Recensione di Disciples III: Renaissance

Copertina Videogioco Disciples III
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Akella
  • Data uscita:

     23 settembre 2010
- Lunga modalità singleplayer
- Adatto anche ai nuovi giocatori
- Graficamente ben fatto
- Solo tre razze giocabili
- Un passo indietro rispetto al suo predecessore
- IA non eccelsa
- Manca una modalità multiplayer Online
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A cura di (FireZdragon) del
Gli appassionati di strategici a turni di stampo fantasy hanno sempre potuto fare affidamento su due franchise di alta caratura: Heroes of Might & Magic prodotto da Ubisoft e Disciples. Il primo è caratterizzato da colori vivi e combattimenti su griglie esagonali, mentre il secondo faceva sue ambientazioni gotiche e affidava la gestione degli scontri a gruppi di unità disposti su due linee. Con Disciples III: Renaissance le cose tuttavia sono destinate a cambiare dato che il sistema di combattimento è stato reso molto simile rispetto a quello del suo diretto concorrente. Dopo questo radicale cambiamento, riuscirà la serie a rimanere legata alle sue radici e al contempo non deludere i numerosi fan?

Tre razze legate da una sola storia
La campagna principale di Disciples III: Renaissance è stata divisa in tre sotto campagne, una per ogni razza, unite fra loro da un'unica trama conduttrice. Una riduzione delle razze a disposizione rispetto alle cinque presenti nel capitolo precedente potrà far storcere il naso agli appassionati della saga, ma le oltre sessanta ore di gioco garantiscono comunque una adeguata longevità e la notizia che le razze mancanti dovrebbero arrivare a breve con un'espansione placherà gli animi più accesi. Sarà possibile iniziare a giocare con qualsiasi delle tre fazioni disponibili. Si potrà scegliere tra l'Impero, guidato dal comandante supremo della guardia Lambert, la Legione dei Dannati capeggiata da Haarhus, elfo reincarnato in un demone guerriero e come terza opzione sarà disponibile l'Alleanza Elfica, rappresentata da Arion e dai suoi coraggiosi soldati. Dato che le tre razze condividono la stessa storia sarà consigliabile tuttavia iniziare la campagna con gli umani , primi in ordine temporale nella narrazione degli eventi. Scelto il nostro eroe e la sua specializzazione ci troveremo immersi in una mappa completamente in 3D caratterizzata da colori cupi, propri della serie e da paesaggi in grado di lasciare stupiti per la loro bellezza. Tuttavia il passaggio ad una prospettiva in tre dimensioni rispetto a quella 2D dei capitoli precedenti ha portato con se uno strascico di problemi più o meno gravi. Quello più fastidioso riguarda sicuramente il percorso delle unità sul terreno, il quale verrà riconosciuto fin troppo spesso come invalido nonostante non ci sia nulla che ostacoli il cammino, richiedendo al giocatore di procedere a piccoli passi o cercare una strada alternativa per raggiungere l'obiettivo. Una volta fatta l'abitudine con questi piccoli problemi ci troveremo immersi completamente nel gioco, il quale nella fase esplorativa ci regalerà meccaniche immutate rispetto a Disciples II. La nostra squadra capeggiata dall'eroe di turno avrà un numero limitato di punti da spendere per effettuare il proprio movimento e raggiungere così i vari luoghi di interesse. Tesori, siti magici in grado di garantire abilità temporanee e NPC avranno postazioni fisse sulla mappa, dandoci così la possibilità di pianificare tutte le nostre mosse con la dovuta calma. La prima grossa novità di Disciples III: Renaissance arriverà insieme al primo inevitabile scontro. Un modello di combattimento, completamente rivoluzionato rispetto al passato, farà la sua comparsa in questo terzo capitolo della serie. Prendendo spunto dal rivale di sempre, i combattimenti verranno gestiti tramite una mappa tattica ad esagoni. Le unità ora si potranno muovere, elemento che ci permetterà di sfruttare la propria formazione per avvantaggiarsi sul nemico: sarà dunque possibile schierare i guerrieri in difesa delle unità più deboli o sfruttare particolari caselle per raddoppiare il proprio attacco, magico o fisico che sia. L'IA mostrata nei combattimenti denota alcune lacune, lo schema di attacco utilizzato sarà sempre quello di caricare in massa il bersaglio più vicino e continuare a colpirlo finché questo non cadrà esanime. Durante la nostra prova non ricordiamo di essere mai stati messi in difficoltà dalla tattica militare del nemico, il quale spesso e volentieri ignorerà completamente i potenziamenti sparsi per la mappa dandoci la possibilità di occuparli sempre per primi. Aumentando la difficoltà le cose non miglioreranno, ma si riscontrerà esclusivamente una maggior “fortuna” da parte delle truppe controllate dal PC, con una quantità di attacchi critici scaturiti decisamente superiore alla media, ma nulla più. A differenza di Heroes of Might & Magic, dove le unità sulla mappa rappresentano plotoni composti da centinaia di unità uguali, in Disciples III: Renaissance ogni unità corrisponde ad un soldato specifico. Quando verranno inferte ferite questi perderanno parte della loro salute e sarà possibile curarli in combattimento facendo ricorso alle pozioni o utilizzando le abilità magiche di cui sono dotate alcune unità magiche. Quando una delle due squadre contrapposte perderà tutte le truppe lo scontro avrà termine e verranno assegnati i punti esperienza.

Strategico a turni o GDR? Entrambi è meglio.
Proprio come in un gioco di ruolo il nostro eroe, guadagnando esperienza, potrà passare al livello successivo. In questo modo otterrà alcuni punti utili ad alzare le caratteristiche di base (forza, destrezza, agilità, intelligenza e resistenza) ed altri che daranno accesso allo schema dei talenti. Questo varierà in base alla classe del leader e conterrà abilità uniche posizionate su una griglia rettangolare. Le abilità più potenti sono situate negli angoli più lontani e potranno essere raggiunte esclusivamente sbloccando prima i talenti che le precedono. I punti potranno essere spesi per esempio per alzare nuovamente le caratteristiche base del personaggio (ma in maggior quantità rispetto a prima) o utilizzati per acquisire punti di movimento extra o ancora apprendere la capacità di resuscitare i compagni caduti. Nonostante questo sistema sia assolutamente nuovo per la serie, le meccaniche sono basilari e di facile apprendimento sia per i veterani che per i novizi e permetteranno a chiunque si avvicini al titolo di abituarcisi in fretta. Sarà inoltre possibile vedere in anticipo tutti i percorsi possibili da fare per raggiungere le abilità volute e farsi così un'idea di quali talenti sbloccare per primi. Lo sviluppo delle unità base invece è rimasto invariato rispetto ai capitoli precedenti. Una volta per turno si potrà costruire un edificio nella propria roccaforte con la funzione di sbloccare le classi avanzate per le truppe. Per esempio i soldati potranno diventare cavalieri o cacciatori di streghe in base all'ampliamento della caserma che deciderete di fare, sbloccando così abilità speciali uniche legate alle classi prescelte. Sarà possibile nello stesso modo costruire una torre dei maghi ed iniziare ad apprendere incantesimi e sortilegi da lanciare poi in battaglia o in fase di esplorazione.

Saccheggiamo e prepariamoci al prossimo scontro!
I combattimenti con le creature neutrali (si va dai semplici banditi a poderosi ed enormi draghi) si svolgeranno per la maggior parte vicino a punti di interesse. Solitamente dopo il combattimento sarà possibile raccogliere preziosi bottini celati nelle vicinanze o raggiungere nuovi edifici da esplorare. Ogni oggetto recuperato potrà essere indossato dal nostro eroe, andandone a modificare, oltre che le caratteristiche, anche l'aspetto base. In questo modo ci potremo preparare ad affrontare i guardiani siti nei punti di controllo nemici che, una volta sconfitti, ci garantiranno la conquista della zona. Quando questo avverrà tutto l'ambiente intorno al punto di controllo cambierà di aspetto in base alla razza che ne deterrà il possesso, aspettatevi quindi di vedere una zona prima deserta e colma di lava diventare una foresta rigogliosa in breve tempo se conquistata dagli elfi o una lussureggiante prateria se invece a prenderne il controllo saranno gli umani. Questo sfarzo grafico fa da contorno a modelli poligonali curati, ottime texture e artwork di alto livello. Il talento profuso nel comparto tecnico di Disciples III: Renaissance merita sicuramente un plauso. Tutte le unità sono curate con dovizia sia nell'aspetto estetico che nelle animazioni, regalando zoom durante i combattimenti e cambi di inquadratura piacevoli da vedere nonostante la loro ripetitività. L'interfaccia è complessa, ricca di opzioni alle quali purtroppo mancano tooltip esplicativi rendendo le prime fasi di gioco lente e macchinose, almeno fino a che i giocatori non prenderanno mano con tutte le features offerte dal gioco. Solo nei combattimenti è presente un'intera riga di comandi che va dalle semplici opzioni per disabilitare lo zoom sulle unità durante le azioni, alla risoluzione automatica del combattimento. Purtroppo il tutorial in questo caso non viene in soccorso essendo fin troppo superficiale per un prodotto che necessitava quantomeno di spiegazioni approfondite sulla sua struttura di gioco.

Multiplayer
La versione inglese di Disciples III: Renaissance al contrario della sua controparte Russa non ha un editor di livelli e non possiede nemmeno una modalità multiplayer online. L'unica possibilità di giocare con un altra persona è quella di utilizzare la stessa postazione tramite la modalità Hot Seat.

Hardware
Sistema Operativo: Windows XP SP 2 / Vista / Windows 7
Processore: 2 GHz
Memoria: 1 GB
Hard Disk: 5 GB
Video: DirectX 9.0 compatibile, 128 MB (Shader Model 2.0)
Sonoro: DirectX compatibile
DirectX: 9.0c
Recensione Videogioco DISCIPLES III: RENAISSANCE scritta da FIREZDRAGON Disciples III: Renaissance è sicuramente un titolo che vale la pena provare, il lavoro tecnico che si nasconde dietro a questo prodotto merita quantomeno di essere visto almeno una volta. Nonostante i vari problemi che affliggono il gioco e una storia non particolarmente originale la nostra avventura si è rivelata piacevole ed in fin dei conti meritevole del nostro tempo. Il cambio radicale del sistema di combattimento tuttavia ci fa storcere il naso, se da una parte la semplicità e l'immediatezza potrebbero portare nuovi giocatori ad avvicinarsi alla serie, a ragion veduta i fan di vecchia data potrebbero risentire di questo cambiamento dato che va ad assottigliare fin troppo le differenze tra Disciples e Heroes of Might & Magic mettendo così a confronto il titolo in un campo dove la saga Ubisoft ne esce fin troppo facilmente vincitrice.
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