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The Legend of Zelda Wii U

The Legend of Zelda Wii U

Al di là dei sogni

Anteprima
A cura di del
Open world, nell'immaginario moderno, significa molte cose. È la grande speranza di un'intera generazione confinata nella grafica a 16 bit; è una nuova forma di espressione a tutto tondo dove intere città possono animarsi; è, infine, l'ultima spiaggia per alcuni titoli che hanno bisogno di rinnovamento e di un nuovo respiro. Qualunque sia il caso, open world porta in grembo un potenziale sconfinato. Che poi venga sfruttato a dovere è un altro discorso, ma nel concetto stesso di mondo aperto risiedono diversi universi conoscibili. Categoria regina di questi universi, paralleli ma differenti, sono certamente i gdr, che si sposano alla perfezione a questo concetto, del tutto moderno, di poter creare un mondo verosimile ma, allo stesso tempo, virtuale. Se poi intorno alla concezione di gdr, di mondo virtuale eppur plausibile, ci aggiungi anche una visione artistica onirica ed ispirata, quello che ti rimane può essere chiamato in un solo modo: capolavoro.

Un mondo fedele al sogno di Link
Quello a cui abbiamo assistito ieri, non è stato semplicemente un evento mediatico o la pubblicizzazione di un nuovo contenuto videoludico: è stata una vera e propria rivoluzione. The Legend of Zelda scardina completamente tutto ciò che potevamo prevedere dalla nuova creatura di Nintendo. Lo scardina a tal punto da minarne le basi, fino ad arrivare alle fondamenta e divellerle. Quello che si è visto ieri è un open world nel senso più profondo del termine. Il mondo non è solo aperto, ma è, finalmente, vivo. E lo diventa grazie all'evocativa produzione artistica di Miyamoto e Aonuma che rendono il mondo di Link un mondo di tinte variopinte, di colori caldi e confortanti, di una grafica sognante ed un gameplay ragionato ed immediato. 
Il mondo è vastissimo, sconfinato, a tal punto che sarà necessario inerpicarsi su altissime montagne per tracciarne il percorso che si vuole intraprendere. Un mondo molto più vasto di quello che si estende al di là della nostra vista, al di là del nostro orizzonte videoludico. Ed un mondo così, in mano alla poesia della saga di Zelda non può fare altro che far sperare. Sperare e sognare.

Galoppa Epona, e non ti fermare mai
Tralasciando forzatamente il lato artistico e cominciando ad elucubrare sulle novità viste in-game, non possiamo che sbarrare gli occhi e pregustare il momento in cui saremmo noi a mettere le mani sul controller. 
Non sarà di certo il nuovo Sailcloth a farci gridare il miracolo, no. Seppur utilissimo negli spostamenti (ci permetterà di planare buttandoci giù da un punto rialzato) e probabilmente calibrato per velocizzare i tragitti una volta che l'esplorazione della mappa sarà a buon punto, quello che ci ha stupito più di tutti è di certo Epona e del mondo che le scorre sotto gli zoccoli, mentre si invola al galoppo. Epona è un elemento fondamentale nel gameplay, ed Aonuma è ben felice di mostrarne il perché: oltre a velocizzare anch'essa gli spostamenti, attraverso un nuovo sistema di navigazione, ci permetterà di combattere da cavallo, sia con spada e scudo sia con arco e frecce.

La cura rivolta nei particolari si trova proprio qui. Puntando alacremente il dito verso il gameplay e volendolo analizzare sotto determinati aspetti, Miyamoto ci stupisce ancora una volta mostrando un'Epona che reagisce a qualunque elemento esterno. Essa vive di vita propria, riesce a scartare ostacoli, come alberi e cespugli, dando il tempo a chi la comanda di poter prendere la mira nello stesso tempo. Si combatte assieme, in una miriadi di evoluzioni, svolte, frenate, salti e duelli. Epona, come l'intero mondo di Link, scalpita, freme ed è pulsante di vita. 
A nulla in più serve un piacevole stop motion nelle fasi più concitate della battaglia, utilizzato da Aonuma-san per spezzare il ritmo e dare spettacolarità agli scontri, se non per dimostrare ancora una volta la cura con cui Nintendo si è messa al lavoro su questo nuovo capito della saga di Zelda. Pochi attimi e si è in aria a tirare frecce, un istante in più e si è mano alla spada a difendersi con lo scudo. La dinamicità degli scontri è come il mondo che circonda Link: un mondo in divenire in modo totalmente inaspettato. Tutto ciò aiutato dai comandi del GamePad implementati al meglio, efficaci e reattivi, che sembrano riuscire a valorizzare ancora meglio quello che sarà il prodotto finale. 
Ci sarà esplorazione, ci sarà adrenalina negli scontri, ci sarà la poesia di un mondo diviso tra un sole al crepuscolo che inonda distese erbose di calori caldi e di freddi e pericolosissimi dungeon. C'è tutto questo e quello che i fan di Zelda chiedevano da tempo: amore e poesia. 
  • [+] È vastissimo, a tratti sconfinato
    [+] Direzione artistica eccelsa
    [+] C'è il miglior Link e la miglior Epona

I presupposti per un capolavoro ci sono tutti. Se associamo la visione artistica di casa Nintendo, alla grande poesia insita all'interno dei titoli della serie Zelda, quello che potremmo avere tra le mani fra qualche mese potrebbe essere una pietra miliare per gli anni a venire. Un nuovo punto di partenza per l'intera saga, un nuovo punto di riferimento per chi nei videogiochi, oltre alla componente fondamentale di entertainment, ci vede anche dell'arte. Quell'arte sì, proprio quella con la A maiuscola.

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