Recensione di Plain Sight

Copertina Videogioco Plain Sight
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Beatnik Games
  • Data uscita:

     Disponibile
- Divertente…
- Immediato
- …ma alla lunga stanca
- Gameplay povero
A cura di (Sidmarko) del
Spesso e volentieri i team di sviluppo di indie game forzano la loro vena creativa (anche a causa di una limitata disponibilità di risorse, a differenza delle grandi software house) nello sviluppo di videogiochi, in modo che risultino fuori dagli schemi ed originali, a volte anche ottenendo ottimi risultati. Così facendo possono farsi notare dai grandi produttori ed entrare nel “sistema”, magari acquisendo, nel contempo, buoni consensi da parte di videogiocatori e critica. Plain Sight è proprio uno di questi casi, andiamo a scoprire insieme il perché.

Bella Vista
I videogame più classici hanno talmente abituato il “giocatore medio” a cercare di eliminare l’avversario attraverso un sistema di gioco quasi sempre a senso unico, che quando ci si trova di fronte prodotti dove una delle caratteristiche principali è quella di far saltare in aria se stessi, come accade appunto in Plain Sight, troppo facilmente questi vengono etichettati come originali o innovativi. Non per forza per meriti propri, ma perché il mercato, come sappiamo, segue certe tendenze per meri riscontri economici. Dunque, in parole povere, in questo nuovo titolo multiplayer, venduto esclusivamente (almeno per ora) in versione digitale, il giocatore impersona un robot ninja che deve distruggere dei robottini controllati dagli avversari allo scopo di rubare la loro preziosa energia. Immagazzinando questa energia il robot diventa più forte, luminoso e grosso. Fin qui nulla di particolare, ma dell’energia il giocatore se ne fa poco o nulla, infatti, quello che importa veramente sono i punti, e per ottenerli è indispensabile fare esplodere il vostro amato alter ego metallico, prima che gli altri lo distruggano, rubando l’energia accumulata fino a quel momento. Quindi un sistema di gioco “kamikaze”, originale e divertente anche se a lungo andare risente della povertà di elementi. I combattimento sono basati su un sistema di puntamento che, una volta appaiato all’obiettivo, o meglio, al robot avversario, si illumina di rosso, e con un click del mouse, il vostro ninja di latta si diletterà in un balzo ninja sventagliando la sua spada sul povero robot avversario. Ovviamente capiterà di incontrare avversari tosti, e quindi sarà difficile riuscire a distruggerli e rubare il loro prezioso contenuto energico, anche perché ci sono diversi modi per riuscire ad evitare un attacco, come spostarsi velocemente, oppure utilizzando una sorta di barriera difensiva. Ogni volta che salterete in aria, prima di rinascere, sarà possibile ottenere dei potenziamenti per il vostro robot, che possono essere acquisiti tramite dei punti esperienza accumulati durante la partita. Questi power up sono distinti in tre diverse categorie: quelli che riguardano le capacità fisiche, come corsa e salto, quelli inerenti alle capacità difensive, come il già citato scudo difensivo, oppure un punto esclamativo rosso che compare sulla capoccia del robot quando è bersagliato da un avversario. Abbiamo infine le capacità di attacco, tra cui la possibilità di ottenere un'esplosione più velocemente. Questo power up può essere molto utile, visto che farsi esplodere coinvolgendo degli avversari nella deflagrazione incrementa il punteggio considerevolmente. Le ambientazioni dove avvengono le battaglie sono decisamente astratte e quasi prive di forza di gravità, sicché è possibile fare balzi spostandosi da una zona all’altra della mappa. Ma per gli avversari non sarà mai difficile scovarvi, infatti ogni robot lascia dietro di se una scia luminosa colorata che indica costantemente la sua posizione, incrementando quella sensazione di dinamicità e continuo movimento. Purtroppo tutto questo andare e venire con tanto di colori luminescenti può dare un po’ alla testa. (Sconsigliato vivamente a chi soffre di emicrania). In definitiva il gameplay di Plain Sight è molto dinamico e divertente, ma a lungo andare potrebbe annoiare per via della sua povertà intrinseca, che si limita quasi esclusivamente all’azione “distruggi-autodistruggi-distruggi”.

C’era una volta un robottino kamikaze…anzi no
In Plain Sight non c’è nessun background e si entra subito nel vivo dell’azione. Una volta effettuato il login, si può decidere se allenarsi con avversari gestiti dalla CPU, nella modalità allenamento, oppure provare a gettarsi nella mischia contro avversari in carne ed ossa. Le modalità di gioco sono cinque e tre di queste ricalcano le classiche degli sparatutto in prima persona, ovvero, Deathmatch, Deathmatch a squadre e Capture the Flag. Le altre due modalità sono abbastanza originali: si ha Lighten Up, dove vince chi ottiene la più grande esplosione in una determinata zona della mappa illuminata, mentre l’altra è BotZilla, dove il giocatore può vestire i panni di un robot gigante travestito da Godzilla, oppure fare la parte della pulce e cercare di eliminarlo. Queste modalità di gioco si rivelano piuttosto originali, e spezzano un po’ la monotonia del sistema di gioco. Le mappe a disposizione sono 13 e c’è la possibilità di giocare fino a 20 giocatori contemporaneamente. Il net code non è risultato dei migliori, ma è comunque sempre stato possibile giocare discretamente. Dal punto di vista grafico il lavoro di Beatnik Games non fa di certo gridare al miracolo, ma i colori accesi e accattivanti accompagnati da quei simpatici robottini si fanno guardare. Ovviamente, visto il contesto, non è il caso di soffermarsi troppo su questo aspetto. Stesso discorso va fatto per quanto riguarda il comparto audio, che è comunque più che sufficiente.

Hardware
Requisiti di sistema
- OS: Windows XP
- Processor: 2 ghz or better
- Memory: 1 GB RAM
- Graphics: Shader model 2 supported graphics card
- DirectX®:DirectX 9
- Hard Drive: 300 MB of free space
- Sound: Sound card required
Recensione Videogioco PLAIN SIGHT scritta da SIDMARKO Plain Sight è sicuramente un titolo diverso, ma la sua originalità non gli ha permesso di convincerci in pieno. Se di primo acchito è dannatamente dinamico, alla portata di tutti e divertente, a lungo andare la sua semplicità e povertà di gameplay lo rendono dannatamente noioso. Considerando il prezzo budget e l’originalità del prodotto, siamo comunque di fronte ad un titolo consigliato a chi volesse passare qualche ora di sano divertimento, ma nulla di più. Il gameplay di Plain Sight avrebbe meritato un ventaglio più ampio di elementi in modo da portare un’esperienza ludica più ricca.
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