Recensione di Call of Duty: Modern Warfare 3

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Infinity Ward
  • Distributore:

     Activision
  • Lingua:

     Completamente in Italiano
  • Giocatori:

     1 - 18 (multiplayer online)
  • Data uscita:

     8 novembre 2011
- Adrenalinico e spettacolare
- Motore grafico leggero e collaudato
- Multiplayer enorme
- Spec Ops divertenti
- Campagna poco longeva
- Mappe sempre molto lineari e scriptate
- Mancanza di novità di spessore
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A cura di (Plinious) del
Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare della serie Call of Duty. All'interno di un mercato in crescita come quello degli FPS, questo rinomato marchio ha raggiunto negli anni un successo di critica e soprattutto di pubblico vertiginoso, arrivando con Call of Duty: Black Ops a superare addirittura le venti milioni di copie vendute e risultando uno dei giochi di maggior successo di tutti i tempi.
Normale quindi che l'uscita di un nuovo Call of Duty, e in particolare di un nuovo Modern Warfare, sottocategoria della serie nata con Call of Duty 4: Modern Warfare nel 2007 e proseguita con Modern Warfare 2 nel 2009, sia preceduta da una quantità altissima di hype nella community, pari almeno a quella del suo diretto rivale, il tanto chiaccherato Battlefield 3 di DICE.
Tuttavia questo episodio non è certo da meno, tant'è che, come definito da Activision, storico publisher di Call of Duty, quello di Modern Warfare 3 è stato l'evento di lancio e distribuzione più grande di sempre. Come sappiamo i ragazzi di Infinity Ward, stavolta sostenuti anche dal team Sledgehammer Games, non sono secondi a nessuno nel loro lavoro, ed è dunque il momento di andare finalmente a scoprire cosa ci riserva questo importante titolo nella sua versione PC.

Una guerra d'Elite
Prima novità di Modern Warfare 3 consiste in Elite, la nuova piattaforma di social network che trasformerà di fatto l'esperienza multigiocatore del titolo. Attraverso questo sistema i giocatori possono infatti connettersi al gioco online per accedere alle partite, crearne di personali, condividere i risultati con i propri contatti, formare clan, organizzare tornei e altre funzionalità, alcune delle quali però garantite soltanto ai membri premium che sottoscriveranno un pagamento annuale per Elite; questo assicurerà loro la completa accessibilità al servizio e comprenderà anche tutti i DLC pubblicati per i nove mesi successivi all'uscita del gioco. Con una nota ufficiale Activision ha recentemente dichiarato che il servizio è stato prolungato di un mese a tutti gli utenti premium per scusarsi dei problemi registrati con Call of Duty: Elite.
Avevamo parlato di "prima novità". In realtà le grosse novità finiscono pressapoco qui, dato che per quanto riguarda tutto il resto Modern Warfare 3 traccia una via ben nota a coloro che abbiano giocato uno qualsiasi dei precedenti capitoli. Dal menu principale possiamo scegliere se iniziare la campagna singleplayer, buttarci a capofitto nel multiplayer competitivo, giocare la modalità Survival o provare le Spec Ops, marchio di fabbrica di Infinity Ward.

In giro per l'Europa ed oltre
La campagna principale vede il ritorno di Makarov, l'ultraintegralista russo che avevamo già affrontato nei precedenti Modern Warfare. Inutile dire che questo supernemico è più in forma che mai, capace di mettere in ginocchio la civiltà occidentale con una serie di devastanti attentati nei cuori delle principali capitali europee e non solo. Londra, Parigi, Praga, Berlino e New York sono soltanto alcune delle più suggestive ambientazioni che ci troveremo a "visitare" durante la campagna, in una lotta disperata contro il terrorismo su scala mondiale: iI nostro scopo è evitare con qualsiasi mezzo che Makarov scateni una terza guerra mondiale.
Nelle missioni non vestiremo solo i panni dei già conosciuti Soap e Price, ma anche di diversi soldati delle forze speciali; la trama non è altro che la diretta continuazione di Modern Warfare 2 e, a prova di ciò, la campagna inizia proprio dove il precedente episodio si era interrotto, catapultandoci immediatamente nel bel mezzo dell’azione senza nemmeno lo straccio di un tutorial. Questa assenza non è per forza un male, in quanto aiuta a immergersi fin da subito nelle vicende narrate senza spezzarne il ritmo; in ogni caso, i comandi sono gli stessi di sempre e il feeling che si respira impugnando le armi è rimasto per fortuna immutato. La storia si rivela inoltre colma di riferimenti ai due capitoli antecedenti, con dettagli e risvolti mai visti che i fan non mancheranno di notare.
I livelli, per quanto assolutamente lineari, sono scorrevoli e studiati per esaltare l’alternanza tra luoghi chiusi e ambienti aperti, e riescono a catturare il giocatore grazie alla solita giostra hollywoodiana di esplosioni e inseguimenti mozzafiato. Gli sviluppatori di Infinity Ward sono da sempre maestri nella creazione di scene adrenaliniche ed emozionanti eventi scriptati, e si riconfermano tali anche in questo nuovo episodio; la campagna giocatore singolo si rivela infatti intensa e tirata dal primo all'ultimo livello, con diversi colpi di scena e un crescendo di tensione capace di toccare corde di coinvolgimento altissime nel giocatore, soprattutto grazie ad alcune scene dal forte impatto emotivo. Ricordiamo, a tal proposito, che Modern Warfare 3 è un gioco che dà una rappresentazione cruda della guerra, non lesinando a tratti su scene anche violente, e non a caso è accompagnato da un PEGI 18 ben visibile sulla copertina.
Il gameplay presenta dunque un ritmo molto frenetico e votato all'azione, non cercando il realismo a tutti i costi, ma tentando piuttosto di sorprendere il giocatore con trovate spettacolari e sequenze al cardiopalma. Va detto che alcune situazioni sanno inevitabilmente di déjà-vu, ma è evidente lo sforzo di Infinity Ward e Sledgehammer Games nel cercare di tenere sempre alta l'asticella della tensione durante tutto il corso della campagna; la scelta di cambiare ogni due-tre livelli la location di gioco va vista in quest'ottica, come l'intenzione di intrattenere costantemente il giocatore senza cadere mai in tempi morti. La cura per il dettaglio è talmente maniacale che a tratti riesce a farci realmente sentire come dei vulnerabili soldati, parte di un conflitto ben più grande di noi, soprattutto giocando a una difficoltà non troppo bassa per esaltare la giusta dose di sfida. Solo poco più che discreta invece l’IA: i nostri alleati svolgono il loro compito senza strafare, accompagnandoci durante le diverse fasi di gioco e ingaggiando attivamente battaglia in caso di pericolo, mentre i nemici sono regolati da routine abbastanza semplici, senza brillare particolarmente nell’esecuzione di tattiche di aggiramento e affini ma compensando con un’ottima mira e una certa tenacia a morire.
La campagna non vi terrà impegnati per più di 5-6 ore, ma mentiremmo se dicessimo che non ci siamo divertiti nel giocarla, e molte missioni sono così ispirate da meritarsi un secondo giro, magari per tentare di trovare quanti più segreti possibile.

La guerra (moderna) non cambia mai
Modern Warfare 3 riesce a stupire grazie alla ricca offerta ludica che propone: in particolare la bella campagna singleplayer, superiore a quella troppo frammentaria di Modern Warfare 2, è la degna conclusione della serie e fiore all'occhiello dell’intera produzione. Alcune situazioni, come lo spawn infinito
dei nemici in certi punti e l’abusata meccanica dell’irruzione in
luoghi chiusi, potrebbero in parte stancare, ma si tratta di due
elementi all’interno di una campagna dalla qualità generale comunque
elevatissima. Resta tuttavia un pizzico di amarezza nel vedere che, anche stavolta, il nostro incedere è totalmente guidato all'interno di un corridoio fatto di ostacoli e muri invisibili, che ci incanala continuamente nella direzione prevista dal gioco; vi sono ben poche possibilità di restare bloccati all'interno dei livelli, a meno di non aver improvvisamente perso di vista il tasto "W" sulla tastiera.
Ciononostante, chi sceglie di giocare alla campagna singleplayer di un Call of Duty sa già a cosa va incontro: il sacrificio è quello di rinunciare a un po’ di libertà ed esplorazione, ma il tutto in cambio di una spettacolarità e un'immersività davvero degne di nota. È comunque doveroso notare che, rispetto agli altri capitoli, Modern Warfare 3 offre dei livelli leggermente più ampi, grazie a un level design bilanciato e curato come i ragazzi di Infinity Ward sanno realizzare.

Multiplayer (sovr)abbondante
Una volta giocata e rigiocata la campagna, non potrete non buttarvi nel comparto multigiocatore di Modern Warfare 3, vero cuore pulsante del gioco: è qui che siamo infatti chiamati a dimostrare le nostre reali abilità con mouse e tastiera e la capacità di gioco di squadra con gli altri. Accedendo ad un server saremo catapultati nelle arene online, e battaglia dopo battaglia faremo guadagnare punti esperienza e livelli al nostro alter ego virtuale, in un sistema che si ripresenta di fatto immutato rispetto alle scorse apparizioni del franchise. Gli sviluppatori hanno deciso di non stravolgere un multiplayer che funziona a meraviglia, andando solo ad apportare qualche aggiustamento qua e là dove necessario; come punto di riferimento hanno preso il “loro” Modern Warfare 2, col risultato che i COD Point di Call of Duty: Black Ops sono stati abbandonati in favore di un più semplice ed immediato sistema di sblocchi e ricompense. Tornano i perks e la gestione delle killstreak (le uccisioni in serie), che hanno subito un leggero bilanciamento e alcune modifiche per lo più marginali rispetto a quanto già visto in Modern Warfare 2 (in particolare, le seconde vengono definite ora Pointstreak, e possono essere conquistate anche completando obbiettivi di gioco).
La varietà di partite a cui poter partecipare è notevole, spaziando dai classici Deathmatch a squadre e Cattura la Bandiera, a tipologie più esotiche come Dominio, Demolizione e Sabotaggio; non mancano nella lista alcune modalità del tutto inedite, come Uccisione Confermata e Difensore a Squadre. L’elenco comprende partite standard ed altre avanzate, che vengono sbloccate soltanto al raggiungimento di un certo livello da parte del proprio soldato; ad esempio, per giocare alla modalità Tattico a Squadre dovremo prima essere promossi a caporale, dopo aver conseguito il decimo livello d’esperienza. Questo sistema incentiva i giocatori ad impegnarsi nella progressione del personaggio, al fine di sbloccare continuamente nuove armi, abilità e modalità di gioco; in merito a questo risulta anche molto piacevole la grande abbondanza di gadget equipaggiabili con l’avanzare dei livelli.
Le mappe disponibili sono al momento sedici, diverse delle quali ricalcano gli scenari della campagna singolo giocatore, tutte comunque ben strutturate e congegnate: alcune più adatte per scontri veloci e brutali, come Dome e Seatown, altre più grandi e tattiche, come Village e Outpost; aspettiamoci tuttavia ulteriori mappe in arrivo nei prossimi mesi, grazie ai DLC che Activision non mancherà presto di annunciare.
La modalità Survival (sopvravvivenza), in pratica la controparte di Infinity Ward e soci della modalità zombie di Treyarch, permette invece di affrontare ondate progressive di nemici in un vero e proprio ranking system, che tiene conto dei nostri risultati e di quelli degli altri players; questa modalità incoraggia l’uso di tattiche combinate e in cooperazione con altri giocatori per cercare sopravvivere il più possibile, e risulta particolarmente divertente se giocata insieme a degli amici.
Tornano infine dal predecessore le cosiddette Spec Ops (operazioni speciali): si tratta di sedici missioni pensate appositamente per la cooperativa a due giocatori, alla fine di ognuna delle quali otterremo un punteggio relativo al tempo impiegato e agli obiettivi conseguiti. Veloce e divertente grazie all’impegnativa sfida proposta, questa modalità è perfetta per passare svariate ore in compagnia di un amico, agendo assieme dietro le linee nemiche per completare le missioni e cercare ogni volta di ottenere tempi e punteggi migliori.
Tutte le possibilità offerte basteranno probabilmente per tenervi impegnati almeno fino al prossimo anno. Tra l’altro fanno il loro ritorno anche i famosi server dedicati, la cui assenza in Modern Warfare 2 aveva scatenato tante polemiche nell’utenza pc. La community costituita da milioni di appassionati connessi ad ogni ora e luogo, poi, non fa altro che accrescere il potenziale di questo gioco, trasformando ciascuna partita in una nuova sfida e rendendo potenzialmente illimitata la modalità multiplayer.

La classe non è acqua
Il motore grafico, chiamato nella nuova versione MW3 Engine, dall’alto dei suoi anni di onorata carriera è molto fluido e resta incollato ai 60 FPS anche in situazioni di esplosioni e sovraffollamento di corpi; inoltre il gioco gira senza problemi anche su hardware non più recentissimi, garantendo un’invidiabile leggerezza. I modelli e le animazioni in movimento sono naturali e belli da vedere, e le ambientazioni costituiscono un vero piacere per gli occhi grazie alla qualità del level design e all’accesa palette cromatica.
Tuttavia il prezzo da pagare per tutto ciò è un’effettistica che, per quanto molto migliorata con gli anni, non riesce a competere con lo strapotere tecnico esibito da Battlefield 3, mostrando un po’ i segni dell’età; in particolare, rispetto a quest’ultimo titolo si fanno notare un dettaglio poligonale inevitabilmente inferiore e alcune texture non sempre in altissima definizione. Gli sviluppatori sono stati più che abili nel riuscire a presentare ancora una volta al pubblico un titolo graficamente soddisfacente e di tutto rispetto, ma d’altronde è innegabile che di fronte al comparto tecnico di Modern Warfare 3 non casca più la mascella come poteva succedere ai tempi di Call of Duty 4. Forse, è proprio in virtù di questa superiorità grafica che quest’anno alcuni preferiranno puntare sull FPS di casa EA, ed effettivamente bisogna notare che il divario c’è e si nota. In ogni caso è opportuno non dimenticare che Battlefield 3, per essere goduto appieno, necessita di un computer dall’hardware molto più potente rispetto all’ultimo Modern Warfare, requisito che probabilmente non tutti i giocatori potranno soddisfare.
Merita una menzione la possibilità di attivare l’aiuto per daltonici, che imposta il gioco in modo da poter essere goduto a tutti gli effetti anche dai giocatori con questo problema; senza dubbio un’opzione gradita, che speriamo di vedere ancora in molti altri titoli.
Il comparto sonoro regala un buon doppiaggio in italiano e un'effettistica di ottima qualità, anche se forse non paragonabile ai bassi di Battlefield 3. Gli effetti sonori e le musiche fanno comunque tutto il possibile per calarci ancor più a fondo in questa grande giostra cinematografica.

Multiplayer
Fino a 16 giocatori

Hardware
Requisiti Minimi
- OS: Windows XP / Vista / 7
- Processore: Intel Core 2 Duo E6600 o equivalente
- Memoria RAM: 2GB
- Scheda video: Shader 3.0 o superiore, NVIDIA GeForce 8600GT o ATI Radeon X1950
- Spazio su HDD: 16GB
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Da una parte, il singleplayer diverte fino in fondo e il vastissimo reparto multiplayer competitivo continua a convincere grazie a diversi aggiustamenti alla rodata formula di gioco, qualche novità e il gradito ritorno dei server dedicati; completano l’offerta le modalità Spec Ops e Survival, entrambe ben realizzate e foriere di diverse ore di ulteriore intrattenimento. D’altro canto, i difetti storici della serie sono rimasti, con una campagna abbastanza lineare e poco longeva, un’intelligenza artificiale non eccellente e un motore grafico e fisico che inizia a far sentire il peso dell’età.
In sintesi l’ultima fatica di Infinity Ward e Sledgehammer Games non è un salto generazionale, è semplicemente l’evoluzione di un marchio che da anni preferisce puntare su una qualità altissima dell’esperienza di gioco, e lo fa senza mai deludere. Modern Warfare 3 non è un gioco epocale o particolarmente innovativo.
È solo un gioco realizzato con cura, e scusate se è poco.
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