Recensione di NBA 2K11

Copertina Videogioco NBA 2K11
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     2K Sports
  • Distributore:

     Cidiverte
  • Lingua:

     Inglese coi sottotitoli in italiano
  • Data uscita:

     8 ottobre 2010
- Tante modalità di gioco profonde ed appaganti
- Possibilità di rivivere le imprese di Michael Jordan
- Presentazione delle partite ai massimi livelli
- Sistema di controllo migliorato...
- ...ma occorre pratica per padroneggiarlo al meglio
- Alcune sbavature grafiche
- Piccole imprecisioni nell'IA

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A cura di (Mastelli Speed) del
L’NBA rappresenta senza ombra di dubbio una delle espressioni sportive più spettacolari ed intense nel pur variegato panorama degli sport americani. L’attenzione tutta stelle e strisce per le inquadrature, gli stacchi pubblicitari, le statistiche e le interruzioni di gioco, oltre alla partita in sè, creano un prodotto unico ed emozionante, con un impatto televisivo notevole. Concentrandoci sulla situazione delle varie riproduzioni del basket americano su PC, c’è da dire che la situazione negli ultimi anni è andata peggiorando in modo progressivo, se non altro per la mancata presenza di una competizione tra diversi titoli. La perdita di interesse da parte di EA Sports a proposito del mercato PC si è concretizzata nella mancata conversione dei capitoli 2009 e 2010 della celeberrima serie NBA Live, ed anche quest’anno la software house americana sembra voler confermare il recente trend riservando la fruizione del nuovo NBA Elite ai soli possessori di console. La sola serie NBA 2K rimane dunque l’unica opportunità per poter emulare le gesta dei grandi campioni della pallacanestro americana su computer. In questa sede analizzeremo proprio l'ultima incarnazione della serie, NBA 2K 11

Scendiamo in campo
NBA 2K11 permetterà ai giocatori di rivivere le emozioni del campionato professionistico americano, l’NBA appunto, attraverso differenti punti di vista. Come prima cosa si potrà prendere il controllo di una squadra in una serie di partite veloci e senza altre incombenze gestionali, oppure in una più impegnativa modalità Associazione, che permetterà di gestire la squadra a trecentosessanta gradi. In questa modalità il gioco propone una profondità notevole, permettendo di regolare gli allenamenti, le ricerche dei talent scout, il mercato e molto altro. E’ interessante sottolineare come le varie situazioni proposte siano estremamente verosimili: ad esempio, sarà difficile che una compagine priva di molti giocatori di talento possa primeggiare facilmente in una conference; un altro aspetto migliorato è l’inserimento delle matricole, che appare ora più razionale, andando quindi ad evitare situazioni di gioco sfalsate per effetto del valore eccessivo dei giocatori creati dal sistema. Le possibilità previste da questa modalità sono molteplici e soprattutto adattabili alle esigenze del giocatore: si potrà scegliere di delegare all’Intelligenza Artificiale alcune funzioni gestionali, per esempio il rinnovo dei contratti dello staff tecnico, in modo da concentrarsi esclusivamente sul campo. La modalità My Player permetterà la creazione di un proprio alter ego virtuale da portare al successo durante le varie partite. Introdotta l’anno scorso dopo un periodo di pausa, la modalità in questione presenta interessanti elementi di innovazione. Il più importante sembra essere il nuovo sistema di comunicazione tra il nostro giocatore e la stampa, che permetterà l’evolversi di situazioni differenti a seconda delle risposte date alle diverse domande. Rispondere con arroganza e supponenza alle domande poste farà si che i compagni di squadra, i coach, il pubblico stesso ci trattino di conseguenza, non passandoci mai il pallone o magari facendo di tutto per farci trasferire in un'altra franchigia. Constatata l’esistenza della consueta modalità Blacktop, che permetterà al giocatore di competere in vari contest, da quello dei tiri da tre punti fino alla migliore schiacciata, è giusto parlare della modalità che forse più di ogni altra rappresenta la novità di questo NBA 2K11, ovvero la Jordan Challenge. Cosi come sulle versioni per console, si avrà l’opportunità dunque di rivivere dieci tra i più importanti momenti della carriera di MJ: per ogni situazione proposta saranno dati degli obiettivi da raggiungere in termini di punti, assist e cosi via, per poter avanzare alla sfida successiva. Sebbene la riproduzione videoludica di Jordan sia implacabile quanto a tiri e schiacciate, alcuni obiettivi richiederanno un certo sforzo, accentrando forse eccessivamente il gioco nelle mani di "His Airness". In ultima analisi la modalità dedicata a Jordan vuole essere un omaggio oltre che al miglior giocatore di tutti i tempi anche alle grandi squadre che lo stesso "Air Mike" ha guidato, ma anche affrontato, nel corso degli anni. Dai Celtics di Bird ai Lakes di Magic Johnson, dai Knicks di Ewing ai Bulls di Pippen, Rodman e lo stesso Jordan, è tutto un fiorire di campionissimi e grandi giocate.

Defense! Defense!
Forte di una base, quella del capitolo 2010, evidentemente già molto forte, dal punto di vista del gameplay il lavoro dei ragazzi di Visual Concept e 2K Sports si è concentrato sull’affinamento di alcune situazioni di gioco e soprattutto sull’implementazione di un sistema di controllo più intuitivo. Sotto quest’ultimo aspetto, il lavoro svolto sembra essere più che positivo; l’isomotion, ovvero l’insieme delle finte e dei movimenti effettuabili da ogni giocatore, sembra essere maggiormente integrato nell’insieme dei comandi di gioco, in quanto attivabile alla pressione del grilletto sinistro accompagnato dalla levetta sinistra. In questo modo sarà possibile riprodursi in fadeaway, virate e alley oop in modo intuitivo: alcune situazioni, come la chiamata di un blocco o l’arresto e tiro, sono state ulteriormente semplificate rispetto ai capitoli precedenti del gioco. Alcune dinamiche di gioco, come il raddoppio sul portatore di palla avversario o i falli intenzionali a fine partita, presentano qualche sbavatura, ma in generale la situazione è più che positiva, considerando anche i progressi rispetto allo scorso anno. Analizzando la versione PC del titolo è giusto parlare anche del sistema di controllo via tastiera: evidentemente un gameplay tanto complesso sotto il punto di vista della combinazione dei vari tasti da premere, in virtù delle numerose azioni disponibili, rimane penalizzato anche eccessivamente dal controllo via tastiera; fermo restando la possibilità di cambiare a piacimento i comandi di gioco, vero è che il feedback ottenibile giocando con un pad è difficile da riproporre attraverso una normale tastiera: di conseguenza, come ormai nella quasi totalità dei giochi a tema sportivo, un joypad è fortemente consigliato per godere appieno delle potenzialità di NBA 2K11. Apprendere le varie combinazioni di comandi però potrebbe non bastare, soprattutto a livelli di difficoltà elevata, se non si conoscono appieno le possibilità di ogni giocatore. Sapere quando passare la palla o quando tirare si rivela di importanza fondamentale, vista anche l’attenzione in difesa dell’Iintelligenza Artificiale, che sfiora spesso l’eccesso (soprattutto per quanto riguarda i passaggi intercettati). Mai come prima quindi conterà conoscere sia le caratteristiche dei propri giocatori sia quelle degli avversari. Così, se controllando Rajon Rondo ci si potrà sbizzarrire in veloci penetrazioni e passaggi millimetrici, saranno fortemente sconsigliabili tiri dalla lunga distanza; controllando invece altri playmaker come Steve Nash, Mo Williams o Derek Fisher si dovranno cercare i blocchi portati dai lunghi per potersi liberare al tiro da dietro l’arco dei tre punti. Controllando infine giocatori come Bryant, Durant o Anthony la sensazione di onnipotenza, di poter cioè segnare da ogni posizione ed in ogni modo, darà notevoli soddisfazioni. In NBA 2K11 ogni giocatore è riprodotto fedelmente secondo le proprie possibilità: un centro legnoso come Perkins o Oden non potrà mai segnare in agilità, mentre ali grandi del calibro di Garnett, Nowitzki o Gasol potranno esibirsi in tiri anche dalla media-lunga distanza. Tutto questo si riflette non poco sulle dinamiche di gioco, estremamente legate alle condizioni e statistiche di ogni giocatore: raddoppiare su Lebron e Wade potrebbe essere una buona idea quando si gioca contro Miami, ma bisognerà stare attenti alla difesa sul perimetro per via di Mike Miller, tiratore formidabile dai tre punti. Ogni squadra ha una sua personalità e modo di giocare che, in ultima analisi, si rivela estremamente verosimile e molto vicino alla realtà.

Cosa danno in TV stasera?
La resa grafica e sonora di NBA 2K11 su PC è davvero positiva, senza contare che il titolo propone un livello di scalabilità delle opzioni grafiche tale da adattarsi alla maggior parte delle macchine; a dimostrazione di ciò nella nostra prova il gioco è risultato fluido, senza cali di frame rate, ed anche su configurazioni nella media e non proprio recentissime è stato possibile fruire di tutte le opzioni grafiche al massimo livello. Design e modellazione si attestano come sempre su ottimi livelli; i palazzetti, le divise, i volti dei giocatori sono riprodotti fedelmente (tranne alcune eccezioni) e mantengono sempre un livello qualitativo veramente elevato. Vero è che spesso si sente, soprattutto in circostanze più che altro esterne alla partita vera e propria, la sensazione che i modelli dei giocatori siano stati creati esclusivamente per camminare su binari predefiniti; a titolo di esempio capiterà saltuariamente che una volta finita la partita i giocatori si scontrino fra di loro nel tentativo di uscire dal parquet, senza cambiare direzione. Passando sopra a quelle che comunque sono da considerare come piccole mancanze in relazione ad un prodotto di una certa caratura, è da sottolineare invece la cura per i dettagli, che si manifesta nelle differenti movenze e nei diversi rituali dei vari giocatori in alcune situazioni (Garnett che batte il pugno sul petto dopo un punto importante, Nash che soffia sui polpastrelli prima di un tiro libero) che renderà immediatamente riconoscibili e familiari tutti i grandi campioni e i coach dell’NBA. Probabilmente però è nella presentazione, nel contorno alla partita, che il lavoro Visual Concept e 2K Sports presenta il miglioramento più vistoso. Gli appassionati abituati alla visione delle partite NBA sui canali statunitensi ritroveranno lo stesso stile per quanto riguarda inquadrature, stacchi pubblicitari ed interviste da bordo campo (quest’anno affidati all’ottima Doris Burke, volto noto di ESPN e ABC). Anche su PC in definitiva NBA 2K11 si rivela come un prodotto vincente grazie alla cura dei particolari, ravvisabile nell’analisi di metà partita con statistiche e considerazione sui giocatori chiave, negli spot pubblicitari delle partite ancora da disputare visionabili tra un periodo di gioco e l’altro, nell’ottima telecronaca in inglese. Proprio il commento ha beneficiato di un buon lavoro di miglioramento, mantenendo la base degli anni passati ed aggiungendo commenti personalizzati per squadre, giocatori e coach, con un ritmo sempre alto e costante; da sottolineare anche la cura quasi maniacale del parlato nelle situazioni riguardanti Michael Jordan e tutte le squadre del passato. L’atmosfera delle partite, infine, è stata riprodotta in modo sicuramente positivo e differenziata a livello sonoro per ogni palazzetto disponibile, grazie ai diversi cori e musichette di supporto.

Multiplayer
NBA 2K11 permette di sfidare altri giocatori online attraverso la creazione di una lega privata (con annesso fanta-draft opzionale) e gare singole. Dopo alcuni giorni di assestamento, la situazione riguardante il lag, vero punto debole degli ultimi capitoli della serie, sembra essersi attestata su buoni livelli di giocabilità.

Hardware
Requisiti Minimi:
Processore: Pentium 4 core singolo a 2,4 GHz o equivalente (2,8 GHz per Windows Vista)
RAM: 512 MB o superiore (1 GB per Windows Vista)
Unità disco: unità DVD-ROM 8x o superiore
Disco: 10,5 GB di spazio libero su disco o superiore
Video: scheda compatibile con DirectX 9.0c (ATI x1300 o superiore;NVIDIA 6600 o superiore)
Audio: scheda compatibile con DirectX 9.0c
Input: tastiera o gamepad dual-analogico

Requisiti Consigliati:
Processore: Dual Core a 3 GHz o equivalente
RAM: 2 GB
Unità disco: unità DVD-ROM 8x o superiore
Disco: 10,5 GB di spazio libero su disco o superiore
Video: scheda con supporto Shader Model 3.0 con 512 MB di RAM (NVIDIA GeForce 7900 GT o superiore)
Audio: scheda compatibile al 100% con DirectX 9.0c
Input: gamepad dual-analogico
Recensione Videogioco NBA 2K11 scritta da MASTELLI SPEED Anche su PC NBA 2K11 è semplicemente la miglior riproduzione del basket stelle e strisce disponibile al momento, essendo un titolo vario e valido in tutte le modalità proposte. Un prodotto da valutare in modo estremamente positivo, rispetto anche alle controparti su console, soprattutto in considerazione del momento non certo facile attraversato dal mercato delle simulazioni cestistiche su PC e della scalabilità del motore grafico (che consente la fruizione del titolo su una vasta gamma di configurazioni hardware). Un particolare apprezzamento merita il lavoro fatto in sede di presentazione e contorno alla partita vera e propria, con una telecronaca in inglese sempre incalzante e dinamiche televisive sapientemente ricreate. Non manca qualche difetto: sono presenti alcune imprecisioni grafiche e della IA, mentre la curva di apprendimento dei controlli può essere abbastanza irta da affrontare. Tuttavia non sembra sbagliato affermare, in virtù anche del prezzo veramente aggressivo con cui il titolo viene commercializzato rispetto alle versioni PS3 e Xbox 360, che si tratti di mancanze di poco conto in sede di valutazione complessiva.
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