Anteprima di The Witcher 2: Assassins of Kings

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     CD Projekt Red
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Lingua:

     Sottotitolato in italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     17 maggio 2011 (PC) - 17 Aprile 2012 (X360) - Autunno 2012 Mac
ASPETTATIVE
- Tecnicamente superbo
- Storia intrigante e personaggi carismatici
- Divertente ed immediato
- Fedele all'opera originale
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A cura di Luca Forte (drleto) del
A poco più di un mese dall’uscita, The Witcher 2: Assassins of Kings torna a far parlare di sé grazie ad una corposa versione d’anteprima giunta in redazione. Occasione colta al volo per verificare lo stato di salute di uno dei titoli per PC più attesi dell’anno, oltre che uno dei giochi di ruolo più promettenti degli ultimi tempi.

Bando alle ciance
Del titolo firmato CD Projekt abbiamo già parlato abbondantemente nei mesi scorsi grazie ad un lungo hands on effettuato su una missione collocata cronologicamente a metà dell'arco narrativo (coloro che volessero maggiori dettagli sul background dei personaggi, l’ambientazione e la realizzazione di The Witcher 2 possono trovare qui maggiori informazioni). In questo caso abbiamo invece potuto vivere i primi istanti di gioco, quelli che allacciano la fine del primo capitolo con gli avvenimenti di Assassins of Kings. Sia che si decida di importare il salvataggio dal predecessore, sia che si scelga di cominciare una partita ex novo, ci troveremo di fronte a Geralt, l’albino protagonista della saga, incatenato e torturato dai suoi carcerieri. Sul corpo del Witcher ferite vecchie e nuove compongono un crudo puzzle, che narra le molteplici avventure e difficoltà che il nostro ha dovuto superare. Non ci è dato sapere il motivo di questa prigionia, ma presto Vernon Roche, quello che sembra essere il capo della prigione, ci fa chiamare a sé per ricostruire gli attimi che ci hanno portato a compiere il supposto reato.
Similmente a quanto visto nell’ultimo capolavoro Bioware, Dragon Age 2, la storia sarà narrata, perlomeno inizialmente, tramite lunghi flashback grazie ai quali ci verrà introdotta gradualmente la situazione socio/politica di Temeria, il regno di Re Foltest. Nonostante queste memorie inizino in maniera più che piacevole per lo Geralt, avvinghiato al nudo corpo di Triss - potente maga e consigliere del monarca - la situazione si farà presto meno rosea: assisteremo il re in un lungo e cruento assedio ad una fortezza nemica, per diretta conseguenza di ciò che è successo alla fine del primo capitolo.
Enormi macchine d’assedio si stagliano sullo sfondo brulicante di cadaveri e soldati e, nonostante la ritrosia dei Witcher nello schierarsi a favore di una fazione, accompagneremo in prima persona Foltest in questo suo feroce attacco, risolvendo oltretutto spinose situazioni che solo le eccezionali capacità di uno Strigo - questa la traduzione italiana del termine utilizzata nei libri editi nel nostro paese - possono gestire. Non proseguiamo oltre nel descrivere la trama, da una parte per ovvia richiesta degli sviluppatori, dall’altra per non rovinare uno dei prologhi più intensi degli ultimi anni, dove già dopo pochi istanti assisteremo un’impennata del ritmo della narrazione, tra intrighi, draghi, elfi e tradimenti. Ci chiediamo come la cadenza degli eventi possa mantenersi così sostenuta fino al termine dell’avventura, ma già l'idea di andare a scoprire il passato di Geralt, tenuto più o meno celato con la scusa di un'amnesia nel primo capitolo, non può che entusiasmare gli amanti dei libri di Sapkowski, finalmente in grado di allacciare strettamente gli avvenimenti del gioco con quelli dei libri.

Action
Sono passati diversi anni dalla pubblicazione del primo The Witcher e gli sviluppatori di CD Projekt, oltre ad aver cambiato completamente il motore di gioco, abbandonando il glorioso Aurora Engine di Bioware, hanno lavorato duramente per affinare e “fluidificare” le meccaniche di gioco, di combattimento e lo stile narrativo del loro prodotto.
Al posto di un fighting system basato sul tempismo e su di una struttura a “morra cinese”, nella quale buona parte della propria efficacia era delegata alla corretta scelta dello stile e del tipo di arma a seconda dell'avversario, con oltretutto la possibilità di entrare in pausa tattica e gestire comodamente ogni mossa, in The Witcher 2: Assassins of Kings i ragazzi di Varsavia hanno virato verso un approccio decisamente più veloce ed action, capace di porre al centro l’abilità del giocatore. I più intransigenti giocatori PC potrebbero non gradire la scelta, ritenendola figlia della volontà di adattare il gioco su console -ad oggi supposizione sperata, quanto priva di fondamento. A nostro avviso questa soluzione si sposa al meglio con quello che Geralt realmente rappresenta, o perlomeno come lo abbiamo percepito nei libri e anche nel magnifico filmato iniziale del primo capitolo: un combattente letale e veloce che fa della sua resistenza, dei suoi riflessi, della sua capacità di schivare e di concatenare i Segni (le sue magie) con figure di scherma la vera sua forza.
I combattimenti diventano così una spettacolare serie di evoluzioni, capriole e parate, tanto che alcuni si sono azzardati a paragonare il rinnovato gameplay a quello di Demon’s Souls, ovviamente dal punto di vista della giocabilità e dei controlli, senza considerare il punitivo livello di difficoltà. Per gestire le diverse mosse sarà necessario un po’ di pratica ed abilità manuale (non vogliatecene, ma forse un pad potrebbe essere più comodo del classico WASD), ma grazie alla pressione del tasto Ctrl si attiverà un ralenti in grado di donare quei secondi aggiuntivi per cambiare la spada (i mostri continueranno ad “esigere” la lama argentata, mentre gli umani quella d’acciaio) o scegliere il Segno appropriato.
L’aver ripulito il sistema di combattimento è solo uno degli aspetti in cui The Witcher 2: Assassins of Kings cerca di migliorare. I grafici polacchi hanno infatti provato a rendere molto più snella e leggibile la propria interfaccia, un po’ troppo piena e confusa nel primo episodio, attraverso uno stile minimalista e chiaro di menù, sia per quanto riguarda l’inventario, sia per quanto riguarda l’albero delle abilità. Nonostante tali passi avanti non tutto è perfetto: durante le sequenze Quick Time Event i tasti da premere, essendo segnalati con un flebile giallo, emergeranno a stento dal contesto.
Buona la ristrutturazione delle abilità, attraverso una sorta di stella a quattro punte, ognuna indicante una specialità nella quale spendere i propri punti, non più divisi per tipologia (oro, argento e bronzo) e non più riproposti per ogni tipo di stile, bensì unificati (per esempio un bonus di danno varrà per ogni tipo di arma imbracciata). Infine, attraverso la pressione del tasto Z si attiverà il medaglione, una sorta di scanner che segnalerà tutti gli elementi manipolabili sullo scenario, facilitando in questo modo il ritrovamento di ingredienti alchemici, di fonti di potere e così via.

Cinematografico
Quello che non avevamo notato nella precedente sessione, forse perché estrapolata dalla metà del gioco, forse perché si trattava una missione secondaria, è l’estrema natura cinematografica e spettacolare della narrazione. Il prologo di The Witcher 2: Assassins of Kings ed i primi capitoli contengono un elevato quantitativo di ottimi filmati, tutti magnificamente doppiati in inglese. In questo modo la narrazione procede spedita, dando al giocatore la possibilità di imparare a conoscere velocemente i vari personaggi, grazie a dialoghi estremamente ben scritti che in poche battute ci spiegheranno come Geralt sia un uomo freddo, silenzioso e disilluso dall’umorismo tagliente quanto la sua spada, o Foltest un regnante orgoglioso ed attento, anche se non estremamente intelligente e capace, o Dandelion un compagno di avventure divertente e generoso, ma estremamente lascivo e superficiale. Grazie alle molteplici scelte di dialogo potremo partecipare al delineamento della personalità del Witcher e cercare di influenzare gli eventi, sfruttando qualche trucco magico o semplicemente la nostra letale fama. Le scelte che ci vengono messe davanti possono avere infatti ripercussioni sia sul lungo sia sul breve periodo. Salvare una famiglia dai razziatori al momento ci procura una scontro con i banditi scontenti ed un po' di fama positiva, mentre convincere un prete a collaborare solo grazie ai nostri poteri probabilmente ci consentirà di tornare a parlare pacificamente con lui, avendogli evitato un interrogatorio ben più duro.
Quello che maggiormente risalta da questo susseguirsi di eventi è l’eccezionale caratterizzazione di ogni personaggio presente a Temeria, grazie ad un design adulto e credibile, che evita gli eccessi di collane d’oro, orecchini e seni enormi dell’ultima produzione Bioware. Ogni personaggio non lesina in dettagli, come accessori e drappi, ed i difetti della pelle sul volto di Triss le conferiscono una naturale bellezza che pochi personaggi dei videogiochi possono vantare. Probabilmente molti lo considereranno un aspetto "da nerd", ma finalmente in The Witcher 2: Assassins of Kings saranno presenti scene di nudo credibili e perfettamente contestualizzate nel tessuto narrativo, altro elemento molto fedele all'opera di Sapkowski e che finalmente fa ambire ai videogiochi il ruolo di media a 360 gradi, non più solo destinato ai bambini, e quindi costretto a mascherare queste scelte col i goffi intermezzi di Mass Effect, Dragon Age o le stesse carte del primo The Witcher, ma finalmente libero di mostrare le grazie di qualche fanciulla se la situazione ed il contesto lo richiedono, senza creare scalpore o scandalo.
Non tutto è però perfetto: alcune animazioni appaiono legnose ed i personaggi a volte scattano nella posizione richiesta all’inizio dei dialoghi, ma questi difetti sono facilmente imputabili ad un lavoro di pulizia del codice non ancora ultimato e comunque ed in ogni caso scompaiono di fronte all’impatto tecnico del gioco che tra visuali mozzafiato di campi di battaglia, boschi lussureggianti o bui dungeon non può che lasciare soddisfatto anche il giocatore più esigente.
Ottime sembrano anche le musiche, epiche durante le scene di battaglia e dolci quando serve, ma scompaiono sfortunatamente durante le pause, dettaglio che speriamo verrà modificato al più presto.
Recensione Videogioco THE WITCHER 2: ASSASSINS OF KINGS scritta da DRLETO The Witcher 2: Assassins of Kings si conferma una produzione ambiziosa. I ragazzi di CD Projekt stanno imbastendo un prodotto epico, dall’altissimo valore produttivo che andrà a scontrarsi con alcune delle serie di maggior peso e successo dell’ultimo lustro. Tutto ciò puntando ancora più fermamente sulle qualità narrative del team di sviluppo e sul carisma dei personaggi di Sapkowski senza preoccuparsi di modificare aspetti chiave come il sistema di combattimento e la gestione del personaggio e delle quest, elementi tanto cari ai fan del gioco quanto fondamentali per una valutazione finale. Manca ancora un mese alla definitiva distribuzione di The Witcher 2: Assassins of Kings, non ci resta che sperare che i ragazzi polacchi lo sfruttino per migliorare ulteriormente questo promettente GDR.
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