Recensione di Rochard

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Platform
  • Data uscita:

     Disponibile da settembre 2011 (PS3) / 15 novembre 2011 (PC)
- Atmosfera leggera e scanzonata
- Level design sapiente ed enigmi divertenti
- Uso della fisica e della gravità intelligente
- La voce del mitico St. John
- Appeal non entusiasmante
- Parte action un po' banale
- Si finisce in qualche ora
- Nessuna modalità multiplayer o coop
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A cura di (Plinious) del
Capita a volte che titoli senza nome nè fama riescano a rivelarsi come gradevoli sorprese. È questo il caso di Rochard, nome che risulterà totalmente nuovo alle orecchie degli utenti PC, ma che i giocatori PS3 hanno già imparato a conoscere da un paio di mesi, grazie all’uscita su PSN questo settembre. Questo platform a scorrimento laterale ad ambientazione fantascientifica, realizzato dallo sviluppatore finlandese Recoil Games, si presenta ora pronto all’uscita anche su personal computer, venduto su Steam all’aggressivo prezzo di 9,99 €.

Platform e rock'n'roll
A primo avviso, Rochard potrebbe sembrare poco più del classico emulatore di vecchie glorie; presto tuttavia ci si accorge di come Rochard abbia una propria personalità, la quale si palesa nell’atmosfera divertente e stereotipata che permea tutta l’ambientazione spaziale del gioco, mai come in questo caso così lontana da visioni dello “spazio profondo” cupe e orrorifiche alla Alien. Nel mondo di Rochard è tutto molto semplice: le fragili apparecchiature tecnologiche cadono letteralmente a pezzi e non c’è una volta che funzionino bene, ma persino il più scassato dei macchinari può essere rimesso a posto con un paio di calci e pugni ben assestati, che naturalmente il protagonista non disdegna di assestare. John Rochard non è certo un eroe o un condottiero, piuttosto un laconico (e un po' sovrappeso) astro-minatore che, insieme al suo sgangherato team, lavora su uno sperduto asteroide per la Skyrig, multinazionale dedita all'estrazione di minerali nella galassia. La vita di Rochard e dei suoi soci è dura e noiosa, alla continua ricerca di minerali preziosi da estrarre di meteorite in meteorite, senza però avere mai successo; quando finalmente scopre un enorme giacimento minerario, il team rimane improvvisamente tagliato fuori dalle comunicazioni con la base. Da qui in avanti la giornata peggiora costantemente, a seguito dell’attacco di temibili pirati spaziali, i Wild Boys, e del ritrovamento di un misterioso artefatto di entità sconosciuta. Tuttavia John è un duro che sa il fatto suo, e quando la situazione sul’asteroide precipita nel caos più completo tocca a lui (ossia, a noi) ingegnarsi per salvare la pellaccia e l’equipaggio. La trama non rappresenta nulla di particolarmente speciale o originale (tende anzi a incanalarsi su temi abbastanza triti e ritriti) ma è narrata con scorrevolezza, senza tediare il giocatore e facendo da collante tra un livello e l’altro.

Fracasso con stile
Rochard si distingue non tanto per l’atmosfera scanzonata, quanto piuttosto per gli enigmi che il gameplay offre con costanza. Tutto questo grazie al G-Lifter, strumento grativazionale che funziona in maniera non troppo dissimile alla Gravity Gun di Half Life 2, permettendo di attirare oggetti e di lanciarli per sconfiggere i nemici e risolvere i diversi enigmi; l’arma è inoltre dotata di due canoniche modalità di fuoco, costituite da un frantumarocce che spara proiettili energetici e da alcune granate. I puzzle giocano in buona parte sull’uso della fisica e sulla manipolazione della gravità tra casse da spostare, torrette da deviare e fusibili da attivare, e risultano la parte più riuscita di Rochard, anche per merito di checkpoint piazzati sapientemente e di un eccellente level design, che alterna fasi ragionate di platform e salti ad altre più action e frenetiche. Gli enigmi a gravità zero e a gravità invertita sono particolarmente divertenti, richiedono buona coordinazione ed uso della materia grigia per essere superati, soprattutto nelle fasi avanzate del gioco. Rispetto agli spassosi puzzle, i momenti action risultano tuttavia un po’ sottotono, conditi da meccaniche più abbozzate e approssimative; fortunatamente queste sezioni sono presenti solo in limitata quantità, ribadendo con forza la vera natura platform di Rochard.
A conferma di questo, la sfida proposta non è certo proibitiva, e il vero sforzo sta più nel capire tutti gli enigmi. Quando subiamo dei colpi, la visuale diventa sempre più annebbiata fino a tingersi in bianco e nero se prossimi alla morte; tuttavia la salute del protagonista si rigenera velocemente e bastano pochi secondi per tornare di nuovo al 100%.
Rochard è molto comodo se giocato con un jopyad ma risulta ugualmente godibile anche con mouse e tastiera, dunque sentitevi liberi di scegliere il metodo che preferite. Il titolo fa uso degli achievement di Steam e, come da tradizione, permette di trovare vari potenziamenti speciali e oggetti collezionabili sparsi nei punti più segreti e nascosti dei livelli.

It’s all connected
Come c'era da aspettarsi, la grafica non fa miracoli ma è funzionale al gameplay, e si dimostra fluida e leggera in ogni occasione. Certo, lo stile grafico cartoonesco ricorda abbastanza da vicino Team Fortress 2 e manca un po' di quella personalità che gli avrebbe permesso di fare il salto di qualità (come già successo con altri giochi indie), ma risulta comunque piacevole nel suo taglio colorato e fumettoso, esaltando in particolare la pulizia di fondo della grafica.
Molto azzeccata la colonna sonora, con arrangiamenti che spaziano dal rock al blues alla musica elettronica. La vera chicca riguarda però il doppiaggio dei personaggi (con i dialoghi in inglese sottotitolati in italiano): a prestare la voce al protagonista è infatti St. John, il famoso doppiatore di Duke Nukem, con la sua voce cavernosa e inconfondibile ad accompagnarci per tutto il gioco.
Purtroppo la longevità non è uno dei punti di forza di Rochard, ma forse è proprio in virtù di questo che l’esperienza si rivela così gradevole, senza proporre un’avventura eccessivamente stiracchiata e quindi noiosa. Il gioco offre una durata di sole 4 o 5 ore, che possono diventare 6 se cercheremo di raccogliere tutti i bonus collezionabili all’interno dei livelli. Peccato infine per l’assenza di qualsivoglia modalità multiplayer o cooperativa oltre all’avventura in singolo.
D’altronde c’è sempre una prossima volta, vero Recoil Games?

Hardware
Requisiti minimi
- Sistema operativo: Windows XP SP2, Windows Vista, Windows 7
- Processore: 2.6 GHz
- RAM: 1 GB
- Spazio sull'Hard Disk: 3 GB
- Scheda video: compatibile con le DirectX 9.0 o superiore, con 256 MB di memoria dedicata
- Suono: interfaccia audio integrata
- Accesso a Internet per l'attivazione su Steam
Recensione Videogioco ROCHARD scritta da PLINIOUS Rochard funziona e convince; risulta infatti un gioco simpatico e divertente che riesce a proporre la sua onesta offerta ludica, un titolo a basso budget adatto a chi vuole passare qualche ora di svago tra piattaforme, puzzle sci-fi ed enigmi gravitazionali, anche grazie all'atmosfera leggera e spensierata.
Rochard si lascia giocare volentieri per tutta la durata dell'avventura, la quale ha l'unico vero difetto di finire troppo presto. Se siete appassionati di platform dategli un'occhiata, potrebbe sorprendervi.
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