Recensione di Homefront

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Kaos Media
  • Distributore:

     THQ
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 32 (Multiplayer online)
  • Data uscita:

     11 Marzo 2011
- Campagna ottimamente orchestrata e divertente
- Multiplayer solido e articolato
- Graficamente ottimo
- Atmosfera eccellente
- Scarsa durata della modalità singolo giocatore
- Presto saranno necessarie nuove mappe
- Il background narrativo avrebbe meritato una trama più profonda
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A cura di (Folken) del
Kaos Studios è un team di sviluppo nato sotto l’ala protettrice di THQ con l’obiettivo di produrre FPS di qualità, compito al giorno d’oggi quanto mai arduo vista la concorrenza più che agguerrita. L’esordio avvenuto circa tre anni fa con Frontlines: Fuel of Wars fu piuttosto positivo, sebbene la vicinanza all’esplosivo Modern Warfare ne limitò pesantemente l’affermazione presso il grande pubblico. Nel frattempo di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima, così come sparatutto in prima persona più o meno diversi tra loro hanno affollato gli scaffali di tutti i rivenditori. In questo panorama certamente non facile, lo sviluppatore newyorkese tenta nuovamente di proporre una propria interpretazione del genere con Homefront, un prodotto completo di un’intensa campagna singolo giocatore e di una modalità multiplayer forse non particolarmente originale, ma certamente solida e non priva di qualche idea interessante.

Ospiti poco graditi
Homefront è un FPS militare caratterizzato da un’ambientazione futuristica ma allo stesso tempo credibile, che dipinge un’epoca non troppo lontana dalla nostra in cui la situazione politica è precipitata drammaticamente. Attraverso un lungo filmato iniziale vi verrà illustrata una cronologia di eventi che, a partire dalle sanzioni sullo sfruttamento di armamenti nucleari sancite dalle Nazioni Unite ai danni della Corea del Nord, datate 2011, traccia una parabola discendente fino ad arrivare al 2027, anno in cui si svolgerà la vostra storia. Protagonista degli sconvolgimenti mondiali è la neonata Repubblica Coreana, che vede le due nazioni da sempre separate unirsi sotto il comando dello spietato dittatore Kim Jong-un. Oltreoceano, gli Stati Uniti stanno affrontando anni di grande difficoltà, a causa di una crisi, economica prima e sociale dopo, innescata dall’aumento del prezzo del petrolio. Siccome la fortuna è bendata ma la cattiva sorte ci vede benissimo, i poveri americani si vedono abbandonati prima da uno dei loro stati, il Texas, che forte delle proprie scorte di petrolio decide di reggersi sulle proprie forze, e poi dal Canada, che chiude i propri confini ai vicini di casa. Ci penserà infine un’epidemia a far perdere completamente il controllo del governo sul proprio popolo, ritrovandosi così costretto a dichiarare la legge marziale.
La potenza Coreana intraprende nel frattempo una campagna di conquista che la porta ad annettere diversi stati limitrofi fino a spingersi oltreoceano, approfittando del momento di grande debolezza che stanno attraversando gli Stati Uniti per invaderli. Distrutto praticamente sotto ogni aspetto, il popolo americano si ritrova a dover subire le peggiori vessazioni da parte dell’esercito invasore che, nella miglior tradizione dei totalitarismi di metà secolo scorso, non si fa troppi scrupoli nel disumanizzare i nativi, costringendoli a vivere in ghetti ed estirpando alla radice qualsiasi tentativo di rivolta.
Su questo sfondo tratteggiato dalla sapiente penna di John Milius, noto per le sceneggiature di Alba Rossa e Apocalypse Now tra le altre, vi muoverete nei panni di Robert Jacobs, un pilota di elicotteri. Mentre l’esercito Coreano lo preleva da casa sua per assoldarlo tra le proprie linee, un gruppo di ribelli lo libera e in un batter d’occhio gli mette in mano una pistola, convincendolo senza troppi preamboli a partecipare alla loro causa. Diverrete così un elemento importante della resistenza e, accompagnati da altri soldati improvvisati come voi, cercherete di restituire la speranza ad un popolo troppo terrorizzato per sperare nella resistenza. Senza svelarvi altro del plot, una volta giunti ai titoli di coda Homefront ha rivelato un’ottima atmosfera, disegnata grazie ad un’attenzione al dettaglio davvero degna di nota e che non teme di inscenare momenti molto crudi, ma purtroppo non esprime tutto il suo potenziale, limitandosi a raccontare una trama poco stimolante e popolata da personaggi stereotipati e dallo scarso carisma. Escludendo il comprimario Connor, che nonostante rappresenti la solita testa calda sempre pronta a premere il grilletto, entrerà facilmente nei vostri favori, gli altri comprimari non riescono a bucare lo schermo. Un vero peccato, considerato il ricercato background e la personalità dietro la stesura della sceneggiatura.

Breve ma intenso
Fortunatamente il medesimo setting è stato sfruttato in modo ben più proficuo dal punto di vista del gameplay puro. L’impianto di gioco è quanto di più classico si possa pensare, assolutamente lineare e ricco di sequenze scriptate capaci di regalare momenti dall’alto tasso adrenalinico, che avvicinano l’esperienza a quanto visto nella serie Call of Duty, ma non mancheranno influenze derivate da altri esponenti del genere. Il più grande pregio della campagna single player di Homefront risiede nell’ottima orchestrazione del ritmo di gioco, capace di picchi notevoli senza per questo trascurare momenti più rilassati, in cui addirittura potrete aggirarvi per ambientazioni (comunque sempre molto ristrette) per interagire con personaggi non giocanti e carpire ulteriori sfumature dell’ambiente di gioco. Non mancano all’appello sezioni stealth e sequenze a bordo di veicoli, ma preferiamo non entrare troppo nel dettaglio per non rovinarvi il piacere di giocare tutta d’un fiato la modalità in singolo. Inoltre, in più frangenti avrete la possibilità di controllare il Goliath, un mezzo corazzato e pesantemente armato da gestire tramite un’ottica laser, da utilizzare per segnalare i target da eliminare. Una variante al gameplay che contribuisce alla varietà e che tornerà a più riprese e con sfumature leggermente diverse. Grazie anche alla brevità della campagna, intorno alle cinque ore a difficoltà media, la densità degli eventi è tale da incollarvi allo schermo dall’inizio alla fine, senza mai annoiarvi ma anzi invogliandovi a divorarvi il titolo fino alla fine. Purtroppo questa arriverà fin troppo presto e vista la scarsa libertà decisionale concessa al giocatore, avrete ben pochi incentivi a ripetere l’esperienza. La struttura totalmente lineare non permette infatti approcci personalizzati, nonostante la buona vastità e varietà dell’arsenale, e l’intelligenza artificiale nemica efficiente ma non particolarmente brillante non garantisce un livello di sfida che stimoli particolarmente la fantasia tattica del giocatore. A tal proposito, consigliamo agli utenti più smaliziati di impostare da subito la difficoltà massima per non ritrovarsi a fare stragi con troppa agilità e precipitarsi così alla fine in un paio di pomeriggi. Buona anche la gestione dei comprimari, capaci di fornire un supporto piuttosto concreto in ogni momento, elemento non da poco visto che sarete sempre in compagnia.

Divertimento in compagnia

Nonostante l’offerta singolo giocatore si sia dimostrata molto solida e capace di regalare ore di divertimento, queste si esauriranno inevitabilmente in breve tempo. Homefront fortunatamente propone anche una componente multigiocatore completa e dalle ottime potenzialità. Le modalità offerte sono due, ovvero Deathmatch a Squadre e Ground Control. Mentre la prima mette due team composti da un massimo di sedici giocatori l’uno contro l’altro premiando il primo che raggiunge un punteggio prefissato, la seconda, sempre a squadre, vi richiederà di prendere possesso di alcuni punti sensibili della mappa e di mantenerli fino alla fine del turno. Se l’offerta potrebbe non sembrare particolarmente ricca né originale, le variabili che caratterizzano il multiplayer del titolo Kaos Studios garantiscono un’ interessante diversificazione dell’esperienza, che dovrebbe permettere una permanenza prolungata degli utenti sui server.
Il tipo di gameplay potrebbe essere accomunato a quello di Bad Company 2 in virtù di un ritmo di gioco piuttosto ragionato, di mappe dalle dimensioni decisamente generose e della presenza dei mezzi. Prima del respawn potrete scegliere una tra le classi, che corrisponderanno a diversi loadout, personalizzabili a piacimento e da arricchire salendo di livello, di conseguenza sbloccando nuovi armamenti, potenziamenti da aggiungere alle bocche da fuoco e abilità da assegnare al vostro soldato. Una particolarità di Homefront è rappresentata dalla possibilità di acquistare due elementi preselezionati spendendo i Battle Point. Tale valuta andrà accumulandosi in base alle vostre prestazioni ed indipendentemente dall’esperienza, senza mai azzerarsi fino alla fine della partita. Questo dettaglio si è rivelato molto interessante ed in grado di regalare una variante in più al gameplay, in quanto costringe ad importanti scelte, come acquistare subito un giubbetto antiproiettile rischiando però di rimanere a corto di BP nelle sessioni più avanzate, dove quel tank vi avrebbe davvero fatto comodo. I Battle Point garantiscono inoltre un escalation delle partite, le quali andranno arricchendosi di mezzi sempre più potenti in gioco via via che gli utenti potranno acquistare gli strumenti più costosi. I veicoli sono parte integrante del gameplay e offrono, oltre a mezzi corazzati, elicotteri e jeep, degli utilissimi droni da controllare dalla distanza, capaci di identificare sulla mappa dei compagni di squadra la posizione degli avversari per un certo lasso di tempo o di scagliare letali raffiche di missili aria-terra. Non manca la possibilità di chiedere supporto aereo e molto altro.
Le due modalità saranno inoltre giocabili attivando il Battle Commander, un’intelligenza artificiale che in alcuni dei match designerà i giocatori più pericolosi come obiettivi da eliminare, garantendo BP aggiuntivi in caso di successo. Allo stesso tempo, l’utente segnalato potrà incrementare il proprio punteggio continuando a fare stragi ed elevando la propria squadra in classifica accumulando ulteriori punti.
Segnaliamo inoltre l'adozione dell'online pass sullo stile Electronic Arts, che costringe gli acquirenti di copie sul mercato dell'usato di acquistare un codice per poter accedere alle funzionalità online ad un prezzo fissato a 7.99€. Gli utenti sprovvisti del pass potranno comunque giocare online ad Homefront ma la loro esperienza sarà fortemente limitata: i giocatori non potranno passare oltre il livello cinque su un totale di ben 75 livelli di esperienza. Confermati anche i server dedicati.

E' tutta una questione di luci
Il solido gameplay di Homefront poggia le proprie basi su di un motore grafico altrettanto valido e rodato, ovvero l’Unreal Engine 3.0, pesantemente rimaneggiato per l’occasione. La versione PC del titolo THQ può contare su di un comparto estetico davvero efficace, in grado in diversi frangenti di regalare grandi soddisfazioni grazie ad un livello di dettaglio sempre elevato, paesaggi vari e curati e modelli poligonali ben realizzati. A brillare nel vero senso della parola è il raffinato sistema di illuminazione, che riesce a nascondere le caratteristiche fin troppo abusate del motore grafico di Epic Games per donare una personalità propria al titolo. Assolutamente ottima anche l’effettistica e visto il quantitativo di proiettili, esplosioni e quant’altro che riempirà lo schermo, non possiamo che fare un plauso al lavoro dei grafici. Molto buono anche il comparto sonoro, che saprà sottolineare a dovere l’azione di gioco con campionamenti ricchi e sempre adeguati, così come il doppiaggio in italiano è risultato più che soddisfacente, macchiato solo da alcune imperfezioni nella sincronia. Purtroppo invece le musiche che vi accompagneranno risultano poco ispirate, laddove l’ottimo lavoro svolto nel comparto estetico avrebbe meritato una colonna sonora di ben altro spessore.
Recensione Videogioco HOMEFRONT scritta da FOLKEN Homefront si è rivelato un FPS dalle grandi potenzialità ben sfruttate, anche se non quanto avrebbero meritato. La campagna singolo giocatore vi saprà regalare ore di divertimento, ma purtroppo poche, eppure un background narrativo tanto curato avrebbe sicuramente meritato una trama ben più elaborata e ricercata. Ben studiato anche il multiplayer, capace di regalare un’esperienza stratificata e densa di variabili, ma forse un po’ povera nei contenuti, viste le due modalità di gioco e le sole sei mappe presenti. Le variabili del gameplay sono in grado di regalare parecchie ore di divertimento, ma gli sviluppatori dovranno corteggiare la propria community con diversi contenuti aggiuntivi se vorranno tenerli a lungo lontani dai server della concorrenza. In definitiva un titolo ben studiato, che farà la gioia di tutti gli appassionati, a patto che procedano all’acquisto consapevoli della scarsa durata della campagna.
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