Recensione di Fable III

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Lionhead
  • Distributore:

     Microsoft
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     29 ottobre 2010 Xbox 360 -20 maggio 2011 PC
7.8
Voto lettori:
6.8
- Albion è magnifica
- Design ispirato
- Alcune piccole perle di game deign
- Combat System poco profondo
- Livello di sfida troppo basso
- Alcuni aspetti sono troppo esemplificati
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A cura di (AleZampa) del
A diversi mesi dal rilascio per Xbox 360 ecco finalmente approdare anche sui lidi PC la terza avventura di Lionhead ambientata ad Albion (seconda per questa piattaforma), che ci darà la possibilità di vedere le cose da un punto di vista totalmente nuovo, quello del Re. Senza rovinare la sorpresa a nessuno, possiamo infatti dirvi che ad un certo punto dell'avventura riusciremo a conquistare il trono, e il peso del regno si riverserà immancabilmente sulle nostre spalle, mettendoci di fronte a scelte difficili. Se quest'idea è valida e ben sfruttata lo scoprirete leggendo queste nostre righe dedicate a Fable III.

Viva la Revoluciòn
Ma andiamo con ordine, visto che la strada verso la corona è lunga e costellata di cancelli sbarrati: le avventure narrate in Fable III sono collocate una cinquantina di anni dopo quelle vissute nel suo predecessore. Nei panni del figlio di quell'eroe dovremo mettere fine alle bizze ed al malgoverno di nostro fratello Logan, stringendo amicizie, guadagnando la fiducia del popolo e infine guidandolo verso una rivoluzione dall'esito praticamente scontato. Qui sta la brillante intuizione del team capitanato da Peter Molyneux: dare la possibilità al giocatore di sapere cosa si prova avendo sulle spalle un regno da gestire, promesse da mantenere e un minaccioso nemico da fronteggiare, laddove la quasi totalità dei giochi si sarebbe fermata. Perchè per riuscire a spodestare nostro fratello, dovremo fare delle promesse, scendere a compromessi, firmare insomma delle cambiali. E una volta avute le chiavi del regno, le cambiali andranno pagate.
Saremo messi dunque davanti a diverse scelte, alcuni semplici, altre davvero molto difficili, decisioni che metteranno in discussione il valore della nostra parola e delle nostre promesse con un bene superiore, con la cosa invece che va fatta, non che è giusto (o onorevole) fare. L'idea è sicuramente ottima e ben implementata, ma forse risulta superficiale nella sostanza, visto che l'impressione (ma è cosa comune di quasi tutte le nostre decisioni) è che a parte sul nostro aspetto e poco altro non si riesca davvero a influire in maniera determinata sul mondo e sullo scorrere degli eventi. Si ravvisa però un chiaro (ed apprezzato) tentativo di portare la narrazione su toni più adulti, riuscito solo in parte. Se infatti l'introduzione è da applausi, quello che lascia stupiti è forse l'eccessiva superficialità della caratterizzazione dei personaggi, stereotipati ed appiattiti verso banali clichè, e questo è un peccato visto il buon (ma non strepitoso) impianto narrativo e sopratutto l'incredibile vivacità di Albion.

Si, ma che dobbiamo fare in Fable 3?
Essendo già stata recensita (e con dovizia di particolari) la versione Xbox 360 del titolo, siamo partiti nella nostra recensione dall'aspetto saliente del titolo e non dal gameplay, dando per scontato che tutti sappiano di cosa si stia parlando. Per chi invece non si fosse mai approciato alla saga di Fable, sappia che si tratta di un action GDR che verte, forse unico nel suo genere, più su un approccio "sociale" e interattivo piuttosto che sui combattimenti e sulla crescita del personaggio, elementi che comunque sono ovviamente presenti e di cui parleremo più avanti. All'interno infatti di un classico sistema di quest principali e secondarie, come da tradizione, troveremo un complesso sistema di interazioni sociali, con personaggi che varieranno il modo di confrontarsi con noi in base al nostro comportamento e alle scelte che compiremo. Per una volta infatti non saremo solo bianchi o neri, ma potremmo coprire diverse scale di grigi che costituiranno la nostra personalità, in base alla quale i personaggi che abitano Albion (anch'essi caratterizzati da diversi fattori, come l'estrazione sociale, l'impiego, l'orientamento sessuale o il carattere) cambieranno il comportamento. Vero motore del gioco è infatti l'interazione con i personaggi e l'espressione che riusciremo a dare di noi all'interno dell'ambiente di gioco, da simpatici e opulenti signorotti, a ometti oscuri e nervosi. Gradita novità è la possibilità di prendere per mano qualunque NPC, che darà vita in qualche occasione a quest o particolari reazioni, ma questa nuova feature, così ben sfruttata in alcune missioni della trama principale, risulta praticamente inutilizzata (e inutile) in tutti gli altri ambiti.
Non si vive però di sole interazioni sociali, passeggiate mano nella mano ed Espressioni affascinanti: c'è una rivoluzione da portare a compimento, un despota da rovesciare e un nemico più oscuro da combattere, e per fare questo dovremo padroneggiare al meglio il sistema di combattimento pensato da Lionhead, invero abbastanza semplice e basilare. A nostra disposizione avremo tre attacchi: uno per la mischia, tramite l'utilizzo di armi corpo a corpo, uno per le armi da distanza e uno per la magia. Durante i combattimenti sarà possibile utilizzare un solo incantesimo alla volta, e mischiare i diversi attacchi, pur non dando vita a specifiche combo, risulta divertente e appagante, per quanto raramente il livello di sfida sia sufficiente. Proseguendo poi nella strada verso il trono ci verrà data la possibilità di usare particolari guanti a cui si potrà legare una specifica magia (una per guanto), dando vita così a combinazioni potenzialmente devastanti, che, in alcuni casi, vi daranno un vantaggio fin troppo evidente sui nemici. Le armi sono tante e varie, ma il fatto che all'aumentare della propria abilità, anche le armi evolvano con noi (con un aspetto variabile in base all'allineamento) farà si che in molti decidano di investire tutto su una sola fida compagna di avventura che cresca insieme a loro. Vincere nei combattimenti (così come completare quest) inoltre assegnerà dei Punti Gilda, che oltre ad essere la rappresentazione del numero di seguaci pronti a combattere per noi potranno essere spesi per aprire i forzieri lungo la strada verso il trono.
Il livello di sfida offerto da Fable III, come anticipato prima, è davvero molto basso. A partire dai combattimenti, che raramente metteranno in difficoltà il giocatore medio (in caso di morte oltretutto verremmo resuscitato all'irrisorio costo di quale Punto Gilda, che recupereremo non appena terminato lo scontro), fino alle sfide data dalla gestione economica delle nostre risorse, troppo permissiva nel far acquistare case e possedimenti che, messi in vendita, ci faranno vivere di rendita per il resto dell'avventura. Nonostante la versione PC abbia un livello di difficoltà aggiuntivo, chiamato "Sfida", questo non basta a rendere il titolo più bilanciato: la mancanza di rigenerazione, il maggior numero di nemici e la loro resistenza aumentata è infatti vanificato dal solito sistema di respawn istantaneo, che rende semplicemente i combattimenti più lunghi senza aggiungere nulla alla gratificazione nell'averli superati. Anche la narrazione e la trama non sono esenti da difetti, con dei personaggi troppo stereotipati e poco sviluppati e una seconda metà dell'avventura troppo fiacca rispetto alla prima.

Perchè vagare per Albion allora?
In effetti, da quanto scritto finora, sembra che siano più i difetti dei pregi di questo Fable III. Ciò che ci rende più morbidi nella valutazione, che ci fa chiudere un occhio sulle oggettive pecche della produzione è quella subdola magia che pervade ogni singola esplorazione per le terre conosciute. Vagare per Albion è un vero piacere: il colpo d'occhio notevole, lo stile personale e colorato, con un gran numero di dettagli ed animazioni dei personaggi verosimili e realizzate a regola d'arte. Il miglioramento rispetto al predecessore, sopratutto a livello di numero di poligoni e profondità di campo è evidente, ed a parte un filtro anti-aliasing quasi inesistente e sporadiche incertezze nel caricamento delle texture non possiamo trovare altri difetti rilevanti. La possibilità di interagire con chiunque, di scoprire side quest molto ben studiate, di trovarsi in mezzo a situazioni che vanno dal grottesco all'ilare è un valore aggiunto che è difficile trovare in altri titoli e che rende la produzione Lionhead meritevole di essere provata e vissuta, in virtù anche di alcune scelte di game design davvero azzeccate, come il tentativo di eliminare un'interfaccia grafica in favore di una virtuale e navigabile col personaggio, o la metaforica strada verso il trono, che rappresenta uno splendido escamotage narrativo.

Hardware
Requisiti consigliati
Sistema operativo: XP SP3 32, 32/64 Vista, Win 7 32/64
CPU: Intel Core 2 Duo a 2 GHz o AMD Athlon X2 4000 +
Memoria: 2GB
Spazio su disco rigido: 12 GB di spazio libero
Scheda video: 7600GT NVIDIA o ATI HD 2600 Pro
DirectX: 9.0c
Rete: Internet richiesto per la modalità multigiocatore

Requisiti minimi
Sistema operativo: XP SP3 32, 32/64 Vista, Win 7 32/64
CPU: Intel Core 2 Duo a 2 GHz o AMD Athlon X2 4000 +
Memoria: 2GB
Spazio su disco rigido: 12 GB di spazio libero
Scheda video: 7600GT NVIDIA o ATI HD 2600 Pro
DirectX: 9.0c
Rete: Internet richiesto per la modalità multigiocatore
Recensione Videogioco FABLE III scritta da ALEZAMPA Fable III è un ottimo gioco, che tuttavia più di altri soffre il passare del tempo. Nonostante siano infatti trascorsi pochi mesi dall'uscita per Xbox 360, rigiocarlo ora non fa che acuire le recriminazioni verso un sistema di combattimento buono ma che poteva essere reso più profondo, una narrazione non all'altezza delle aspettative nella seconda parte, e una generale banalizzazione di alcune meccaniche che forse potevano essere meglio sviluppate. La versione PC inoltre, nonostante il ritardo, non offre in sostanza nulla di più di quella console, se non un livello di difficoltà aggiuntivo (ma mal calibrato) e alcuni comandi mouse/tastiera non ottimizzati. Nonostante ciò, l'incredibile lavoro di design dello studio, unito ad un mondo pulsante, bello da vedere e da abitare, ne fanno un ottimo titolo che sicuramente vi ripagherà delle ore spese.
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