Recensione di Little King's Story

Copertina Videogioco Little King's Story
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Simulazione
  • Sviluppatore:

     Cing Inc.
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     24/04/2009
8.5
Voto lettori:
8.8
- Atmosfera da favola
- Gameplay appassionante
- Colonna sonora "classica" di ottimo livello
- Buona longevità
- Tecnicamente si poteva fare ancora meglio
- Sistema di controllo povero di innovazioni
- Nessuna modalità multigiocatore
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A cura di Roberto Ritondo (Star Platinum) del
Era da tanto che non ci capitava di un videogame così diverso dai soliti generi proposti negli ultimi tempi dal mercato videoludico e, trattandosi di un’avventura quasi fiabesca per concept ed ambientazione, non sarebbe del tutto inesatto iniziare la presentazione di Little King's Story con l’immancabile frase "c’era una volta", in quanto è difficile riscontrare in titoli recenti una meccanica così particolare, in grado da sola di unire diversi modelli ludici e di narrare, attraverso dinamiche concrete e supportate prima di ogni altra cosa da puro divertimento, una sua storia.
Per certi versi, se si analizzano i cambiamenti operati da alcune recenti produzioni, risulta in effetti difficile che un appassionato di videogiochi possa ancora fare a meno di una struttura narrativa di spessore e forse è per tale motivo che con l’esperienza si acquisisce anche una maggior necessità di sentirsi coinvolti all’interno di un gioco, grazie a un’immedesimazione che solo raggiungendo un livello elevato risulta rilevante ai fini del divertimento.

Idee con stile
Il continuo mutamento del mercato videoludico alla ricerca di meccaniche sempre più complesse ha generato, specialmente nel recente periodo, numerose produzioni simili tra loro e prive di quegli elementi fondamentali capaci di mantenerne inalterato il valore nel tempo. Spesso il completamento di un gioco non viene più vissuto dall’utente come un’esperienza ludica da assaporare e ripetere più volte, ma è considerato come un evento quasi ordinario, da vivere senza particolari emozioni e il cui raggiungimento è a volte fin troppo rapido. Il giusto compromesso non deve però passare necessariamente attraverso un livello di difficoltà troppo elevato e frustrante, ma deve consolidarsi attraverso dinamiche che permettano di far durare il gioco il più a lungo possibile.
Questo è proprio il caso di Little King's Story, titolo sviluppato in esclusiva per Nintendo Wii, che non punta su un livello di sfida estenuante in senso generale, ma coinvolge il giocatore gradualmente accompagnandolo all’interno di un’atmosfera decisamente originale e particolare. Giusto per chiarire meglio il concetto, questo non è uno di quei prodotti che può essere completato con superficialità ed in breve tempo, anzi, nonostante il ritmo delle fasi iniziali non possa certo essere definito elevato, la particolare struttura attorno cui tutto si sviluppa permette un’immersione intensa e continua. Presto il tutto si tramuterà in un divertimento costante e senza compromessi che, facendo leva sulla necessità di dover adottare un approccio mai banale, risulterà immediato e ben supportato da una struttura solida e approfondita.
Per meglio comprendere il concept è necessario però fornire qualche breve informazione relativamente alla storia attorno cui si svilupperanno le vostre avventure. Al termine della pregevole introduzione animata, vi ritroverete a vestire i panni di un giovane chiamato Corobo (nome che potrete modificare) il quale, attraverso una particolare e bizzarra casualità del destino, si ritroverà ad essere re. Tale carica richiede ovviamente di dover sostenere tutta una serie di obblighi e doveri verso i propri sudditi ed è proprio a questo punto che entra in gioco la particolare meccanica scelta dagli sviluppatori, nonché elemento portante dell’intera produzione. Rispetto a quanto si possa erroneamente pensare, infatti, LKS non è propriamente un gioco di ruolo, né uno strategico in tempo reale, ma un perfetto mix di entrambi i generi con in più alcuni elementi gestionali che descriveremo a breve.

Alla conquista del mondo
Come accennato in precedenza, il vostro compito non si rivelerà certo semplice, in quanto le risorse inizialmente a vostra disposizione saranno molto limitate sia a livello di strutture , sia per quanto riguarda i pochi sudditi al vostro servizio, ma fortunatamente potrete presto avvalervi di un sempre maggior numero di abitanti (fino ad un totale di cinquanta) che vi aiuteranno svolgendo differenti compiti. Ogni personaggio dispone di particolari caratteristiche che si riveleranno utili per il superamento di specifici ostacoli e, se durante le prime missioni non emergeranno le reali capacità di ognuno, saranno sufficienti poche sessioni per ottenere il massimo dal proprio gruppo, che sarà in grado di collaborare affrontando molteplici compiti, permettendovi al tempo stesso di migliorare il vostro castello rendendolo sempre più magnifico e degno di prestigio.
Come il buon Pikmin insegna, sarebbe riduttivo considerare ogni suddito come una semplice unità di supporto alla pari di numerosi strategici in tempo reale, ma per comprendere meglio questo concetto non occorrerà attendere molto tempo, in quanto presto imparerete ad apprezzare allo stesso modo contadini e soldati, artigiani esperti in costruzioni e taglialegna, immedesimandovi nelle loro azioni e dispiacendovi quando qualcuno di essi passerà a miglior vita a causa del nemico di turno. Durante la primissima parte dell’avventura sarete chiamati ad assolvere prevalentemente a compiti di scarsa importanza ai fini della main quest, ma presto vi accorgerete di come in realtà tutto ciò non rappresenti che la classica punta dell’iceberg, a beneficio di una meccanica che si svelerà nel giro di breve tempo andando a presentare il vero scopo delle vostre azioni, ossia quello di conquistare gli altri sette regni presenti nel territorio circostante, ognuno sviluppato secondo differenti canoni sociali, culturali e per dinamiche di comportamento. La sconfitta del primo re vostro oppositore può essere idealmente considerata come uno dei primi punti di svolta della storia in tal senso, in quanto l’esperienza videoludica crescerà di pari passo con una maggiore attenzione da applicare, di pari passo con l’aumento delle possibilità che si renderanno disponibili permettendovi di addestrare e ottimizzare le vostre risorse umane, fino ad ottenere la ragguardevole cifra di ben cinquanta unità sotto il vostro diretto comando, nonché sotto la vostra responsabilità di sovrano.
La struttura generale si evolve pertanto sulla base di un gameplay che, unendo tra loro elementi gdr, strategici e gestionali, consente di perfezionare numerose tattiche al fine di personalizzare al meglio la stessa condotta di gioco, che non sarà mai esasperata da un ritmo esageratamente alto, ma non per questo non presenterà momenti avvincenti e ricchi di tensione. Durante le fasi esplorative ad esempio, il vostro alter ego sarà seguito dai sudditi, che adottando diverse formazioni cercheranno di salvaguardarne l’incolumità nelle situazioni di pericolo, esponendosi in prima persona senza alcun timore. All’interno di questo meccanismo, appare fondamentale riuscire ad elaborare una tattica accorta, che non punti a spostamenti sconsiderati ma cerchi di agire con la massima attenzione al fine di proteggere ogni unità e più sarete in grado di assolvere a questo obiettivo senza subire troppi danni, tanto più riuscirete a costruire un gruppo affiatato e virtualmente invincibile anche nelle situazioni più complesse. Per riuscire a superare ostacoli e nemici appare infatti basilare utilizzare e conoscere al meglio ogni personaggio, in quanto solo agendo in relativa sicurezza sarà possibile perlustrare in maniera approfondita anche potenziali trappole senza correre il rischio di terminare prematuramente la propria avventura.

L'arte della guerra
Anche per quanto riguarda le dinamiche adottate dagli sviluppatori per le fasi di combattimento il gioco si rivela ottimamente strutturato, accompagnando il giocatore attraverso una serie di soluzioni che si renderanno sempre più ampie pur senza andare ad intaccare l’immediatezza del gameplay. Spostare il vostro giovane re per le varie ambientazioni si rivela semplice ed intuitivo, così come tutti gli attacchi risultano piacevoli da eseguire e di semplice memorizzazione. Ancora una volta l’influenza di Pikmin risulta evidente, ma allo stesso modo la presenza di numerosi elementi aggiuntivi uniti ad una sensazione di profondità tangibile, contribuisce a rendere ogni sessione appagante e supportata da una struttura narrativa che diverrà progressivamente più intensa, conquistando il giocatore grazie ad una trama dal forte impatto emozionale.
Il fatto che il sistema di controllo non sfrutti le caratteristiche del Wii, fortunatamente non risulta un difetto tale da essere rilevante ai fini della giocabilità, che permeata da uno stile fiabesco e medievaleggiante riesce nell’intento di coinvolgere il giocatore per lungo tempo.
Tornando alle impostazioni dei comandi, il controllo del re avviene tramite lo stick del Nunchuk, mentre al Wii Remote è affidata la gestione dei sudditi richiamandoli ad un punto di raccolta con il pulsante A, assegnando loro particolari compiti con B e organizzandoli in formazione tramite l’utilizzo del D-Pad. Quando si incontrerà un nemico sarà sufficiente lanciargli contro le unità selezionate per avviare l’attacco, facendo comunque attenzione a sfruttare ogni puto debole, evitando clamorose sconfitte e soprattutto tragiche perdite sul campo di battaglia.
Dal punto di vista tecnico, pur senza offrire elevate vette qualitative, Little’s King Story si avvale di uno stile unico e particolare, che ben si sposa con la natura stessa del titolo. Graficamente sia per quanto riguarda il character design dei personaggi che per le varie ambientazioni presenti, ogni elemento è contraddistinto da numerosi colori e da scelte ispirate e funzionali all’azione. Le animazioni sono di buon livello e per quanto diversi elementi potevano essere realizzati con ancor più cura, l’engine poligonale si comporta bene anche in presenza delle situazioni più caotiche.
Anche la colonna sonora, eccellente e a tratti perfetta per scelte, appare degna di nota. I brani, tutti coinvolgenti e incredibilmente azzeccati, sottolineano con ingegno le situazioni proposte risultando adatte sia per stile (si tratta di grandi capolavori della musica classica) che per intensità. Nella media invece gli effetti sonori, comunque non disprezzabili.
Analizzando il gameplay nel complesso, possiamo affermare che il più grande merito del gioco risiede negli ottimi contenuti ludici proposti, attraverso un messaggio che si discosta dalle tante scelte commerciali di molte recenti produzioni andando a proporre all’utente un divertimento molto elevato ed in grado di suscitare quelle emozioni che forse un po’ si sono perse nel passaggio degli anni. La grande immersione generata dall’avventura appare ben supportata a livello di profondità ed idee, che porteranno ad una progressiva scoperta di ogni sfumatura, rendendo la storia affascinante e curata sotto ogni punto di vista. Le oltre venti ore che saranno richieste per portare a termine ogni missione garantiscono inoltre una notevole longevità, ben superiore alla media se paragonata a titoli dell’ultimo periodo. La scelta di aver voluto puntare su un ottimo mix di dinamiche ha dato i suoi frutti e l’acquisto appare più che mai consigliato per tutti i possessori di Nintendo Wii.
Recensione Videogioco LITTLE KING'S STORY scritta da STAR PLATINUM Little King’s Story può essere considerato come uno dei migliori titoli di questa Primavera 2009 per Wii, nonché un perfetto esempio di come, con impegno e passione, si possano realizzare produzioni in grado di trasmettere emozioni e divertire allo stesso tempo, senza scendere a compromessi. Il team Rising Star, grazie all’ottima qualità offerta dai suoi più celebri esponenti (già visti in azione con importanti giochi quali Final Fantasy XII, Kingdom Hearts ed Harvest Moon) non solo mantiene le promesse, ma offre al giocatore un ottimo mix che abbina con sapienza elementi strategici, gdr e gestionali, proponendo un’avventura godibile, raffinata e a tratti ironica, grazie alle numerose citazioni presenti.
La particolare e originale struttura proposta ben si sposa con l’atmosfera riprodotta, andando a collocare l’utente in un contesto fiabesco interessante e ricco di stimoli. Il concept di Pikmin, cui questa produzione si ispira, è stato notevolmente ampliato e ottimizzato ottenendo un prodotto eccellente e meritevole di essere preso in considerazione da parte di chi, in un videogame, cerca ancora e soprattutto sano divertimento. C’era una volta un re e questa è la sua storia…
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