Recensione di Squids Odyssey

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     Wii U
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Data uscita:

     22 maggio 2014 (Wii U) - TBA 2014 (3DS)
- Meccanica accattivante
- Stile grafico azzeccato
- Vi terrà incollati per parecchie ore
- Un titolo originale che non si può trovare su nessun’altra console
- Grafica e sonoro ricordano un gioco per smartphone
- Personaggi mal caratterizzati
- Menù lenti e poco intuitivi da navigare
- Il porting da smartphone non offre nulla di innovativo
A cura di (Gegarg) del
L’obiettivo di Nintendo di abbattere la barriera che separa i giochi per console da quelli per tablet e smartphone, in termini di possibilità ludiche, sta andando decisamente per il verso giusto, ecco, infatti, Squids Odissey, un RPG tattico sviluppato da The Bakers Factory, che unisce i contenuti di Squids e Squids Wild West, app già disponibili su iOS e Android, a un terzo capitolo inedito, incluso appositamente per festeggiare lo sbarco sulla console Nintendo, oltre a copricapi esclusivi e un nuovo squid da reclutare. Ma andiamo per gradi: la storia del gioco racconta che l'oceano è vittima di una misteriosa melma nera, che trasforma i crostacei e calamari che si trovano nei paraggi in psicopatici assassini. Un manipolo di calamari non ha altra scelta che combatterli usando la loro arma migliore: il proprio corpo. A voler essere precisi, la propria testa.


Semplice e conciso
L'obiettivo è semplice: allungare i tentacoli dei calamari utilizzando lo stick analogico o il touch screen (come avviene sui dispositivi mobili) per scagliarli verso i nemici danneggiandoli, un po’ come avviene in Angry Birds, da cui questo gioco prende ispirazione, ma con visuale dall’alto, in acqua i calamari non soffrono la gravità più di tanto. Il gioco permette anche di adottare approcci più tattici: si possono colpire i nemici e farli carambolare contro spunzoni o altri nemici per aumentare la portata dei danni, oppure sfruttare i bordi del livello ed eliminarli istantaneamente buttandoli fuori, stando attenti a non far cadere giù anche i membri della squadra. I giocatori ricevono un giudizio alla fine di ogni livello basato su un sistema a tre stelle: una stella viene assegnata se si completa il livello in un numero prestabilito di turni, un’altra se i membri del party sono rimasti tutti vivi e l’ultima viene assegnata nel caso si riesce a trovare una stella marina nascosta nel livello.
Squids Odyssey unisce il piacere del lancio di animali, acquatici nel caso specifico, che tanto va di moda, alle meccaniche di un RPG a turni: il giocatore usa tutti i membri del party nel suo, quindi avviene lo stesso per la squadra avversaria, controllata dalla CPU. Per mantenere le cose semplici, il gioco non fa muovere i nemici troppo distanti, che non possono partecipare direttamente nell’azione colpendo gli squids. Ogni personaggio ha una certa quantità di energia, che diminuisce una volta lanciato. Sta al giocatore decidere se sferrare due o tre colpi a piena potenza contro i nemici oppure muoversi delicatamente in cunicoli stretti e pieni di pericoli con spostamenti brevi e più numerosi. Poi, alla fine di ogni turno, i calamari tornano nel pieno delle loro forze. 


In fondo al mar
Ci sono quattro diverse classi di personaggi, ciascuna con delle abilità uniche. Gli esploratori possono eseguire alcune spinte aggiuntive durante lo spostamento, i combattenti percuotono il terreno attorno a loro allontanando ostacoli e ferendo i nemici circostanti, i pistoleri sono dotati di un’arma e possono eseguire un attacco a distanza ferendo anche i nemici più distanti e, infine, come nei più classici RPG, i guaritori che colpendo (o venendo colpiti) dai membri della squadra fanno recuperare un po’ di vita.
I livelli sono disseminati di bottiglie che generano effetti casuali: possono contenere oggetti che ripristinano energia o vita, dei gusci spinosi protettivi che coprono i calamari difendendoli fino all’inizio del turno successivo, l’abilità di schivare il primo colpo durante il turno avversario o degli shuriken-stelle marine che feriscono 3 nemici a caso e altro ancora.


Una perla rara
Le perle sono la valuta ufficiale di Squids Odissey e si ottengono urtando le conchiglie sparse nei livelli oppure colpendo e sconfiggendo i nemici, più i colpi sferrati sono spettacolari e ricchi di colpi speciali, più perle verranno elargite dal gioco. Ogni personaggio può comprare dal negozio dei copricapi da indossare per modificare le statistiche, oggetti monouso che daranno una mano durante le missioni - resuscitando un compagno caduto da un bordo o ucciso, ripristinando la salute o moltiplicando il numero di perle raggranellate – oppure semplicemente acquistare un livello aggiuntivo e potenziare così il personaggio. Provando a girare tra menù del negozio, dell’organizzazione della squadra e dell’equipaggiamento dei membri del party si evidenziano due punti deboli del gioco: i menù sono poco intuitivi e lenti da navigare e molte brutture si sarebbero potute evitare grazie all’uso corretto dei due schermi e del touch screen e l’altro problema, di non poco rilievo, è che, mentre nel gioco originale si può acquistare la valuta del gioco con delle microtransazioni, non è possibile acquistare delle perle e il sistema di ricompense non è stato rivisto e ribilanciato rispetto ai titoli usciti su piattaforma mobile. Tornare nei livelli già completati per procacciarsi più valuta e potenziare la propria squadra è quasi obbligatorio, se non ci si vuole trovare in seria difficoltà più avanti nel gioco.


Peccato originale
Stilisticamente e musicalmente Squids Odissey risulta gradevole: belli i colori acquerello usati per colorare i livelli, che accentuano la sensazione di essere in fondo al mare. Purtroppo i valori di produzione non si discostano molto da tante produzioni smartphone. I personaggi non sono molto carismatici, se non un paio di protagonisti decisamente sopra le righe, tuttavia non memorabili. Altra nota dolente è la localizzazione in italiano del titolo, che spesso lascia a desiderare, non solo per ovvi errori di traduzione, ma anche per la mancata corrispondenza di termini che crea non poca confusione quando gli obiettivi di una missione non sono palesemente comprensibili. Un esempio su tutti: si fa riferimento nel gioco a un “petto di perle”, in inglese “pearls’ chest” cioè un forziere di perle. Ultima, ma non meno banale, è la questione prezzo: ogni singolo gioco da cui è derivato Squids Odissey costa 1,79€ su iTunes, per un totale di quasi 3,60€, se contiamo anche l’episodio inedito arriviamo ad un costo generale di 5,40€ circa. Su Wii U il prezzo proposto è 13€, al di sopra di molti altri titoli indie più noti e blasonati presenti sull’eShop.
Recensione Videogioco SQUIDS ODYSSEY scritta da GEGARG Con Squids Odissey Nintendo guadagna uno dei giochi più apprezzati su piattaforma mobile, un Angry Birds in salsa RPG, che sta facendo furore in molti paesi, aggiungendo una freccia all’arco del suo eShop, che al momento nessun altro produttore di console può vantare. L’esperienza di gioco è soddisfacente, divertente e originale. I valori di produzione purtroppo sono nella media degli standard del mercato dei giochi mobile e il porting su Wii U non è curato come ci si aspetta da un’uscita ufficiale su console, non solo non offrendo meccaniche che sfruttano le particolarità della console Nintendo, ma neanche qualcosa di nuovo rispetto alla versione mobile (ad esempio una modalità per far scontrare diverse squadre di squid in multiplayer). Per finire, il prezzo su console non è pienamente giustificato e incide in maniera decisiva sulla valutazione finale.
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