Recensione di Driver: San Francisco

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Guida arcade
  • Sviluppatore:

     Ubisoft Reflections
  • Distributore:

     Ubisoft
  • Lingua:

     Completamente in Italiano
  • Giocatori:

     1 - 8 (Multiplayer online)
  • Data uscita:

     2 settembre 2011 - 27 settembre 2011 PC
8.5
Voto lettori:
8.3
- Lo Shift funziona divinamente
- Gameplay frenetico ed esaltante
- Multiplayer spassoso
- La trama può non piacere
- Missioni secondarie simili tra loro
- Dettaglio grafico poco elevato
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A cura di Gianluca Santilio (musehead) del
San Francisco conta oltre sette milioni di abitanti ed occupa un'area di 600 chilometri quadrati. Il nome ispanico deriva dai primi colonizzatori della zona, dei francescani, appunto, spagnoli che costruirono piccoli villaggi unitisi nel tempo. L'Oceano Pacifico bagna la costa della città che pullula di turisti attratti dal mito della California. Non ci sono soltanto donne e mare: San Francisco vanta numerose attrazioni sia commerciali, con strade alla stregua di paradisi dello shopping, sia culturali, grazie all'offerta di musei di primissimo livello. Ai visitatori, però, si sconsiglia di girare per la città in auto: lo spirito di John Tanner potrebbe reincarnarsi in voi e devastare la vettura noleggiata. Per il bene della città, s'intende. 

Fuga dal limbo (in derapata) 
Quando il primo Driver arrivò nel 1999 sembrava avere un futuro radioso avanti a sé e le sedici milioni di copie vendute dal brand testimoniano un palese successo commerciale. Non critico, purtroppo, perché agli elogi del debutto sono seguite opinioni fortemente contrastanti, talvolta sfociate in bocciature, soprattutto dopo che GTA ha riscritto buona parte delle regole del free roaming. Finché il titolo sviluppato dai prodigiosi Reflections (attivi dal tempo dell'Amiga, sul quale svilupparono il leggendario Shadow of the Beast) è rimasto in scia a quello di Rockstar, è stato considerato spesso una seconda scelta, smarrendo parte dello spirito originale ed attrattiva, al punto che il declino della serie si è profilato in una progressiva flessione delle vendite.
Al publisher Ubisoft rimanevano poche scelte: tenere in sospeso la serie come negli ultimi cinque anni, finanziare un episodio sulla falsariga dei precedenti senza investirci troppo, oppure tentare una rivoluzione. Hanno preferito la terza possibilità, scommettendo su un game design di rottura. 

La trasmigrazione dell'anima secondo John Tanner
Il detective Tanner (che ritorna dopo la pausa di Parallel Lines) è un uomo di strada, non è nato con la vocazione dell'ufficio e sarebbe stato anche un peccato rinchiudere fra quattro mura il suo naturale talento al volante, che in passato gli è valso grandi soddisfazioni nelle fila della polizia. Anche qualche proiettile nella schiena, purtroppo, come quelli gentilmente piantati da Jericho, nemesi in Driv3r, il quale apre le danze in questa nuova avventura che parte con la sua fuga dalla prigione. Le vicissitudini costate care a Tanner spingono quest'ultimo a precipitarsi con la sua muscle car sulle tracce del criminale, con i primi spettacolari inseguimenti che hanno un epilogo inatteso: Jericho tende una trappola all'agente che, nel tentativo di fuggire, impatta violentemente contro un autocarro. Lì accade l'imprevedibile: dopo le prime strane sensazioni, lo spirito di Tanner schizza fuori dal corpo e fluttua incredulo sulla città. Ci sono tante persone laggiù, tutte le auto, il traffico, la vita comune, il panico seminato dal suo incidente. E poi di nuovo giù nella carne.
Esterrefatto, Tanner ci riprova e si rende conto, senza comprenderne le ragioni, di avere acquisito la capacità di passare dal suo guscio corporeo a quello di un altro guidatore in una qualsiasi zona di San Francisco. Quando prova a discuterne con Jones, suo compagno di pattuglia, viene anche preso in giro (sarà divertente convincerlo, tuttavia!) ma realizza che questa volta potrà lottare contro Jericho contando sui suoi nuovi poteri mistici! 

Sconvolti? 
Si suppone di sì. Intendiamoci, neppure gli inseguimenti urbani dei precedenti episodi erano particolarmente verosimili, ma sempre di esseri umani si trattava, stavolta ci ritroviamo con peculiarità che fra i videogiochi hanno trovato spazio in titoli come Messiah o Psi-Ops, che appartenevano al genere action fantascientifico. E' difficile crederlo, a questo punto, ma alla chiusura dei giochi (o prima, in relazione al vostro intuito) si giungerà ad un finale coerente e, almeno in parte, credibile.
Questa capacità di Tanner, nel frattempo, denominata Shift, ha permesso ai designer di sbizzarrirsi con trovate inedite nonostante gli obiettivi delle missioni rimangano talvolta quelli classici. Immaginate di essere alle calcagna di un malvivente con una vettura irrimediabilmente più veloce della vostra: non potreste acciuffarlo in condizioni normali, ma impossessandovi del conducente di un autocarro più avanti potreste mettervi di traverso per la strada e bloccare il passaggio, naturalmente scatenando una quantità ingente di danni collaterali a semplici passanti. Gustosissimo. E se proprio non riuscite a vincere una corsa cittadina? Abbattete gli avversari con qualsiasi automobile nei paraggi!
Il bello è che oltre all'azzeccatissimo filone narrativo principale, DriverSan Francisco propone decine e decine di missioni secondarie, costruite come storie parallele, con tutti i crismi: si spazia dal regista in cerca di incidenti spettacolari da filmare ai ragazzini col vizio delle corse clandestine, dal ricco che tenta di conquistare la sua donna con piroette in Lamborghini ai poliziotti licenziati che si divertono ancora a fare i vigilanti. A catalizzare la godibilità del tutto ci pensano dei dialoghi molto ben scritti che intessano una sceneggiatura frizzante e divertente fatta di mille ed improbabili siparietti. La moltitudine di situazioni parallele contribuisce inoltre ad estendere significativamente la longevità del gioco, non molto generosa seguendo la sola vicenda portante, ma abbondantemente prolungabile completando le tante side-quest, le quali, per forza di cose, tendono a ripetersi dopo un po' negli obiettivi. 

Destruction is the way 
Vien da pensare che a San Francisco tutto sia lecito per la polizia. I pedoni, per fortuna, vantano uno script che permette loro di evitare qualunque mezzo (proprio come in Midtown Madness) mentre tutte le cose inanimate sono destinate ad una fine misera, dato che durante gli inseguimenti assisteremo ad una distruzione su larga scala di oggetti e veicoli, ma senza mai turbare il resto della scena urbana, come una cascata di eventi deliranti ma circoscritti ad una bolla di caos. Fa piacere notare come il modello del danneggiamento delle auto sia ben sviluppato e derivi con tutta probabilità dalla lunga esperienza maturata dal team Reflections già dai tempi dell'apprezzato Destruction Derby sulla prima Playstation. Curata anche la fisica, la quale non ha la pretesa di apparire realistica e si ritaglia un profilo che privilegia il divertimento, con mezzi che risentono molto relativamente delle botte ricevute e che tendono a rimbalzare piuttosto che piantarsi.
A seconda dell'obiettivo da archiviare, ci capiterà di preferire una vettura ad un'altra anche per il suo potenziale distruttivo, ma sono tutte le auto a vantare una manovrabilità peculiare: vi sono davvero moltissimi modelli da pilotare e collezionare che richiederanno un approccio differente nel controllo, pur non perdendosi nella ricercatezza tipica delle produzioni più simulative. 

Galeotto fu il poligono 
Passiamo all'aspetto più dolente di questa produzione: la grafica, un bel problema per gli esigenti giocatori moderni. Detto senza mezzi termini, Driver: San Francisco sembra uno dei titoli di debutto dell'attuale generazione. Le panoramiche della città nella fase extra-corporea sono spettacolari e per nulla avare di poligoni, ma nelle fasi di guida bisogna assistere a scenari poco esaltanti. La sensazione è che questa pecca sia giustificata dal massiccio traffico che costringe l'hardware a muovere decine di automobili contemporaneamente e, soprattutto, a calcolare le traiettorie di ognuna, tant'è che il programma soffre di rallentamenti proprio nei momenti più concitati delle corse clandestine o degli inseguimenti con molteplici pattuglie di polizia. Una maggiore ottimizzazione avrebbe forse portato a risultati migliori, ma su PC, dove alcune macchine hanno una riserva di potenza considerevolmente superiore a quella delle console, sarebbe stata gradita un'opzione per settare un livello di dettaglio più gratificante. Per fortuna, l'azione è talmente frenetica che manca il tempo pratico per disperarsi. Stilisticamente si può esultare in virtù di una regia estremamente competente nelle cut scene (tanto in quelle realizzate con l'engine del gioco che in quelle precalcolate, nonostrante soffrano di un rendering di qualità altalenante) e in alcuni frangenti dell'azione, principalmente nelle fasi avanzate.
Valido l'accompagnamento musicale, che preferisce affidarsi ad una colonna sonora costituita soprattutto da brani più o meno celebri invece che di temi originali e vanta nel suo carnet artisti del calibro di Jamiroquai, The Cure, Flaming Lips o Queens of the Stone Age, ma quel che conta davvero è che ogni pezzo sia dannatamente calzante allo spirito di questa folle road adventure

Orgoglio e pregiudizio 
Anzi, pregiudizio e orgoglio. Il nemico principale del divertimento è proprio la convinzione che questa storia della reincarnazione sia una trovata da ultima spiaggia. Meglio sforzarsi di comprendere la filosofia di publisher e sviluppatore, che hanno preferito correre questo rischio per divincolarsi dalla scia o, peggio, dall'ombra di GTA: questo Driver: San Francisco senza lo Shift sarebbe stato dozzinale o quantomeno poco sorprendente, invece stupisce quando all'ultima missione ci si ritrova meravigliati per quello che ancora si sono inventati i game designer. La creatività corre sfrenata per la città con la complicità di situazioni mai vissute in precedenza e di una moltitudine di possibilità per risolverle, da quelle più scontate ad altre decisamente fuori di testa. E' l'impeto di orgoglio di una Ubisoft Reflections che riscatta la propria creatura da trascorsi pallidi tramite la formula della sorpresa, tanto spiazzante quanto vincente. L'unico serio ostacolo al godimento può essere costituito dai controlli, che tramite l'input da tastiera soffrono la mancanza del controllo analogico: fortemente raccomandato il pad. 

Multiplayer 
Come già ampiamente ribadito, questo episodio di Driver sfrutta molto bene i presupposti della sceneggiatura per realizzare un gameplay fresco e frenetico. Sebbene la narrazione non costituisca normalmente un punto di interesse nel multiplayer, è bello scoprire quanto funzioni bene lo Shift anche nelle sfide di gruppo. Sarà possibile attuare tutte le peculiarità scoperte nella campagna single-player, col notevole fattore di imprevedibilità derivante dalla possibilità concessa ad ogni giocatore, e non più solo a noi, di cambiare in ogni istante vettura. Sono disponibili inseguimenti di massa, fughe di massa ed una sana distruzione di massa, ma per i più tradizionalisti ci sono anche corse in stile classico.

Hardware
Requisiti minimi:

Sistema operativo: Windows XP
CPU: Intel Pentium D 3.0 Ghz o Athlon64 X2 4400+ 2.2 Ghz
RAM: 1 GB con Windows XP, 2 GB con Windows 7
Scheda video: 256 MB compatibile Shader 4.0
Spazio su disco: 10 GB
Recensione Videogioco DRIVER: SAN FRANCISCO scritta da MUSEHEAD Driver come non lo avete mai giocato, indisponente nell'idea di partenza e travolgente nella pratica. La sceneggiatura è audace ma ben congegnata, il mission design capace di garantire varietà e sorprese letteralmente fino all'ultimo, generando un fiume di adrenalina. Non è più un'alternativa a GTA: Driver torna a brillare di luce propria.
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    Numero commenti: 16
  • kewa
    Livello: 3
    259
    Post: 259
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da docdisco81
    Classe anni '80. NOI siamo la "generazione PAC-MAN". NOI abbiamo visto la nascita dei videogames. NOI sappiamo riconoscere a naso una grande novità. Tutto il resto sono chiacchiere. E, per inciso, ricordo a tutti i bimxxxxnkia presenti che SE QUI SOPRA LEGGETE UNA RECENSIONE E' PERCHE' ALLE SUE SPALLE C'E' UN ESPERTO! Capito? Non è che se a voi non piace, non merita il voto! E che miseria! Se volete dire la vostra, c'è l'apposita sezione "recensioni dei lettori". Lì, possibilmente in italiano ed in maniera chiara, potrete esprimere il vostro punto di vista. Ovviamente, per cortesia, date anche un briciolino di spiegazione logica...


    Io tempo addietro ho recensito questo gioco. Ho visto che le oppinioni su questo capitolo sono veramente contrastanti e noto con dispiacere che molti di voi lo considerino brutto e distante dalle origini.

    Preciso che io sono classe'83, ed ho giocato i titoli precedenti, volevo quindi sprecare qualche altra parola per questo quinto capitolo, secondo me un ottimo e vero ritorno alle origini.

    DRIVER e' tornato ad essere un gioco di corse, un gioco di macchine ambientato in città il cui scopo di fondo, come nel primo Driver era essere una specie di simulatore di inseguimenti di polizia.

    Il primo Driver prendeva buona parte della sua personalità dalla possibilità di avere dei raplay TV in stile poliziesco anni 70 con i quali driver dava sfoggio della grafica pomposa che aveva per il tempo su PSX.

    Putroppo nel 2013 per quanto "puristi" possano essere gli sviluppatori, con la liberà che GTA fornisce al giocatore, non dare la possibilità all'utente di guidare ogni macchina che vede sullo schermo non si può nemmeno prendere in considerazione, insomma i bambini vogliono tante macchinine, non ci sono storie e l'unico modo per ridare forza al brand era distanziarsi dalla concorrenza, riportando driver ad essere quello per cui è nato, puntando sopratutto ai ragazzi cresciuti con gli inseguimenti di "starsky & hutch" e "The Dukes of Hazzard", ricordando all'utenza che driver è motori e sgommate mentre gta è sparatorie e droga, in gta sono di più le macchine che fai esplodere rispetto quelle contro cui gareggi..

    Prima di concludere voglio ricordare cosa erano i primi 2 capitoli, nei quai si correva, la fisica e i danni per i tempi erano pazzeschi, c'erano un sacco di viette strette piene di cestini della spazzatura, tavolini, giornali per terra contro i quali urtare e far volare in aria, tutto all'unico scopo di dare spettacolarità agli inseguimenti, il tutto era enfatizzato dalle sospensioni esagerate, come esagerati, ma belli erano i danni alle vetture! Anni dopo usci un terzo capitolo su ps2 che doveva scontrarsi con gta3 dove le fasi a piedi erano orrende, ma alcune delle città in cui si guidava, specialmente instambul erano veramente ispirate. L'ultimo capitolo uscito prima di questo, fu un certo "Parallel Line" che invece personalmente (nonostante su SG ha ricevuto un voto più alto che Driv3r) lo trovai il capitolo peggiore della serie, ormai era nel sistema di gioco un completo clone di gta, e la grafica era veramente sotto tono, il sistema di guida era sempre più arcade e distante da quello "solido e fisico" delle origini.

    Quindi chiudo dicendo che questo Driver San Francisco ha fatto la gioia di chi come me aveva apprezzato Driver 1 per il sistema di guida ben perfezionato che dava il massimo negli inseguimenti cittadini, a chi come me non ha mai voluto vedere Driver diventare un imitazione di GTA!!
  • gex85
    Livello: 4
    345
    Post: 109
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Evitate inutili volgarità. Se il gioco vi piace bene, altrimenti non commentate o limitatevi a dire il perchè,l asciate perdere inutili ed infantili parolacce..molto spesso gratuite ed infondate
  • lord6990
    Livello: 3
    29
    Post: 13
    Mi piace 1 Non mi piace -1
    Fa veramente schifo sto gioco!!!!
  • .Mass
    Livello: 3
    15
    Post: 2965
    Mi piace 6 Non mi piace -2
    Ragazzi,esprimete il vostro parere senza affondare nella volgarità.
  • dvd88
    Livello: 4
    -48
    Post: 231
    Mi piace 2 Non mi piace 0
    molto carino e divertente all'inizio, purtroppo trp ripetitivo dopo le prime ore di gioco.
  • docdisco81
    Livello: 2
    183
    Post: 44
    Mi piace 8 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da Kaizodukan
    Ragazzi questo è un Driver che si stacca dalle origini dire che fa cagare è d abimbiminkia ma diamine un pò di elasticità mentale! per me è bello...


    Classe anni '80. NOI siamo la "generazione PAC-MAN". NOI abbiamo visto la nascita dei videogames. NOI sappiamo riconoscere a naso una grande novità. Tutto il resto sono chiacchiere. E, per inciso, ricordo a tutti i bimbiminkia presenti che SE QUI SOPRA LEGGETE UNA RECENSIONE E' PERCHE' ALLE SUE SPALLE C'E' UN ESPERTO! Capito? Non è che se a voi non piace, non merita il voto! E che miseria! Se volete dire la vostra, c'è l'apposita sezione "recensioni dei lettori". Lì, possibilmente in italiano ed in maniera chiara, potrete esprimere il vostro punto di vista. Ovviamente, per cortesia, date anche un briciolino di spiegazione logica...
  • Alexander Doom
    Livello: 6
    2692
    Post: 527
    Mi piace 3 Non mi piace -3
    Originariamente scritto da Kaizodukan
    Ragazzi questo è un Driver che si stacca dalle origini dire che fa cagare è d abimbiminkia ma diamine un pò di elasticità mentale! per me è bello...

    Peccato che l'intenzione dei programmatori era proprio quella di tornare alle origini... informiamoci prima di sparare cagate

    Originariamente scritto da AXL83
    Io vorrei tanto sapere chi sono qui bimbiminkia che si divertono a entrare nei thead e piazzare pollici in giu' senza cognizione di causa solo per il gusto di rompere i coglioni! Fatela finita, ragazzini!

    Eh già, non sai quanta ragione ti do .
  • Kaizodukan
    Livello: 1
    -81
    Post: 93
    Mi piace 4 Non mi piace -2
    Ragazzi questo è un Driver che si stacca dalle origini dire che fa cagare è d abimbiminkia ma diamine un pò di elasticità mentale! per me è bello...
  • Kaizodukan
    Livello: 1
    -81
    Post: 93
    Mi piace 6 Non mi piace -2
    Ragazzi questo è un Driver che si stacca dalle origini dire che fa cagare è d abimbiminkia ma diamine un pò di elasticità mentale! per me è bello...
  • SuperPippo
    Livello: 1
    75
    Post: 12
    Mi piace 7 Non mi piace -1
    Effevivamente c'e' un sacco di gente che non ha un cavolo da fare se non mettere pollici in giu' a minchia Mah

  • Livello: 4
    -397
    Post:
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    Io vorrei tanto sapere chi sono qui bimbiminkia che si divertono a entrare nei thead e piazzare pollici in giu' senza cognizione di causa solo per il gusto di rompere i coglioni! Fatela finita, ragazzini!
  • digio1996
    Livello: 7
    8811
    Post: 1071
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da AXL83
    Quando e' che vi deciderete a inserire nella recensione PC, screenshots e video della VERSIONE PC?


    lo faranno (almeno spero ) quando la differenza tra console e pc sarà veramente accentuata, tipo battelfield 3. Il gioco invece può piacere e non, diciamo che non sarà mai apprezzato dai fan della serie ma a d esempio io che nn ho mai giocato ai driver scorsi trovo che questo non sia niente male.. diciamo che è sa considerare un gioco nuovo, con una nuova formula!
  • docdisco81
    Livello: 2
    183
    Post: 44
    Mi piace 4 Non mi piace -2
    Driver San Francisco è un gioco brillante, come ho ribadito più volte nella mia recensione personale per la versione consolle. Un concept innovativo per un gioco di guida fuori dagli schemi. Chi cerca un gioco di guida arcade classico, se ne andasse a giocare la saga di Need For Speed! Voto meritatissimo! Però, ammettiamolo, bisogna essere intenditori per apprezzare. In fondo, le innovazioni non sono fatte per essere apprezzate da subito dal grande pubblico...
  • Alexander Doom
    Livello: 6
    2692
    Post: 527
    Mi piace 1 Non mi piace -14
    Ma come si può dire "Driver torna a brillare di luce propria." quando è proprio il contrario.... questo driver ha fatto cagare non poco, e l'unica versione che forse si salva, ma devo ancora provare per dirlo con massimo sicurezza, è quella per Wii... che è un prequel e in più non ha quella CAGATA dello shift...

  • Livello: 4
    -397
    Post:
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    ..e inoltre non vi e' menzione del fatto, inquietante tra l'altro, che la versione PC e' stata privata del PostProcessing, cosa invece presente nella versione console. E' segno evidente che alla Ubisoft stanno mettendo sempre piu' da parte gli utenti PC a favore di quelli console...ma a dirla tutta se i presupposti sono questi e sono tali da rappresentare ad ogni nuova uscita giochi castrati, posticipati di mesi, buggati e tra l'altro muniti di invasivi DRM, tantovale che la SH francese si tolga dai piedi una volta per tutte e faccia largo nel panorama videoludico ad altre SH capaci e che hanno a cuore la nostra fetta di clientela. Goodbye.
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