Recensione di Pokémon Pinball Rubino & Zaffiro

- Ideale per i giovani fan della serie…
- Fruizione su GamePad gradevole…
- Ottimo mix di sfide a punteggio e collezionismo
- Buon numero di modalità in-game
- …meglio se appassionati di flipper
- …nonostante l’assenza di portabilità si faccia comunque sentire
- Prezzo fuori mercato
A cura di (Aeffe87) del
Che i Pokémon abbiano conquistato il mondo è fatto ormai conclamato. Da fine anni Novanta a oggi, Pikachu e compagni hanno solcato senza paura gli impervi mari generazionali, accompagnando vecchie e nuove leve del gaming in avventure dove la gloria non è perseguibile senza duro allenamento e profonda dedizione. E si sa, quando il consenso raggiunge livelli planetari, ogni franchise che si rispetti tende a espandersi. Non soltanto fenomeno intermediale a tutto tondo e catalizzatrice del merchandising più sfrenato, la geniale IP di Satoshi Tajiri si è riprodotta anche all’interno del medium-videogame stesso, dando i natali a figli, figliastri e figliocci incentrati proprio sul vastissimo universo delle creaturine tascabili. Queste ultime sono state protagoniste di giochi di carte digitali, safari fotografici in tre dimensioni, puzzle game in formato mignon, software educativi e, immancabili come l’acqua in tavola, classici simulatori di flipper. In questa sede porremo l’accento su Pokémon Pinball Ruby & Sapphire, seconda – e momentaneamente ultima – iterazione dei flipper virtuali a tema Pocket Monsters, sviluppata dal team Jupiter e distribuita nel 2003 per Game Boy Advance. Non ve ne scriviamo perché sopraffatti da una vena nostalgica, ma in quanto Nintendo, complice la recente release del dittico Rubino Omega e Zaffiro Alfa, ha deciso di rendere omaggio all’evento con una versione Virtual Console dello spin-off sopracitato, inserita per l’occasione nell’eShop di Wii U. Certo, dalla prima metà del Duemila un po’ di tempo ne è passato, ed è quindi sacrosanto chiedersi se l’offerta progettata per l’ormai fu portatile a 32-bit riesca ancora a tener botta malgrado gli anni sul groppone, oltretutto sotto forma di porting per console casalinga. Paddone alla mano, cerchiamo di fare il punto della situazione: comunque vada, un salto nel passato non è mai del tutto disprezzabile.



Nintendo come Gottlieb? Non propriamente.
Partiamo da una considerazione forse banale, eppure utile a comprendere perché il lavoro svolto da Jupiter meriti un minimo d’attenzione: i pinball game fanno parte di un genere primordiale, che, proprio per questo, è oramai da diverso tempo stracolmo di prodotti. Di simulatori di flipper vediamo zeppo il mercato anno dopo anno, proposti in ogni salsa, modellati sui successi dell’entertainment più disparati, ma, caratteristica comune, sempre più ricchi e particolareggiati sotto il profilo cosmetico. In questa corsa al particolare, dove peraltro tanti prodotti si somigliano inevitabilmente in fatto di meccaniche, Nintendo scelse nel ‘99 – anno di pubblicazione del primo Pokémon Pinball per Game Boy Color - di schierare la sua combriccola di Re Mida zoomorfi nel modo più ingegnoso possibile. Sulla canonica sfida a punteggio da gioco da bar, il team di sviluppo fu incaricato di modellare un gameplay che favorisse quella spinta al collezionismo che, da sempre, funge da leitmotiv della serie regolare targata Game Freak. Evidentemente, questo mix peculiare convinse a sufficienza da essere riproposto in veste “minerale” senza stravolgimenti di sorta, fatta eccezione, neanche a dirlo, per un focus maggiore sulla fauna di Hoenn. Per chi non ne avesse esperienza diretta, ricordiamo brevemente quel che il flipper di Ruby & Sapphire ha da offrire. Selezionato uno dei due tavoli da gioco disponibili – ciascuno ispirato all’universo Rubino o Zaffiro di riferimento - l’utente viene subito chiamato a propellere una sfera poké tramite pistone a forma di Spoink e a confrontarsi con le possibilità utili ad aumentare il proprio score nel corso di ogni partita. Importantissima, la Modalità Cattura, sulla quale buona parte dell’esperienza poggia, è attivabile spingendo la palla due o più volte lungo la corsia di destra, indirizzandola infine in bocca a uno Sharpedo o Wailmer, a seconda del pianale approcciato. Tale procedimento fa scattare un countdown della durata di due minuti, tempo concesso al giocatore per colpire i bumper in cima al playfield e far apparire, di conseguenza, un Pokémon statico al centro dello stesso. Bombardando il mostriciattolo tre volte con la propria sfera, esso viene risucchiato al suo interno e, dunque, inserito in un Pokédex capace di mappare fino a duecento Pocket Monsters differenti.



La Modalità Uovo consente invece di confrontarsi con alcuni tra i principali Baby Pokémon, assai più mobili e sfuggevoli dei precedenti; in ogni scenario vi è infatti un uovo maculato, pronto a schiudersi nel caso in cui la pallina avvicinasse un Cyndaquil a esso per scaldarlo – tavolo Rubino – o transitasse quattro volte lungo una rampa specifica – tavolo Zaffiro. Ottenuto almeno un Pokémon a sessione, è inoltre buona cosa tentare di farlo evolvere. La Modalità Evoluzione si attiva in maniera analoga a quanto visto in Cattura, con la differenza che, una volta deciso quale delle bestioline trasformare, è necessario intercettare rapidamente tre simboli Esperienza sparsi negli angoli più improbabili dell’ambiente, gettando per finire la sfera nella cavità – in gergo, un saucer – apertasi al centro del tavolo. A questa inevitabile tendenza al collezionismo si affiancano operazioni in-game più propriamente legate all’accumulo di punti, ma non per questo meno originali delle modalità appena trattate. Parliamo soprattutto dei Bonus Stage, sbloccabili subito dopo aver completato una Cattura o Evoluzione, che teletrasportano il videogiocatore su tavoli ambientati in scenari extra, fruibili solo per una manciata di minuti. Tra le sfide bonus più caratteristiche segnaliamo una simpatica caccia al Kecleon, sempre difficile da scovare grazie alle sue abilità camaleontiche, oppure una gara di tiri a canestro tra i ghiacci in compagnia di un paio di Sealeo, o ancora le prove di forza contro Groudon e Kyogre, che si connotano, un po’ a sorpresa, come boss fight in piena regola. Quest’abbondanza d’informazioni può sicuramente render l’idea di come Pokémon Pinball Ruby & Sapphire sia, in effetti, un pinball game piuttosto atipico, decisamente poco realistico ma, forse per questo, molto più dinamico di gran parte dei classici simulatori. Tuttavia, il livello di difficoltà proposto all’utente è perlopiù tarato verso il basso, (de)merito di una certa leggerezza con cui vengono dispensati bonus e aiuti nel corso di ciascuna partita. Tra continui potenziamenti della pokéball e ripescaggi di palline perse ad opera di Latias e Latios, il gioco può risultare interessante soprattutto per i giovani fan del brand, meglio se appassionati di flipper; mosche bianche, ci vien da dire, in un tempo come quello attuale, dove recarsi in sala giochi, purtroppo, non è più pratica comune.



Dodici anni e (un po’) sentirli
Se dal punto di vista ludico Pokémon Pinball Ruby & Sapphire ha ancora qualche freccia al proprio arco, da quello puramente visivo mostra invece un po’ di affanno. Riproposto su Wii U senza alcun restyling grafico, l’adattamento Virtual Console ci ricorda come, tra l’hardware Game Boy Advance e quello della casalinga Nintendo di ottava generazione, ci sia un divario affatto indifferente. Sui moderni monitor TV tutti i limiti della 32-bit handheld vengono inevitabilmente a galla, sebbene sia comunque possibile metterci una toppa attivando l’apposito filtro della console, in grado di portare la risoluzione a livelli quantomeno decorosi. Bisogna inoltre ammettere che, specie nel lungo periodo, la mancanza dell’originaria portabilità del prodotto sia fattore ben più rilevante di quanto si creda, motivo per cui consigliamo spassionatamente una fruizione off-screen su GamePad, di certo l’opzione più adeguata per godere appieno dell’esperienza, benché relegati obbligatoriamente tra le mura di casa. Concludiamo, ahinoi, con una nota sul prezzo a cui il gioco è attualmente proposto nell’eShop di Wii U. Se è vero che € 6,99 non sono una cifra esorbitante in senso assoluto, è pur legittimo sottolineare come, per un titolo di dodici anni fa, siano comunque fuorimisura, laddove per cifre analoghe – o per pochi euro in più – è possibile sempre più spesso avere accesso a produzioni digital nuove di zecca. In questo senso, Nintendo dovrebbe fare ammenda, specie perché, in ambito Virtual Console, non è nuova a tali scivoloni di stile.
Recensione Videogioco POKÉMON PINBALL RUBINO & ZAFFIRO scritta da AEFFE87 Oggi come allora, Pokémon Pinball Ruby & Sapphire è un discreto simulatore di flipper, molto dinamico, semplice ma non semplicistico, fortemente orientato al fanservice e, per tutte queste ragioni, principalmente dedicato ai giovani estimatori della serie regolare. Nonostante rimanga ancorato ai canoni tecnici del Game Boy Advance, il porting Wii U avrebbe tutte le carte in regola per rendere dignitoso omaggio a questo gradevole spin-off del passato, non foss’altro che per la solita, cieca politica di prezzi che Nintendo si ostina a perseguire in ambito Virtual Console. Sotto questo punto di vista, quello che poteva essere un gradito cadeau dicembrino si configura, al contrario, come un’operazione commerciale discutibile, che, pur non intaccando i contenuti dell’offerta, li svilisce inevitabilmente.
Scrivi un commento
Per commentare occorre essere utenti registrati.
Se non hai un account clicca qui per registrarti oppure clicca qui per il login.
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.