Recensione di Dungeon Siege 3

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Obsidian Entertainment
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-4 (Locale, Online)
  • Data uscita:

     17 Giugno 2011
- Combat System dinamico
- Grande varietà di nemici ed ambientazioni fantasy
- Ripresa degli elementi classici del genere
- Scarsa libertà decisionale
- Telecamera inadeguata
- Alla lunga monotono
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A cura di (samarcanda) del
Se negli anni ’80 i Dungeon Crawler vivevano il loro periodo dorato con titoli come Bard’s Tale e Dungeon Master, e, nel 2000, Diablo, che divenne ben presto uno dei titoli giudicati “indimenticabili” nel panorama videoludico mondiale, oggi, quasi 30 anni dopo, alcuni titoli per PC danno ancora molta fiducia al genere: Dungeon Siege III è fra questi. Seguito di una serie nata nientemeno che dalla mente di Chris Taylor, vi chiederà ancora una volta di armarvi di coraggio e soprattutto fantasia, per scendere fra paesaggi fatati ed angusti corridoi per guidare il vostro alter ego virtuale attraverso quest, scontri con miriadi di nemici e cattivissimi boss, aiutati da combinazioni di equipaggiamenti pressoché infinite, abilità di differente natura ed immancabili compagni di viaggio, il tutto condito dalla continua emozione regalata dall'acquisire dai corpi dei nemici caduti l’ennesima armatura fantastica o l’arma dei vostri sogni. 

L’ultima Legione 
Come ogni Dungeon Crawler che si rispetti, anche in questo caso faremo parte di una storia che giustificherà i nostri passi e l’obbligo ad impugnare spade e staffe: la regione di Ehb, un tempo regno tranquillo e sicuro, è scossa dall'assassinio del re e dai disordini che ne conseguono, alimentati all'inverosimile da Jayne Kassynder ed i suoi integralisti religiosi che utilizzano questo pretesto per accusare la gloriosa X Legione e sterminarla completamente…o quasi. Alcuni componenti, infatti, riescono a scampare al totale sterminio e noi siamo fra questi. Al termine del filmato iniziale, possiamo scegliere fra uno dei 4 orfani protagonisti, che avrà il compito di rivendicare l’orgoglio perduto ingiustamente dai nostri avi e riportare giustizia come è giusto che sia. Ogni orfano è così il rappresentante delle classiche macro-classi che possiamo trovare in qualsiasi RPG: Lucas Montbarron, figlio del vecchio Gran Maestro della Legione, è l’alter ego virtuale di coloro che sono abituati a farsi strada fra i nemici a colpi di spade e scudi; Anjali, un archon, è un ibrido umano/spirito di fuoco che può cambiare la sua forma e con essa la tipologia di attacchi sferrati; Reinhart Manx fa scaturire dalle mani grandi incantesimi ed effetti ad area mozzafiato mentre Katarina, figlia illegittima di Hugh Montbarron, incarna il perfetto binomio fra magie e colpi dalla lunga distanza con fucili ed armi da fuoco. Melee, maghi, ranged ed ibridi sono quindi tutti presenti per la gioia dei nostalgici ed appassionati.

No News No Party? 
Fatta la scelta di colui che vi interpreterà al meglio nel regno di Ehb, opterete di conseguenza per un gameplay differente a seconda della classe acquisita, in quanto ciascuna possiede caratteristiche peculiari che si sviluppano ed affinano nel corso di circa 20 ore di gioco fra main story e missioni secondarie; Rein e Kata, come è facile immaginare, preferiscono colpire letalmente da lontano, risultando piuttosto deboli una volta entrati nel corpo a corpo, così come invece Lucas farà stragi di nemici nel momento in cui la sua spada sarà il più vicino possibile alle loro teste. Il sistema di gioco, molto classico ed abbastanza lineare, si sviluppa attraverso una notevole quantità di ostacoli e creature, grazie a quest e dialoghi con differenti NPC che poco per volta ricostruiranno per voi la storia e le vicende. Non aspettatevi la grande profondità riscontrata nei classici del genere, tuttavia ancora una volta i dialoghi sviluppati da Obsidian spesso e volentieri rendono comunque intriganti aspetti che non lo sono, grazie alla maestria sviluppata nelle conversazioni, siano esse inerenti la trama principale o semplicemente uno scambio di parole con l’NPC di turno; potete compiere differenti scelte nei dialoghi anche se influenzerete solo parzialmente le azioni future, rimanendo comunque legati indissolubilmente a quanto la storia principale ha deciso per voi. Fondamentale è portare a termine più quest possibili, anche se secondarie, al fine di rimpinguare le proprie tasche e, soprattutto, potenziare esperienza ed equipaggiamento: una volta acquisite le missioni potrete decidere come e quando affrontarle e sarete facilmente guidati da un percorso luminoso che vi indicherà il cammino verso l’obiettivo; rovistare fra i corpi esanimi dei nemici o fra polverosi forzieri completerà il quadro, fornendovi una quantità smisurata di oggetti magici che andranno ad agire come da copione sulle abilità del vostro eroe. Non ci sono quindi particolari novità; il titolo di Obsidian si limita a giocare secondo gli schemi, spesso fin troppo. 

Ma le cose più semplici sono sempre le più genuine?
Quasi tutto è incentrato nel combattimento e potenziare il proprio personaggio è ciò che ci permetterà di procedere nell'avventura; agire sulle classiche stats quali intelligenza, agilità, resistenza, potenzierà l’attacco base e le abilità peculiari di classe; anche l’uso ponderato della parata spesso e volentieri faciliterà molti scontri. Il battle system, semplice ed immediato, è implementato dalle abilità sbloccabili con l’esperienza guadagnata salendo di livello: otterremo punti spendibili in skill attive e passive suddivise in 3 sottoclassi (abilità, competenze e talenti); interessante, anche se certamente non una novità, la maestria, ovvero la possibilità di diventare tanto più forti in un’arma tanto più la utilizzeremo. Il sistema sarebbe tuttavia risultato molto più versatile ed efficace se il numero di skill non fosse stato così limitato o quantomeno in grado di offrire una maggiore libertà di scelta e personalizzazione: pur potendo scegliere, infatti, la sensazione di trovarsi davanti ad un percorso a binari piuttosto che ad un bivio è alta. Una volta distribuiti i punti dietro le quinte, nel combattimento su campo troviamo che all'abilità di attacco base si affianca un colpo speciale utilizzabile attraverso l’accumulo ed il consumo di punti azione guadagnati durante gli scontri; avete a disposizione due stance per ogni personaggio (Lucas passa con un click dallo spadone a 2 mani a daga e scudo così come Kata impugnerà il fucile per passare alle due pistole negli scontri ravvicinati). 

Frenesia portami via! 
Non ci troviamo sicuramente di fronte ad un sistema di battaglie che verrà ricordato negli annali per la sua complessità, tuttavia per chi si accontenta di un’azione fluida e vorticosa, che trasporta sul campo colpi a raffica stile hack’n’slash, non rimarrà deluso. Cliccherete all’infinito per sferrare fendenti o formulare la magia di turno, scordandovi completamente della rigenerazione passiva dei punti vita: se non volete vedere la vostra barra scendere a zero dovete affidarvi a magie curative oppure a bolle fluttuanti lasciate casualmente dai cadaveri dei nemici appena caduti. Aspetto molto negativo in fatto di giocabilità è la visuale che fin troppo spesso è totalmente inadeguata alla scena che si sta svolgendo su schermo (ci accorgeremo dei nemici solo all'ultimo e più per le urla ed i suoni che emetteranno che per il fattore visivo), così come il sistema di selezione (soprattutto per gli attacchi a distanza) che può risultare difficoltoso e frustrante nel caso voleste correre per lasciare uno spazio di manovra fra voi ed i nemici che cercano di venirvi in corpo a corpo.

Un NPC per amico 
Viaggeremo con i nostri compagni che, purtroppo, non possono essere controllati nelle fasi di combattimento, ma solamente equipaggiati e istruiti prima; per fortuna questo elemento è perfettamente bilanciato da una I.A. degli stessi davvero ottima: sapranno sempre cosa fare e come, e non vi sembrerà mai di dover affrontare decine di nemici tutto da soli. Il progress dei nemici incontrati è quasi sempre equilibrato al vostro e spesso buttarsi a testa bassa in uno scontro senza prima pensare può portare solo a dover cliccare continuamente il tasto “Reload Game”. Il Multiplayer esistente (2 giocatori in LAN e fino a 4 online) non fornisce particolari problemi di LAG, tuttavia risulta fine a se stesso in quanto l’impossibilità di salvare gli oggetti guadagnati durante la partita non porta a nessuna reale crescita del personaggio. Risulta particolarmente divertente se vorrete spaccare qualche testa affiancati da un amico, ma l’avventura single player rimane la scelta migliore per lo sviluppo del vostro eroe. 

La noia che uccide ogni rapporto 
Dopo alcune ore di gioco in single player, tuttavia, la sensazione di noia può prendere il sopravvento a causa della ripetitività delle azioni di base e dei combattimenti che, malgrado ruotino attorno a fendenti rocamboleschi e magie elettrizzanti, sono alla lunga sempre gli stessi; inoltre un pizzico di caratterizzazione in più dei boss di turno e delle loro strategie di attacco non avrebbe guastato così come una più vasta varietà delle azioni da svolgere. Sicuramente, a meno che non siate fortemente curiosi di vestire i panni di un altro degli altri quattro orfani per sperimentarne le abilità, difficilmente rigiocherete il titolo una seconda volta.

Senza infamia senza lode
Graficamente parlando, pur non gridando al miracolo, il gioco risulta piacevole e spesso e volentieri saranno offerti ai nostri occhi scenari fantasy molto coinvolgenti ed effetti magici impressionanti, il tutto condito da una grande varietà di creature e nemici; il dettaglio dei personaggi e degli equipaggiamenti è buono anche se nei primi piani le espressioni facciali risultano piuttosto scarse. La visuale limitata risulta un fattore negativo per un totale coinvolgimento nell'ambiente di gioco e non è certamente giustificata dalla gestione di dettagli su schermo piuttosto nella norma e non mozzafiato come ci si potrebbe aspettare. Gli effetti di luce e la gestione degli stessi nelle opzioni del gioco permettono di creare vari stili di atmosfera, rendendo un bosco ora più luminoso, ora cupo e sinistro. Anche coi dettagli al massimo non ci sono problemi di sorta: tutto rimane fluido ed immediato, caricamenti e salvataggi compresi. Il doppiaggio è ben strutturato e le musiche si sposano sufficientemente con le situazioni e gli ambienti su schermo.

Hardware
Requisiti Minimi di Sistema:
Sistema operativo: Windows XP SP3, Vista SP1, Windows 7
Processore: Core 2 Duo 2.5 GHz o equivalente
Memoria: 1.5 GB
Grafica: ATI Radeon HD 3870 or NVIDIA 9800 GT
DirectX®: DirectX® 9.0c
Hard Drive: 4 GB per l’installazione completa
Suono: Scheda sonora integrata nel sistema

Requisiti Consigliati:
Sistema operativo: Windows 7
Processore: Core i5 750 2.67 GHz o equivalente
Memoria: 2 GB
Grafica: ATI Radeon HD 4870 oppure NVIDIA GTX 26
Recensione Videogioco DUNGEON SIEGE 3 scritta da SAMARCANDA Dungeon Siege III è un gioco piacevole, che sicuramente sarà in grado di accendere una scintilla nei nostalgici, così come offrire qualche ora di divertimento anche ai meno avvezzi del genere, grazie alla sua immediatezza e facilità di gestione. Non ci troviamo sicuramente di fronte a qualcosa che ci farà rimanere davanti al PC a bocca aperta, proprio a causa di una linearità e ripetitività che dopo alcune ore può far storcere il naso a coloro che fanno della propria vita virtuale un mix di colpi di scena e continui cambi di situazioni. Non si esclude che molti, se non mossi dal forte desiderio di vedere a tutti i costi come andrà a finire, potranno passare ad altri lidi prima di terminare completamente il gioco. Un titolo quindi da provare se si ama il genere o semplicemente ci si vuole avvicinare gradualmente ad esso in attesa di avventure e sfide maggiormente all’altezza di tale definizione.
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