Recensione di Fallout: New Vegas

Copertina Videogioco Fallout New Vegas
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Obsidian
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Ampio territorio da esplorare
- Longevo e mai banale
- Grande libertà di azione
- Alcuni bug e framerate non sempre costante
- Innovazione minima rispetto a Fallout 3
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A cura di (Mastelli Speed) del
Dopo l’ottimo Fallout 3, capace di trascinare il giocatore in un universo post atomico ricco e pieno di opportunità di gioco, Bethesda e Obsidian provano a bissare il successo di critica e pubblico con il nuovo Fallout New Vegas; la città del peccato in versione post nucleare arriva quindi anche su PC con il suo carico di quest e snodi narrativi, in un titolo atteso da tutti gli appassionati di giochi di ruolo, e non solo.

Un corriere scomodo
Le vicende narrate da Fallout New Vegas partono nell’anno 2077. L’umanità devastata dalle conseguenze dell’incontrollata attività nucleare a scopo bellico è tornata, quasi come fossimo in un racconto di Jack London, agli stadi primitivi della sopravvivenza. Se con il precedente Fallout 3 l’inizio del gioco portava il giocatore a conoscenza dell’esistenza dei Vault, vere e proprie fortezze sotterranee in cui gli umani tentavano di proteggersi dai pericoli dello sconosciuto mondo esterno, in Fallout New Vegas si verrà subito catapultati al di fuori, nelle Wasteland; qui, obbligati a vivere all’aperto ed alla mercé di ogni possibile minaccia, gli sparuti gruppi di sopravvissuti sono organizzati secondo la legge del più forte, dove sopravvive solo chi possiede la maggior quantità di acqua purificata o di pallottole. In questo contesto è nata la Repubblica della Nuova California, basata sui concetti classici di democrazia e stato di diritto, ma anche la Legione, vogliosa di appropriarsi con la forza di tutto il potere possibile. Lo scontro tra le due fazioni raggiunge il suo culmine nel momento in cui entrambe mettono gli occhi sulla Hoover Dam, una diga capace di erogare enormi quantità di acqua e quindi di energia idroelettrica. A questo punto entra in scena la città di New Vegas, piena dei soliti passatempi licenziosi ed in parte risparmiata dall’apocalisse nucleare, che si ritrova suo malgrado in mezzo allo scontro tra le due fazioni in rivolta, per via della sua vicina posizione rispetto alla tanto agognata diga. In questo scenario il giocatore farà la parte di un corriere incaricato di eseguire una consegna attraverso il deserto del Mohave; un fattorino a quanto pare scomodo, visto che verrà trascinato di forza da dei loschi figuri nel deserto vicino la placida cittadina di Goodsprings e salutato con una bella pallottola in testa. Salvato per miracolo dal dottor Mitchell, il giocatore avrà l’obiettivo primario di scoprire chi erano le persone che lo volevano morto, e soprattutto perché.

E se poi te ne penti?
In Fallout New Vegas è presente quel mix estremamente azzeccato tra componente action e GDR che ha fatto la fortuna del precedente capitolo della saga; come prima cosa si dovrà creare un proprio personaggio, scegliendo non solo tra determinate caratteristiche fisiche ma anche tra numerose abilità disponibili. Sostanzialmente si dovranno scegliere alcuni tratti distintivi del personaggio, tra cui anche la specializzazione rispetto ai diversi tipi di armi disponibili. Tutto questo ha effetti diretti sul gameplay: scegliere se potenziare l’abilità con le armi da mischia o la possibilità di violare sistemi informatici molto complessi darà all’esperienza di gioco una connotazione del tutto peculiare e soggettiva, che cambierà di volta in volta l’approccio del giocatore alle varie situazioni. Non sembra affatto errato affermare che la forza di Fallout New Vegas, cosi come del precedente Fallout 3, risiede nella possibilità di interpretare ogni situazione proposta alla luce della propria volontà. Durante le varie quest proposte non ci sarà mai una sola strada da percorrere, ma verrà lasciata libertà assoluta sulle azioni da intraprendere. Molte volte si potrà evitare uno scontro a fuoco semplicemente dialogando in modo corretto con un personaggio, o si potranno ricevere preziose informazioni e risorse esplorando i vasti ambienti proposti. Si potrà scegliere se agire in favore dei soggetti più deboli o assecondare il proprio tornaconto, ed ogni azione assesterà il Karma e la reputazione del personaggio in modo positivo o negativo. Questo si tradurrà nei differenti atteggiamenti, bellicosi o meno, delle diverse fazioni con cui verrà in contatto. Un aspetto interessante è costituito quindi dall'interazione del personaggio principale con i membri delle varie fazioni che abitano il Mohave. Molte volte si potrà allearsi con dei personaggi che accompagneranno il giocatore durante gli scontri: queste sezioni hanno subito un leggero miglioramento rispetto al capitolo precedente della saga, e risultano ora più intuitive, dato che l'intricato sistema di linee di dialogo ha lasciato il posto ad un menù radiale decisamente più accessibile. Un altro elemento evidentemente molto importante nell’economia del gioco è la componente che riguarda gli scontri armati. La visuale in soggettiva dona una veste da FPS che ben si combina con il sistema SPAV (Sistema di Puntamento Assistito di Vault-Tec), che permette di fermare l’azione e decidere su che parte del corpo del malcapitato avversario infierire. Questo sistema, attivabile spendendo determinati Punti Azione previsti per ogni scontro, darà la possibilità di menomare i nemici in diversi punti del corpo e di elaborare alcune strategie di attacco utili per uscire nel migliore dei modi da situazioni intricate. Il risultato di questa mescolanza di dinamiche di combattimento riesce a dare una certa profondità agli scontri, anche se è vero che in molte occasioni il gioco presenta delle mancanze; ad esempio, la sola tattica utilizzata dai nemici sarà l’attacco frontale, ed in più gli ambienti di gioco proposti non consentiranno particolari arguzie tattiche. Prima di passare alla disamina della parte grafica è giusto accennare alla modalità “Duro”, un’opzione attivabile in ogni momento durante il gioco, che rappresenterà una vera sfida per i puristi e gli appassionati di ruolistica; si avrà infatti l’obbligo di provvedere in modo integrale alla salute del proprio personaggio, ad esempio reintegrando i liquidi per non finire disidratati, oppure mangiando di tanto in tanto per non morire di fame. Inoltre gli Stimpak e gli altri metodi di cura veloce avranno un effetto minore e rigenereranno i punti salute più lentamente. Questa modalità contribuisce sicuramente ad aumentare la durata di un prodotto che quanto a ore giocabili e longevità non ha nulla da invidiare ad altri titoli del genere. Se per ultimare la linea narrativa principale del gioco infatti saranno necessarie una ventina d’ore circa, vero è che per godersi l’intricato insieme di sottomissioni e visitare ogni anfratto del Mohave e di New Vegas il tempo da dedicare sarà molto di più.

New Vegas, Old Fallout?
Analizzando la componente grafica della versione PC di Fallout New Vegas, c’è da dire che così come per quanto riguarda il gameplay e la altre dinamiche di gioco i cambiamenti rispetto alle versione per console sono veramente pochi. In effetti il motore grafico Gamebryo, mutuato direttamente da Fallout 3, mostra tutti i segni del tempo andando a creare i presupposti per situazioni alcune volte non molto soddisfacenti. Ci riferiamo soprattutto ai cali improvvisi di frame rate di una certa importanza riscontrabili anche in situazioni non movimentate, o comunque dove sono presenti più personaggi su schermo, oppure ai cadaveri di nemici che si incastrano nel terreno; la sensazione generale di pesantezza del gioco ben poco si sposa con l'incerta resa generale di alcuni elementi su schermo, o ancora con i diversi caricamenti presenti nel momento in cui ci si sposta da un’ambientazione all’altra. Ovviamente questo discorso su PC acquista maggiore importanza nel momento in cui si considera la crescita ed il potenziale grafico a disposizione degli ultimi videogiochi usciti di recente, il che fa concludere che il lavoro di pulizia ed ottimizzazione del motore grafico poteva essere sicuramente oggetto di più premure da parte degli sviluppatori. D’altra parte è giusto dire che il giocatore di Fallout New Vegas verrà a contatto con paesaggi di sicuro impatto, scarni ma non per questo poco significativi. Tralasciando i vari problemi e bug riscontrati, quello che rimane del pellegrinaggio nel Mohave è la vista di paesaggi che si perdono nell’orizzonte di un mondo desolato. L’effetto della Strip di New Vegas, magari avvistata in lontananza nella notte, lascia evidentemente sensazioni positive, e probabilmente fa chiudere più di un occhio rispetto alle mancanze sopra citate. Prima di concludere è d’obbligo soffermarsi sul comparto sonoro, che rappresenta uno dei punti di forza dell’intera produzione. Il gioco presenta innumerevoli linee di dialogo completamente localizzate in italiano, ed anche se a volte la realizzazione del parlato scende sotto gli standard, sicuramente il lavoro svolto merita quantomeno un plauso per la completezza. La colonna sonora richiama come da tradizione sonorità anni ’50, che costituiranno un'insostituibile compagnia durante il viaggio del giocatore nel pericoloso deserto radioattivo, altrimenti pieno di un silenzio quasi irreale.

Multiplayer
Il lavoro svolto da Obsidian e Bethesda si è concentrato sull'esperienza in singolo. Il multiplayer, pertanto, è assente

Hardware
Sistema operativo: Windows XP SP2/Vista/7
Processore Dual Core 2.0 Ghz
Memoria RAM: 2 Gb
10 Gb di spazio libero su Hard disk
Scheda Video: compatibilie DirectX9 (minimo NVIDIA Geforce 6 / ATI 1300XT )
Recensione Videogioco FALLOUT: NEW VEGAS scritta da MASTELLI SPEED Fallout New Vegas si è dimostrato essere un titolo di alto livello anche per quanto riguarda la versione PC, che ben poco si distanzia sotto il profilo qualitativo dalle controparti su console. Sostanzialmente il gioco propone ancora un intreccio ben equilibrato tra dinamiche tipicamente da gioco di ruolo e sparatorie in prima persona, con un insieme di linee narrative che si incoceranno e troveranno il loro punto di unione nelle decisioni del giocatore stesso. Lo sterminato deserto del Mohave attende i giocatori e li renderà partecipi di un'esperienza del tutto personale e soggettiva, longeva e mai banale. Permangono purtoppo alcuni problemi a livello grafico e di pulizia del codice, che si traducono in cali improvvisi di frame rate ed estemporanei bug; così come su console, però, si tratta di difetti che ben poco scalfiscono il valore di un prodotto da annoverare tranquillamente tra i must buy per tutti gli appassionati della serie e di giochi di ruolo in generale.
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