Recensione di DiRT 3

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Simulazione guida
  • Sviluppatore:

     Codemasters
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Lingua:

     Italiano
  • Data uscita:

     24 maggio 2011
8.7
Voto lettori:
8.6
- Comparto tecnico di primissimo livello
- Vario e sopratutto divertente
- Sistema di guida profondo...
- ... ma che presta al fianco ad alcune ingenuità
- veicoli poco differenziati tra di loro
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A cura di (AleZampa) del
Due anni e mezzo dopo il carrozzone di DiRT 2, torna sui nostri PC la serie Codemaster orfana del compianto Colin McRae, con il suo carico di adrenalina, derapate, strade fangose e tanto, tanto divertimento. Pur mantenendone invariata l'impostazione, la software house inglese ha promesso diverse novità, modalità e un ritorno ad una approccio più simulativo. Colleghiamo quindi il volante al PC, indossiamo i guantini antiscivolo e prepariamoci ad affrontare una lunga e polverosa strada verso il successo.

Nè simulazione nè arcade, DiRT sa solo quello che non è
Prima di dare un occhio alle nuove modalità di gioco, al comparto multigiocatore e all'aspetto tecnico del titolo è bene fare una piccola precisazione: non ci interessa raffrontare il modello di guida di DiRT 3 con altri giochi più simulativi o più arcade, non è nostra intenzione esprimere una preferenza verso un tipo di gioco o l'altro, perchè non sarebbe corretto nei confronti del titolo che abbiamo recensito e soprattutto nei confronti dello sviluppatore. Codemaster, nel bene e nel male, ha sempre dato una sua precisa impronta ai giochi di corse, svincolandosi dall'infinito dualismo (presente di fatto in ogni tipo di riproduzione sportiva e non) tra arcade e simulazione, proponendo un modello di guida profondo che però non scoraggiasse anche i nuovi giocatori, dando a chiunque la possibilità di approcciarsi con profitto ai propri prodotti. DiRT 3 non fa eccezione, ed è per questo che non verrà valutato in base alla sua impostazione, ma semplicemente in base alla sua realizzazione e al divertimento che è in grado di garantire.
Ma partiamo dall'ossatura del titolo, quella modalità carriera, chiamata Tour DiRT, che ci permetterà di affrontare quattro stagioni con le nostre natiche appoggiate su sedili da corsa e ci vedrà affrontare diversi tipi di gara, dalle sempreverdi tappe del Tour Rally ai Testa a Testa (nei quali affronteremo un avversario in parallelo), dai Rally Cross (gare Rally con però diversi concorrenti contemporaneamente presenti in pista) alle gare Drift, passando per Land Rush (nelle quali potremo guidare veicoli come buggy o fuoristrada) e Trail Blazer, fino alla nuovissima modalità Gymkhana. Questa specialità, che ci verrà introdotta dal maestro Ken Block, è un po' la quintessenza del lavoro svolto da Codemaster: una gara fatta per creare spettacolo che richiederà una notevole perizia e controllo del mezzo. Alla fine del secondo anno del tour impareremo infatti a eseguire particolari trick, come abbattere cancelli in pieno drift o girare a tutta velocità intorno a pali ed ostacoli di vario tipo, che ci permetteranno poi di sfidare altri avversari in apposite aree nelle quali il nostro scopo sarà compiere quante più evoluzioni possibili e guadagnare più punti degli altri. Le gare che dovremo affrontare sono varie ed impegnative, e ci sarà richiesta notevole padronanza del mezzo per prevalere sugli altri e compiere evoluzioni spettacolari.
Ma torniamo alla modalità Tour DiRT: ogni volta che finiremo una gara (non necessariamente al primo posto, nonostante a livello medio non sia una missione impossibile), raggiungeremo determinati obiettivi (come ad esempio eseguire una derapata di una determinata lunghezza in gara) che ci daranno punti reputazione. Quando ne avremo a sufficienza, sbloccheremo nuovi percorsi, campionati, modalità e veicoli, senza bisogno di guadagnar soldi, legando così l'unlock degli eventi alla nostra semplice progressione. La possibilità inoltre di procedere non in sequenza, e di lasciare indietro le gare a noi più indigeste daranno la sensazione di avere il controllo della propria progressione, portandoci al termine della carriera in maniera abbastanza agevole.
Il multiplayer, ovviamente immancabile, ci darà la possibilità di affrontare gare tradizionali sfidando utenti in giro per il mondo o gettarci nella modalità party, che ci metterà davanti a modalità bizzarre gare mutuate perlopiù da altre tipologie di giochi, come una sorta di Capture the Flag in salsa rally.

Se non ti sporchi le ruote, godi solo a metà
Sin dall'annuncio di questo DiRT 3, Codemaster aveva promesso un ritorno alle origini del brand, con un sistema di guida più complesso e simulativo, riuscendo però, a conti fatti, a raggiungere l'obiettivo solo in parte. La grande forza del titolo risiede proprio nella sua immediatezza, che non è in questo caso sinonimo di semplicità: il sistema di guida è infatti molto profondo e ben realizzato, con veicoli che rispondono perfettamente ai nostri input e terreni dalle diverse caratteristiche da imparare ad affrontare con perizia (nonostante le differenze non siano abissali). La possibilità inoltre di scegliere tra ben sei diversi livelli di difficoltà dell'IA avversaria (che si comporta finalmente in maniera realistica e meno "inquadrata") e attivare o disattivare qualsiasi tipo di aiuto fa sì che ogni giocatore possa trovare il giusto grado di sfida, fermo restando che, anche disabilitando qualsiasi tipo di aiuto, il titolo manterrà comunque un'impronta legata alla spettacolarità delle gare piuttosto che alla loro aderenza alla realtà.
La sensazione di velocità rimane comunque un marchio di fabbrica che non tradisce nemmeno in questa sua iterazione, anche se a volte bisogna fare i conti con un "effetto scivolo" non molto gradevole, dato dall'impressione generale che le macchine abbiano un loro peso specifico mal calibrato, per non dire inesistente. Anche la difficoltà, per quanto generalmente ben calibrata, a volte subirà degli sbandamenti, sopratutto in concomitanza delle gare più impegnative. A venire incontro al giocatore però, sempre a dimostrare l'impronta non proprio hardcore del titolo, è la possibilità di usare i replay, che allenteranno così la tensione delle gare più lunghe, dandoci la possibilità di tornare indietro poco prima di un eventuale errore e continuare senza intoppi. Va da sè che per scoraggiare l'abuso di tale funzione prenderemo meno punti reputazione ogni qualvolta finiremo una gara avendo sfruttato almeno un replay.
La natura "personale" del titolo Codemaster si palesa anche nella scelta dei veicoli nella loro gestione: se infatti è vero che ci viene concessa la possibilità di effettuare un blando tuning sulle macchine selezionabili, è altrettanto vero che queste non avranno gli attributi delle caratteristiche visibili, facendo così in modo che in sostanza quasi ogni vettura sia adatta ad ogni gara, appiattendo forse eccessivamente un importante aspetto strategico. Un ultimo plauso infine al sistema dei danni, croce e delizia di questo genere di produzioni, che in DiRT 3 trova un ottimo esponente: il sistema delle collisioni è infatti dettagliato e preciso, e ad ogni urto potremo vedere la nostra vettura modificata e ammaccata, anche se raramente a questo corrisponderà ad una effettiva diminuzione delle prestazioni.

Dalle Alpi alle Piramidi
Dal punto di vista tecnico il lavoro di Codemaster è praticamente ineccepibile. Il frame rate è solido e stabile, la velocità, come detto, non mancherà, e i circuiti, oltre che essere realizzati con cura, sono vari e con un livello di dettaglio invidiabile. Gli effetti atmosferici sono di primissimo livello, così come la cura e la precisione riposta nella costruzione dei modelli delle diverse auto. Vi ritroverete in men che non si dica con la macchina ricoperta di realistici schizzi di fango, e il tutto vi sembrerà talmente naturale da non rendervene quasi conto. Il motore EGO fa perfettamente il suo dovere, muovendo, oltre che tutto questo ben di dio poligonale, anche dei menù decisamente stilosi e curati, il tutto accompagnato da un accompagnamento sonoro sempre all'altezza e mai ripetitivo. A voler essere puntigliosi, l'unico appunto che si potrebbe fare a questo comparto è l'effettiva efficacia delle diverse visuali della vettura, a volte non perfette e la cui utilità è troppo variabile in base al tempo atmosferico.

Multiplayer
- Online e split screen

Hardware
Requisiti minimi:

- Sistema operativo: Windows XP, Vista o Seven
- Processore: AMD Athlon 64 X2 da 2.8 GHz o Intel Pentium D 2.8 GHz
- Ram: 2 GB di RAM
- Vga: Scheda grafica AMD Radeon HD 2000 256 MB, 256 MB GeForce Serie 8000
- Hard disk: 15 GB di spazio libero su hard disk

Consigliati:

- DirectX 11
- Sistema operativo: Windows Vista o Seven
- Processore: Phenom AMD o Intel Core i7 II
- Ram: 3 GB di RAM
- Vga: Scheda grafica AMD Radeon HD 6000 Series
- Hard disk: 15 GB di spazio libero su hard disk
Recensione Videogioco DIRT 3 scritta da ALEZAMPA Inutile stare a scervellarsi sulla componente simulativa di DiRT 3, il fattore su cui ogni videogiocatore dovrebbe focalizzarsi è invece la quantità di divertimento e soddisfazione che il titolo Codemaster riesce a dare, ai giocatori pro così come ai neofiti. Il modello di guida reattivo e profondo (seppur con diverse lacune da correggere), la modalità carriera varia e divertente e un comparto grafico al top della categoria fanno di questo DiRT 3 una produzione di assoluto spessore, che piacerà senza riserve agli appassionati della serie e avrà anche il pregio di non scoraggiare i neofiti, ma anzi guidarli lungo la curva (in derapata) di apprendimento fino alla totale padronanza del titolo.
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