggi i quali, per diversi motivi, sembrano apparire sfuggenti: sarà indagando sul passato del proprio padre quindi che Arthur verrà a conoscenza di un presente assai meno semplice di quello che si possa pensare.
Diciamo subito che la trama di Dark Secrets rappresenta, almeno in teoria, uno dei punti di forza del titolo; l’ambientazione, infatti, ovvero l’adorabile piccolo villaggio isolato dal mondo che nasconde segreti inconfessabili, non è di certo nuova né originale, ma conserva sempre un certo fascino. Anche la psicologia del personaggio principale, Arthur, è ricreata in modo sufficiente: sebbene il gioco non si avvalga di linee di dialogo recitate da doppiatori, affidando invece la narrazione al semplice susseguirsi di testi scritti su schermo, la visuale in prima persona aiuta in qualche modo a immedesimarsi in modo maggiore (anche se, come vedremo tra poco, questa stessa trovata causerà alcuni fastidiosi problemi di gameplay).

Un mondo capovolto
Abbiamo detto che il lato narrativo rappresenta, almeno in teoria, un punto a favore di Dark Secrets: gli elementi che non consentono al plot di essere valorizzato in modo pratico risiedono nel gameplay e, in secondo luogo, nella grafica.
Parlando delle dinamiche di gioco, dunque, è bene chiarire che ci si trova davanti a un’avventura grafica in prima persona, totalmente tridimensionale, in cui il giocatore muove il protagonista non attraverso il classico punta e clicca ma grazie alla consueta combinazione di tasti WASD. L'interazione con gli oggetti, invece, è affidata al mouse.
Considerata anche l’ambientazione di gioco, ovvero una piccola cittadina con sparuti edifici e poche strade, questa scelta dona al gioco un ritmo assai lento, visto il tempo di gioco che si perderà a girare tra le varie vie, anche perché Arthur camminerà sempre in modo abbastanza flemmatico. L’andamento del giocatore, inoltre, verrà rallentato da alcuni curiosi contrattempi: il movimento laterale o in diagonale (premendo per esempio W e A nello stesso momento, per intenderci), infatti, avviene in modo inspiegabilmente lento, mente tutta la cittadina di Calmwood è piena di muri invisibili che, in alcuni casi, impediranno l’utilizzo di scorciatoie e strade alternative.
Il gioco propone alcuni enigmi da risolvere, i quali si attestano su livelli medi: alcuni di questi saranno abbastanza classici, laddove per esempio sarà richiesta l’apertura di una cassaforte inserendo un codice ottenibile da alcuni indizi ritrovabili all’interno dell’ambiente di gioco.
In altri casi, invece, per proseguire nell’avventura sarà richiesta l’interazione con altri personaggi: nello specifico, i dialoghi vengono gestiti in maniera usuale, potendo scegliere le frasi con cui interagire. Alcune volte, però, sarà possibile mostrare a un determinato personaggio un oggetto raccolto nel proprio inventario: con la giusta combinazione tra oggetto mostrato e personaggio con cui si dialoga si potranno ricevere informazioni preziose.
Collegato a questo discorso, dunque, vi è l’analisi dell’inventario, progettato in modo tutto sommato complesso (e se si vuole anche un po’ macchinoso). Per poter utilizzare un oggetto nel gioco, infatti, bisognerà aprire l’inventario, individuare l’oggetto e selezionare la voce “utilizza” (le altre opzioni sono “esamina” e “combina”, da sfruttare per unire due oggetti). Una impostazione un po’ più moderna, magari con un inventario richiamabile a schermo in modo intuitivo, avrebbe sicuramente sveltito alcune fasi di gioco.
L’elemento che però tarpa le ali, forse in modo definitivo, a questo Dark Secrets, è sicuramente la programmazione un po’ approssimativa. Il gioco è infatti è affetto da bug e varie problematiche: durante le nostre prove, per esempio, sono capitati due episodi che hanno fatto alzare qualche sopracciglio. Nello specifico, durante una fase di esplorazione è capitato di dover riavviare il gioco perché la visuale di gioco era completamente capovolta: difatti, era come se si stesse giocando a testa in giù. Il secondo problema si è presentato poco dopo: una volta terminata una determinata sequenza, abbiamo provato a ripeterla; in questo secondo tentativo, però, non era possibile uscire dal gioco, utilizzare il menù principale, né fare qualsiasi altra cosa.
Anche la semplice risoluzione degli enigmi, di norma basata sull’esplorazione e la raccolta degli oggetti, viene inficiata da inesattezze: alcune volte infatti un semplice (ma determinante) dialogo con un certo personaggio non avverrà a causa di un fastidioso bug.
In ogni caso, va detto che lo sviluppatore è al lavoro su una patch che dovrebbe risolvere la maggior parte delle problematiche.

Prati fioriti…con pochi poligoni
Veniamo al secondo aspetto negativo di Dark Secrets: la grafica. L’aver optato per un motore totalmente 3D ha dato sì una certa connotazione al gameplay, ma ha altresì privato il gioco della pulizia che, considerata anche la natura low budget della produzione, sarebbe potuta provenire da una grafica con fondali bidimensionali. Scendendo nello specifico l’ambiente di gioco, ovvero la cittadina di Calmwood, appare come una bucolica sequela di casette incastonate in un placido boschetto; peccato però che tutta la produzione soffra di una cronica mancanza di poligoni, alla quale si affiancano texture dalla risoluzione assai bassa. Stesso discorso riguarda gli interni, spogli di dettagli e decisamente poco ispirati.
Considerando anche il basso livello di riproduzione dei modelli poligonali dei personaggi, il giudizio non può che essere negativo: sintetizzando, la grafica di Dark Secrets è vecchia di diversi anni, e in alcuni casi questa pochezza risulta essere poco ottimizzata, con una certa pesantezza in alcuni frangenti.
Discorso diverso per l’audio, sufficiente nelle musiche di sottofondo (le quali, in ogni caso, risulteranno ripetitive dopo poche sessioni di gioco).

Hardware
OS : Windows XP / Vista / 7 (32 o 64-bit)
CPU: Pentium Core 2 Duo 2.0 GHz o equivalente
RAM: 1 GB
Scheda Video: GeForce 7800 o equivalente
Spazio su HDD: 1,5 GB
Recensione Videogioco DARK SECRETS scritta da MASTELLI SPEED Dark Secrets è un'avventura non del tutto sufficiente: la mancanza di un giudizio positivo è dovuta alla povertà in ambito tecnico, con una grafica vecchia di diversi anni, e soprattutto ai diversi bug e alle inesattezze nel gameplay (che si spera verranno corretti con una patch).
Questi difetti inficiano un impianto narrativo tutto sommato positivo che, nonostante la sola narrazione testuale, avrebbe potuto essere valutato diversamente se posto in un altro contesto di gioco.
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