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The Legend of Zelda: Breath of the Wild

The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Vita nelle rovine

Anteprima
A cura di del
Nintendo ci ha abituati alle lunghe attese, ma quella per The Legend of Zelda: Breath of the Wild si mette sicuramente al primo posto tra quelle dell'ultimo periodo. Dopo tre anni dal primo annuncio e dopo una succosa presentazione all’E3 2016, in occasione dei Game Awards 2016 la casa di Kyoto ha finalmente deciso di darci altro materiale su cui speculare. Senza ulteriori fronzoli, analizziamo meglio i due trailer mostrati.

Un mondo vecchio e nuovo
Partiamo dallo story trailer, un video dalla durata contenuta che, nonostante ciò, desta molto interesse. Innanzitutto, possiamo notare il passaggio che va da un’ambientazione estiva ad un'ambientazione autunnale: questo potrebbe confermare il ruotare delle stagioni nel gioco, qualcosa a cui la serie non è del tutto nuova, e qui ci riferiamo chiaramente ad Oracle of Seasons; ma se in quel gioco il cambio di stagione era artificiale e governato da un apposito oggetto, qui potremmo assistere, per la prima volta, ad un ciclo temporale dinamico, che vede il mondo cambiare da sé rispettando il passare del tempo. Seguono delle brevi scene di quella che potremmo definire “vita quotidiana”: una di esse è particolarmente interessante perché sembrerebbe introdurre degli NPC intenti a combattere, altra novità per la serie. In questa brevissima scena non è presente Link, dunque non è possibile dire esattamente a cosa ci troviamo di fronte, ma rimane un dettaglio da tenere in considerazione.
Subito dopo, vediamo un cane tenere il passo di Link a cavallo: potremmo dunque trovarci di fronte al primo compagno a quattro zampe del protagonista, qualcosa di inedito per la serie, ma che, ricordiamolo, è ben lungi dall’essere confermato. Sicuramente è una feature plausibile ed interessante, ma, per il momento, la manciata di secondi disponibili ci permette solamente di speculare.
Segue un’altra breve scena, in cui vediamo un personaggio simile ad un uccello fare la sua comparsa di fronte agli occhi di Link, prima di volare verso un’aeronave in alto nel cielo. In pochi secondi troviamo tre elementi interessanti: innanzitutto, il personaggio del volatile. Il solo fatto di essere una creatura umanoide dalle fattezze di un uccello riporta subito alla mente i Rito di Wind Waker, ma non possiamo, per il momento, avere la certezza che si tratti della stessa razza. In secondo luogo, possiamo vedere che Link è qui dotato della caratteristica Master Sword: niente di inaspettato, ma è un dettaglio che può passare inosservato. Infine, abbiamo l’aeronave verso cui il possibile Rito sta volando: al di là della sua maestosità, viene da chiedersi quale sarà il suo ruolo all’interno del gioco. 
Torniamo poi a vedere Link combattere contro nemici meccanici, simili a quello mostrato nel primissimo trailer di BotW: qualcosa di ormai risaputo, ma vedere elementi di tecnologia così avanzata in Zelda è ancora qualcosa di emozionante e quasi sconvolgente.
Avvicinandoci alla fine del trailer, vediamo un’ambientazione distrutta, quasi post-apocalittica: questa location, squisitamente evocativa per la sua atmosfera lugubre e desolata, rimane senza nome, ma la fontana inquadrata da vicino ricorda molto quella presente nella Castle Town di Twilight Princess. Stiamo forse vedendo la stessa città? È ancora presto per dirlo, ma è sicuramente una possibilità da tenere in considerazione. Infine, abbiamo uno dei momenti più attesi da tutti i fan della serie: la presentazione di quella che sembra essere la Zelda di questo capitolo, che però non viene mostrata in volto, scelta sicuramente volta ad aumentare ancora di più, se possibile, l'incontenibile attesa dei fan. Non si può ancora dire molto della principessa, ma la sua sola presenza (sempre che di Zelda si tratti e che Aonuma non abbia voluto trarci in inganno per mostrare un nuovo personaggio) contribuisce a rendere questo trailer ancora più emozionante di quanto già non fosse.

Storia di un guerriero
Nintendo ha deciso anche di mostrarci una sessione di gameplay, leggermente più lunga dello story trailer: in questa breve sezione di gioco, peraltro tagliata per evitare spoiler, Link deve raggiungere un misterioso tempio per proseguire nella sua avventura. Un indizio per individuare la destinazione viene fornito al nostro eroe da Kass, un menestrello dalle sembianze di volatile (un altro Rito?), la cui canzone si rivela preziosa fonte di informazioni per il giocatore, che si dirige verso una nuova zona, denominata Zonai Ruins, dove Link si trova a dover fronteggiare numerosi nemici. Quello che possiamo notare è l’estrema dinamicità del combattimento e il suo realismo in confronto agli episodi passati, visibile in special modo nel momento in cui Link viene colpito e scaraventato all’indietro: da tempo sapevamo che la fisica avrebbe giocato un ruolo importante in The Legend of Zelda: Breath of the Wild, e questa ne è l’ennesima dimostrazione. 
Seguono poi scene che non fanno altro che confermare quello che già sapevamo del gioco: la vastità delle ambientazioni e del nostro inventario, la possibilità per le armi di rompersi, di recuperarne di nuove dai nemici sconfitti, dotate peraltro di valori visibili su schermo (altra novità assoluta per la serie). In un combattimento immediatamente successivo notiamo anche che, quando Link schiva un attacco, il tempo si rallenta per un breve periodo, permettendo un contrattacco devastante sull’apertura del nemico.
Infine, un nuovo avversario si dimostra abbastanza intelligente da evitare una bomba lanciata da Link: se, negli episodi passati, un nemico avrebbe continuato sul suo pattern indipendentemente dalla presenza di una bomba, qui vediamo la creatura aggirare il pericolo per raggiungere Link tramite un nuovo percorso.
  • [+] Mondo di gioco maestoso e pieno di novità
    [+] Gameplay rinnovato che non tradisce lo spirito della serie
    [+] Combattimenti più realistici e coinvolgenti che in passato

The Legend of Zelda: Breath of the Wild sembra essere tutto quello che i fan potrebbero desiderare. Le novità nel gameplay, completamente sconvolgenti per la serie, sono tante ma non ne stravolgono la natura. La storia ci presenta elementi mai visti prima, ma al contempo sembra voler strizzare l’occhio al passato, con riferimenti più o meno velati a titoli precedenti. Insomma, sembriamo di fronte al giusto mix tra passato e futuro che potrebbe rendere questo Breath of the Wild un titolo indimenticabile non solo per i fan della storica saga Nintendo, ma per tutto il mondo videoludico.

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