Recensione di Super Toy Cars

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Wii U
  • Genere:

     Guida arcade
  • Sviluppatore:

     Eclipse Games
- Lo stile grafico ricorda MicroMachines
- Il gioco propone diverse sfide
- Il gioco è strapieno di bug
- Controlli legnosi e non in linea con le produzioni recenti
- Esperienza molto breve in singolo e assenza di online
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A cura di (Gegarg) del
Super Toy Cars è un gioco straordinario, incredibile, stupefacente. Pensavo che nel 2014 i controlli qualità non permettessero l’arrivo di certi giochi su console, relegati al mercato indie o quello mobile. Ma mi sbagliavo. I giochi brutti esistono ancora. 


Falsa partenza
Ovviamente le critiche di un recensore non possono essere gratuite, uno sviluppatore deve impegnarsi per averle e Eclipse Games, lo sviluppatore spagnolo responsabile di questo titolo ci riesce egregiamente. Super Toy Cars parte da ispirazioni nobili: il fondatore dello studio è stato uno degli sviluppatori di Split/Second, titolo racing arcade edito da Disney Interactive, e porta alla mente Re-Volt, che i nostalgici ricorderanno come uno dei giochi combat racing più belli dell’epoca PS1 (uscito anche su PC, Nintendo 64 e Dreamcast) in cui delle macchinine radiocomandate battagliavano per le strade di un quartiere, tra automobili, rampe, bidoni della spazzatura e tubature. Super Toy Cars ricorda anche MicroMachines, in particolare MicroMachines V3 primo episodio della serie in 3D, grazie agli evidenti riferimenti grafici. Le idee su cui si basa il gioco sono interessanti, solide e rodate. Si prende una manciata di circuiti, ben strutturati, ambientati sul banco di un bambino delle elementari, su un tavolo apparecchiato per la colazione, sul piano da lavoro di una officina o per le strade di un cortile ciascuno rimepito di pastelli, giocattoli, cartoni dei cereali e lattine vuote per creare i tunnel,  bulloni per gli ostacoli, scatoloni per dislivelli e salti, e poi tubi, fette di anguria e altro ancora: ogni oggetto che nell’immaginario di un bambino possa offrire una variazione alla pista dove far correre le proprie macchinine giocattolo. Il gioco offre tre visuali a seconda dello stile di gioco da adottare, due da dietro la macchina, una vicina e una più distante, e la visuale dall’alto (top-down) che sembra essere uscita pari pari da MicroMachines, che rivela degli omaggi ai vecchi giochi e che nelle altre inquadrature non sono visibili. Il gioco è diviso in nove tornei ognuno contenente 6 sfide differenti, dall’arrivare primi in una corsa a battere il tempo obbiettivo, a sfide più traversali già viste in Split/Second, come “la macchina in ultima posizione viene eliminata ogni 15 secondi riuscirai a resistere in prima posizione fino alla fine?” o ancora, “riuscirai ad arrivare primo con il percorso disseminato di mine?”. 
La grafica sfoggia un cell-shading colorato e molto ispirato, che ben costruisce l’atmosfera di gioco. Ma una volta premuto il tasto start e selezionando il fuoristrada, unica macchina a disposizione all’inizio del gioco, iniziano a crollare tutte le speranze.


Fisica, questa sconosciuta
La prima corsa mette in evidenza molti difetti del gioco risultando un terribile guazzabuglio. Durante il caricamento scorrono i controlli per il Gamepad del Wii U, ma anche del Wiimote e del Controller Pro, con cui il gioco è compatibile, e, da giocatore assiduo di Mario Kart 8, noto la derapata, associata al tasto dosale del freno, mentre ai tasti frontali sono associati rispettivamente il freno a mano, l’utilizzo degli item raccolti, per l’attivazione del turbo e per un respawn rapido nel caso di un fuori pista, un ribaltamento o si rimanga incagliati. La prima pista contiene anche un tutorial che spiega che derapare o saltare dalle rampe carica la barra del turbo che, una volta piena, può essere utilizzato per sfrecciare in pista. E allora alla prima curva effettuo una derapata in pieno stile Mario Kart, Burnout, Split/Second. La telecamera segue il retro della macchina e davanti a me vedo il muro di giocattoli che sto costeggiando. Pensando di aver preso la curva troppo stretta, provo ad allargare controsterzando, ma la macchina non sembra rispondere. Mollo freno e acceleratore, sperando di rimettere in carreggiata la macchina con una nuova accelerazione ed una sterzata nella direzione opposta, ma la macchina continua dritta contro il muro e mentre provo ad inserire la marcia indietro il gioco effettua un respawn automatico e appare la scritta “Ouch! That must hurt!” (Ahia! Deve far male!). I controlli della macchina sono nervosi, rigidi e la telecamera segue ciecamente il retro della macchina durante le derapate (e non la traiettoria in cui verremo lasciati una volta terminata la derapata) sembra andare a scatti, finalmente saltando dalle varie rampe e le poche derapate riuscite attivo il turbo nella speranza di recuperare qualche posizione. Se da un lato il turbo innesca un piacevole effetto blur e vertigo rende la macchina incontrollabile ed effettivamente non così veloce. Dopo aver testato un po’ di gare ed aver accumulato la valuta necessaria, sblocco la macchina migliore che posso permettermi tra quelle proposte e compro cambio, trasmissione, gomme, turbo, motore potenziati nella speranza di risultati migliori. Effettivamente, con altre macchine, escluse le prime 3-4, la telecamera durante le derapate migliora e la vettura risponde rapidamente ai comandi rendendo il gioco meno frustrante e più fluido, ma rimanendo rigidi in confronto ai giochi cui il prodotto di Eclipse Games prende ispirazione.


Errori e orrori
Il gioco non manca però di spazientire anche qualche santo, essendo farcito di bug in ogni strato. Dal menù principale quando si carica una gara capita che il gioco si blocchi sulla schermata di caricamento costringendo a un riavvio forzato della console per poter ripartire.
A livello di gameplay, il gioco è tarato in modo che qualsiasi urto contro una parete causi un respawn, ma i punti in cui la macchina viene rimessa in carreggiata non sempre rispecchia il punto a cui si è arrivati e non è raro che un piccolo urto porti la macchina molto indietro, perdendo preziose posizioni. Nelle gare a eliminazione graduale, prendendo un ostacolo mentre si sta per essere eliminati causando un respawn (una condizione semplice che sono riuscito e riprodurre più volte), il gioco non prevede l’eliminazione: la macchina rimane lì sul circuito ferma contro un ostacolo ed i controlli del pad non funzionano più. E serve nuovamente un riavvio della console. Il motore su cui è costruito il gioco è Unity, tra i più potenti e versatili, usato molto spesso in produzioni mobile e PC, che riesce a mostrare i muscoli anche su terminali Android non recenti, arranca in questo gioco mostrando un continuo effetto pop-up. Nulla di fastidioso, ma sembra di fare un salto indietro ai tempi dei giochi di corsa su PS1. Ultima chicca, frutto di uno scarsissimo controllo qualità, quando si sbloccano nuovi colori per le macchine appaiono dei pop-up che comunicano di aver sbloccato il nuovo telaio per la Mustang, la Ford, la Lamborghini, modelli e marchi di automobili che nel gioco non sono assolutamente presenti, ma a cui evidentemente gli sviluppatori si sono ispirati per plasmare le macchine presenti nel gioco.
Anche il fattore longevità è scarso, in single player il gioco si esaurisce rapidamente e non da’ molti spunti per essere rigiocato, i tempi da battere nei circuiti sono calcolati così male che, comprando una macchina migliore della prima, sono facilmente superabili al primo colpo. Nel gioco è assente anche una modalità online, ma prevede una modalità a 4 giocatori offline e, se si cerca un po’ di divertimento in una serata con gli amici dopo aver bevuto qualche birra, è l’ideale per ridere in compagnia con qualcosa di poco impegnativo. Anche se in questi casi (esperienza personale) si ride molto di più con Just Dance.
A proposito di musica, la colonna sonora del gioco si compone di una traccia sonora unica rock indie (o comunque tracce sonore molto simili) degli Spin Wires, la band che si è occupata della colonna sonora del gioco. Se vi piace il genere la troverete orecchiabile, ma non sottolinea l’azione di gioco in alcun modo.
Recensione Videogioco SUPER TOY CARS scritta da GEGARG Se proprio su Wii U vi siete già stufati di Mario Kart 8 e cercate qualcosa su cui voler spendere qualche euro vi consiglio qualsiasi altro gioco presente sulla console. Super Toy Cars è un gioco incompleto, buggato e per un motivo o per un altro in grado di far saltare qualche nervo. Spartano e poco ottimizzato, consiglio di comprarlo solo se siete degli irriducibili fan di MicroMachines o Re-Volt e non avete la possibilità di rigiocarlo sulla console originale o con qualche emulatore. Altrimenti, potete tranquillamente spendere i vostri soldi per i prossimi DLC di Mario Kart 8.
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