Recensione di Let's Tap

Copertina Videogioco Let's Tap
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Prope Ltd
  • Distributore:

     Sega
  • Data uscita:

     18 Dicembre 2008 Jap
- Sistema di controllo ottimo...
- Multiplayer fino a quattro giocatori
- Gameplay vario e innovativo
- Divertentissimo anche da soli
- ... anche se ogni tanto fa le bizze
- Per ora è commercializzato solo in Giappone
- Qualità dei minigiochi altalenante
A cura di (Dr. Frank N Furter) del
Gli esperimenti nel campo videoludico sono sempre più rari. Da una parte l’esigenza delle software house di vendere per rientrare dalle enormi spese di produzione, dall’altra la paura di un flop che potrebbe equivalere alla chiusura e alla perdita di un lavoro. Ecco perché, quando si ha l’opportunità di giocare ad un titolo come Let’s Tap, ci si sente grati a chi, ogni tanto, ha la forza, la voglia ed i mezzi per realizzare qualcosa di veramente nuovo ed innovativo. I possessori di Nintendo Wii saranno sicuramente interessati all’effettiva qualità del prodotto SEGA, vi portiamo dunque in un pazzo universo dove il controller non viene mai toccato…

Yuji Naka presenta…
Molti dei gamers più giovani probabilmente non sanno che il signor Naka è il creatore del famoso riccio blu mascotte di Sega. Stiamo ovviamente parlando di Sonic, una delle icone del mondo videoludico. Nonostante il progetto Let’s Tap sia un qualcosa di totalmente diverso dalla storica icona si riconoscono immediatamente due qualità: ingegno e innovazione.
Bisogna però fermarsi un secondo è spiegare in che cosa consiste tanta genialità. Il sistema di controllo del titolo non include l’utilizzo del Wii Remote, o almeno, non nella sua concezione standard. Per giocare dovrete posizionare il telecomando Wii in orizzontale su una superficie piana (ogni oggetto piatto è ottimo) e battere le mani su questa ultima per trasmettere le vibrazioni al Wii Remote, il quale le tramuterà in comandi del gioco. Avete capito bene, il tutto è mosso dal solo battere le mani seguendo un certo ritmo. Spiegare a parole questo sistema di controllo non è per nulla facile ed in effetti è indispensabile una prova sul campo per capire perfettamente di cosa stiamo parlando. La prima volta che abbiamo testato il titolo ci ha lasciati a bocca aperta, divertiti e ansiosi di capire come sfruttare al meglio questa innovazione.

I magnifici cinque
Il prodotto Sega racchiude al suo interno ben cinque giochi (o minigiochi come preferite). Passiamo dunque ad elencarvi quello che troverete nel dettaglio.

In Tap Runner avrete a che fare con una corsa sfrenata verso l’ambito traguardo. Questa è sicuramente la modalità meglio riuscita e divertente. Con dei leggeri tocchi ripetuti velocemente farete correre il vostro alter ego, mentre con un colpo secco salterà in avanti. Più sarà forte, più il personaggio salterà in alto. Durante le corse sarà inoltre importante prestare attenzione agli ostacoli che vi si pareranno di fronte. All’inizio ci saranno solo delle semplici transenne da saltare ma, andando avanti, vi dovrete confrontare con piattaforme mobili (le quali potrebbero schiacciarvi), fili elastici dove passare mantenendo l’equilibrio, globi di energia elettrica letali e molte altre difficoltà. Ci sono più di venti tracciati da percorrere e stiamo parlando solo di un quinto del gioco intero.

Rythm Tap, come suggerisce il titolo, è la parte musicale del prodotto. Il vostro compito sarà quello di suonare le note una volta che arrivano all’altezza dell’indicatore. In sostanza sarà come suonare i bonghi del pregevole Donkey Kong pubblicato a suo tempo per GameCube. Le musiche ricordano molto quelle di Rez, anche se non sono della stessa qualità. Nonostante ci siano note da suonare in modo differente dalle altre e il ritmo si fa frenetico col progredire, questo secondo gioco risulta più superficiale e meno innovativo tra quelli disponibili.

Silent Blocks è il puzzle game della compilation. In pratica dovrete “sfilare” i blocchi colorati della torre senza che questa ultima crolli. Ci sono due differenti versioni: nella prima ci sarà una stella in cima, fatela cadere e sarà game over; la seconda invece è proprio come il classico “Jenga”, ovvero, sfilare più blocchi possibili senza distruggere la torre. Anche qui non possiamo che sottolineare la povertà della idea e della realizzazione. Boom Blox è infatti decisamente superiore ed ha sicuramente molto da insegnare.

Bubble Voyager è un esperimento interessante e appagante. Si tratta di uno shooter in 2D a scorrimento laterale dove sia il movimento sia la potenza di fuoco sono controllate tramite le vibrazioni dei tocchi. L’unico difetto di questo minigioco è la difficoltà nel calibrare bene gli spostamenti per evitare i colpi nemici e gli oggetti fissi che sono a schermo. Una volta entrati in pieno possesso del vostro eroe il divertimento è assicurato. Come per altre prove descritte, è stata sfruttata un’idea vecchia ma in questo caso la realizzazione finale è indubbiamente buona.

Visualizer è l’ultimo esponente della raccolta. Lo si potrebbe definire come la modalità “free-style” dell’intera produzione. All’interno di questo ultimo possiamo trovare cinque diverse applicazioni davvero interessanti.
La prima si chiama Fireworks e, da come suggerisce il nome, si tratta di un “simulatore di fuochi artificiali”. Battendo con più forza di otterranno esplosioni enormi, di conseguenza con dei tocchi leggeri potrete apprezzare fuochi più piccoli ma con maggior frequenza.
Di seguito troverete Paint e Su-Mi . Queste due sono molto simili tra loro. Entrambe sfruttano i colori e i pennelli per colorare una tela bianca. La differenza sta nel fatto che il primo usa colorazioni classiche (rosso, giallo, blu…) mentre il secondo si basa solo sul nero per creare gli ideogrammi dell’alfabeto giapponese. La loro particolarità è che ad un certo punto del vostro folle colorare potreste creare un’immagine che assomigli ad una farfalla oppure ad un arcobaleno. Discorso simile per l’altro dove attraverso i segni vi capiterà di scrivere il kanji del topo e magicamente il disegno si animerà con la forma stilizzata dell’animale stesso.
Due idee molto simpatiche, anche se dopo poco tempo si esauriscono completamente.
Andando avanti troverete River. Leggendo il titolo capirete che il fiume è il fulcro di questa applicazione. Battendo sulla superficie creerete dei cerchi a pelo d’acqua. Sarà a vostra discrezione quanti e con quale intensità essi appariranno. In aggiunta arriveranno anche i tradizionali pesci che abitano nei fiumi giapponesi. I famosi “Koi-Karp” e molti altri animali acquatici faranno visita al vostro piccolo spazio incontaminato.
L’ultimo titolo si chiama Gem Games. Lo scopo di questo minigioco è mandare le palline colorate nei tubi posti al di sopra di loro. Trasmettendo le giuste vibrazioni al Wii Remote le farete saltare in direzione dell’obbiettivo. Nonostante sia un’idea simpatica ci si annoia dopo pochi minuti di gioco.

Tamburellando con il Wii Remote…
Vi abbiamo spiegato nel dettaglio tutto quello che troverete all’interno del gioco, ora però vorremmo trarre le conclusioni sul tema principale, ovvero, il sistema di controllo. L’idea è davvero innovativa, divertente e in alcuni casi appagante. In numerose situazioni si capiscono le vere potenzialità di questo nuovo metodo. Ad un tocco preciso corrisponde una determinata azione, nulla è lasciato al caso, nulla è confusionario. Il problema di questa compilation risiede nella natura degli stessi minigiochi. Rythm Tap e Silent Blocks sono miglioramenti di idee vecchie, oltretutto mal riuscite con questo sistema di controllo. Mentre tentate di sfilare il blocchetto dalla torre non avrete la sensibilità di quanto potete spingervi nel tirare, giusto per farvi un esempio. Insomma, nel complesso ci sono lavori ben riusciti e altri meno.
Visualizer è un discorso a parte ma anche qui troviamo delle applicazioni carine che si alternano con altre davvero scadenti.
Per quanto riguarda il comparto tecnico siamo su livelli di sufficienza anche se di certo questo prodotto non appartiene a quelle tipologia di gioco dove l’apparenza conta molto. Il sonoro rimane nella media con alcuni picchi grazie alle canzoni incluse, tra cui ve ne sono alcune davvero belle.
Peccato per la mancanza della componente online, anche se viene rimpiazzata con una modalità fino a quattro giocatori offline per tutti i giochi sopra elencati.
La longevità è discreta: nonostante un buon numero di attività, molte di esse si esauriscono in poco tempo lasciando lo spazio al gioco in multigiocatore.
La versione da noi testata è però in giapponese e ciò potrebbe compromettere seriamente l'esperienza in generale, rendendola non proprio adatta a tutti.
Recensione Videogioco LET'S TAP scritta da DR. FRANK N FURTER Let’s Tap è un prodotto atipico e divertente anche se non curato in tutte le sue parti. A minigiochi riusciti si alternano altri meno interessanti con meccaniche approssimative.
Il meglio di sé lo dà sicuramente nel multiplayer, ovvero, quando fino a quattro giocatori possono sfidarsi l’uno con l’altro all’ultimo tocco. Nonostante tutto si ha di fronte un buon titolo, con un sistema di controllo a dir poco innovativo e sbalorditivo in alcuni casi. La cosa che abbiamo apprezzato di più è la precisione di risposta quando vengono dati gli input, davvero ottima.
La nostra speranza rimane quella che il gioco venga importato anche in America e in Europa per non seguire la stessa sorte dell’ottimo Tatsunoko Vs. Capcom.
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