Recensione di Zombies

Copertina Videogioco Zombies
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Costo:

     800 Wii Points
  • Data uscita:

     Disponibile
- Continue citazioni cinematografiche e videoludiche
- Ottima modalità multiplayer
- Giocabilità allo stato puro
- Molto divertente
- Livello di difficoltà frustrante negli ultimi livelli
A cura di (Mauro.Cat) del
Alcuni videogame fuoriescono piacevolmente dagli schemi senza per questo creare un genere. Uno dei titoli più divertenti pubblicati nell’era dei 16-bit, era il 1993, fu proprio Zombies. L’edulcorato nome della versione PAL del gioco, negli Stati Uniti il titolo significava pressappoco “Gli zombie divorarono i miei vicini”, pesca a piene mani dalla più infima tradizione dell’horror B-Movie. I tempi videoludici di Resident Evil e cinematografici del tarantiniano Grindhouse erano lontani. Konami e LucasArts, con Zombies, si erano semplicemente divertite a creare atmosfere folli e sopra le righe intorno ad un prodotto quanto mai poco canonico.
A distanza di anni, grazie alla Virtual Console ed alla festività di Halloween, i più giovani hanno la possibilità di rivivere su Wii l’originale pubblicato in versione Super Nintendo. Il titolo costa i canonici 800 Wii Points, è ovviamente scaricabile esclusivamente dal Wii Shop, ed è compatibile con il Classic Controller o con il GameCube Controller.
In un certo senso si può pensare che Zombies sia una sorta di spiritoso, e primordiale, antenato dell’apprezzato Dead Rising.

Quando i bambini dormono
Zeke e Julie, due tipici ragazzi cool degli anni Novanta, scoprono che la loro cittadina è invasa dai non-morti. L’unico modo per liberare il mondo, ed il quartiere da quella terribile minaccia è uscire per la strada e salvare i propri vicini ignari. L’aspetto parodistico del titolo è immediato e rende il tutto fantasticamente surreale. Le vittime da salvare appartengono infatti ai più improbabili ceti sociali. Cheerleaders, neonati, cani, turisti, soldati, suonatori e, perché no, amanti del barbecue sono tutti lì, immobili, incuranti del marasma di distruzione che li circonda. Questo spunto narrativo e videoludico, incredibilmente ironico rivisto a distanza di anni, colpisce ancora di più se si considerano le ambientazioni. Un giardino e un supermercato, luoghi comuni, lasceranno spazio ad ambienti ben più originali e a citazioni su citazioni (“il giorno del tentacolo” vi dice nulla?).
I nostri eroi, uno solo quando si gioca in single player, devono semplicemente esplorare liberamente le ambientazioni, toccare i vicini da liberare (basta liberarne almeno uno), ed entrare nelle uscite a livello concluso.
I nemici vanno eliminati a colpi di armi sempre più deliranti. Piatti, coltelli, pomodori, pistole ad acqua e bazooka si alternano senza mai dare importanza alla loro controparte reale. Tutto qui risulta finto e volutamente sgraziato. Gli stessi nemici variano in maniera sempre convincente e spaziano dal trash puro, vedi il neonato gigante, al classico citato e rivisto, il mostro della laguna blu.
Il risultato finale è senza dubbio convincente grazie anche ad una giocabilità che rende al massimo in due giocatori e che nei primi livelli è esente da vere e proprie sbavature.

La sera dei morti viventi
Proprio la forsennata meccanica di gioco rappresenta la vera croce e delizia del titolo. La frenesia e la simpatia del tutto funzionano in maniera quasi impeccabile per i primi trenta livelli circa sui cinquantacinque previsti. Una volta raggiunto l’apice del divertimento ci si rende conto però di come il titolo appartenga ad una generazione videoludica ormai superata. Un livello di difficoltà realmente mal calibrato rende quasi ingiocabili gli schemi più avanzati.
I vicini vengono divorati con una facilità incredibile ed in alcune occasioni non si ha neppure la possibilità di provare una tattica diversiva. In altre situazioni ci si ritrova di fronte veri e propri pesi massimi che in breve azzerano la nostra barra di energia. Questo difetto, a ben vedere l’unico rilevante, di fatto limita un’esperienza di gioco completa.
Tecnicamente Zombies anche a distanza di anni mostra il proprio stile unico e sempre a tema. Gli effetti sonori e le musiche sembrano unire tonalità horror con una umoristica degna di un clown del circo. Questo stridente connubio crea un effetto sempre spassoso. In questo senso si avverte certamente la collaborazione tra LucasArts e Konami che hanno contribuito, autocitandosi di frequente, a creare un comparto tecnico incredibilmente attuale.
In definitiva Zombies si rivela come uno dei titoli più interessanti tra quelli pubblicati recentemente su Virtual Console proprio grazie all’originalità dell’opera.
Zombies, giusto per concludere con una curiosità, vanta una sorta di seguito intitolato Ghoul Patrol. Il titolo, una sorta di sequel più serioso e meno ispirato, non riuscì però ad ripetere le incredibili atmosfere del primo episodio.
Recensione Videogioco ZOMBIES scritta da MAURO.CAT Zombies è un action game che sotto alcuni aspetti pare ricordare il ben più recente Dead Rising. Guidando una coppia di giovani “eroi” si devono salvare alcuni vicini alle prese con una invasione di creature mostruose. Una trama banale si risolleva immediatamente grazie all’incredibile direzione stilistica scelta da LucasArts. Citazioni, colori acidi, armi improbabili e situazioni sempre al limite del surreale fanno di questo gioco un capolavoro di idee.
Le meccaniche soffrono invece un livello di difficoltà un po’ troppo crudele nelle ultime frustranti fasi di gioco.
Zombie resta pertanto un prodotto superiore alla media che spesso è ingiustamente dimenticato e che specialmente in due giocatori, e con lo spirito giusto, saprà regalare grandissime soddisfazioni ed una necessaria dose di sano umorismo.
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