Recensione di MadWorld

Copertina Videogioco MadWorld
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Platinum Games
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Inglese (Testo e commento in italiano)
  • Giocatori:

     2
  • Data uscita:

     13 Marzo 2009
8.3
Voto lettori:
8.6
- Stilisticamente ineccepibile
- Comparto sonoro spassoso ed adeguato
- Giocabilità elevata
- Longevità molto limitata
- Nessuna modalità online
- Totale mancanza di extra
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A cura di Andrea Piaggio (AP) del
I "vecchi" giocatori non possono non ricordare l’aria che si respirava nei primi anni novanta. Bastava entrare in una sala giochi (ma a volte era sufficiente anche un semplice bar) per incontrare titoli come Final Fight, Captain Commando e Cadillac & Dinosaurs, tutti basati su meccaniche di gioco molto simili e coinvolgenti. Se questi titoli all'epoca furono prodotti da Capcom, SEGA non rimase certo a guardare e, oltre a creare coin-op storici come per esempio Golden Axe, su Mega Drive riuscì a stupire con la saga di Streets of Rage, comprendente tre episodi (di cui il secondo fu il capitolo più riuscito). Con la nascita del 3D i picchiaduro a scorrimento vennero però presto abbandonati ed esclusi alcuni esperimenti sempre di SEGA (vedi SpikeOut) il genere non conobbe mai più il successo di un tempo. L’unica software house che riuscì davvero a saziare brevemente la fame dei giocatori più nostalgici fu Studio Clover, che con God Hand ed ancor di più con quello splendido titolo che fu Viewtiful Joe, riuscì a riproporre un genere decaduto conquistando i giocatori più esigenti grazie ad idee geniali e ad uno stile visivo eccezionale.
Il seguito di questo titolo non tardò ad arrivare, ma purtroppo non offrendo nulla di nuovo finì presto nel dimenticatoio e di fatto segnò una fine ingloriosa per Clover. Da allora il genere cadde pesantemente in letargo come un gigante rissoso addormentato. Se però oggi ci troviamo qui significa che le cose sono finalmente cambiate: il meritò è di Platinum Games, etichetta formata da diverse figure chiave dei fu Clover Studio e da Shinji Mikami, papà di saghe storiche come Resident Evil e Devil May Cry. Creata una collaborazione degna di un vero e proprio Dream Team e avente come produttore SEGA stessa, mancava solo una console capace di rendere concrete le idee degli sviluppatori. Ed è qui che arriva la prima importante sorpresa.
Nonostante proprio negli anni novanta Nintendo si fece censore di moltissimi titoli violenti, questa volta non solo ha deciso di ospitare questa produzione, ma ha anche lasciato carta bianca a Platinum Games, permettendo loro di realizzare un titolo caratterizzato da un livello di violenza altissimo e assolutamente inadatto ad un pubblico di minorenni. Adesso tutti gli amanti dei picchiaduro a scorrimento hanno il dovere di ringraziare SEGA e i fu Clover Studio prima di salutare con una vigorosa stretta di mano il nuovo arrivato, un gigante di nome Jack che ci trasporterà sulle le strade di Varrigan City a bordo della sua potente motocicletta.

Benvenuti a Varrigan (Sin) City
Se avete avuto la fortuna di incappare precedentemente nelle produzioni Clover ricorderete con gioia e meraviglia la loro abilità nel ricreare mondi e personaggi attraverso stili grafici che nonmiravano alla ricerca del fotorealismo, ma preferivano piuttosto ricorrere a soluzioni estetiche desuete e a tratti visionarie. Dopo il Giappone dipinto da Okami e il tratto fumettistico dei comics americani di Viewtiful Joe, per MadWorld arrivano le tavole di Frank Miller. Chiunque abbia letto una qualunque storia di Sin City, o abbia visto l’omonimo film, non potrà che rimanere stupito davanti al lavoro svolto. Il gioco è completamente in bianco e nero e con questo intendiamo dire che non saranno presenti nemmeno sfumature di grigio. Riuscire a tratteggiare i personaggi e le loro fisionomie insieme ad agglomerati urbani in degrado senza dare mai l’impressione che ci sia qualcosa fuori posto è un traguardo difficilissimo da raggiungere. Eppure anche stavolta questo manipolo di programmatori nipponici è riuscito a creare qualcosa di sicuramente unico e di forte impatto scenico. La scelta effettuata, oltre a venire incontro all’hardware del Wii sfruttandolo pienamente, diventa parte integrante dell'opera prodotta aiutando il giocatore ad entrare in un'atmosfera che risulta distinta perfettamente tra bianco e nero, mettendo il giocatore da una parte e tutti i suoi innumerevoli avversari dall’altra. In questo mondo bicolore sarà però presente anche il rosso del sangue che fuoriuscirà in abbondanza dagli sfortunati nemici sconfitti, insieme a qualche pennellata di giallo dedicato ad alcuni suoni onomatopeici che verranno prodotti in azione.
Le scene che accompagnano i combattimenti e la successiva morte dei vostri avversari sono decisamente forti e inadatte ad un pubblico di giovanissimi. Nonostante un grado di violenza elevatissimo, il gioco non propone scene cruenti fini a se stesse, ma riesce spesso e volentieri a far divertire grazie ad esecuzioni e a situazioni tanto efferate quanto comiche. In questo è emblematica la figura di Black Baron, personaggio che presenta tutti gli eventi Blood Bath che andrete ad incontrare e che alla fine del suo siparietto finisce irrimediabilmente ucciso da una “assistente” decisamente sui generis, che dimostra sulla sua pelle il funzionamento del minigioco.

Fight for something
Se MadWorld si ispira pesantemente ai vecchi titoli del passato, la trama è decisamente più complessa dall'inflazionato incipit basato sul rapimento di una ragazza e i conseguenti scontri con criminali lungo tutta la città. Il titolo, infatti, prende prende più che altro spunto da da pellicole cinemotografiche quali 1997: Fuga da New York e The Running Man. All’inizio del gioco assisterete ad una scena in cui capirete che Varrigan City, situata su Jefferson Island, è presa d’assedio. A causa della sua situazione geografica, le forze dell’ordine non riescono a porre fine ai disordini che sconvoglono la città da alcuni giorni. Il giocatore verrà dunque trasportato sul luogo degli incidenti e farà la conoscenza di Jack, personaggio grande, grosso e cattivo che lo accompagnerà per tutta l’avventura. Pur non essendo quest'ultimo dotato di una fine arte'oratoria, impiegherà davvero poco a convicere uno sponsor a farlo partecipare come concorrente del Death Watch, sadico reality che premierà con 100 milioni di dollari chi riuscirà a sopravvivere nel caos di Varrigan City. Lo sponsor in questione si chiamerà semplicemente XIII e vi farà da voce guida lungo il tutorial che vi spiegherà come muovervi in questo violentissimo mondo. Andando avanti nei livelli verrà lentamente svelato cosa è successo alla città e chi sia veramente Jack, il tutto attraverso cut-scene e filmati davvero coinvolgenti ed evocativi che spesso si dividono in finestre in puro stile fumettistico per evidenziare ancor di più lo stile proprio di questa produzione.
Le mosse che il vostro alter ego può eseguire sono di vario tipo:corpo a corpo, con motosega e da lancio. Se la prima, tramite il tasto A, permette di colpire a mani nude gli avversari con una serie di colpi da non sottovalutare, gli attacchi con la motosega retrattile che il vostro personaggio ha installato nel braccio destro sono decisamente più caratteristici. Tenendo premuto il tasto B, farete spuntare l’arma e facendo oscillare il telecomando Wii potrete menar fendenti in orizzontale (facendo saettare per aria il torso dei nemici nei paraggi) o in verticale (dividendoli in due). Per evitarne l’abuso è stato introdotto un indicatore che si esaurirà con l’utilizzo, ma che si ricaricherà lasciando riposare per qualche minuto questo strumento letale. Inoltre, se prima picchierete per bene i malcapitati di turno, poco prima di subire il colpo della dipartita comparirà un icona “Finisher” che vi permetterà di porre fine alle sofferenze del vostro avversario attraverso mosse alquanto spettacolari da effettuare tramite tasto A o B, seguite da alcuni movimenti tramite Nunchuk e Wii Remote.
La tecnica del lancio, effettuabile tenendo premuto il tasto A in prossimità di un nemico, è invece il modo migliore per utilizzare le trappole mortali che l’organizzazione di Death Watch mette a disposizione per i propri concorrenti. Raccontare quali esse siano ci sembra una cattiveria verso chi vuole godere pienamente del gioco e quindi ci limiteremo a dire che il lancio del nemico verso una di queste parti delolo scenario non provecherà certo una morte indolore...

Pneumatico + cartello stradale + muro chiodato = tanti punti!
La prima cosa che ogni acquirente di MadWorld dovrebbe fare per godere appieno del titolo Platinum Games è inserire il disco con la convinzione di stare per giocare ad un titolo stilisticamente unico, ma strettamente ancorato ai classici beat'em up a scorrimento. In Final Fight si andava avanti picchiando i malviventi e incappando ogni tanto in power up per ripristinare l'energia o in qualche arma da utilizzare per massimizzare i danni. La stessa cosa avviene nel massacro che il buon (!) Jack perpetra ai danni di chi si mette sulla sua strada. Dimenticatevi sezioni platform o enigmi tipo “prendi la chiave e portala dall’altra parte del livello”. MadWorld è una continua corsa al punteggio inserita in livelli che non vanno percorsi dal punto A al punto B, ma dentro i quali dovrete gironzolare a caccia di cattivi, di armi improvvisate e di trappole mortali sempre presenti in quantità industriale. In questo modo si capisce anche la scelta di ambientare il gioco in una città divisa per aree che sono state allestite come set per lo show televisivo al quale partecipate. Durante i livelli che affronterete avrete una mappa che vi indicherà immediatamente tutta l’area di gioco ed eventuali armi che si renderanno disponibili man mano che i vostri punti saliranno. All’inizio degli stage comincerà un countdown di trenta minuti durante i quali dovrete cercare di arrivare al punteggio richiesto per affrontare il boss finale. Prima di raggiungerlo, però, noterete che ci saranno diversi step intermedi superati i quali si renderà disponibile, ad esempio, un distributore di armi, oppure appariranno dei nemici particolari, una sorta di miniboss.
Altre volte, invece, si attiverà un cosiddetto evento Blood Bath. Si tratta in buona sostanza di particolari minigiochi che richiederanno pratiche quanto meno singolari per essere portati a termine. Nel primo livello, per esempio, avrete a che fare con una enorme turbina d’aereo. Il vostro scopo sarà quello di afferrare e lanciare verso di essa più nemici possibili entro un determinato limite di tempo. Lanciare un nemico nella zona del risucchio, magari facendolo carambolare contro altri suoi “colleghi” fornirà degli utilissimi moltiplicatori che vi avvicineranno sempre più alla fine del livello. E’ importante sottolineare che, sebbene questi minigiochi si possano considerare il più delle volte facoltativi, visto che i nemici comuni hanno un respawn continuo ma non oppressivo, parteciparvi dona una varietà non indifferente al prodotto SEGA e riesce a far più volte dimenticare che tutto quello che MadWorld richiede al giocatore è eliminare più avversari possibili e con la maggiore efferatezza di cui sarete capaci.
Nonostante non siano presenti combo da acquistare e non sia possibile arricchire il proprio portfolio di mosse con il progredire dell'avventura, si possono creare combo attraverso l’uccisione di un avversario. Tra i vari oggetti contundenti che troverete sparsi potrete incappare in item che possono anche essere utilizzati per scopi decisamente più originali. I pneumatici possono essere lanciati per danneggiare, ma ancor meglio, possono essere messi a mo’ di cintura intorno ai nemici, impedendo loro di attaccare e permettendovi di ottenere seimila punti bonus. Se nel frattempo doveste trovare un cartello stradale poi potreste utilizzarlo per piantarlo nella testa del nemico intrappolato e ottenere altri ventimila punti. Se poi foste così gentili da raccogliere una fila di poltroncine della metropolitana per usarla come una gigantesca mazza in modo da spedire la povera vittima dritta dritta sulle rotaie in attesa del primo treno di passaggio, assisterete alla sua dipartita definitiva e incasserete un bel mucchio di punti.
Ulteriore tentativo di offrire diversivi è la presenza di livelli a bordo della moto di Jack. Vi troverete a guidare lungo una superstrada mentre verrete attaccati da nemici a bordo di veicoli. Potrete attaccare i nemici che vi si avvicineranno da destra scuotendo il Wii Remote e colpendoli con la motosega, mentre chi si avvicinerà da sinistra potrà essere afferrato scuotendo il Nunchuk per poi essere lanciato via. Nonostante le prime volte sia divertente va detto che questa sezione è sicuramente la meno riuscita, a causa di una certa monotonia dei movimenti e di una evidente piattezza sia nello stile di guida che nei tracciati che sono stati arricchiti da rampe in alcuni rettilinei solo per dare al giocatore una sensazione di dinamicità che purtroppo resta solo sulla carta.
Una menzione d’onore va fatta invece ai boss di fine livello, capaci di divertire e di impressionare, obbligando il giocatore a studiare i loro movimenti e i loro pattern d’attacco prima di attaccare a testa bassa. In queste occasioni diventa fondamentale la capriola evasiva attivabile tramite movimento del Nunchuk che, se verrà utilizzata con il giusto tempismo, vi permetterà di evitare la maggior parte degli attacchi.

Pazzo per davvero!
Come anticipato in apertura, MadWorld fa dello stile e dell'unicità grafica il suo cavallo di battaglia, ma non è certo questa l’unica nota positiva della produzione Platinum Games.
Partiamo subito con una nota dolente: il gioco in versione PAL non gode della modalità video 480p e quindi verrà visualizzato nella canonica 576i. A ciò si aggiunge il mancato inserimento della modalità a 60 hertz, lasciando il gioco a 50 hertz e con bande nere sopra e sotto lo schermo. Se da un lato dispiace vedere una produzione di questo calibro cadere su mancanze di questo tipo, dall’altra ci sentiamo di affermare che anche a 50 hertz il gioco risulta assolutamente godibile pure su tv di elevate dimensioni.
Chiarito questo, la grafica rimane assolutamente eccezionale grazie ad una modellazione poligonale di buon livello arricchita adeguatamente dallo stile adottato. Le animazioni dei colpi, le cut-scene in game che in molti casi inseriscono quick time events e i siparietti che introducono i boss e i Blood Bath sprizzano originalità da ogni parte.
Anche il comparto audio risulta quanto meno particolare. Tanto per cominciare la versione che troverete nei negozi possiede l'audio in inglese con sottotitoli in italiano. Se questa soluzione è decisamente gradita grazie all’ottimo doppiaggio che caratterizza Jack e soci, è piuttosto sorprendente l’introduzione di un commento completamente in italiano fornito da due personaggi simpaticissimi e carismatici che si lanceranno in aneddoti e battute spesso al limite della decenza e alcune volte oltre. Ciò ricrea alla perfezione l’atmosfera di questo reality show estremo offrendo momenti in cui le risate si sprecheranno. Certo , dopo un po' le battute si ripeteranno, ma alcune vi resteranno in testa e vi regaleranno un sorriso che durerà nel tempo.
Per quanto riguarda le musiche, invece, chi sperava di trovare tracce metal rimarrà deluso. La tracklist che accompagnerà le vostre sezioni di gioco è spesso hip hop e nonostante molti di noi abbiano storto il naso prima di sentirle di persona, il risultato finale risulta decisamente adatto a ciò che avviene e si integra perfettamente con la macabra e irriverente ironia dei due commentatori.
La longevità risulterà obiettivamente il tallone d’Achille della produzione SEGA. Arrivare al termine del gioco porterà via circa sei ore al massimo, ma considerando il tipo di gameplay proposto, allungare il brodo probabilmente forse avrebbe portato a noia. I giochi del passato appartenenti al genere dei beat’em up più o meno avevano una durata simile (se non molto inferiore), e lamentarsi della scarsa longevità di un gioco che ricalca in tutto e per tutto lo stile di quegli anni ci sembra fuori luogo, anche se vanno sicuramente tenuti in considerazione gli standard attuali dei videogames, che sempre più spesso completano l'esperienza di gioco arricchendola con contenuti aggiuntivi, modalità pensate per il multiplayer e sempre più spesso supportando il gioco online.
Una volta giunti a conclusione del gioco sarà comunque possibile selezionare un secondo livello di difficoltà decisamente più complesso di quello standard e capace di proporre una sfida ancora più stimolante e articolata, ma resta indubbio che avremmo preferito l’introduzione di una modalità cooperativa, magari anche online, al posto dell'attuale componente multiplayer, relativa soltanto una sfida in split screen sui Blood Bath affrontati in modalità singola. Data la grande importanza data ai punteggi sarebbe stata gradita almeno la presenza di una classifica online, ma neanche questa possibilità è stata presa in considerazione. In virtù di queste considerazioni il capolavoro Sega ne esce in parte ridimensionato, senza possibilità di poter puntare ad un punteggio d'eccellenza, ma solo dal punto di vista della durata e non certo per l'estremo divertimento che innegabilmente riesce ad innescare nel giocatore attraverso tali e tante situazioni da rendere ogni sessione sempre molto giocabile e caldamente consigliata dopo una giornata stressante.
Detto ciò, chi aspettava un titolo da “hardcore gamer” verrà ampiamente soddisfatto da un prodotto che affonda le sue radici nel passato dei beat’em up a scorrimento e innova un genere che ormai si credeva morto e sepolto attraverso meccaniche originali, uno stile grafico che non può passare inosservato e un comparto audio a tratti esilarante e decisamente ispirato. Tirando le somme, MadWorld riuscirà sicuramente ad imporsi ritagliandosi uno spazio importante tra le produzioni Wii, grazie ad un gameplay che riscoprendo le radici del passato videoludico potrebbe forse dare via al ritorno di un genere ormai considerato perso, o almeno gettare le basi per un futuro seguito, possibilmente molto più longevo.
Recensione Videogioco MADWORLD  scritta da AP L’iscrizione di Jack al Death Watch non può che essere festeggiata da tutti i possessori di Wii maggiorenni e in cerca di emozioni forti. Il gameplay affonda le sue basi nell’infanzia videoludica di molti giocatori, ed è difficile rimanere indifferenti davanti alle tante caratteristiche uniche e peculiari che il titolo offre, soprattutto sul versante grafico.
Ci sembra corretto però mettere in guardia tutti i potenziali acquirenti che credono di trovarsi di fronte a una sorta di “God of War in bianco e nero”: per poter godere appieno del primo esperimento dei Platinum Games occorre interpretarlo in maniera corretta, tenendo ben presente che il fulcro di tutto il gameplay è rappresentato dalla possibilità di raggiungere il punteggio più elevato possibile. Terminare i livelli solo per vedere come andrà a finire la vicenda potrebbe essere un errore imperdonabile. Il prodotto Platinum Games rimane quindi un titolo altamente consigliato e capace di divertire anche grazie a un nuovo livello di difficoltà sbloccabile dopo aver terminato il gioco la prima volta. Indubbiamente la longevità è un difetto non trascurabile, ma fortunatamente il divertimento é comunque molto elevato e, nel complesso, si tratta di una delle produzioni più adulte apparse su Wii, finalmente senza alcuna censura a rovinare tutto. Jack vi sta già aspettando davanti al cancello che conduce al Death Watch con la motosega accesa. Non vi conviene farlo aspettare…
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