Recensione di Ultimate Band

Copertina Videogioco Ultimate Band
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Rhythm Game
  • Giocatori:

     n.d.
  • Data uscita:

     Aprile 2009
- Adatto alle famiglie
- Il sistema di controllo pensato per batteria e chitarra è ottimo...
- Quaranta brani da scegliere
- Il ruolo di cantante virtualmente non esiste
-... peccato per la scarsa realizzazione degli altri
- Gameplay ripetitivo e mai coinvolgente
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A cura di (Dr. Frank N Furter) del
Il progetto di Disney Interactive Studios vuole discostarsi dai mostri sacri del genere, quali Guitar Hero e Rock Band. Il titolo oggetto della nostra recensione, infatti, non necessita di alcuna periferica esterna per essere giocato: basteranno i tradizionali Wii Remote e Nunchuk e questo vale anche per la figura del frontman. Affidato ai ragazzi di Fall Line Studios, Ultimate Band si pone l’obiettivo di entrare nelle case attraverso un sistema di controllo non dispendioso ed un character design rivolto ai giovanissimi. Scoprite con noi qual è il risultato di questa equazione.

Un’ incredibile opportunità
La storia racconta le gesta della vostra band alle prese con la tanto difficile scalata al successo, il classico sogno di ogni gruppo musicale. Quale occasione migliore potrebbe capitare se non quella di partecipare al torneo chiamato “Rock Dome”? Il succo della trama che ruota intorno alla competizione canora è un semplice pretesto per iniziare a giocare a un titolo indirizzato espressamente ai più giovani e in generale alle famiglie. Nonostante ciò non si può comunque soprassedere sulla scarsità dello stesso, unito anche ad un lip-synch mal calibrato.
Analizziamo ora quali sono le modalità disponibili all’interno del titolo, per descrivere meglio i motivi che potrebbero spingervi a considerare o meno questa produzione. Al primo posto troviamo l’inossidabile modalità Carriera: quest’ultima è strutturata in sessioni da tre canzoni l’una. Il vostro obiettivo sta nel raggiungere determinati riconoscimenti prima di accedere alla prova successiva. Una buona performance vi garantirà un valido numero di punti, ma il fatto di dover suonare la stessa canzone con degli strumenti diversi è davvero tedioso e non contribuisce certo a rendere elevato il divertimento. Le altre modalità consistono in Jam Session, Battaglia e Pratica; gli stessi nomi suggeriscono cosa offrono e purtroppo non abbiamo nessuna particolare qualità da segnalare.
Come potrete intuire, in questa prima analisi di UB si celano i principali difetti del gioco, che all'atto pratico non riesce a tramutare in convolgimento idee sulla carta anche apprezzabili ma come fin troppo spesso accade troppo destabilizzate da una meccanica superficiale e poco incisiva.

Tutti sul palco…
Il sistema di controllo di Ultimate Band cerca di sfruttare al meglio le capacità del duo Wii Remote - Nunchuk senza l’utilizzo di ulteriori periferiche. Quello che dovrete fare sarà impugnare i due controller come se vi trovaste a suonare lo strumento da voi selezionato al momento di partire. La chitarra dovrà esser mimata tenendo il telecomando nella mano destra per suonare le corde, mentre il Nunchuk fungerà da collo per gli accordi. Lo stesso vale per il basso, mentre per la batteria basterà immaginare di avere un paio di bacchette nelle mani ed il gioco è fatto. Il margine d’errore è abbastanza ampio anche ai livelli di difficoltà più alti nonostante il titolo aggiunga i pulsanti C e Z da schiacciare in combinazione con i movimenti. Non tutti gli strumenti, però, hanno beneficiato di questo trattamento: ad esempio, se abbiamo una chitarra ed una batteria che riescono nell’intento di regalare vere emozioni da rocker, non si può dire lo stesso del basso e del frontman. Il primo, in particolare, vi costringerà a cambiare i tasti dello strumento scuotendo il Nunchuk invece di premere C e Z come nella chitarra, fatto questo che rende piuttosto difficoltoso giocare in maniera ottimale. Nel caso, poi, in cui vi ritroviate in quattro giocatori vi consigliamo caldamente di non partire a razzo scegliendo il cantante: ne rimarreste delusi. Partendo dal fatto che il Wii Remote non è un microfono, durante l’esibizione il vostro unico ruolo sarà quello di incitare la folla attraverso una serie di movimenti ridicoli come battere le mani con le braccia alzate, chiudere i pugni in segno di forza e così via. Oltre a sembrare degli idioti patentati avrete la percezione di essere completamente tagliati fuori dallo show e dalla vostra band in quanto, mentre gli altri suonano davvero, voi sarete impegnati nel ruolo di giullare di corte.
Vista la presenza di “tempi morti” durante i brani, i componenti della band possono cimentarsi in acrobazie stilistiche per incrementare il punteggio finale. Premendo uno dei tasti direzionali e agitando Wii Remote o Nunchuk darete vita ad una piccola mossa speciale che varierà in base al ruolo che coprirete in quel momento: ad esempio il batterista lancerà le bacchette in aria per poi riprenderle al volo. Nel caso in cui sarete in grado di scuotere entrambi i controller a tempo di musica, attiverete l’abilità Grandstand o Tribuna, durante la quale le note saranno suonate in maniera automatica dandovi la libertà di inanellare una serie di movenze per aumentare a dismisura il punteggio a fine esibizione. Purtroppo il gioco ha serie difficoltà nel riconoscere i movimenti e questo vi potrebbe costringere a ripetere il pezzo una volta in più di quanto richiesto per raggiungere i riconoscimenti desiderati.

Canzoni, cover e censura
Ultimate Band dispone di una tracklist che raggiunge appena i quaranta brani, tutte rigorosamente cover cantate da solo due persone, un uomo e una donna, ma ritorneremo dopo su questo punto. Affinché possiate sbloccarle tutte dovrete portare a termine la modalità Carriera. La selezione musicale comprende brani noti di band come i Killers, altri meno popolari ed una spruzzata di nostalgia con canzoni appartenenti agli anni ottanta: Blondie ne è testimone.
Invece di nascondere la trasformazione da originale a cover, il gioco fa il contrario andando a braccetto con questa nuova filosofia. Nel caso in cui proviate a cambiare sesso del vostro frontman, vi accorgerete che il gioco cambierà anche la voce dei brani: ad esempio Complicated di Avril Lavigne, sarà interpretata da un uomo. Il risultato è tuttavia apprezzabile e in alcuni momenti anche divertente. Ascoltare brani famosi con un diverso timbro vocale può essere un’esperienza piacevole e con questo ci siamo agganciati al punto lasciato in sospeso poco fa, ovvero, la presenza di soli due cantanti ad interpretare le cover.
Per quanto riguarda la “censura” presente è presto detto. Affinché le famiglie possano giocare con i loro figli piccoli in modo sicuro, sono state apportate delle modifiche ai testi delle canzoni laddove era necessario. Una scelta che farà storcere il naso ai puristi della musica e a qualche utente decisamente più grandicello. Concludiamo con il segnalare la presenza di effetti sonori complementari emessi dal piccolo speaker presente nel Wii Remote. Durante l’esecuzione dei brani potrete ascoltare il battere delle mani, campanelli e anelli risuonare: peccato per la sincronizzazione a volte sballata con la musica stessa.
A livello tecnico segnaliamo una qualità generale che si difende decentemente non tanto per la sua realizzazione, ma per il character design stravagante, allegro e coerente con lo stile Disney. La possibilità di comprare vestiti, acconciature, e accessori dallo store del gioco incrementa le opportunità di personalizzare il proprio personaggio. Le animazioni risultano fluide e mimano quasi alla perfezione una qualsiasi band reale. Il comparto sonoro, non comprendente le canzoni, è scadente sia come doppiaggio sia come effetti sonori, entrambi sincronizzati malamente.
Yitando le somme, in virtù dei difetti presenti il giudizio non può che essere insufficiente, a fronte di una meccanica superficiale che appare priva di carisma e soprattutto molto poco coinvolgente.
Recensione Videogioco ULTIMATE BAND scritta da DR. FRANK N FURTER Ultimate Band è un titolo destinato alle famiglie e ad un pubblico di ragazzi in tenera età. Nonostante due strumenti su quattro riescano nell’intento di restituire quel senso di potenza mentre si suona, il prodotto Disney fallisce miseramente nell’altra metà del complesso, ovvero, basso e voce. Il secondo in particolare doveva ricevere una cura maggiore e non un ruolo così marginale e detestabile, tanto da essere sconsigliato a prescindere. L’inserimento di un microfono in bundle avrebbe giovato enormemente all’intera esperienza di gioco, rendendola più appagante e in linea con gli standard attuali. I difetti non si limitano però a questo: aggiungeteci un livello di sfida estremamente basso, il dover ripetere per forza le stesse canzoni più volte e una tracklist dalla qualità altalenante e avrete il mix perfetto di come non dovrebbe esser sviluppato un videogioco musicale. Il nostro consiglio è quello di risparmiare i soldi per prodotti più interessanti e maggiormente curati.
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