Recensione di Vancouver 2010

Copertina Videogioco Vancouver 2010
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Eurocom Entertainment Software
  • Data uscita:

     Disponibile
6.0
Voto lettori:
6.3
- Buon assortimento di discipline
- Ottima resa della velocità
- Sporadico button mashing
- Manca una modalità carriera
- Pochi eventi
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A cura di Andrea Porta (andymonza) del
Ogni edizione delle Olimpiadi estive ed invernali è terreno fertile per il passaggio sugli scaffali di una trasposizione videoludica della competizione. Dopo il timido esordio next gen con Beijing 2008 gli sviluppatori di Eurocom ci riprovano spostando l’attenzione sugli sport invernali dell’imminente Vancouver 2010. Il titolo non offre tutte le specialità olimpioniche, bensì un campione delle competizioni più appetibili, selezionate con un certo gusto per la velocità.

Strada per la vittoria
Le discipline coinvolte sono in tutto 14, divise tra Sci, Salti, Snowboard, Pattinaggio, Bob, Skeleton e Slittino. Il menu permette di selezionare tre modalità principali: Giochi Olimpici, Allenamento e Sfide. La prima permette di affrontare la disciplina che si desidera nella competizione ufficiale, anche se non esiste di fatto una vera e propria carriera: semplicemente, si seleziona la specialità e si compete, senza alcun tipo di effettiva progressione. Allenamento ripropone le medesime specialità offrendo la possibilità di fare pratica senza preoccuparsi del risultato finale, ed include una utile guida che mostra passo passo i comandi di ogni disciplina. Sfide propone invece singole gare da completare soddisfacendo particolari requisiti, come raggiungere una certa velocità con il Bob o completare uno slalom entro un tempo limite abbattendo dei pupazzi di neve; gli eventi sono inseriti in una struttura a piramide dove l’unico scopo è il completamento con un livello di sfida crescente: questa modalità porta un po’ di originalità in una formula solitamente standard ed alcune delle sfide offerte si rivelano decisamente divertenti da affrontare.
Ognuna delle discipline sportive proposte da Vancouver 2010 presenta un set di controlli personalizzato e sarà opportuno dare una controllata ai rispettivi layout prima di lanciarsi in gara. Come prevedibile lo scopo degli sviluppatori è quello di abbracciare un bacino d’utenza più ampio possibile, per questo i comandi si ridurranno a pochi semplici tasti che il più delle volte riescono a rendere sufficientemente immersiva l’esperienza di gioco offrendo al contempo un livello di sfida accettabile, rendendo diversa ogni disciplina. Alcune specialità, come ad esempio il pattinaggio, rendono meno di altre dal punto di vista dei controlli e del feeling generale, concedendosi ampiamente all’odioso button mashing tipico di produzione d’altri tempi. Per fortuna non si tratta di una caratteristica dominante del titolo. A conti fatti, le discipline più divertenti risultano essere sci e snowboard, laddove il feeling sui controlli è ben bilanciato e si ha la capacità di intervenire in maniera diretta sulla traiettoria dello sciatore. Al contrario le gare in Bob, Skeleton e Slittino risultano decisamente più guidate e facili da padroneggiare, complice la possibilità di angolare, ma non di curvare direttamente.
Ad accomunare la quasi totalità delle discipline offerte è senza dubbio la velocità, restituita da Vancouver 2010 in maniera di sicuro impatto grazie ad una leggera sfocatura ed al buon comparto sonoro: l’amalgama di questi elementi riesce a rendere le sfide sufficientemente realistiche ed adrenaliniche. Apprezzabile a questo proposito la presenza di una visuale in soggettiva, che permette di godere al massimo del senso di velocità.
A fronte di un buon carnet di modalità e di un set di controlli ogni volta diverso e perlopiù divertente da padroneggiare, ciò che davvero manca al titolo di Eurocom è una coesione tra gli eventi proposti, la quale contribuirebbe ad aumentare il senso di sfida e di progressione; la mancanza di questo importante dettaglio rischia di far scendere l’interesse nei confronti del gampelay in un tempo relativamente breve, un peccato se consideriamo la discreta realizzazione generale.
Un'altra grossa mancanza sono le licenze per gli atleti reali, sostituiti da anonimi modelli che differiscono per le varie nazioni; la totale assenza di qualsivoglia opzione per personalizzare preclude inoltre al giocatore la possibilità di ricreare i propri eroi a mano.
A fianco della modalità singolo giocatore trova spazio anche un comparto multiplayer che permette di competere negli eventi online; di certo, gli appassionati lo troveranno divertente, ma alcune modalità espressamente dedicate non avrebbero certo guastato.

Comparto tecnico
Stilisticamente Vancouver 2010 è un gioco curato, e si nota una certa abilità nel mascherare molto bene alcune mancanze della controparte tecnica. L’effetto velocità è senza dubbio il migliore di questi espedienti, in quanto mette in secondo piano la bassa definizione che caratterizza la resa degli elementi di contorno delle pista, riuscendo a non far pesare affatto la mancanza. Il buon frame rate non mostra segni di cedimento, i modelli degli atleti sono ben modellati e le animazioni passano dal buono al discreto senza mai troppo sfigurare. Le musiche propongono un soft rock sui generis, perfetto per accompagnare i menu e compensarne in parte l’appeal assolutamente asciutto.
Nel complesso una discreta resa stilistica, che non scontenterà chiunque decida di approcciarsi al titolo.
Recensione Videogioco VANCOUVER 2010 scritta da ANDYMONZA Vancouver 2010 mostra i diversi passi in avanti fatti da Eurocom rispetto al completo fallimento di Beijing 2008. Le discipline sono ben rappresentate, i controlli perlopiù ben implementati e la modalità Sfide testimonia la buona volontà di proporre qualcosa di vagamente innovativo e persino sopra le righe per il genere. A mancare sono quegli elementi che potrebbero fornire profondità e longevità al titolo, come una modalità carriera che spinga al progresso, qualche opzione di personalizzazione e le licenze, che potrebbero accontentare i fan di questo o quell’atleta. In definitiva consigliamo il titolo agli avvezzi alle produzioni sportive dedicate alle olimpiadi, che troveranno in questa edizione invernale 2010 diversi passi in avanti rispetto al solito, mentre i giocatori avvezzi a produzione sportive più blasonate e dedicate ai singoli sport non troveranno in questo titolo motivazioni sufficienti all’acquisto.
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