Recensione di Brothers in Arms: Double Time

- Due giochi al prezzo di uno
- Sistema di controllo immersivo
- Numerosi extra
- Grafica troppo datata
- Manca la modalità multiplayer
- Perchè non adattare al Wii Hell's Highway?
A cura di (Melkor) del
La Seconda Guerra Mondiale è sicuramente l’evento storico primo in classifica come numero di riproposizioni videoludiche e molti di noi iniziano a storcere il naso al solo pensiero di ritrovarsi per l’ennesima volta nelle stesse situazioni viste e riviste e nel dover sterminare nuovamente miriadi di nazisti. Nonostante tutto ciò, le software house continuano a proporre fps e giochi tattici basati su questi importanti avvenimenti e dopo un breve periodo di pausa nel quale anche la saga di Call of Duty ha scelto ambientazioni più contemporanee ecco tornare in auge Brothers in Arms. Data l’impossibilità di programmare Brothers in Arms: Hell’s Highway sulla console Nintendo, ecco che Ubisoft e Gearbox hanno deciso di riproporre i due episodi precedentemente usciti sulle console old-gen, rivisitandoli alla luce del sistema di controllo caratteristico del Wii. Da questa premessa nasce quindi il progetto Brothers in Arms: Double Time, che vi andremo a presentare.

Una doppia battaglia
A differenza di quanto si possa pensare, Brothers in Arms: Double Time non è altro che il nome dato al cofanetto con all’interno le due riproposizioni di Road to the Hill 30 ed Earned in Blood, usciti a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro sulle console di vecchia generazione. Nota interessante è il prezzo del pacchetto, che in pratica equivale ad un singolo gioco e questo non può che fare piacere. Entrambe le storie sono basate su fatti realmente accaduti e vi porteranno ad impersonare i veri protagonisti dello sbarco in Normandia, conosciuto in tutto il mondo come D-Day.
La storia del primo episodio, ossia Road to the Hill 30, vi catapulterà nei primi otto giorni del suddetto sbarco e vi farà rivivere le gesta del Sergente Baker il quale, contro la sua volontà, si troverà a comandare una piccola truppa, la 101° divisione aviotrasportata che, dopo un lancio di emergenza, raggiungerà le linee nemiche facendosi strada attraverso le postazioni tedesche. Rivivrete la storia tramite un flashback iniziale ed il tutto sarà caratterizzato da uno stile cinematografico e da un realismo che ben poche altre volte si è visto in un gioco del genere. Tutti gli eventi e le storie sono raccontate perfettamente attraverso un doppiaggio italiano di ottima fattura e le attenzioni al dettaglio sono quasi maniacali. Ben presto dovrete iniziare a recuperare i supersiti del vostro gruppo e, allo stesso tempo, cercare di avanzare il più possibile verso il punto di ritrovo, sterminando più tedeschi possibili ed eliminando i loro insediamenti disseminati lungo il percorso. La trama vi accompagnerà per circa quindici ore ed una volta conclusa non potrete fare altro che inserire il titolo successivo, che vi farà rivivere gli stessi episodi ma sotto il punto di vista di un altro militare: il sergente Harsock, arrivato con lo stesso gruppo di Baker, ma ben presto diviso dagli altri e catapultato in una avventura parallela. In Earned in Blood dovrete quindi affrontare i giorni successivi allo sbarco in Normandia rivissuti nuovamente attraverso diversi flashback, questa volta ulteriormente caratterizzati da degli effetti di slow time durante le sessioni di gioco. In base a quanto descritto si può ben notare che l’ambientazione dei due titoli della Ubisoft è pressoché identica, ma quello che cambierà saranno le vicende narrate, le quali più di una volta si intersecheranno tra di loro in maniera eccellente. A voi non resterà altro che sopravvivere e completare le missioni…

La guerra è strategia
I due episodi di Brothers in Arms presenti in questo cofanetto sono simili non solo dal punto di vista delle vicende narrate, ma anche tecnicamente. Le versioni originali vennero pubblicate a meno di un anno di distanza e graficamente i risultati non sono ad oggi sicuramente all’altezza dei livelli qualitativi raggiunti dagli ultimi giochi next-gen. Noterete fin dai primi minuti delle texture troppo basilari e delle strutture poligonali che possono essere considerate discrete per una PS2, ma sicuramente anacronistiche per una console come il Nintendo Wii. Evidentemente il restyling è stato (come fin troppo spesso accade) limitato ai comandi del gioco. Questi ultimi infatti abbracciano pienamente le potenzialità della console Nintendo e le varie azioni che potrete compiere portano ad un ottimo interazione con l’ambiente circostante. Per muovervi ovviamente dovrete utilizzare lo stick analogico del Nunchuk e per mirare il puntatore del Wii Remote, il quale risponde in maniera positiva ma sicuramente non ai livelli di quanto visto in Medal of Heroes 2. Per utilizzare l'armamentario (tutto realmente esistito) dovrete zoomare premendo il tasto Z e sparare con B. Ovviamente le armi a disposizioni potranno essere cambiate con il D-Pad. Interessante è la possibilità in entrambi i giochi di comandare uno o più soldati e impartirgli determinati comandi al fine di raggiungere il vostro obiettivo. Potrete infatti decidere se creare un fuoco di copertura tenendo premuto il tasto A e rilasciandolo verso l’obiettivo, oppure effettuare una vera e propria carica. Sempre mediante la pressione prolungata del tasto A potrete fare muovere nella direzione desiderata i vostri sottoposti, mentre agitando in senso orario il Nunchuk li farete ripiegare. Se le armi convenzionali non dovessero bastare potrete anche lanciare delle granate mediante la pressione del tasto -del Wii Remote e successivamente simulando il classico movimento di lancio. Il tutto renderà l’azione frenetica e sicuramente coinvolgerà ottimamente nell'azione La risposta dell’IA dei soldati è buona e nel caso il vostro comando non sia il migliore vi sarà segnalato da loro stessi magari facendovi notare che dalla posizione scelta non riescono a centrare l’obiettivo.
All’interno delle missioni fondamentale sarà la funzione del fuoco di copertura ed infatti ogni nemico avrà sulla propria testa un indicatore a forma di pallino rosso che diventerà grigio mano a mano che il fuoco alleato lo bersaglierà. Una volta divenuto totalmente grigio voi potrete muovermi per accerchiarlo in quanto sarà totalmente distratto. Arrivato al cospetto dell’obiettivo potrete eliminarlo con le armi o semplicemente colpirlo con un semplice movimento del Wii Remote. Come se non bastasse la componente tattica viene ulteriormente incentivata dalla presenza della modalità strategica alla quale accederete mediante la pressione del tasto 1 del telecomando. Tramite questa prospettiva potrete osservare dall’alto la posizione dei vostri soldati e dei nemici e decidere in che modo accerchiare questi ultimi senza venire mai a contatto con la loro potenza di fuoco. Purtroppo tutto l’ottimo lavoro viene penalizzato dal comparto grafico, che presenta sporadici scatti che sicuramente non giovano all’azione. Un vero peccato poiché se solo fosse stato fatto un piccolo lavoro anche sul lato visivo ci saremmo trovati di fronte ad un ottimo titolo.

Qualche cosa in più ma tanto in meno
Brothers in Arms: Double Time vuole essere non solo una rivisitazione di due classici del passato, ma cerca di offrire anche una vera e propria conoscenza enciclopedica sulla Seconda Guerra Mondiale. Tutti gli extra delle versioni precedenti che erano sbloccabili successivamente questa volta saranno presenti fin dall’inizio e potrete constatare come tutti gli elementi inseriti nei due titoli abbiano la loro verosimiglianza storica.
Un ulteriore differenziazione rispetto alle versioni precedenti è anche la possibilità di giocare singolarmente tutti gli episodi nell’ordine preferito come già avveniva in Alone in The Dark. Anche avendo giocato alle versioni precedenti potrete rivivere quindi una determinata fase a voi più gradita senza dover necessariamente passare per le prime missioni di tutorial o semplicemente superare un obiettivo troppo difficile senza perdere molto tempo. Uno stile di pensiero molto leggero che sembra prendere sempre più piede all’interno delle ultime opere delle software house. L’aggiunta di tutte queste caratteristiche va purtroppo a scontrarsi con la totale mancanza di qualsiasi genere di modalità multiplayer, sia locale che online, presente in entrambi i capitoli passati. Un vero peccato in quanto questo passo indietro inficia in maniera inevitabile la giocabilità e la longevità del gioco. Un'ulteriore conferma che Ubisoft e Gearbox abbiano voluto ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, purtroppo per noi giocatori… Da segnalare, per chi amasse il realismo allo stato puro, la possibilità di settare il livello di difficoltà su “Reale” in modo da non ottenere l’ausilio dei vari indicatori e di vivere l’azione nel modo più veritiero possibile. In conclusione, considerato il prezzo più che interessante ed un divertimento tutto sommato discreto, il gioco potrebbe anche piacervi, a patto di chiudere un occhio sui difetti sopra elencati.
Recensione Videogioco BROTHERS IN ARMS: DOUBLE TIME scritta da MELKOR Brothers in Arms: Double Time presenta un mix di aspetti postivi e negativi che purtroppo fanno pendere la lancetta della valutazione poco oltre la sufficienza. I numerosi extra e tutte le innovazioni del titolo non riescono a nascondere una grafica oramai superata e la mancanza totale di qualsiasi tipo di modalità multiplayer. Il sistema di controllo è più che buono e l’intelligenza artificiale dei nemici e dei propri alleati discreta (soprattutto nel secondo episodio). Chi ama i giochi con questa ambientazione troverà questi due capitoli interessanti, ma la presenza contemporanea di un episodio inedito sulle altre console next-gen potrebbe orientare molti utenti che posseggono un’altra console ad acquistare Hell’s Highway invece di questa raccolta. Davvero un peccato.
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