Recensione di Gemini Rue

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Avventura grafica
  • Sviluppatore:

     Wadjet Eye Games
  • Data uscita:

     Disponibile
8.0
Voto lettori:
7.6
- Storia matura ed appassionante
- Narrazione convincente e senza cali di tensione
- Buon doppiaggio in inglese
- Le sezioni action potevano essere progettate meglio
- Difficoltà non troppo elevata
- Il comparto tecnico old-style potrebbe non piacere a tutti
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A cura di Francesco Ursino (Mastelli Speed) del
Chi è Joshua Nuernberger? Con molta probabilità questo nome risulterà sconosciuto ai più. I giocatori maggiormente attenti alla scena indie però potrebbero averne già sentito parlare per via di un progetto decisamente interessante, oggetto di questa recensione, intitolato Gemini Rue. Si tratta di un’avventura grafica dalla decisa impronta old-style, sviluppata dallo stesso Nuernberger in collaborazione con la Wadjet Eye Games, che ci ha favorevolmente sorpreso. Volete sapere perché? Continuate a leggere...

Piove sempre, su Barracus
Azriel Odin è un ex assassino, un uomo disilluso e con un passato da dimenticare, passato ora dalla parte dei buoni, arruolato nella polizia. Si trova sul pianeta Barracus, un piovoso e degradato ammasso urbano fortemente controllato dai Boryokudan, una gang di criminali pericolosi e decisamente potenti. Ha un compito da svolgere, una missione di recupero, ma deve muoversi nell’ombra, senza dare troppo nell’occhio. Contemporaneamente, dall’altra parte della galassia, un uomo semplicemente denominato Delta-Six è rinchiuso in un ospedale psichiatrico, e cerca di ricordare il suo passato prima che l’ennesimo tentativo di cancellargli la memoria lo riduca in un automa. Anche lui ha una missione da compiere: scappare da quel posto prima che sia troppo tardi. In sintesi, senza svelare pressoché nulla della trama e delle sue diramazioni, questi saranno i due personaggi e le situazioni con cui il giocatore avrà a che fare giocando a Gemini Rue; un gioco dalle tinte fosche, cyber-punk e vagamente filosofiche: anche per questo, l’accostamento con film come Blade Runner appare inevitabile, così come è giusto sottolineare che proprio la narrazione senza troppi fronzoli rappresenta uno dei punti di forza principali di questo progetto. Mano preme bottone, piede sfonda porta
Il gameplay del titolo è estremamente classico, imperniato sul collaudato sistema "punta e clicca". A questo proposito c'è da dire che un aspetto interessante della giocabilità è costituito dal sistema di controllo e dalla gestione dei gesti dei due protagonisti; in effetti, premendo il tasto destro, apparirà un piccolo menù contenente varie icone, grazie alle quali il giocatore potrà prodursi in differenti azioni. Nello specifico, le quattro icone più importanti saranno rappresentate da una bocca (grazie alla quale si potrà dialogare con altri personaggi), un piede (con la quale si potrà, tra le altre cose, sfondare porte e calciare oggetti), una mano (utile nel momento in cui bisognerà aprire porte o maneggiare utensili) e un occhio (grazie alla quale potremo ottenere informazioni su determinati oggetti o personaggi). Oltre a queste appena descritte saranno disponibili altre icone, raffiguranti per esempio la pistola o il cellulare di Azriel, che formeranno una sorta di inventario. Questo sistema, che evidentemente richiamerà alla mente dei giocatori più scafati alcune avventure passate, è risultato essere ben implementato nelle dinamiche di gioco, anche perché è giusto dire che le interazioni possibili tra i vari oggetti e personaggi saranno intuitive e tutt’altro che insormontabili, così gli enigmi proposti. Questi ultimi risulteranno sempre coerenti e con una propria logica, e grazie ad una buona fase di osservazione delle non tantissime locazioni proposte la loro risoluzione non richiederà quasi mai degli sforzi importanti. Se da una parte tutto questo potrebbe essere considerato un difetto, vero è che la risoluzione rapida degli enigmi dona al gioco un ritmo tutto sommato coerente con la storia proposta, che ha il merito di rivelarsi interessante e narrata in modo convincente. Questo avviene anche grazie ai dialoghi proposti che, al contrario di molte avventure grafiche di produzione recente, hanno il merito di non disperdere troppo l’attenzione del giocatore dai veri obiettivi del gioco, il quale, va detto, presenta una longevità media che si attesta sulle sette, otto ore. Un altro elemento degno di nota è rappresentato dai terminali, a metà tra un elenco telefonico ed un database, sparsi in giro per le ambientazioni; questi permetteranno al giocatore di scoprire di più riguardo luoghi, persone e storie dell’universo di gioco, e risulteranno vitali nell’economia del gameplay nel momento in cui il giocatore dovrà scoprire, per esempio, un determinato indirizzo o numero di telefono di un dato personaggio. Dopo aver esaminato gli aspetti più interessanti delle dinamiche di gioco possiamo dunque affermare che uno dei pochi punti deboli del gameplay di Gemini Rue è rappresentato dalle sequenze per cosi dire “action”, evidentemente inserite dagli sviluppatori per movimentare le dinamiche esplorative presenti. In alcune occasioni, infatti, il giocatore sarà chiamato a sfoderare la propria pistola e controbattere gli attacchi dei nemici. Tutto questo avviene grazie alla combinazione dei tasti A e D, insieme alla barra spaziatrice e CTRL. In sostanza, i primi due tasti serviranno per far sporgere il personaggio giocante dal riparo dietro al quale verrà posizionato dal gioco, mentre con CTRL si attiverà una sorta di indicatore che rappresenta la concentrazione; il giocatore dovrà sporgersi e sparare (premendo la barra spaziatrice) nel momento in cui questo indicatore è al massimo. Questo sistema potrebbe apparire le prime volte macchinoso e poco comodo, mentre col prosieguo dell’avventura i giocatori più esperti lo troveranno tutto sommato ripetitivo. La sensazione è che queste sessioni potevano essere implementate meglio o tutt’al più eliminate, lasciando per esempio spazio a più ambientazioni disponibili per la fase di ricerca e osservazione.

No, non è una console a 16 bit
Una rapida occhiata agli screenshot disponibili in rete, insieme a quelli correlati a questo articolo, dovrebbe far intendere subito la scelta stilistica che è stata compiuta dagli sviluppatori, dovuta probabilmente più al carattere indie della produzione piuttosto che ad una politica definita. L’elemento che salta subito all’occhio è la bassa risoluzione degli ambienti e lo stile, che nel migliore dei casi può definirsi retrò, della realizzazione dei personaggi. Va detto però che i fondali bidimensionali presentano una qualità leggermente maggiore, cosi come i ritratti dei protagonisti, osservabili durante i dialoghi. Tutto sommato è giusto dire che questo aspetto grafico così caratteristico rappresenta si un probabile punto debole, ma considerato il genere di gioco ed il tipo di produzione, ovverossia indipendente, non sembra che questo possa influire in modo cosi importante sul giudizio finale. Una nota di merito è doverosa invece per il comparto sonoro, che prevede scelte musicali azzeccate e soprattutto poco invadenti, ed un doppiaggio in inglese di ottima qualità, considerando sempre la natura indie del prodotto. Per ultimo, è da segnalare la possibilità di giocare l’intera avventura ascoltando i commenti degli sviluppatori: un modo in più per omaggiare il team di sviluppo dietro questa avventura.

Hardware
Requisiti consigliati:
Windows XP / Vista / 7
Processore da almeno 1.6 Ghz
1 GB di RAM
Scheda grafica con 128 MB di RAM
Audio: compatibile DirectX
Recensione Videogioco GEMINI RUE scritta da MASTELLI SPEED Se l'obiettivo di un'avventura grafica deve essere quello di raccontare bene una storia interessante, allora Gemini Rue può tranquillamente considerarsi come un acquisto consigliato; questo titolo dimostra come anche una produzione priva di grandi numeri possa sopperire alle mancanze tecniche, ci riferiamo soprattutto al comparto grafico, alla difficoltà non elevatissima degli enigmi ed a certe scelte discutibili di gameplay, grazie ad un lavoro intenso sulla psicologia dei personaggi così come sul plot narrativo. Se il giocatore saprà andare oltre l'aspetto decisamente old-style del titolo, che sicuramente ricorderà ai più esperti i bei vecchi tempi, troverà un'avventura matura e coinvolgente, senza dubbio una delle più interessanti degli ultimi tempi
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