Recensione di Galaxy Force II

- Gameplay dai tratti unici
- Grafica all'altezza del Mega Drive
- Conversione rimaneggiata
- Sonoro incerto
- 800 Wii Points sono troppi
A cura di (Melkor) del
Negli anni in cui i sogni dei videogiocatori viaggiavano a 16-bit le conversioni dei cabinati arcade erano all’ordine del giorno e finalmente le postazioni domestiche iniziavano a proporre titoli degni di una vera e propria sala giochi. Purtroppo non sempre tali passaggi risultavano all’altezza e molti giochi, di conseguenza, ne uscirono rimaneggiati non solo dal punto di vista del gameplay, ma soprattutto da quello tecnico. Come vedremo nel corso di questa recensione Galaxy Force II fu uno di questi. Per chi vuole avventurarsi nella profondità delle galassie spaziali il gioco è ora disponibile sulla Virtual Console del Nintendo Wii; preparatevi a salire sulla vostra astronave...

L'avvento del Quarto Impero
Galaxy Force II arrivò su Sega Mega Drive due anni dopo la versione da sala giochi. L’obiettivo della Sega era quello di bissare il successo ottenuto da un titolo molto simile ma che non aveva nulla a che vedere con le battaglie interstellari: Space Harrier. Cercando infatti di utilizzare lo stesso sistema di controllo e soprattutto le tecniche viste nel suddetto titolo, la trama questa volta portava l’utente a dover sconfiggere una forza oscura chiamata Quarto Impero, la quale aveva come sempre l’intenzione di conquistare l’intero Universo. Nel corso di cinque livelli l’obiettivo è quello di eliminare ogni nemico grazie a delle particolari armi e, allo stesso tempo, raggiungere il cuore delle postazioni avversarie al fine di annientarle definitivamente. Come potrete facilmente vedere dalle immagini presenti nell’articolo, l’aspetto di Galaxy Force II risulta alquanto particolare ed infatti la vostra nave riempirà quasi la totalità dello schermo rendendo i movimenti più che ardui e costringendo molte volte il giocatore ad una serie di azioni automatiche e senza senso. Fortunatamente il sistema di attacco punterà automaticamente i nemici visualizzando la loro traiettoria e questo porterà ad una semplificazione anche se, molte volte, la prospettiva a scorrimento frontale causerà la “materializzazione” improvvisa di nemici pronti ad abbattervi con una semplice serie di colpi. Come in ogni sparatutto che si rispetti avrete a disposizione anche un' arma secondaria dall'alto impatto, che questa volta assumerà la forma di semplici missili, i quali più di una volta e soprattutto nelle fasi finali, risulteranno cruciali al fine di tornare sani e salvi a casa.
La struttura dei livelli presenta purtroppo numerose ripetizioni, il che crea una certa ripetitività nelle azioni da compiere. Verso la conclusione delle vostre missioni, infatti, dovrete penetrare all’interno di un lungo tunnel ricco di nemici e, sperando di non venire abbattuti prematuramente, riuscirete a raggiungere il nucleo della base in modo da poter rilasciare tutti i missili inutilizzati fino a quel momento. Dopo una rapida esplosione ed una panoramica delle statistiche ottenute, vi troverete nuovamente a svolgere la missione su un altro pianeta senza variazioni significative e con il rischio concreto che la noia prenda il sopravvento.

Una conversione limitata
Dal punto di vista tecnico Galaxy Force II presentò al tempo una grafica più che buona per i canoni del Sega Mega Drive mostrando delle soluzioni 3D presenti in pochi altri giochi. I riferimenti a Space Harrier erano palesi, tuttavia gli elementi a schermo risultavano di gran lunga maggiori ed anche il numero di nemici presenti su schermo era di tutto rispetto. Purtroppo nonostante tutti queste peculiarità sicuramente di rilievo, il porting dalla versione arcade diede come risultato un gioco che, da un certo punto di vista, risultava penalizzato sia per dettagli che per profondità stessa dei livelli. Sega cercò di sopperire tali lacune mediante l’introduzione di una palette di colori migliorata in modo da dare un ulteriore senso di prospettiva, anche se il risultato fu ancora una volta il distacco dalla versione originale che, in maniera soggettiva, poteva essere considerata migliore o peggiore.
Nella versione ora disponibile per WiiWare il sistema di controllo risponde bene ai comandi ed il Wii Remote compie perfettamente il suo dovere. Chi preferisce potrà comunque utilizzare gli altri controlli che la console Nintendo mette a disposizione a partire dal Classic Controller fino ad arrivare al pad del GameCube, anche se i comandi non sono ottimizzati per quest’ultimo, come spesso accade.
Passando a descrivere il comparto sonoro, possiamo dire con sicurezza che si tratta di uno degli aspetti meno riusciti del titolo ed infatti, dopo poco tempo, il ripetersi dei suoni sintetizzati causerà una forte voglia di abbassare il volume al minimo. Concludendo Galaxy Force II è un titolo che, pur presentando degli aspetti interessanti, non riesce a reggere il confronto con la versione originale ed inoltre risulta notevolmente datato al giorno d’oggi rendendo la spesa di 800 Wii Points difficilmente motivabile.
Recensione Videogioco GALAXY FORCE II scritta da MELKOR Galaxy Force II fece la sua apparizione su Mega Drive nel lontano 1990 e il risultato fu quello di un buon titolo che tuttavia presentava più di un punto debole. La conversione della versione arcade portò ad un gioco diverso, soprattutto dal punto di vista grafico, e il sistema di controllo, seppur performante, risulta notevolmente penalizzato dalla visuale scelta per le vostre missioni. Molte volte, infatti, difficilmente riuscirete ad avere un buon controllo della situazione in quanto la telecamera posta dietro la vostra astronave e la prospettiva che avanza velocemente causerà l'apparizione improvvisa di numerosi nemici i quali riusciranno tranquillamente ad essere occultati alla vostra presenza. Il risultato è una azione caotica che dopo poco tempo vi costringerà ad abbandonare il titolo, rendendo la spesa di ben 800 Wii Points difficilmente giustificabile. Sicuramente sono presenti nel catalogo Virtual Console titoli di maggiore spessore. Consigliato solamente a chi ha amato il gioco in particolare o a chi proprio non può fare a meno di questo genere.
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