Recensione di Family Party: 30 Great Games

Copertina Videogioco Family Party 30 Games
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Rhythm Game
  • Sviluppatore:

     Tamsoft Corporation
  • Lingua:

     Completamente in italiano
  • Giocatori:

     1 - 4
  • Data uscita:

     Disponibile
5.0
Voto lettori:
8.0
- Gameplay immediato…
- Numerosi minigiochi
- Prezzo budget
- …ma alla lunga ripetitivo
- Scarso coinvolgimento
- Longevità molto limitata
A cura di Roberto Ritondo (Star Platinum) del
Le potenzialità offerte dall’ammiraglia Nintendo non sempre hanno portato gli sviluppatori a realizzare prodotti in grado di sfruttare pienamente la console realizzando prodotti completi sotto ogni punto di vista. Molto spesso, purtroppo, si è preferito puntare su meccaniche semplici e non dispendiose in termini di risorse piuttosto che lasciarsi andare in esperimenti che magari avrebbero portato alla realizzazione di giochi rischiosi ma probabilmente interessanti.
In particolar modo vi è una categoria che è stata subito presa d’assalto, quella dei cosiddetti party game, ossia di prodotti che sfruttando alcune delle caratteristiche de Wii hanno cercato di proporre esperienze di gioco semplici, immediate e soprattutto adatte a tutti, a prescindere dal bagaglio videoludico dell’utente finale. In alcuni casi vi sono stati piacevoli sorprese e prodotti molto interessanti, ma in altrettante occasioni il risultato non è stato all’altezza delle aspettative, venendo a mancare sotto diversi aspetti primo fra tutti quello del divertimento. Oggi che Family Party: 30 Great Games è finalmente disponibile per la bianca console Nintendo, cerchiamo di scoprire insieme da che parte penderà l’ago della bilancia questa volta.


L’unione (non sempre) fa la forza
Come il titolo lascia presagire, il gioco mette a disposizione un buon numero di prove da affrontare, ben trenta per la precisione, suddivise in base ad alcune categorie ed affrontabili attraverso due distinte modalità. La principale scelta consiste nella Sfida in cui ognuno può cimentarsi in cinque diversi segmenti comprendenti ognuno sei minigiochi. Ogni gruppo si differenzia dagli altri per via del tema cui sono ispirate le gare da affrontare, discretamente realizzate in quanto a varietà. Avviando il gioco per la prima volta potrete però selezionare unicamente tre zone denominate rispettivamente Atletica, Castello e Muscoli. L’ultima menzionata è quella che permette di accedere, una volta completata interamente, al Tiro, che rende a sua volta disponibile l’ultima a disposizione, denominata Mista.
Rispetto a quanto si possa pensare, nonostante il numero di eventi proposto sia più che valido, in realtà non occorre molto tempo per portare a termine ogni sfida e, soprattutto per i gamers più esperti, sbloccare ogni obiettivo si rileverà solo una questione di tempo senza picchi di sfida molto elevati. Da questo punto di vista dispiace ancora una volta dover constatare come il genere dei party game sia sempre più spesso sinonimo di un gameplay semplicistico e fin troppo ridotto in termini di difficoltà. Va bene che tali prodotti sono pensati per essere utilizzati da un target d’utenza che comprenda sia i più giovani che i meno esperti, tuttavia riteniamo che in molti casi si ecceda nel considerare interessante una struttura che senza un adeguato bilanciamento tecnico in termini di difficoltà non potrebbe mai apparire davvero in grado di proporre un coinvolgimento adeguato, né in single player né per più giocatori, come in questo caso specifico.
Fatta questa doverosa premessa, è opportuno spendere qualche parola nel descrivere il particolare sistema d’assegnazione del punteggio, che purtroppo non contribuisce se non in maniera negativa alla qualità globale del gioco. Il problema nasce dal fatto che la scala di valutazione risulta decisamente mal calibrata. Vi basti sapere che il primo classificato in ogni prova guadagnerà ben diecimila punti, il secondo cinquemila, il terzo duemila e l’ultimo arrivato otterrà mille punti. Fin qui le cose funzionerebbero anche con una certa logica, non fosse altro per il fatto che si riceve un premio anche non riuscendo a portare a termine la sfida nel tempo stabilito. Tutto ciò limita fortemente il confronto rendendolo povero di stimoli e poco adatto a rendere l’esperienza minimamente divertente, senza dimenticare il fattore longevità che avremo modo di analizzare a breve.

Ad ognuno la propria sfida
La poco interessante modalità in singolo viene in parte compensata dalla possibilità di giocare alla Battaglia, che permette di misurare la propria abilità con altri tre avversari umani. Prima di dare il via alle sfide è possibile inoltre regolare diversi parametri, impostando ad esempio il numero delle prove da affrontare, scegliendo le proprie discipline preferite o affidando il tutto al caso, per un totale di sei eventi a competizione.
Analizzando i trenta minigiochi nel complesso, è possibile riscontrare un’evidente discontinuità a livello qualitativo e per quanto riguarda il coinvolgimento. Alcune sfide risultano infatti poco stimolanti se affrontate da soli ma piacevoli in multigiocatore, altre invece non riescono ad emergere risultando piatte e poco appaganti per il giocatore.
Le numerose prove presenti sono contraddistinte da una meccanica abbastanza articolata, che in più di un’occasione richiede al giocatore una minima dose di ragionamento, proponendo un approccio immediato ma anche gradevole, almeno in alcuni casi. Chi ha avuto modo di giocare ad alcuni esponenti del genere, quali ad esempio la serie di Mario Party, non farà fatica a riconoscere in diversi minigiochi uno stile piuttosto simile in termini di azioni da svolgere, senza per questo raggiungere lo stesso livello di divertimento. Questa scelta compiuta dagli sviluppatori potrebbe essere apprezzata in generale, ma risulta controproducente ai fini dell’originalità in quanto in più d’una occasione sembrerà che il tutto sia stato già visto in passato. Tra le prove meglio riuscite ne citiamo come esempio due per avvalorare la tesi sopra descritta: L’orologio interno, in cui riflessi e concentrazione saranno messi a dura prova in una sorta di countdown che dovrà essere fermato al momento giusto, mentre invece in Il ponte bombardato si dovrà raggiungere il traguardo attraverso una sorta di percorso ad ostacoli in cui gli altri avversari cercheranno di ostacolarvi prendendovi di mira come foste dei birilli umani.
Dal punto di vista tecnico il gioco mostra tutti i limiti di una produzione nata non certo per stupire, ma per risultare funzionale all’azione. Graficamente lo stile adottato risulta poco accattivante nonostante una palette cromatica generosa ed un design simpatico che coinvolge anche i menu d’intermezzo. Il motore poligonale svolge il proprio lavoro in modo pregevole e senza difetti in termini di fluidità, ma considerando che la mole di lavoro cui è sottoposto non rappresenta certamente un compito arduo da assolvere, sarebbe stato grave riscontrare il contrario.
Abbastanza anonime le musiche di sottofondo, comunque in grado di sottolineare con il giusto ritmo l’azione, mentre gli effetti sonori sono pochi e spesso fin troppo simili tra loro.
Nel complesso questo prodotto non aggiunge nulla di nuovo al panorama ludico del Wii, ma anzi contribuisce ad inflazionare un genere che ormai può vantare fin troppi esponenti. Se alle discrete idee iniziali avesse fatto seguito uno sviluppo come si deve avremmo probabilmente commentato il gioco in altro modo, ma visto il risultato finale non si può che restare in gran parte delusi per l’ennesima occasione mal sfruttata.
Recensione Videogioco FAMILY PARTY: 30 GREAT GAMES scritta da STAR PLATINUM Family Party: 30 Great Games non riesce a raggiungere la sufficienza a causa di una realizzazione tecnica poco ispirata che oltretutto è supportata da una meccanica anonima e poco coinvolgente. Le trenta prove proposte, pur risultando in alcuni casi apprezzabili in multiplayer, sono contraddistinte da un divertimento marginale e discontinuo, mai in grado di rendere l’esperienza di gioco appagante. Come se non bastasse la longevità è fortemente limitata da un livello di sfida mal calibrato che premia il giocatore anche quando questi non riesce a completare gli obiettivi ottenendo grandi risultati. Va bene che il prodotto sia stato pensato per un target d’utenza piuttosto ampio, ma dubitiamo che qualcuno possa mai riuscire ad appassionarsi ad un gioco così privo di personalità.
Considerato che su Wii vi sono molti altri party game decisamente più interessanti, il consiglio è di rivolgere le vostre attenzioni altrove.
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