Recensione di Rogue Trooper: Quartz Zone Massacre

Copertina Videogioco Rogue Trooper
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Rebellion Software
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     21 Aprile 2006, Wii 26 Marzo 2009
7.0
Voto lettori:
7.5
- Gameplay vario
- Tecnicamente discreto
- Sistema di controllo ben implementato
- Nessuna componente online
- I.A nemica non sempre alle stelle
- Poche novità rispetto al passato
A cura di Marco Pellini (Dr. Frank N Furter) del
Il primo tentativo di portare la serie a fumetti di Rogue Trooper su console casalinghe fu un discreto successo di critica, soprattutto per quanto riguardava l’allora ottimo comparto tecnico. Ad essere obiettivi, al giorno d'oggi è estremamente raro trovare un gioco basato su comics che sia realizzato in maniera tale da raggiungere buoni standard qualitativi. I ragazzi di Rebellion hanno comunque cercato di muoversi proprio in questa direzione provando a realizzare uno shooter in terza persona che sapesse coniugare in maniera ottimale l’atmosfera del fumetto originale e il sistema di controllo tipico del Wii. Scoprite con noi se l'accoppiata Wii Remote e Nunchuk si sarà rivelata ancora una volta fondamentale.

Men in Blue…
Rogue Trooper: Quartz Zone Massacre è ambientato su di un pianeta conosciuto dal nome di Nu Earth, un corpo celeste tormentato da una guerra senza fine. La battaglia vede opposte due fazioni: i Norts e i Southers (che ricordano le storiche fazioni di Nordisti e Sudisti, ovvero, i due schieramenti che diedero vita alla guerra civile americana). Nel gioco impersonerete un soldato appartenente ai Southers, Rogue membro della sezione Genetic Infantrymen (G.I.). Questa élite militare creata in laboratorio allo scopo di dare una mano per vincere la guerra sarà però presto protagonista di un colpo di scena. Le cose si complicano, infatti, quando uno dei generali delle G.I. tradisce il suo reparto durante una missione nella Quartz Zone. L’intero plotone viene sterminato tranne un unico soldato che riesce miracolosamente a salvarsi. Questi, come avrete certamente intuito, sarà l’eroe del gioco, colui che dovrà dare la caccia al traditore e sottoporlo alla giusta punizione. La storia narrata si lascia gustare anche senza essere degli appassionati della serie a fumetti e da questo punto di vista è sicuramente un bene vista la scarsa popolarità di cui gode questo prodotto in Italia.
Nonostante si pensi agli sparatutto in terza persona come a delle avventure da affrontare prettamente in solitaria, in RT le cose funzionano in maniera leggermente diversa. Anche se i vostri compagni sono stati uccisi nel corso della storia, assisterete all’estrazione dei loro bio-chip. Questi non sono altro che la loro anima virtuale, nella quale risiede l’I.A. dei malcapitati. Cosi facendo avrete modo d'inserire queste piccole placche di metallo nelle armi ottenendo alcuni particolari effetti. Ad esempio, Gunnar è posizionato sulla pistola, Helm sull’elmetto e Bagman sullo zaino, componendo così un team composto da un solo soldato fisico e quattro menti in grado di aumentare esponenzialmente le sue capacità. Ognuno dei vostri commilitoni può avere diverse vie d’utilizzo, Gunnar potrebbe aiutarvi a trasformare la vostra arma in un fucile da cecchino o una mitragliatrice, Helm permettervi di hackerare un computer, mentre Bagman rendere utilizzabili di ciò che resta dei nemici per creare nuove munizioni, armi e potenziamenti. Non finisce qui: all’inizio di ogni livello vi verranno mostrate ulteriori abilità e gingilli di distruzione come mine o capacità olografiche utili ad ingannare i nemici.

Prendere la mira…
L’approssimazione del sistema di controllo di tantissimi titoli della ludoteca Wii è cosa ormai nota. Questa condizione non si ripete fortunatamente in Rogue Trooper, finalmente uno shooter in terza persona (oltre al pluriblasonato Resident Evil 4) che possiede un mapping dei controlli fatto in maniera corretta e convincente. Puntare e sparare, grazie anche al supporto del lock-on, si rivela facile ed intuitivo. L’unico problema si presenta quando dovrete lanciare una granata: questa richiedo infatti l’uso del Nunchuk e simultaneamente del Wii Remote, in modo da direzionare al meglio la traiettoria del tiro. Azione in parte già familiare ai possessori della console Nintendo, ma che si rivela un po’ macchinosa da gestire, soprattutto nelle fasi iniziali.
Per quanto concerne il gameplay, il gioco non delude offrendo all’utente più di una via da seguire per portare a termine un livello. Le possibilità variano dal farsi strada con la forza, quindi sfruttando al massimo l’arsenale bellico a disposizione, lanciando bombe e facendo uso di mitra spianato, mentre in altri frangenti è consentito (se non consigliabile) affrontare ogni situazione con un approccio più stealth. Grazie alle tantissime armi a disposizione potrete studiare dei diversivi per distrarre i nemici e ucciderli in silenzio, senza farvi notare. Ogni stage vi offrirà una buona rigiocabilità grazie alle numerose azioni e opzioni presenti. Un altro punto a favore di Rogue Trooper risiede nella I.A. dei nemici, generalmente di ottimo livello. Questi, infatti, non moriranno cadendo in ogni vostra singola trappola e cercheranno la cooperazione per mettervi alle strette. Ciò però accade solo ai livelli più alti di difficoltà in quanto a quello standard spesso è possibile riscontrare una disposizione errata delle truppe (fuori dalle zone di copertura), oppure una loro eccessiva staticità che facilitava di molto lo svolgersi dell’azione.

Un porting con una marcia in più
E’ davvero incoraggiante vedere come i ragazzi di Rebellion abbiano prestato attenzione ad alcuni dettagli e cercato di migliorare al meglio certi aspetti. Le animazioni sono realizzate in maniera curata, al punto che ogni volta che cambierete l’arma o le aggiungerete un silenziatore rimarrete colpiti dal dettaglio con cui tutto ciò avviene, senza dimenticare dettagli interessanti come il fatto di poter lanciare le granate rimanendo sotto copertura (operazione prima non possibile) e la lista potrebbe continuare ancora a lungo. Come in molti sapranno, Rogue Trooper fu inizialmente sviluppato per PS2, Xbox e PC nel 2006. A livello tecnico purtroppo ogni cosa è rimasta praticamente identica nonostante siano passati ben tre anni dall'esordio, ma ciò non vuol dire che non siano stati apportati dei piccoli ritocchi grafici.
Gli ambienti ora sono più grandi e vari, gli effetti delle bombe, dell’acqua e del fumo sono resi in maniera nettamente superiore rendendo appetibile il gioco anche ai giocatori più esigenti. Questo è uno dei rari casi in cui un gioco multipiattaforma non risulta su Wii come la versione peggiore o quella più scadente e di ciò va dato merito al pregevole lavoro di programmazione.
Discreto ma nel complesso non indimenticabile il comparto sonoro, coadiuvato da effetti apprezzabili e una colonna sonora di sicuro impatto.
Chiudiamo descrivendo la componente multiplayer, la quale offre una modalità per quattro giocatori tramite schermo diviso. Questa si sviluppa in aree molto grandi, dove gli utenti impersoneranno il protagonista alle prese contro i soldati controllati dalla intelligenza artificiale. Purtroppo manca il supporto alla Wi-Fi connection, fattore che avrebbe permesso al gioco di risultare ancor più appagante e meritevole d'essere preso in considerazione senza riserve.
Recensione Videogioco ROGUE TROOPER: QUARTZ ZONE MASSACRE scritta da DR. FRANK N FURTER Rogue Trooper: Quartz Zone Massacre è un titolo di sostanza, longevo, divertente e con una alta rigiocabilità. In generale ogni aspetto, come le animazioni, il sistema di controllo, il level design, le diverse metodologie d’approccio appaiono ben studiati e in grado di tenervi incollati allo schermo per diverse ore.
Purtroppo la qualità generale, più che discreta, si scontra con le poche introduzioni inserite in queste versione e con alcune mancanze di un certo rilievo, come, ad esempio, il supporto online.
Peccato dunque per un lavoro svolto bene, ma non in maniera ottimale. Per tutti i possessori di Wii il consiglio è comunque quello di provare il gioco, poiché potrebbe rivelarsi una gradita sorpresa.
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