Recensione di Brawl Busters

- Giocabilità semplice ed intuitiva
- Tanta scelta nello store
- Multiplayer divertente
- Eventi ufficiali con premi in palio
- Sistema di gioco ridotto all'osso
- Gli oggetti migliori si devono pagare...e rinnovare
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A cura di Angelo Bruno (SlimShady89) del
Dopo essersi mostrato la prima volta con una closed beta in agosto e poi al Gamescom, il secondo titolo free-to-play di RockHippo Productions, Brawl Busters, è entrato nel vivo della sua frenetica attività, potendo contare già su una comunità di oltre quindicimila utenti.
Siamo davanti ad un MMOTPS, giocabile anche offline, dalle meccaniche molto semplici ed intuitive, scaricabile dal sito ufficiale.
Avviato Brawl Busters - 300MB per il setup, circa 1Gb di spazio su hard disk per l’installazione vera e propria - bisognerà fare login tramite il form di presentazione e subito dopo si verrà catapultati nel colorato mondo ideato dal team canadese.

Otto personaggi in cerca di autore
Il concept di Brawl Busters è molto semplice: una volta vestiti i panni del proprio personaggio, bisogna liberare la zona da ondate di simpatici zombie, menandoli con le mosse a disposizione del proprio alter ego.
Chiaramente le modalità di gioco non finiscono qui, anche perché venendo totalmente a mancare un plot di base, gli sviluppatori hanno potuto fare buon viso a cattivo gioco, inserendo diverse altre caratteristiche per aumentare il divertimento e la varietà d’azione.
I punti di forza di Brawl Busters sono tanti, a cominciare dalla profonda personalizzazione di cui gode.
Prima di cominciare a giocare bisogna settare il proprio personaggio, scegliendo tra otto differenti modelli: oltre alla presenza di bambini, possiamo decidere di impersonare la donzella supersexy, lo stallone muscoloso, il magro o il ciccione di turno.
Aldilà dell’aspetto puramente estetico, la vera personalizzazione del personaggio deve ancora arrivare: la prima scelta di gameplay riguarda, infatti, la classe a cui apparterrà l’alter ego dell’utente.
La possibilità di scelta è limitata a cinque classi che non presentano grosse differenze a livello di giocabilità se non quelle più classiche, come bonus di velocità, quantità di salute, modalità di attacco e potenza complessiva.
Ogni classe è associata ad un particolare mestiere: il pompiere ed il rockettaro potranno attaccare da lontano, mentre il boxer, il giocatore di baseball e quello di football attaccheranno solamente corpo a corpo.
Parola d’ordine, dunque, “semplicità”, che si ripercuote anche nell’elenco dei comandi: oltre alla quadrupla WSAD per i movimenti, figurano i tasti BACKSPACE e SHIFT, rispettivamente per saltare, correre/schivare.
I tasti d’attacco sono chiaramente affidati al mouse, con cui è possibile colpire con un rapido offensivo affidato al tasto sinistro, con uno più lento ma potente affidato al tasto destro e con una mossa speciale distruttiva premendo contemporaneamente i due tasti.
Ciò che ne esce fuori è un gameplay davvero basilare, fatto di attacchi e contrattacchi, salti e corse da una parte all’altra delle mappe, ma che riesce a divertire con diversi espedienti ambientali.
Nonostante le mappe siano poche e decisamente piccole, trovano spazio oggetti che è possibile distruggere, così da entrare in possesso di extra da usare contro gli inferociti e buffi zombie: distruggere casse ed elementi dello scenario permette di portare con sè bombe, veleni, bolle d’acqua o cartoni da mettere in testa ai nemici, fino ad un massimo di due oggetti totali, utilizzabili tramite il tasto E.
La difficoltà di gioco è ben bilanciata, e ciò permette al videogiocatore di non poter esagerare con questi elementi extra e di non abusarne, utilizzandoli solo per liberarsi da situazioni difficili come un accerchiamento.
In base alla sfida in corso vi sarà anche la possibilità di recuperare punti vita tramite un pronto soccorso situato in una precisa zona della mappa: tale recupero di salute è anch’esso limitato e mentre si picchierà lo stabile per far sputare fuori medicinali si resterà comunque in balia dei nemici.

Zombie fritti ad ogni ora
Appurato come il pilastro di Brawl Busters sia la semplicità, ciò che riesce ad appassionare del titolo è la tanta varietà d’azione apparente.
A dispetto della povera giocabilità, troviamo la possibilità di giocare sia in multiplayer, modalità per cui è stato concepito il gioco, sia in single player, attraverso una sorta di campagna suddivisa in missioni.
I tutorial aiutano a familiarizzare con il titolo ed i comandi, attraverso una serie di brevi sfide con tutte le cinque classi a disposizione, prima di gettarsi nel cuore del gioco, ovvero la modalità multiplayer.
Brawl Busters conta su dodici server proprietari, divisi per zona in America ed Europa, ma accessibili comunque da tutti, 
e per livello di esperienza .
Grazie a questa classificazione dei server l’utente evita il rischio di trovarsi in partite con personaggi di gran lunga più forti del suo, ed al tempo stesso è in grado di fare più punti e divertirsi maggiormente.
Per i meno timorosi alle prime armi, il gioco offre anche tre server aperti a tutti, senza limitazioni di esperienza.
Vi sono tre modalità di gioco, che offrono un totale di cinque sfide, tutte molto classiche: in Team è possibile giocare il comune Team Deathmatch a squadre per un totale di otto giocatori, o il Glow Rush, una sfida, anch’essa 4vs4, in cui vince il team che colleziona l’oggetto che ogni player porta con sé.
La modalità Versus è la classica sfida Tutti contro tutti, mentre Co-Op offre la possibilità di giocare Zombie Survival, dove l’unico obiettivo è sopravvivere alle ondate dei nemici, e Boss Battle, in cui lo scopo è distruggere un gigantesco zombie ciccione e i suoi amichetti non-morti.
Chiaramente il fine di ogni modalità è quello di menare a più non posso, perciò il risultato finale sono partite spesso caotiche, ma divertenti.
Ogni server è stabile e privo di lag o altro a minare l’esperienza col titolo, anche nelle sezioni americane.
Inoltre la vasta comunità si fa sentire al punto da permettere di raggiungere massimo numero di player dopo pochi secondi dalla creazione di una stanza da gioco.
Gli sviluppatori hanno, infine, puntato molto sull’ottima partecipazione al gioco da parte della community, tanto da organizzare eventi con premi in palio, tutti ben elencati nelle loro particolarità sul sito ufficiale.

Free-to-play, premium-to-buy
L’ultima caratteristica di Brawl Busters è lo store, un vasto marketplace che offre un gran numero di oggetti da acquistare per ciascuna classe: è possibile comprare nuovi vestiti, potenziamenti, armi, accessori o addirittura nuovi personaggi standard.
Picchiare zombie, qualunque sia la classe, la campagna e la sfida, permetterà all’utente di guadagnare punti esperienza e soldi: il livello del videogiocatore non andrà ad incidere sulle caratteristiche del proprio alter ego, ma servirà semplicemente a poter acquistare item che richiedono un livello minimo, anche se la maggior parte di essi sono liberi da questo vincolo.
Purtroppo la reale limitazione del market sta nella divisione del denaro in BP - Buster Points - e RT - Rock Tokens.
Mentre i BP sono i punti guadagnati dall’esperienza in game, tra tutorial offline e sfide online, i RT sono punti acquistabili tramite soldi reali, per cui il pacchetto minimo prevede la spesa di 6,99€ che corrispondono 10.000 RT.
Chiaramente, gli oggetti che portano benefici maggiori sono tutti acquistabili con punti RT e, a completare l’opera di malcontento per alcuni, ogni oggetto premium ha la sua scadenza dopo la quale non sarà più utilizzabile.
Per fornire un esempio concreto, se un utente vuole acquistare dei guanti che portano cinque punti di protezione in più, con la spesa di 150 RT potrà utilizzarli per tre giorni, mentre per la scadenza massima, di 90 giorni, dovrà pagare 1.195 RT.
Al contrario, ogni oggetto acquistabile con BP garantirà bonus minori ma sarà equipaggiabile in modo permanente.
Per alcuni item, come gli upgrade, è prevista la possibilità di acquisto con BP o RT, a seconda di quali punti l’utente voglia spendere.

Giostra di colori
Dal punto di vista tecnico, Brawl Busters non ha niente di più e niente di meno di un classico free-to-play: gli sviluppatori hanno puntato molto sull’immediatezza ed i colori a fronte di animazioni imprecise ed effetti particellari superficiali.
Le mappe, come detto in precedenza, sono poche e decisamente piccole, tuttavia ogni locazione risulta ben caratterizzata e ricca di dettagli ed interazione: tutto ciò non pesa sul framerate, che risulta costante anche nelle situazioni più concitate, sia offline che online.
Davvero ottima l’interfaccia grafica, che tramite un menu completo ma chiaro mette in risalto tutte le possibilità offerte dal titolo, mentre la navigazione tra le schede e gli elementi della schermata può contare anche su utili tooltip esplicativi.
Infine, assieme all’onnipresente chat ed alle statistiche, nella home è possibile vedere il prossimo evento organizzato dagli sviluppatori, anche se sarebbe stato utile dotare di un link la news.
Seppur la soundtrack sia poco originale e ridotta alle voci del menu, Brawl Busters conta su musiche leggere ed adrenaliniche, oltre che ad effetti ambientali particolari e simpatici durante le sessioni di gioco.
Chiaramente, sia dal lato tecnico che da quello artistico, non ci saremmo aspettati di più vista la natura del titolo, perciò trascuriamo alcuni difetti di lieve entità, anche se pesano la scarsa cura per i dettagli e le animazioni piuttosto cicliche.

Hardware
Requisiti Minimi
CPU - Dual Core
Memoria - 1GB o superiore
Scheda video - GeForce FX 6800GT, ATI X800 PRO
Hard Disk - 2GB o superiore
Sistema - Windows XP, Vista & 7
Direct X - 9.0 C o superiore

Recensione Videogioco BRAWL BUSTERS scritta da SLIMSHADY89 Brawl Busters è un titolo free con diverse marce in più rispetto alla concorrenza, e lo dimostrano alcuni elementi interessanti e la vasta comunità, che ha apprezzato il lavoro di RockHippo Productions.
Giocabilità semplice, col solo scopo di picchiare a non finire buffi zombie, che conta su possibilità di impugnare qualche oggetto extra per lo scenario e diverse modalità di gioco in multiplayer, anche se tra le più classiche.
Il ricco marketplace integrato nel gioco, destinato sicuramente ad ampliarsi col tempo, perde un po’ del suo interesse a causa della scelta di far pagare tramite soldi reali i potenziamenti più importanti, costringendo addirittura l’utente ad altra spesa per rinnovare l’utilizzo dell’oggetto dopo un tot di tempo.
La vasta comunità, gli eventi organizzati dagli sviluppatori e i server stabili fanno il resto, affiancati da un comparto tecnico che non stupisce, certo, ma si fa comunque apprezzare.
La prova è consigliata a tutti coloro non si facciano mancare mai un hack’n’slash adrenalinico ma dai toni leggeri, o semplicemente chi cerca un gioco senza fronzoli per divertirsi con gli amici.
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    Numero commenti: 2
  • boog
    Livello: 4
    1639
    Post: 479
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    potete fare anche la recensione di microvolts?
  • Steve69
    Livello: 8
    24517
    Post: 2365
    Mi piace 2 Non mi piace 0
    Gioco geniale e divertentissimo, lo consiglio a tutti quelli che vogliono staccare un po dai soliti titoli tutti uguali, in piu è gratis, gran gioco davvero
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