Recensione di Tales of Symphonia: Dawn of the New World

Copertina Videogioco Tales Of
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Namco Tales Studio LTD.
  • Lingua:

     Inglese (testi a schermo in italiano)
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Buona colonna sonora
- Continua la storia del primo Tales of Symphonia...
- Sistema di combattimento limitato
- Comparto tecnico sottotono
- ... ma preclude molti dettagli per gli altri
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A cura di (Dr. Frank N Furter) del
E’proprio l’alba di una nuova era lo scenario rappresentato nel nuovo Tales of Symphonia: Dawn of the New World. Questo seguito ufficiale del primo episodio apparso su GameCube nel ormai lontano 2004, porta con se la speranza di vedere un numero sempre più crescente di J-RPG sulla bianca console Nintendo. Nonostante il gioco non sia ancora giunto nel vecchio continente, noi di SpazioGames abbiamo avuto modo di provare in maniera approfondita la versione americana uscita nel Novembre del 2008. Scoprite con noi il fantastico mondo di Dawn of the New World.

Emil, Marta e Tenebrae: i volti nuovi di Symphonia
Dawn of the New World è ambientato due anni dopo gli eventi del primo Tales of Symphonia. I due mondi, Sylvarant e Tethe’alla, una volta divisi sono di nuovo uniti ma è proprio questa fusione a portare degli sconvolgimenti ambientali non indifferenti. In aggiunta, la gente non riesce a trovare una pace “razziale” tra le opposte fazioni.
Gli eroi principali del nuovo capitolo sono Emil, Marta e Tenebrae. Il primo è orfano e vive nella tranquilla città di Luin con i suoi zii, i genitori morirono durante un attacco alla città di Palmacosta ad opera della Chiesa di Martel. Per questo motivo, il giovane Emil prova un rancore profondo verso la “prescelta della rigenerazione”e i suoi seguaci. Marta, invece, è la classica brava ragazza dal viso innocente anche se nel suo caso la frase “l’apparenza inganna” è particolarmente adatta. La ragazza viaggia insieme ad un misterioso felino chiamato Tenebrae, quest’ultimo non è altri che un Centurion, ovvero, uno dei signori dei mostri incaricati da Ratatosk affinché controlli le creature del mondo intero.
Il delizioso trio è ben caratterizzato: Emil si discosta dal tipico eroe dei giochi di ruolo, è timido, impacciato e si trova spesso in balia delle attenzioni amorose di Marta. La nostra protagonista dimostra sin da subito una cotta per Emil senza farne mistero con nessuno.
Tenebrae è un ottimo mix di calma e sapienza unita ad un sano senso dello humor davvero atipico.
Fatte le dovute presentazioni, possiamo riallacciarci con il plot narrativo, il quale vede Emil vivere la sua vita in Luin dopo il tragico episodio di Palmacosta. Nonostante sia lontano dal suo incubo sente continuamente nella sua testa un suono, una sorta di ululato senza però capire da dove provenga.
Improvvisamente la situazione precipita: un numero altissimo di mostri si sta avvicinando alla città, come se fossero “richiamati” da qualcosa. Emil, nonostante lo stato di allerta, decide di vederci chiaro in questa faccenda e corre all’esterno del villaggio. Lo scontro contro un mostro decisamente più forte di lui fa temere il peggio ma per sua fortuna uno sconosciuto corre in suo aiuto salvandolo da morte certa. Richter è il nome del suo eroe, una figura importante la quale porterà Emil ad avere fiducia in se stesso e a credere nella sua forza.
Detto questo ci fermiamo con il raccontarvi la trama per lasciarvi il piacere di scoprire da soli cosa succederà più avanti. Dopo aver terminato il gioco le nostre impressioni sulla storia non si sono rivelate positive: il ritmo narrativo risulta lento, spezzato fin troppe volte, diluito malamente lungo le 35 - 40 ore di gioco previste.

Combattere a fianco dei mostri…
Una delle features più interessanti del gioco è la possibilità di “catturare” dei mostri alla fine del combattimento. Seguendo la falsa riga dei Pokèmon, potrete sfruttare i vostri nuovi compagni durante le battaglie; all’inizio della storia sarà necessario avere un paio di creature con voi in quanto il party per essere all’altezza della situazione deve contare su quattro elementi. I criteri per convincere un mostro ad unirsi con voi risiedono nell’affinità elementale (fuoco, acqua, vento, oscurità…etc…etc) del gruppo stesso e, nel caso in cui aveste altri sottoposti, anche della loro forza attrattiva, sempre basata sull’elemento a cui appartengono. Nonostante si possano creare delle alleanze con mostri piuttosto forti, il gioco vi limita nell’uso degli stessi in quanto non potrete equipaggiarli con oggetti d’attacco e difesa ma solo tramite accessori utili per incrementare i loro parametri o per difenderli da determinati status negativi. In più quest’ultimi, insieme ai protagonisti umani, tendono a mettersi sempre nel mezzo della vostra linea d’attacco rendendo l’azione caotica e impedendo di colpire efficacemente il nemico. Purtroppo la loro crescita, basata su un processo di evoluzione che ricalca quello dei Pokèmon, determina si, una maggiore potenza bellica durante i combattimenti ma mai così forte o particolare da poter sostituire un compagno gestito dalla I.A. E’un vero peccato che questa interessante novità sia stata curata soltanto a metà.

Combattimenti semplificati
La prima cosa che salterà all’occhio di un fan della serie diTales Of sarà la scarsa personalizzazione delle tattiche del proprio gruppo. Se nel predecessore (Tales Of Symphonia) e nel suo “cugino” (Tales Of Vesperia) c’è una vasta scelta di opzioni e strategie per tutti i combattenti, queste mancano nell’attuale Dawn of the New World. Uno striminzito menù fatto di pochissime opzioni è un dato che non trova una spiegazione plausibile, non è certo per limiti tecnici o altri fattori “fisici” dell’hardware Wii, ne tanto meno, come vorrebbero i detrattori della console Nintendo, una facilitazione per gli utenti meno “hardcore”. Affermiamo questo alla luce del fatto che il prodotto Namco Bandai non è un gioco per tutti, sia per il suo genere sia per la sua difficoltà, anche se, bilanciata in modo sbagliato.
Continuando su questo discorso c’è da sottolineare la profonda diversità tra gli scontri contro i normali avversari di un dungeon e il boss dello stesso ma andiamo con ordine. Partendo dal fatto che lo spostamento da un luogo all’altro della mappa avviene in maniera automatica (altro fattore discordante con il resto della serie) il level-up viene fortemente limitato. Se da una parte si evita di semplificare delle battaglie importanti, dall’altra non permette uno sviluppo adeguato per affrontare i boss dei vari dungeons. E’davvero frustrante arrivare alla fine e scoprire che il proprio avversario si trova anche quattro se non cinque livelli più in alto di voi.

Gli altri aspetti del gameplay di Dawn of the New World sono gli stessi identici dei precedenti titoli della saga. Ci saranno attacchi fisici, magie, e colpi speciali chiamati “Artes”. In fondo allo schermo visualizzerete lo status dei personaggi e una barra che si riempie ricevendo ed infliggendo danni. Quest’ultima, una volta riempita, vi permetterà di scatenare un potente attacco congiunto con i compagni chiamato Unisono.
C’è da fare una considerazione: vista la presenza fissa dei soli Emil e Marta, dovrete cavarvela con due compagni mostri alternandoli ai personaggi umani del precedente Symphonia quando si uniranno a voi. Questo fatto crea una forte discordanza nella giocabilità, costringendovi a volte ad avere un party difficile da gestire. Aggiungeteci il fatto che i comprimari non saliranno di livello normalmente ma solo dopo specifiche battaglie e non potrete toccare in alcun modo il loro equipaggiamento. La sensazione è quella di avere tra le mani un buon prodotto ma limitato da alcune scelte davvero discutibili.

Comparto Tecnico
Graficamente parlando, Dawn of the New World appare pressoché identico al suo predecessore con l’eccezione di alcuni piccoli dettagli riguardanti le espressioni facciali e una presenza meno marca di aliasing. I colori sembrano leggermente smorti, quasi sbiaditi, senza lucentezza, un vero peccato viste le differenti locazioni che visiterete nel corso della storia. Le ambientazioni sono per la maggior parte le stesse del primo Symphonia, queste offrono una buona varietà di situazioni e climi differenti, un punto classico nel mondo dei giochi di ruolo.
La colonna sonora resta uno dei maggior pregi della serie “Tales Of”, regalando anche questa volta una sequela di brani affascinanti e orecchiabili allo stesso tempo. Il doppiaggio inglese ci è comunque parso in affanno, sia per quanto riguarda la sincronizzazione del parlato sia nel timbro delle voci stesse.
Recensione Videogioco TALES OF SYMPHONIA: DAWN OF THE NEW WORLD scritta da DR. FRANK N FURTER Tales Of Symphonia: Dawn of the New World è un buon gioco di ruolo orientale. I fan dell’episodio cubico e gli appassionati del genere saranno entusiasti e potranno chiudere un occhio su i diversi difetti che affligono la produzione intera.
Purtroppo ci sono alcuni punti in cui il gioco si perde, perde la sua identità come “seguito” di un ottimo Gdr, diventando più una sorta di espansione dello stesso. Il cast limitato e riciclato dei personaggi non aiuta di certo in questo senso, soprattutto per il mercato europeo dove il fu Tales of Symphonia uscì solo su GameCube e non raggiunse una grande fetta di pubblico, per cui i richiami alla storia precedente e l’uso di characters già vissuti appare come una forte limitazione.
Tuttavia, il nostro consiglio rimane quello di provare il titolo anche nell’ottica di una scarsa presenza del genere Gdr sulla bianca console di Nintendo.

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