Recensione di The Book of Unwritten Tales

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Avventura grafica
  • Sviluppatore:

     King Art Games
  • Data uscita:

     19 aprile 2012
8.2
Voto lettori:
9.3
- Solide dinamiche di gioco
- Umorismo degno delle avventure classiche
- Ottimo comparto grafico bidimensionale
- Alti e bassi nel ritmo della narrazione
- Solo in inglese
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A cura di Francesco Ursino (Mastelli Speed) del
Una buona avventura grafica dovrebbe raccontare una bella storia: partendo da questo assunto, è giusto affermare che il genere in questione è capace come pochi altri di trasportare il giocatore in mondi estremamente diversi, sia che si tratti di cupe ambientazioni sci-fi che di scenari fantasy. Proprio in quest’ultimo contesto può essere annoverato il nuovo prodotto dello studio tedesco KING Art Games, ovvero The Book Of Unwritten Tales; il titolo in questione, giunto finalmente in Italia dopo un lungo periodo di incertezze riguardanti la distribuzione europea, si è dimostrato un prodotto di sicuro valore: andiamo a vedere perché

This is a damn point and click adventure! No one dies.
Cominciamo col dire che l’originalità non è uno dei punti di forza del titolo; la storia narrata parla infatti di un gremlin, Mortimer MacGuffin, intento a scoprire il modo per porre fine all’eterna lotta tra il bene e male. L’unica soluzione è quella di trovare e impossessarsi di un misterioso artefatto: la riuscita di questa ricerca viene tuttavia interrotta dal temibile Munkus, un orco malvagio e vagamente “mammone” che, per impossessarsi del prezioso ritrovato, rapisce l'anziano gremlin. A impedire la vittoria dei cattivi una volta catturato MacGuffin, ci saranno lo gnomo Wilbur Weathervane, la bella Ivo, elfa dai capelli rossi, e il capitano Nate, un gagliardo cacciatore di tesori: questi avranno il compito di liberare il gremlin e raggiungere l’Arcimago, l’unico che può salvare il mondo dalle forze del male grazie all'artefatto cui accennavamo poc'anzi.
Il gioco, è bene dirlo, non si prende troppo sul serio, anche perché i cliché della storia si sprecano: il buon Wilbur, gnomo cameriere in un ostello ma aspirante eroe leggendario, incarna l’archetipo dell’eroe buono, intento a salvare il mondo indossando una pentola come elmetto, mentre i nemici proposti risultano esageratamente perfidi ma allo stesso tempo simpatici; tutta la narrazione, dunque, ha il merito di proporre una piacevole esperienza di gioco, riuscendo a divertire grazie alle varie citazioni e ai dialoghi brillanti e pieni di umorismo tipico delle avventure classiche.
E’ possibile dunque aggiungere che uno degli elementi che contribuiscono a rendere la fruizione del titolo estremamente piacevole è conferito dalla leggerezza con la quale vengono proposte le differenti situazioni narrate: solo per fare alcuni esempi, nelle primissime fasi di gioco verrà richiesto di catturare un topo azionando una sorta di robot tuttofare, oppure ci si impegnerà a costruire un paracadute in modo decisamente originale.

Un gameplay da manuale
Le dinamiche di gioco di The Book Of Unwritten Tales sono da riferirsi al genere del punta e clicca in tutti i suoi aspetti più classici; mouse alla mano, il giocatore dovrà risolvere alcuni puzzle dalla difficoltà non impossibile, che risulteranno in ogni caso una discreta sfida per i meno avvezzi alle avventure grafiche. La sfida proposta, dunque, sembra adatta a tutti i tipi di avventurieri: i più esperti, infatti, saranno felici di ritrovare alcuni elementi tipici dell’epoca d’oro, primo su tutti un umorismo spensierato, mentre i meno allenati potranno comunque portare a termine il gioco senza ricorrere in modo spudorato a soluzioni e walkthrough.
Tutti gli enigmi proposti, inoltre, posseggono una certa logica spicciola: per risolvere un determinato problema spesso e volentieri la prima intuizione sarà quella giusta; per aprire una cassa, dunque, servirà un semplice piede di porco, senza bisogno di voli pindarici.
Da ciò deriva una gestione dell’inventario semplice e intuitiva, visto che di volta in volta sarà possibile combinare tra loro gli oggetti raccolti. Collegata a queste dinamiche è la riflessione sulla ricerca degli oggetti stessi, che qualche volta risulta un po’ astrusa: in alcuni frangenti, infatti, gli elementi da raccogliere saranno discretamente mimetizzati col fondale di gioco, rendendone la ricerca discretamente farraginosa. Per ovviare a ciò gli sviluppatori hanno provveduto all’inserimento della possibilità, tramite la pressione della barra spaziatrice, di poter visualizzare tutti gli hot spot presenti nella schermata da analizzare.
Un altro elemento che può risultare leggermente negativo è collegato alla longevità del titolo: sebbene il gioco richieda infatti un minimo di venti, venticinque ore per essere portato a termine (e questo è un bene), spesso e volentieri alcuni frangenti sembrano essere stati piazzati nel bel mezzo della storia solo per allungarne la durata risultando, però, estemporanei e comunque legati in modo non del tutto sufficiente rispetto al resto delle sequenze narrative.
Così come descritto nel paragrafo precedente, i protagonisti del gioco saranno tre, tutti liberamente impersonabili nel corso dell’avventura. Spesso, infatti, la cooperazione tra i vari personaggi sarà fondamentale, dato che per compiere una determinata azione ognuno dei tre dovrà raccogliere un oggetto, trovarsi in un determinato posto oppure essere presente nello stesso momento e nello stesso luogo degli altri due.
La gestione dei dialoghi, infine, non presenta elementi di rilievo se non nel fatto che spesso, parlando con un dato personaggio, si potrà ottenere un determinato oggetto solo selezionando la linea di dialogo corretta; in ogni caso, non esistono snodi narrativi, quindi basterà selezionare tutte le varie voci per non rimanere bloccati nel corso dell’avventura.

La quieta e serafica bellezza del 2.5D
L’aspetto tecnico di The Book Of Unwritten Tales è più che positivo. Partendo dal comparto grafico, il gioco si presenta con un classico 2.5D, con fondali bidimensionali a far da sfondo a personaggi 3D. La qualità degli elementi 2D è di sicuro eccellente; il gioco offre scorci dal forte sapore fantasy realizzati in modo positivo, molto colorati ed ottimamente definiti. Il giudizio sui modelli tridimensionali non si discosta di molto da quanto detto per il 2D, sebbene sia possibile notare, specialmente durante le inquadrature più ravvicinate, una definizione delle texture non proprio eccellente.
Dal punto di vista hardware, è giusto dire che il gioco si dimostra, come spesso capita con le avventure grafiche, estremamente permissivo, rendendo possibile la fruizione dello stesso su configurazioni di differente potenza.
Per ultimo, un giudizio sul comparto audio: il doppiaggio, in inglese, si è dimostrato più che sufficiente nella maggioranza delle situazioni, rendendo appieno il carattere leggero e scherzoso dei dialoghi. Le musiche di sottofondo, invece, non si segnalano né in negativo che in positivo.
Una nota importante, infine, è quella sulla localizzazione del gioco: la versione da noi analizzata, infatti, era totalmente in inglese, sia nella voce che nei testi (probabilmente a causa delle difficoltà di distribuzione a cui abbiamo accennato in apertura di articolo). Se tutto ciò potrebbe causare una qualche difficoltà per i meno avvezzi alla lingua di Albione, è ancor più utile precisare che la localizzazione delle cut scene prerenderizzate, non così numerose ma comunque essenziali per poter comprendere l'evolversi della trama, è completamente assente, visto che i sottotitoli – anche in inglese – non sono contemplati.

Hardware
Requisiti minimi:

OS: Windows XP SP 3 / Vista / Windows 7
Processore: Pentium IV 2 GHz / Athlon 2.4 GHz
Memoria RAM: 1 GB RAM (Windows XP)/2 GB RAM (Vista / Windows 7)
Spazio su hard disk: 6 GB
Scheda video compatibile DirectX 9 con almeno 128 MB RAM e supporto PixelShader 2.0

Requisiti consigliati:
Os: Windows XP / Vista / Windows 7
Processore: 3 GHz CPU
Memoria RAM: 4 GB
Scheda video compatibile DirectX 9 con almeno 256 MB RAM e supporto PixelShader 2.0

Recensione Videogioco THE BOOK OF UNWRITTEN TALES scritta da MASTELLI SPEED The Book Of Unwritten Tales è un’ottima avventura grafica per molteplici ragioni: primo tra tutte, il carattere estremamente brillante della narrazione, che ha il merito di non prendere troppo sul serio quello che altrimenti potrebbe risultare come un canovaccio anche fin troppo ancorato ai classici canoni fantasy; in secondo luogo, le dinamiche da punta e clicca rivelano una struttura di gioco solida, adatta a differenti tipologie di giocatori, che si snoda attraverso le diverse ore di gioco proposte.
In ogni caso, sono presenti alcuni difetti, come ad esempio alcune perdite di smalto in certe sezioni narrative, la singolare disposizione di alcuni oggetti da raccogliere e soprattutto la mancata localizzazione dei testi in italiano e, nel caso delle cut scene, anche in inglese; senza dubbio quest’ultimo elemento, in conclusione, potrebbe far desistere da un acquisto che altrimenti risulterebbe assai consigliato, per non dire obbligato, a tutti gli amanti del genere
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    Numero commenti: 2
  • cantor
    Livello: 2
    712
    Post: 143
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    puahahahahaha a me sembra una citazione e anche divertente lol
  • rolfwar
    Livello: 2
    20
    Post: 19
    Mi piace 2 Non mi piace 0
    il trailer è tutt'un plagio della Cinematic di World of Warcraft:Wrath of the Lich King!!!
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