Recensione di Mushroom Men: La Guerra delle Spore
WII

Copertina Videogioco Mushroom Men Wii
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Red Fly Studio
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
7.4
Voto lettori:
N.P.
- Ambiente e personaggi ben caratterizzati
- Sistema di costruzione delle armi originale
- Buon comparto audio
- Gameplay poco "personale" e troppo classico
- Longevità limitata
- Graficamente soffre di alti e bassi
A cura di Andrea Piaggio (AP) del
Trovare idee nuove da proporre ai videogiocatori di oggi diventa sempre più complesso. A volte si finisce con il fare i conti con produzioni milionarie, mentre in altre con lo scontrarsi contro perle del passato immortali capaci di offuscare in un sol colpo quanto di buono viene offerto da buona parte dei titoli moderni.
I Red Fly Studios non sembrano però essersi persi d’animo e, con l’intento di creare una storia inedita, hanno dato origine a Mushroom Men: La Guerra delle Spore, un prodotto che affonda le radici nei generi dell’action adventure e nel platform, ma che riesce a donare al tutto una notevole originalità grazie alla natura dei personaggi e alle ambientazioni nelle quali si muovono. Andiamo a vedere come se la sono cavata.

Una guerra mai vista
La storia inizia con un asteroide che, precipitando sulla Terra, si ruppe in piccoli frammenti e rilasciò una misteriosa polvere verde. Gli umani ritennero questo avvenimento poco importante per il loro pianeta visto che non si rilevarono danni ambientali, ma per alcune piante e per i funghi la questione fu ben diversa. Tramite la vicinanza con i frammenti essi acquisirono la capacità di muoversi, di parlare e di pensare, portando alla creazione di società diverse. I boleti e le spugnole cercarono di approfittare di questa evoluzione mantenendo comportamenti pacifici, mentre altri, come le amanite e le lepiote, divennero aggressivi e cercarono in tutti i modi di appropriarsi dei frammenti altrui per consolidare il loro potere. Iniziò così la Guerra delle Spore che fa da sottotitolo al gioco.
Voi prenderete il controllo di Pax, un boleto esploratore che, in seguito alla distruzione della sua tribù, inizia a girovagare senza meta in questo mondo oscuro e complesso. Dopo un primo livello che funge da tutorial, scoprirete che, a differenza degli altri funghi, esso è capace di assorbire i frammenti che tocca. La sua scoperta lo porterà in giro per i livelli di gioco in cerca di risposte, ignaro di non essere il solo sulle tracce dei pezzi di meteorite rimasti.

Essere un fungo
Ad un plot originale non tanto per la storia narrata, quanto per i suoi personaggi e le sue ambientazioni, si affianca un gameplay che miscela elementi platform ad altri maggiormente action. I primi sono ben visibili durante l’esplorazione dei livelli, i secondi appaiono evidenti durante i combattimenti contro nemici e boss.
Ogni livello (ad eccezione del primo che va considerato un tutorial) contiene dieci frammenti di meteorite da scovare e assorbire. Ad essi si aggiungono alcune pietre preziose capaci di sbloccare bozzetti, musiche e artworks da rivedere nel menu extra. Questi collezionabili non brillano certo per originalità ma riescono nell’intento di far sentire a casa propria gli appassionati. Ovviamente non sarà affatto obbligatorio acquisirli tutti ad un primo passaggio e anzi, nonostante i livelli possano sembrare (almeno all’inizio) piuttosto lineari, una volta giunti al termine vi chiederete come avete fatto ad assorbire solo quattro o cinque frammenti sui dieci totali.
Muoversi per i livelli si rivela anch’esso piuttosto canonico grazie allo stick del Nunchuk. La gestione dei salti è affidata al tasto A che, se premuto in volo farà effettuare anche la planata. Il pulsante Z permette di parare i colpi nemici mentre C fa eseguire una capriola evasiva. Gli attacchi sono portati con il movimento del Wii Remote che, se puntato verso lo schermo, permetterà di effettuare ulteriori azioni grazie al tasto B e al cursore che comparirà. Alcuni oggetti, una volta agganciati, potranno, per esempio, essere sollevati con la Sporecinesi per liberare il cammino ma anche per essere utilizzati come armi da lancio sui nemici. Oppure potreste trovarvi nella situazione di controllare piante o funghi inanimati, curandoli, muovendoli o addirittura irrobustendoli per permettervi di usufruirne come piattaforma. Questi comandi saranno tutti automatici e non dovrete fare altro che puntare il bersaglio del caso e premere B. A questi poteri se ne aggiungeranno presto altri, capaci di donare maggiore varietà senza però riuscire a sbalordire. Tutti attingono dall’indicatore che circonda il puntatore e che potrà essere ricaricato raccogliendo le gocce verdi rilasciate dai nemici e da alcune piante contaminate dal meteorite. Ciò vi restituirà anche energia vitale, visibile direttamente sul cappello di Pax: più esso sarà danneggiato, più la dipartita del nostro eroe sarà prossima.
Una nota a margine la meritano le armi. Girando per i livelli incontrerete delle capsule colorate contenenti diversi oggetti d’uso comune come, per esempio, elastici, fiammiferi o lamette da barba. Premendo il tasto 2 sul Wii Remote accederete ad un menu che mostrerà tutte le sagome delle armi che potrete costruire duranti i vostri viaggi evidenziando i materiali che vi servono e quelli presenti nel livello in corso. Quando riuscirete a collezionare tutte le parti di un’arma, la costruirete in modo da utilizzarla immediatamente. Ogni arma ha un potenziale d’attacco più o meno alto e alcune necessitano addirittura di energia o munizioni per funzionare. Anche i tipi di attacco differiscono e, se alcune sono perfetti per il combattimento contro più creature grazie a colpi rapidi e veloci, altri si rivelano formidabili nell’uno contro uno grazie ad una maggiore potenza che va però a discapito della velocità.

C’è uno strano mondo là fuori
La particolarità di Mushroom Men risiede principalmente nell’ambientazione atipica che lo contraddistingue. Un po’ come è avvenuto a sua volta in Deadly Creatures, anche questa volta comanderete un personaggio alto una decina di centimetri che dovrà vedersela con talpe, insetti, conigli e quant’altro la natura offra. La resa grafica è discreta ma la parte del leone la fa il design dei personaggi e degli ambienti. Vi capiterà di trovare diverse somiglianze con lungometraggi come Nightmare Before Christmas e ciò non può che essere un bene per livello artistico del gioco. Alcuni scenari sono meglio riusciti di altri e alcune texture appaiono piuttosto scialbe, eppure l’atmosfera che si respira rimane su livelli più che discreti. Così le musiche riescono a trasportare il giocatore nel mondo nascosto in cui si sviluppa la vicenda insieme a effetti sonori ambientali molto curati e immersivi.
Purtroppo le note dolenti arrivano a causa di una giocabilità solo buona che, a causa del solito problema di telecamera e ad uno stile di gioco visto e rivisto in tante altre produzioni, non riesce a garantire la freschezza che ci si aspetterebbe dopo aver visto le ambientazioni di gioco. Le armi sono un’ottima idea ma non riescono da sole a rendere originale e unico un gameplay classico ma incapace di stupire gli utenti più navigati. Inoltre la modalità a due giocatori risulta molto simile a quella vista nell'ultima avventura di Mario, poichè il secondo giocatore si occuperà solamente di utilizzare il puntatore cercando di dare una mano all'utente principale.
Chiudiamo l’articolo parlando della longevità. Essa non riesce a farsi apprezzare a dovere a causa dei soli otto livelli (tutorial escluso) che compongono il gioco. In essi ci saranno diversi frammenti da assorbire e parecchi artworks da trovare, ma ciò non toglie che questi stage non hanno l’estensione o la varietà di un Super Mario Galaxy o di un classico come Banjo Kazooie, lasciando la scoperta dei frammenti rimasti indietro nei livelli, solo ai giocatori più navigati.
Recensione Videogioco MUSHROOM MEN: LA GUERRA DELLE SPORE scritta da AP Mushroom Men: La Guerra delle Spore riesce nell'arduo compito di creare un mondo originale e vivo, ma non lo sviluppa secondo dei canoni propri. Ciò porta ad un prodotto valido ma non entusiasmante, capace di coinvolgere il giocatore ma non di farlo gongolare durante l'esplorazione dei livelli che in più occasioni assumono nella mente dell'utente la forma di deja-vu per via delle azioni da compiere già eseguite in tantissimi altri platform 3D. La classicità dell'opera consegna quindi nelle mani dei videogamer un titolo degno di entrare nella libreria degli appassionati del genere che purtroppo però non brilla di luce propria nel seguire pedissequamente quello offerto dai prodotti passati.
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