Recensione di New Play Control! Pikmin

Copertina Videogioco NPC! Pikmin
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Strategico
  • Data uscita:

     Disponibile Pal
- Il fascino dei Pikmin è immenso
- Stilisticamente pregevole...
- Sistema di controllo immediato
- Prezzo budget
- Il secondo episodio resta il migliore
- ...ma i sette anni si fanno sentire
- Le novità introdotte sono marginali
A cura di (Star Platinum) del
Con l’avvento del Nintendo Wii sul mercato vi furono molti appassionati e precedenti possessori di GameCube che iniziarono a formulare ipotesi su titoli che, a loro avviso, sarebbero stati idealmente perfetti se fossero stati pubblicati in origine per la nuova console sfruttandone le potenzialità offerte dal differente sistema di controllo. Tra i tanti vi fu anche un certo Pikmin, splendida opera del geniale Shigeru Miyamoto che riuscì a distinguersi dalla miriade di produzioni presenti grazie ad un concept per certi versi innovativo, che fu in grado di regalare nuova vita ad un genere piuttosto limitato come quello degli strategici.
Il giocatore, messo in contatto con dinamiche nuove e coinvolgenti, beneficiò all’epoca di un prodotto che appariva curato sotto ogni punto di vista e che riuscì a conquistare in breve tempo un’infinità di consensi tra addetti ai lavori e utenti. A distanza di circa sette anni da allora riuscirà a bissare l’originale successo?

Una questione di stile e di profitto
Prima di descrivere nel dettaglio, principalmente per tutti coloro che non avessero avuto modo di giocare all’episodio originale, la meccanica che sta alla base del gioco, riteniamo corretto affrontare un argomento sul quale si è molto discusso nel recente periodo e che vede al centro dell’attenzione la volontà di Nintendo di riproporre in edizione Wii alcuni dei grandi titoli che a suo tempo vennero pubblicati su GameCube. Pikmin inaugura di fatto la serie denominata come New Play Control!, che nel prossimo futuro proporrà diversi altri titoli. Per molti gamers tale collana rappresenta poco più che una fonte di profitto piuttosto semplice da mettere in pratica ed obiettivamente, pur analizzando quali saranno le reali novità che verranno introdotte nei successivi titoli, difficilmente è possibile ipotizzare scenari differenti rispetto a quelli accennati. D’altra parte però, se è pur vero che paragonando le due versioni di ogni prodotto saranno ben poche le introduzioni apportare con il passaggio al nuovo sistema, allo stesso modo ci sarebbe da domandarsi in che percentuale tali titoli siano noti agli attuali possessori di Wii. Per ovvi motivi d’età e formazione videoludica, riteniamo infatti che soltanto una parte di essi abbia avuto modo di giocare all’originale pertanto, considerando che questi giochi saranno venduti a prezzo budget inferiore ai trenta euro, non ce la sentiamo di esprimere un giudizio negativo su tale operazione, in quanto il livello qualitativo medio sarà molto probabilmente piuttosto elevato e quindi meritevole di essere preso in considerazione. Non fosse altro per l’evidente differenza in termini di approccio derivante dal ben più coinvolgente sistema di controllo attuale supportato dall’accoppiata Wii Remote e Nunchuk. Ognuno poi farà le proprie valutazioni ovviamente, ma senza mettere in discussione il singolo prodotto in sé quanto piuttosto le motivazioni dell’operazione orchestrata dalla grande N.

Tutto in trenta giorni
La vicenda che fa da cornice a Pikmin è sufficientemente originale da risultare subito accattivante e coinvolgente, grazie anche agli stessi personaggi che ne faranno parte. Partiamo ovviamente dal Capitano Olimar, di cui prenderete il controllo fin dall'inizio. Mentre si trova nello spazio a bordo della sua buffa nave spaziale (chiamata Dolphin) sarà colpito da un meteorite che manderà letteralmente in pezzi l’astronave scagliando ogni frammento sulla superficie di uno strano e misterioso pianeta su cui egli stesso si ritroverà disperso. Le cose sembreranno fin da subito piuttosto allarmanti, ma il peggio arriverà già nella sequenza iniziale, quando attraverso il modulo di sopravvivenza verrete a conoscenza del fatto che potrete resistere in tali condizioni soltanto per trenta giorni (scanditi dal gioco in maniera reale), terminati i quali la vostra sopravvivenza terminerà.
Per rimettere le cose a posto (letteralmente!) avrete solo una possibilità: recuperare i trenta pezzi della vostra astronave e rimontarli insieme, in modo da poter finalmente far ritorno sul vostro pianeta d’origine, denominato Hocotate. Il problema maggiore nasce però a questo punto. Infatti il piccolo Olimar non solo non dispone di alcuna abilità particolare, ma anche in termini di dimensioni si troverà in serie difficoltà fin da subito. Non temete però, perché prima che possiate trovarvi nei guai farete la conoscenza di alcuni minuscoli esseri: i Pikmin (nome dato dallo stesso Olimar per via di una particolare somiglianza degli stessi con un ortaggio). Di natura pacifica e simili per ciclo vitale a dei vegetali, i piccoli esseri si affezioneranno subito al buffo Olimar e costituiranno la sua principale risorsa per mettere in atto il piano di fuga.
Non ci addentreremo oltre nella storia, ma vi basti sapere che il rapporto che si verrà a creare tra Olimar (il vostro alter ego virtuale) ed i Pikmin va ben oltre le fredde relazioni cui potrebbe capitare d’assistere giocando ad un qualsiasi gioco strategico in tempo reale. Ogni creatura vi sembrerà viva e percepirete con esse tutta la tensione di uno scontro, il dispiacere per la perdita di anche uno soltanto dei vostri “compagni” e l’appagamento estremo che proverete ogni qualvolta uscirete vincitori dopo un combattimento con una delle temibili creature abitanti dell’isola, che potrebbe nei casi più “drammatici” costare il sacrificio di molti dei vostri piccoli amici. A tutto ciò si aggiungeranno infinite altre emozioni, all’interno di un contesto comunque sempre rilassante e coinvolgente, che progressivamente aumenterà di ritmo fino a giungere a compimento attraverso un percorso ricco di tocchi di classe ed atmosfera fino alla fine.

Divertimento a portata di controllo
Le possibilità messe a disposizione dell’utente in questa nuova edizione, grazie all’indubbio valore dell’accoppiata Wii Remote – Nunchuk, risultano fin da subito eccellenti e nettamente superiori rispetto al passato, grazie all’elevato grado d’interazione che è possibile riscontrare anche, soprattutto in funzione di un’assegnazione dei comandi che risulta estremamente precisa ed immediata da apprendere. Tutti coloro che avevano avuto modo di giocare all’episodio originale troveranno infatti la meccanica di gioco ancor più immersiva, mentre coloro che si avventureranno nel mondo di Pikmin per la prima volta difficilmente potranno riuscire ad immaginare questo titolo sviluppato in modo differente rispetto a quello attuale. La principale azione in vostro possesso è affidata al fischietto di cui dispone Olimar, che guidando e richiamando i suoi piccoli amici potrà dare origine a tutta una serie di azioni quali ad esempio l’aggiramento di un ostacolo, la costruzione di un percorso alternativo attraverso l’abbattimento di una struttura naturale, l’attacco di un nemico e, cosa più importante, il recupero dei pezzi dell’astronave.
I pikmin si suddividono in tre diversi tipi (rossi, gialli e blu), che potendo contare su caratteristiche uniche rispetto agli altri si renderanno utili in base alle circostanze. Il primo gruppo costituisce in pratica quello più forte, in grado di resistere al fuoco; il secondo possiede maggiore mobilità oltre alla facoltà di poter resistere alle scosse elettriche ed infine l'ultimo è l'unico che può superare senza alcun danno gli specchi d'acqua presenti nei livelli. Proseguendo nel gioco ogni esserino può svilupparsi ottenendo uno status migliore che gli permetterà di sopravvivere con maggior facilità alle insidie del mondo.
L'utilizzo indipendente di Nunchuk e Wii Remote permette di coordinare al meglio i movimenti di Olimar e dei suoi piccoli aiutanti, risultando semplice e al tempo stesso immediato nella risposta ai comandi impartiti. Tutto ciò rende l'azione fluida e piacevole, consentendo movimenti calibrati alla perfezione anche nelle situazioni più caotiche.
Dal punto di vista tecnico il gioco risulta in pratica identico all'originale ammirato anni addietro, eccezion fatta per la presenza del formato 16:9 che prima mancava. Lo stile grafico che accompagna il prodotto Nintendo risulta ancor oggi stilisticamente incantevole e dotato di un design raffinato ed allo stesso tempo accattivante. La palette grafica abbina a colori intensi, ottimi effetti di luce e ombreggiature, contribuendo a rendere realmente "vivi" i Pikmin ed il loro mondo.
Di ottimo livello anche il comparto sonoro, con musiche apprezzabili ed effetti sonori sopra la media.
A livello di gameplay indubbiamente questo primo episodio, seppur leggermente ottimizzato, risulta inferiore al secondo capitolo, tuttavia la possibilità di poter selezionare il salvataggio desiderato indicando il giorno scelto contribuisce a rendere l'avventura meno frenetica e ancor più gradevole. Indubbiamente la longevità non tocca livelli d'eccellenza, ma in quanto a divertimento si tratta ancor oggi di un gioco davvero ben sviluppato e giocabile come pochi altri, quindi in virtà di questi motivi meritevole di considerazione.
Recensione Videogioco NEW PLAY CONTROL! PIKMIN scritta da STAR PLATINUM Sarebbe molto riduttivo definire questo primo titolo della serie New Play Control! come una semplice riedizione di uno dei migliori giochi creati dal maestro Shigeru Miyamoto. Questo perché Pikmin propone ancora oggi un'esperienza ludica molto immersiva, in grado di mettere in gioco tutta una serie di sensazioni che in molte altre produzioni appaiono solo in minima parte, mentre nel titolo Nintendo si cofermano intense ed attraverso una giocabilità enorme riescono ad emergere catturando il giocatore all'interno di un mondo "vivo" dove tutto vive secondo un proprio equilibrio.
In Pikmin il compleamento dell'obiettivo finale non è da considerarsi come una semplice missione da portare a termine, ma nell'ottica di un percorso che porterà lo stesso protagonista, il simpatico Olimar, ad essere parte di un meccanismo più complesso, dove il distacco finale non appare come un doloroso addio, ma come un arrivederci verso i provvidenziali esserini che lo avranno accompagnato in mille avventure.
Tecnicamente il gioco potrebbe risentire dei sette anni trascorsi dal suo esordio, ma sul piano dello stile e della giocabilità pura il passaggio su Wii non ha fatto altro che confermare le enormi qualità del titolo, facendolo oltretutto conoscere ad un'ampia fetta di utenza che, all'epoca, non aveva avuto modo di giocare la pubblicazione originaria.
Se pensate ai molti titoli di dubbio valore presenti all'interno della ludoteca dell'ammiraglia Nintendo, l'acquisto appare più che mai consigliato nonostante i piccoli limiti espressi in sede di recensione. Pikmin è un prezioso strumento portatore di serenità e divertimento assoluto, nonché uno dei giochi più affascinanti degli ultimi dieci anni. Fate le vostre considerazioni e portatevi a casa un pezzo di storia Nintendo. Non ve ne pentirete.
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