Update di Valerio "Folken" De Vittorio - 22/08/2010
Al GamesCom 2010 di Colonia abbiamo avuto modo di assistere ad una nuova presentazione di Star Wars: The Old Republic, MMORPG in via di sviluppo presso gli studi di Bioware, occasione ideale per venire a conoscenza di qualche novità. Dopo che all'E3 di quest'anno ci era stato illustrato il setting e mostrate alcune fasi iniziali di gioco, in Germania l'incontro si è concentrato sull'evoluzione delle varie classi e la presenza di astronavi personali a disposizione dei giocatori.
I ragazzi di Bioware ci hanno raccontato con grande trasporto come con l'aumentare dell'esperienza sarà possibile specializzare il proprio personaggio evolvendone la classe. Ad esempio, scegliendo di lasciarsi sedurre dal lato oscuro, un Inquisitore Sith potrà divenire un assassino o uno stregone. Nel primo caso il personaggio impugnerà due spade laser, potrà fare uso di abilità stealth e sarà specializzato nell'infliggere danno corpo a corpo, un Sith in stile Darth Maul insomma. Nel secondo caso invece, lo stregone utilizzerà una sola spada, possiederà abilità speciali legate alla forza, come le scariche di fulmini, e sarà specializzato nell'infliggere danno a distanza o nel curare i compagni di squadra. Dall'altro lato della barricata, ci è stato descritto ovviamente il Cavaliere Jedi. Questo potrà essere una sentinella o un guardiano, il primo capace di impugnare due lame e specializzato negli scontri ravvicinati (alla Anakin), mentre il secondo potrà divenire un ottimo leader e tank del gruppo (alla Obi-Wan).
Ci è stata poi illustrata la centralità della narrazione nello svolgimento dell'avventura principale che, grazie ad istanze ma soprattutto all'incredibile mole di dialoghi (che ricordiamo essere tutti totalmente doppiati), vi farà sentire protagonisti unici della vostra storia nel mondo di Star Wars. Bioware ha scelto di introdurre alcuni elementi vincenti presi da Mass Effect, come i compagni di squadra con i quali interagire e creare delle relazioni di ogni tipo ed il sistema di conversazione a scelte multiple. Questo permetterà a tutto il party, per la prima volta nel genere MMORPG, di interagire con il medesimo NPC, laddove il gioco permetterà di selezionare una tra le tre risposte possibili, divise a seconda all'orientamento "buono", "cattivo" e "neutrale". In base alle votazioni ed alle statistiche dei componenti del party ne verrà selezionata una, che porterà così ad uno dei rami narrativi piuttosto che ad un'altro. Una dimostrazione pratica ci ha permesso di osservare un gruppo completo di cinque personaggi, ognuno di professione diversa, alle prese prima con un dialogo interattivo e poi con una squadra di soldati imperiali.
A livello di gameplay, sia da quanto abbiamo potuto vedere che da quanto provato, il gioco non si discosta particolarmente dai canoni del genere, sebbene il titolo tenda più ad avvicinarsi alle caratteristiche principali dei GDR singleplayer. Visto l'alto grado di specializzazione di ogni classe, è facile intuire l'importanza che avrà circondarsi di giocatori fortemente differenziati, anche se non sappiamo ancora che tipo di contenuti verranno riservati ai gruppi di avventurieri più numerosi.
Per quanto riguarda la graditissima introduzione delle navi personali, ci è stato mostrato solamente un trailer dal quale si è intuito come queste potranno essere utilizzate anche per viaggiare nello spazio, sebbene non sarà possibile muoversi liberamente. Seguendo dei corridoi prefissati ci si potrà divertire a schivare campi di asteroidi, evitare proiettili laser delle navi nemiche o bersagliare qualche caccia imperiale.
Star Wars: The Old Republic si è mostrato nuovamente come un prodotto interessante, sebbene il gameplay puro non riesca ancora a convincere del tutto. La ricostruzione dell'ambientazione è un punto forte, così come le specializzazioni delle classi mostrate e la possibilità di volare nello spazio sono elementi che ci hanno lasciato con buone impressioni. Ci auguriamo di poter accedere presto ad una fase beta per poter esplorare con tutta calma la galassia lontana lontana.
A cura di
Alessandro Arndt Mucchi (
Mugo) del
Lo showfloor dell'edizione 2010 dell'Electronic Entertainement Expo è stato particolarmente affollato, migliaia e migliaia di persone si sono avvicendate in file più o meno regolari per provare i tantissimi titoli disponibili tra gli spazi espositivi. E' proprio in situazioni come queste che si apprezza maggiormente la possibilità di assistere ad ordinate presentazioni in salette dedicate alla stampa come nel caso di Star Wars: The Old Republic mostratoci dai ragazzi di Bioware nel booth di Lucas Arts. La possibilità di entrare nel vivo nell'universo di Guerre Stellari ha dalla sua il sicuro interesse che la saga fantascientifica per eccellenza porta con se forte di più di trent'anni di esistenza. Saranno riusciti gli sviluppatori a tradurre in termini di gameplay le grandi potenzialità del brand?
Un conflitto continuo
Non sembra esserci un attimo di pace nello spazio: la finestra temporale in cui si inserisce questo SWTOR (situata circa un migliaio di anni prima di Episode One) è, come di consueto, caratterizzata da un sanguinoso conflitto. Un epico filmato introduttivo ci immerge nella storia mostrandoci uno spettacolare scontro tra le forze della Repubblica ed i guerrieri Sith, una sequenza in computer grafica coinvolgente e dal forte impatto riesce perfettamente nell'intento di stimolare il desiderio di provare con mano ad impersonare una delle quattro classi proposte.
Prima di una prova diretta (controllando un personaggio ai primi livelli) abbiamo potuto vedere uno scontro con un boss per renderci conto di come siano strutturate le meccaniche del party composto da quattro giocatori. La classe che ricopre il ruolo di tank (ovvero il soldato adibito ad attirare su di sé le attenzioni dei nemici) è il Trooper: questi, grazie alla sua armatura, è in grado di sopportare un gran numero di colpi degli avversari permettendo alle classi con protezioni più leggere di sfoderare le loro mosse migliori senza il rischio di venire travolte. Il Jedi Councelor riveste invece l'altrettanto fondamentale ruolo di healer, avrà quindi il compito di mantenere la quantità della vita del tank (e anche delle altre classi all'occorrenza) su buoni livelli potenziandone così la resistenza sul lungo periodo. Le ultime due classi sono due diverse tipologie di DPS, il Jedi e lo Smuggler: il primo è più classico e predilige il combattimento in campo aperto, mentre il secondo, data la minore resistenza, dovrà fare affidamento su attacchi mordi e fuggi e sfruttare il sistema di coperture. Proprio questa possibilità è una delle caratteristiche del titolo, che si arricchisce così di una componente action inusuale per un MMORPG.
Un'altra delle particolarità del titolo è la possibilità per ogni personaggio di avere una propria nave spaziale da personalizzare, all'interno di queste (realizzate diversamente a seconda che si tratti di Sith o Jedi ed in ogni caso di grandi dimensioni) troveranno posto i companions ed anche degli NPC (Non Playing Characters, personaggi non giocanti) con le relative missioni.
Il lato oscuro
Coinvolti dall'ottima presentazione ci siamo fiondati in una saletta adiacente dotata di diversi computer con cui provare il titolo, abbiamo deciso di selezionare il Trooper come classe ed abbiamo completato due delle quest proposteci, entrambe molto classiche in quanto a richieste al giocatore: in una siamo stati chiamati semplicemente ad uccidere una decina di nemici, mentre nell'altra era necessario disattivare degli inibitori di segnali radar per permettere le comunicazioni alle forze alleate. Fin dai primi istanti di gioco ci si rende conto che quella che si affronta è un'esperienza a cavallo tra l'action e le classiche meccaniche da MMORPG, il che, se da un lato riesce nell'intento di particolareggiare lo stile di gioco, dall'altro presta il fianco al rischio di proporre un ibrido incapace di accontentare pienamente gli amanti dell'una o dell'altra tipologia di gameplay.
Dove invece il gioco ha convinto è nel design dei personaggi, ogni classe è infatti ben diversificata e soprattutto si riesce ad individuare con un rapido colpo d'occhio il livello dei giocatori grazie alla buona realizzazione dell'equipaggiamento, veramente accattivante sopratutto per quanto riguarda quello disponibile all'endgame. Come ci hanno detto gli sviluppatori del resto: “Per sentirsi eroi bisogna averne l'aspetto!”. Altra nota di merito va data per quanto riguarda l'aspetto audio: Star Wars: The Old Republic è il primo MMORPG interamente doppiato, sia per quanto riguarda le voci degli NPC che per quanto riguarda quelle dei personaggi, le frequenti cutscene saranno poi dotate di un sistema a risposta multipla, ci verrà offerta una scelta tra diverse frasi ed in base a questa si attiveranno diverse animazioni ed ovviamente diverse linee di dialogo. Degli appunti invece possono essere fatti all'interfaccia: se inventario e barra delle mosse sono ben realizzati lo stesso discorso non vale per la mini mappa che non è sembrata sufficientemente intuitiva e con la quale non è particolarmente facile individuare la direzione da seguire.