Recensione di Blast Works: Build, Trade, Destroy

Copertina Videogioco Blast Works
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Kenta Cho
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     5 Maggio 2008 USA
7.5
Voto lettori:
6.6
- Editor infinito
- Quindici livelli
- Possibilità di condividere le proprie creazioni
- Con fantasia e impegno tutto sarà possibile o quasi
- Soundtrack poco coinvolgente
- Mancanza di una vera modalità online
- L'editor necessita di una buona pratica
A cura di Mario De Rosa (Melkor) del
Il mercato dei videogiochi è ormai divenuto un business di proporzioni immense attorno quale ruotano gli interessi delle varie software house al fine di ottenere prodotti che vengano accettati e soprattutto apprezzati dall’utenza. Col passare del tempo, purtroppo, sempre più spesso le società cercano di proporre prodotti “sicuri”, lasciando ad altri lidi le sperimentazioni o comunque le novità che non siano già state presentate al pubblico. Nonostante tutto però, fortunatamente l’estro creativo dei programmatori non è ancora stato totalmente soppresso dalle dure leggi del mercato e titoli come Little Big Planet o MadWorld ne sono l’esempio più recente. Anche il gioco del quale parleremo in questa sede può essere definito “speciale” anche se, come potrete constatare proseguendo nella lettura, non si tratta di una vera e propria innovazione. Vi presentiamo dunque Blast Works: Build, Trade, Destroy: avete abbastanza immaginazione per poterci giocare?

Uno sparatutto come pochi
Blast Works è uno sparatutto a scorrimento laterale che si distacca dal suo genere di appartenenza grazie ad un’idea tanto semplice quanto geniale: ogni singola parte dei nemici che abbatterete potrà infatti essere automaticamente agganciata alla vostra navicella semplicemente passandoci vicino. Il risultato è una composizione che fin dai primi minuti raggiungerà le dimensioni dell’intero schermo e che renderà l’azione più che divertente. Per essere precisi, non solo i pezzi delle navicelle nemiche potranno essere agganciati al vostro velivolo, ma anche le navi stesse ed ogni oggetto una volta entrato a fare parte della vostra nave implementerà un’apposita caratteristica, oltre a farvi guadagnare un punteggio maggiore. Facciamo un esempio concreto: se dei missili a forma di candelotti di dinamite vi saranno scagliati contro e riuscirete a fermarli in tempo prima che essi esplodano, acquisirete tali parti che automaticamente trasformeranno il fuoco della loro miccia in un colpo continuo micidiale, migliorando la vostra potenza offensiva. Fondamentale sarà anche l’angolazione con la quale riuscirete a catturare gli oggetti desiderati, in quanto non solo dovrete cercare di guadagnare qualche colpo aggiuntivo, ma allo stesso tempo dovrete riuscire a nascondere dalla “vista” degli avversari la vostra nave principale in quanto basterà un singolo colpo nemico per farla andare letteralmente in mille pezzi.
Fondamentale sarà quindi anche la funzione di scudo. Tuttavia, se il colpo nemico andrà ad impattare una qualsiasi parte della costruzione, questa si staccherà automaticamente cadendo nel vuoto (consentendovi comunque di recuperarla). Descrivere il gameplay nel suo complesso e le infinite sfumature che lo compongono sembra molto difficile a parole, ma vi garantiamo che dopo i primi minuti di gioco tutto vi sembrerà semplice ed intuitivo. Abbiamo accennato nel paragrafo introduttivo che l’idea di fondo di Blast Works non è realmente innovativa ed in effetti andando a cercare nei meandri della rete possiamo ricordare un titolo molto simile dal nome di Tumiki Fighters, non solo per le modalità di gioco, ma anche per il comparto grafico che si avvicinava moltissimo all’opera firmata BudCat.

L’importante è non perdere pezzi…
Tornando al gioco vero e proprio, avrete a disposizione due modalità che varieranno solo per il numero di giocatori utilizzabili e per la presenza o meno dei checkpoint. Nella Campagna affronterete una serie di livelli che potranno essere giocati da un massimo di due utenti contemporaneamente e che ovviamente vi vedranno dover sconfiggere numerosi boss armati fino ai denti. Selezionando, invece, la versione arcade potrete compiere le vostre missioni insieme ad altri tre amici, ma avrete a disposizione solamente quattro “continue” da dover utilizzare in maniera collettiva. Precisato questo, la domanda che tutti si staranno ponendo a questo punto riguarderà se e come gli oggetti catturati influiranno sulle dinamiche della navicella. Possiamo quindi precisare che la fisica del gioco non risente assolutamente del fattore “peso” e che un singolo pezzo come anche una costruzione monolitica non cambieranno assolutamente la direzione del vostro sparo principale, né la manovrabilità del velivolo. Il problema che vi si porrà davanti, però, sarà di natura diversa: meglio affrontare le orde nemiche muniti di tutti i vostri pezzi a disposizione, con il rischio ovviamente di perderne molti lungo il cammino, oppure premere il tasto B del Wii Remote e ricompattare tutta la struttura tornando a visualizzare unicamente la vostra nave madre? Tale interrogativo apre ovviamente le porte ad una profondità di gioco piuttosto marcata e perfettamente applicabile al diverso approccio con cui ognuno si porrà nei confronti del gioco.
Con l’ultimo scenario presentato sarete suscettibili al fuoco nemico, ma avrete un maggiore controllo della situazione comunque e vi basterà rilasciare poi il suddetto tasto per vedere espandere nuovamente l’astronave, tornando alla versione ottenuta nel corso del livello. Un’altra differenza delle due possibili forme consiste nella direzione dello sparo principale che, in modalità costruzione, sarà sempre e comunque lineare rispetto al velivolo (andranno aggiunti ovviamente una decina di altri colpi derivanti dagli elementi acquisiti) mentre, se deciderete di nascondere il vostro arsenale potrete, mediante la pressione congiunta dei tasti A e B, definire la direzione di fuoco in modo da poter mirare più accuratamente a determinate parti dei vostri nemici (possibilità molto utile per alcuni boss di fine livello). Gli stage sono in totale quindici e possiamo dire che risultano di buon numero per uno sparatutto di questo genere, composto da dinamiche di gioco in grado di catturare l’attenzione senza ombra di dubbio.

Costruire il vostro mondo
La caratteristica fondamentale di Blast Works è la presenza di un editor in tutto e per tutto identico a quello utilizzato dagli sviluppatori per la creazione del gioco. Avrete a disposizione fin da subito un’apposita schermata molto simile ad un programma per Pc, grazie alla quale potrete realizzare da zero non solo la vostra nave madre, ma ogni singolo dettaglio dei livelli, a partire dalla forma dei nemici fino ad arrivare alle possibili tipologie di proiettili. Come se ciò non bastasse, potrete anche modificare l’andamento direzionale del gioco in modo da mutare totalmente l’essenza dello stesso e trasformarlo, ad esempio, in uno sparatutto statico in stile Space Invaders. Tutto questo ovviamente necessiterà di una pratica non indifferente e la prima cosa che noterete saranno le numerose opzioni presenti nei menu, comodamente esplorabili mediante il sistema di puntamento del Wii Remote. Avrete a disposizione anche dei modelli iniziali, molto utili per fare delle prove, anche se il più delle volte lo sviluppatore che è in voi prenderà il sopravvento e passerete ore se non giornate a creare il boss definitivo, oppure a realizzare (come tra l’altro avviene in titoli simili, come ad esempio Little Big Planet) dei livelli a tema cercando di inserire il vostro tocco personale in ogni oggetto. Come se non bastasse, grazie alla Wi-Fi Connection potrete uplodare e downlodare direttamente dal sito ufficiale del gioco tutte le vostre creazioni e condividerle con l’intera community. Andando a dare un’occhiata al suddetto sito potrete notare già delle interessanti opere che spaziano da un Goku versione navicella ad un Tails caratterizzato da dei colpi micidiali. Siamo sicuri che le possibilità presenti in Blast Works cattureranno l’attenzione di una vasta community di giocatori e che ben presto migliaia di opere saranno facilmente disponibili per la felicità di ogni utente.

La bellezza di un mondo senza texture
Come abbiamo descritto ad inizio recensione, Blast Works richiama ad un vecchio titolo per Pc ed anche dal punto di vista tecnico le somiglianze sono notevoli. Le vostre missioni spaziali saranno caratterizzate da una grafica poligonale formata solamente dalle strutture basilari e totalmente prive di texture. Si tratta di uno stile che si avvicina molto a quello presente nelle fasi iniziali dello sviluppo di un qualsiasi titolo next-gen, ma che pone l’attenzione sullo spazio e sui vari elementi in modo da rendere ricreare una struttura d’effetto e ricca di stile, che potrà evolversi di pari passo con il vostro talento. Tutto questo è stato fatto per rendere la fase di editing più immediata ed allo stesso tempo per donare un ulteriore tocco personale al titolo rendendolo unico anche dal punto di vista visivo. Anche i colpi e la stessa scia lasciata dalla vostra navicella presentano degli effetti volutamente sgranati, ma tutto ciò rientra in una visione collettiva che non presenta incoerenze in nessun campo.
Il comparto sonoro cerca di avvicinarsi ad un contesto puramente arcade risultando tuttavia molte volte ripetitivo, in quanto le numerose esplosioni e gli effetti utilizzati non brillano certo per originalità. Per quanto riguarda invece il sistema di controllo utilizzato, questo si dimostra molto reattivo e mai di intralcio. Potrete inoltre scegliere fra il semplice Wii Remote in posizione orizzontale o l’accoppiata col Nunchuk, fino ad arrivare al Classic Controller. I tasti da utilizzare, oltre a quelli direzionali sono semplicemente due ed ovviamente la conseguenza è un controllo semplice e mai frustrante. La longevità si assesta su buoni livelli, non prendendo in considerazione le infinite potenzialità dell’editor, vero e proprio elemento portante dell’intera produzione. La presenza di tre differenti livelli di difficoltà rende l’azione sempre dinamica e ricca di sfide: peccato solo per l’assenza di una modalità online pura, che avrebbe potuto essere la classica ciliegina sulla torta, anche se il risultato è sicuramente più che ottimale.
Tirando le somme ancora una volta un concept valido e delle buone idee sono state supportate da una meccanica in grado di andare oltre il semplice comparto tecnico, proponendo tali e tante varianti alla pari della fantasia di ogni appassionato di videogames e della sua voglia di divertimento.
Recensione Videogioco BLAST WORKS: BUILD, TRADE, DESTROY scritta da MELKOR Blast Works è un titolo che sicuramente farà parlare molto di sé grazie alle sue caratteristiche uniche e a un editor che definire profondo risulterebbe quasi riduttivo. Le dinamiche del titolo sono semplici e lineari ma, ciò nonostante, la possibilità di agganciare ogni singola parte dei vostri avversari alla vostra navicella riuscirà a rendere le vostre partite sempre nuove e mai noiose. La grafica utilizzata dagli sviluppatori si amalgama totalmente con lo stile scelto, e la possibilità di giocare in modalità arcade fino a quattro giocatori rende la longevità quasi infinita. Fondamentale è la possibilità di scaricare in pochi secondi tutte le creazioni inserite dalla community, in modo da accontentare sia l'utente che ama semplicemente affrontare continuamente nuove sfide, sia il giocatore che nell'editor vede la possibilità di fare apprezzare al mondo intero il proprio estro creativo. Unico difetto la mancanza di una vera modalità online per più giocatori, anche se questa assenza può venire facilmente superata dai tanti pregi che questo titolo presenta. Un acquisto consigliato a tutti coloro che amano il genere sparatutto e anche a chi vuole provare un editor con la E maiuscola. Il Wii non sarà il sistema di gioco più performante, ma è anche per questi prodotti che merita di essere apprezzato.
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