Recensione di Assassin's Creed: Brotherhood

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Ubisoft Montreal
  • Distributore:

     Ubisoft
  • Lingua:

     Completamente in Italiano
  • Data uscita:

     Disponibile (PS3- X360) - 17 Marzo 2011 (PC)
- Eccellente ricostruzione storico-architettonica di Roma
- Missioni delle macchine di Leonardo esaltanti
- Gestione degli assassini
- Gameplay ricchissimo e vario
- Trama principale poco longeva e ispirata
- Livello di sfida basso
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A cura di (Sidmarko) del
Ultimamente una buona fetta di videogiochi multipiattaforma è afflitta da un leggero ritardo di pubblicazione nella versione PC, sebbene molto probabilmente in fase di sviluppo i tempi siano gli stessi di quella console. Per questo motivo, senza peccare di scetticismo, viene da pensare che si tratti di occulte scelte di mercato, più che di ottimizzazioni tecniche. Tant’è che l’ultimo capitolo della saga del famoso assassino, Assassin’s Creed Brotherhood, rilasciato lo scorso Novembre per PlayStation 3 e Xbox 360, giunge su Personal Computer solo ora. Fortunatamente arriva sugli scaffali prodigo di contenuti extra, come il DLC “La Scomparsa di Da Vinci” e i relativi contenuti aggiuntivi per il multiplayer, aggiornamenti vari e una grafica ottimizzata ed elevata all’ennesima potenza, nonché una piccola e interessante aggiunta alla micro-gestione finanziaria di Roma.

Ezio Auditore da Firenze…a Roma
Prima di cominciare con la disanima, è bene fare una precisazione in merito alla denominazione di questo capitolo, soprattutto per chiarire le idee del motivo di tale scelta a chi non ha seguito la saga da vicino. La mancanza del numero romano davanti al nome del titolo infatti non è un caso, proprio perché Brotherhood non è il vero terzo capitolo (che invece uscirà il prossimo anno e si chiamerà appunto Assassin’s Creed III), ma va inteso come una grandissima espansione stand alone che riprende le gesta del risoluto assassino Ezio Auditore a partire dai titoli di coda della precedente iterazione.
Sconfitto Rodrigo Borgia e ottenuta la tanto agognata vendetta, il giovane Ezio spera finalmente di appendere la lama celata al proverbiale chiodo e crogiolarsi nei festeggiamenti alla lussuosa Villa Auditore. Purtroppo invece per l’assassino fiorentino il tempo di riposarsi è ancora lontano, poiché all’orizzonte si profila un futuro tutt’altro che roseo, un futuro che di nome fa Cesare Borgia, niente di meno che il figlio illegittimo di Rodrigo Borgia - quest’ultimo ancora in vita a causa di un ingenuo quanto pericoloso eccesso di altruismo da parte del protagonista. Con l’aiuto delle armate papali, Cesare assedia e distrugge Monteriggioni, obbligando Ezio e la sua famiglia alla fuga verso Roma, dove con l’aiuto degli storici alleati composti da mercenari, ladri e cortigiane, la famiglia Auditore rimetterà in piedi la confraternita degli assassini per porre fine al dominio dei Borgia, ed alle loro brame di dominio sull’intera penisola italica.
La narrazione principale come di consueto andrà a braccetto con le enigmatiche vicende dell’era contemporanea, dove il burattinaio Desmond  scoverà i ricordi del burattino Ezio dal suo Animus, ora dislocato all’interno della Villa Auditore a Monteriggioni, e ancora una volta sarà affiancato dai fedeli compagni di viaggio Lucy, Rebecca e Shaun. Come accadeva nel precedente capitolo, il background rinascimentale la farà da padrone per l’intero arco narrativo, ergendosi a coprotagonista della vicenda. Tuttavia, mentre la scenografia regge il passo grazie alla fedelissima ricostruzione architettonica e storica della bellissima Roma - tanto che giocando sembrerà di partecipare ad una vera e propria visita guidata interattiva - la sceneggiatura si presenta sottotono non offrendo grandi spunti narrativi, come colpi di scena o momenti memorabili, ma limitandosi perlopiù a sfruttare passivamente gli elementi narrativi già visti nel predecessore, senza inserire nulla di emozionalmente inedito. La trama comunque, pur senza togliere il fiato e durando solo una decina di ore, scorre via piacevolmente grazie alla varietà e al ritmo serrato e frenetico delle missioni che la compongono.

Silenzioso assassino o macchina da guerra?
La struttura ludica di Assassin’s Creed Brotherhood è fondamentalmente invariata rispetto a quella del suo predecessore, ma è stata arricchita e migliorata in alcuni aspetti, a partire dai combattimenti. Sebbene le guardie vi attaccheranno ancora una alla volta, sarà possibile inanellare esecuzioni a catena a partire da un contrattacco portato a segno, rompere la guardia nemica con dei calci o agguantare il malcapitato di turno. Queste piccole modifiche hanno innalzato sensibilmente il ritmo dei duelli, che risultano decisamente più dinamici e divertenti che in passato, anche se a volte fin troppo immediati, in quanto sarà possibile mettere al tappeto un gran numero di guardie in poco tempo partendo da un solo contrattacco riuscito. Il processo di agevolazione si è comunque limitato ai soli scontri, e la presenza di alcune missioni obbligherà il giocatore a non farsi individuare dalle guardie mantenendo un basso profilo ed eliminandone dunque una ad una in modo silenzioso, evitando attacchi diretti. C’è tuttavia un piccolo problema di fondo: anche se è un assassino, Ezio non dispone di nessuna abilità particolarmente attribuibile ad un vero titolo stealth, se non quella di nascondersi nella paglia o saltare da un tetto all’altro in modo senz’altro poco indiscreto. Ecco quindi che in queste missioni sovente capiterà di essere scoperti, con grande frustrazione, non tanto per la noncuranza nei movimenti, ma proprio perché al protagonista mancano gli strumenti per muoversi silenziosamente. Sarebbe stata d’uopo una migliore calibrazione di queste fasi, magari inserendo una possibilità di spostamento aggiuntiva più credibile per attaccare un nemico di soppiatto: non semplicemente muovendosi lentamente, ma avendo anche la possibilità di abbassarsi. Purtroppo in queste sezioni sembrerà di essere nei panni di un semplice soldato “scalamuri” più che di un assassino. Tuttavia, c’è un espediente in grado di migliorare la situazione, anche se non sarà sempre possibile farne utilizzo. In Brotherhood potrete creare la vostra squadra di assassini assoldando degli abitanti ribelli indicati sulla mappa. Una volta che ne avrete ingaggiati un certo numero potrete farli intervenire in qualsiasi momento delegando a loro il lavoro sporco, ad esempio per eliminare alcune guardie, oppure sfruttarli per battaglie particolarmente ostiche in cui i nemici saranno molto numerosi. Visto che a differenza di Ezio non potrete equipaggiarli a dovere, ad ogni vostra chiamata acquisiranno dei punti esperienza che permetteranno loro di salire di livello ed incrementare le proprie caratteristiche, limitate purtroppo solo ad arma e armatura. Accedendo poi a delle colombaie sparse sulla mappa potrete accettare dei contratti ed inviare i vostri comprimari assassini a combattere in giro per l’Europa, guadagno denaro e altri punti esperienza utili per la loro crescita. Una delle novità sicuramente più interessanti, che peraltro contribuisce ulteriormente a facilitare il già permissivo livello di sfida dei combattimenti.

Società di ristrutturazione edilizia Auditore Srl
La Roma che troverete nei panni di Ezio non sarà brillante e fiorente come si potrebbe pensare, bensì riversa da uno stato di forte crisi economica e sociale causata dal vizioso dominio dei Borgia. Fortunatamente, oltre ad assassinare templari e guardie a destra e manca, sarete in grado di aiutare la futura capitale anche economicamente, ovviamente ottenendo un tornaconto personale.
Il simbolo del potere e dell’influenza dei Borgia nella città capitolina è rappresentato da alcune torri che, una volta distrutte insieme all'eliminazione del capitano che presidia la zona, permettono la completa visione della mappa attorno ad esse (come i punti panoramici, che sono comunque ancora presenti) e la ristrutturazione di botteghe ed opere architettoniche prestigiose intorno all’area sbloccata. Ricostruire la città capitolina gonfierà le vostre entrate finanziare, portandovi a raggiungere facilmente cifre piuttosto ragguardevoli, che potrete poi prelevare in qualsiasi momento dalle banche. A differenza del secondo capitolo, dove le risorse economiche erano sbilanciate rispetto alle reali necessità e possibilità di acquisto, in Brotherhood sarà possibile investire il denaro nelle botteghe con un relativo fattore di rischio (novità della versione PC), acquistare nuove sedi per gli alleati, o spendere cifre astronomiche per restaurare monumenti storici come il Colosseo, il Pantheon e tantissimi altri. Come vedete, sapere come spendere i vostri fiorini non sarà più un problema.

Quando ci vuole un po’ di sano script
Se il primo capitolo di Assassin’s Creed era indubbiamente molto ripetitivo ed il secondo è riuscito solo in parte a scongiurare tale mancanza, l’offerta ludica di questo episodio è la più generosa vista finora: potrete ristrutturare l’intera città, investire i vostri guadagni nelle botteghe, gestire una gilda di assassini. Il tutto all’interno di una città dinamica, completamente esplorabile a cavallo e percorribile velocemente attraverso passaggi sotterranei - attivabili previa ristrutturazione - senza contare la moltitudine di missioni secondarie da svolgere. Ma se nella campagna vi sembrerà che manchi un po’ di “pepe” non preoccupatevi, perché le vere emozioni sono da ricercare al di fuori dell’avventura principale. L'amico Leonardo da Vinci vi contatterà per dirvi che i Borgia lo hanno forzatamente ingaggiato per costruire delle mostruose e pericolose macchine da guerra e vi chiederà di distruggerle in modo da indebolire il potenziale bellico dell’esercito di Cesare. Le missioni di Leonardo sono una piacevole variante, che grazie ad un sapiente uso di script ed alle folli armi partorite dal geniale inventore, che prima di distruggere potrete usare per farvi spazio fra le guardie, vi farà passare momenti di grande divertimento, proponendo addirittura inaspettate fasi shooter

Multiplayer sì, multiplayer no?
Come se durante il single player non mancassero cose da fare, ecco come per magia che anche in questa serie spunta un’inedita modalità multiplayer. Da sei a otto giocatori potranno sfidarsi online all’interno di uno scenario preso in prestito dalla campagna, in cui l’obiettivo è quello di trovare ed assassinare una preda, segnalata da un’immagine a schermo, senza farsi scoprire, e nel frattempo, ovviamente, sfuggire dal giocatore/assassino potrebbe avere voi come obiettivo. Sarà disponibile anche una divertente modalità di gioco a squadre. Anche se il multiplayer va inevitabilmente a cozzare con il concept del single player, il quale non avrebbe avuto necessariamente bisogno di una modalità di gioco online per garantire maggior divertimento e contenutistica, alla prova dei fatti, la ricetta convince e diverte, almeno per un po'.

Assassinio al chiaro di luna
Per quanto riguardo il comparto tecnico, Assassin’s Creed Brotherhood si basa sullo stesso motore grafico del suo predecessore, migliorato ed ottimizzato per l’occasione. La dinamica facciale dei personaggi principali è ora molto più verosimile che nei precedenti capitoli, allo stesso modo la realizzazione degli ambienti gode di una superiore pulizia, e la profondità di campo, prima volutamente castrata dall’effetto “Animus”, è ora aperta e gode di una vera linea d’orizzonte. Il tutto fortunatamente, a differenza di quanto visto con il predecessore, è gestibile anche da computer non particolarmente performanti, grazie all’ottima scalabilità e ottimiazzazione del motore grafico. Purtroppo la modellazione poligonale di passanti e personaggi secondari è ancora molto scadente rispetto agli standard odierni, ma è un compromesso da accettare per un titolo open world che deve gestire una tale mole di elementi. La città di Roma, l’ambiente di gioco principale, è stata ricostruita alla perfezione e restituisce una sensazione piacevole durante il gioco, tanto che se non avete ancora visitato la nostra capitale, dopo qualche ora spesa su Assassin’s Creed Brotherhood vi verrà voglia di farci un salto. A chiudere il cerchio ci pensa un ottimo comparto sonoro rappresentato dalle epiche musiche di Jasper Kyd, e dalle ottime campionature, riprese in maggior parte dal precedente capitolo, e anche da un doppiaggio in lingua italiana davvero convincente.

Hardware
Configurazione minima:
- Sistema operativo: Windows XP (32-64 bit) /Windows Vista (32-64 bit)/Windows 7 (32-64 bit)
- Processore: Intel Core® 2 Duo 1.8 GHZ o AMD Athlon X2 64 2.4GHZ
- RAM: 1,5 GB con Windows® XP / 2 GB con Windows Vista® – Windows 7®
- Scheda video: scheda video con 256 MB compatibile DirectX® 9.0 e con Shader Model 3.0 o superiore (consultare la lista dei modelli supportati)
- Scheda audio: scheda audio compatibile DirectX 9.0
- Versione DirectX: DirectX 9.0
- Lettore DVD-ROM: lettore DVD-ROM dual-layer
- Spazio su disco fisso: 8 GB
- Periferiche supportate: tastiera, mouse, controller opzionale


Configurazione consigliata:
- Processore: Intel Core® 2 Duo E6700 2.6 GHz o AMD Athlon 64 X2 6000+ o superiore
- Scheda video: GeForce 8800 GT o ATI Radeon HD 4700 o superiore
- Scheda audio: scheda audio 5.1
- Periferiche: tastiera, mouse, controller opzionale (consigliato controller Xbox 360® per Windows)


Schede video supportate all’uscita del gioco:
- Serie ATI RADEON X1950, HD 2000/3000/4000/5000;
- Serie NVIDIA GeForce 7/8/9/100/200.
Recensione Videogioco ASSASSIN'S CREED: BROTHERHOOD scritta da SIDMARKO Questa seconda avventura di Ezio ha portato il brand Assassin's Creed ad una nuova e ancor più completa maturazione. Dopo il già ottimo lavoro di farcitura svolto nel secondo capitolo, Brotherhood aggiunge ulteriori ingredienti alla ricetta, che lo rendono finalmente un titolo vario a trecentosessanta gradi. Nei panni di Ezio sarà veramente difficile annoiarsi, vista la mole di attività che sarà possibile svolgere: dal reclutamento degli assassini alla micro-gestione economica di Roma, passando per le tantissime missioni secondarie, senza disdegnare nemmeno il nuovo e divertente multiplayer. Purtroppo l'eccellenza del lavoro è in parte inficiata da una campagna principale narrativamente meno ispirata e poco longeva rispetto alle precedenti, e da un netto abbassamento del livello di sfida, che potrebbe non soddisfare i giocatori più esperti, sebbene possa invece ingraziare altri possibili fruitori meno abili.
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