Recensione di Opoona

Copertina Videogioco Opoona
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Data uscita:

     1 novembre 2007 JAP / USA 25 Marzo/ 25 Luglio Europa
- Graficamente accattivante...
- Area di gioco vasta
- Numerosi compiti da svolgere
- Originale sistema di combattimento
- ...ma nel complesso migliorabile
- Completamente in inglese
- Incontri casuali troppo frequenti
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A cura di (AP) del
Nonostante il Wii continui a presentare al pubblico titoli originali e variegati, ci sono ancora alcuni generi che non hanno validi esponenti. Primo fra tutti gli RPG di stampo giapponese che non hanno mai goduto di molta popolarità sulle console Nintendo dai tempi dei primi Final Fantasy. Per ovviare a questo problema gli sviluppatori Arte Piazza, già coinvolti nel remake di Dragon Quest IV per DS, insieme al producer Koei hanno deciso di sviluppare Opoona, un particolarissimo esponente di questa categoria ambientato in un mondo zuccheroso e coloratissimo.

Soli su un pianeta sconosciuto
Il giocatore prenderà il controllo di Opoona, un ragazzino del pianeta Tizia. Il popolo che vive qui combatte da sembre i malvagi Rogues attraverso truppe addestrate all’uso della Forza, un nome alternativo per quella che noi conosciamo più comunemente come “magia”. Durante una gita di piacere, l’astronave su cui viaggia la famiglia di Opoona viene attaccata proprio dai loro nemici giurati e solo grazie a delle capsule di salvataggio lui e i suoi due fratellini riescono a scappare, aiutati dai propri genitori che però rimangono a bordo. Atterrato su Landroll, un pianeta diviso in due parti, una solare e luminosa ed una cupa e oscura, il nostro protagonista dovrà cominciare ad ambientarsi e a trovare lavori alternativi per sopravvivere e per ritrovare i componenti della sua famiglia dispersi. Qui inizierete il vostro lavoro di ranger e vi verranno affidate missioni via via più complesse. Ogni volta che completerete un obiettivo riceverete delle ricompense più o meno significative e ovviamente punti esperienza utili per migliorare le caratteristiche fisiche del vostro alter ego virtuale. Oltre alle missioni principali avrete la possibilità di allargare i vostri orizzonti anche svolgendo side quest che in realtà simulano lavori come il postino o il cameriere. Il problema di questi impieghi è che dopo aver compiuto la “missione" due o tre volte, la meccanica diventa noiosa e difficilmente accetterete di continuare a fare sempre le stesse cose. Anche i dialoghi, che vengono spesso enfatizzati nel colorato manuale di istruzioni, in realtà rimangono un modo fondamentale per acquisire informazioni e il fatto di fare amicizia con più persone non implica nessun reale vantaggio per il gameplay. Le sessioni di gioco si dividono sostanzialmente in due parti distinte. Da un lato avremo le cupole, ossia luoghi inattaccabili dai nemici nei quali si possono trovare negozi, parlare con le (poche) persone che sono all’interno e accettare lavori e missioni. Fuori da queste cupole invece ci sono i luoghi in cui affrontare queste missioni cercando di sopravvivere alle minacce che Landroll nasconde.

Quando la sconfitta arriva da un bonbon
Nonostante Opoona appaia come un bambinone indifeso ha dalla sua il potere di comandare una palla che gravita sopra la sua testa ed è chiamata bonbon. Grazie a questa introduzione si hanno dei combattimenti più originali rispetto ai classici RPG. Tutto nasce dall’intenzione degli sviluppatori di poter giocare usando solo il Nunchuk. Questa particolare scelta implica comunque un collegamento anche con il Wii Remote. Se durante gli spostamenti il giocatore procederà come in un qualunque altro gioco in terza persona, i combattimenti vedranno Opoona immobile davanti al suo avversario. Il control stick determinerà da che parte verrà lanciata la palla per arrivare a colpire il nemico. Potrete colpirlo da destra, da sinistra, dall’alto e dal basso, semplicemente inclinando la levetta analogica. Più tempo la inclinerete, più il colpo verrà caricato a risulterà dannoso per l’avversario. Viene da sé che, a volte, i nemici attaccheranno in gruppo e per sconfiggere quelli nelle retrovie dovrete combatterli con pallonate ad effetto per evitare i mostri in prima linea. Nonostante questo meccanismo risulti originale e ben strutturato, la presenza massiccia degli incontri casuali che dovrete sostenere potrebbe annoiare ben presto. Andando avanti vi troverete ad affrontare nemici buffi e colorati, avrete accesso a magie sempre più utili e devastanti, ma purtroppo non troverete mai la varietà e il livello di personalizzazione di altri titoli più blasonati. Inoltre i vari combattimenti che affronterete non vi restituiranno mai un senso di sfida degno di tal nome (complice il fatto di sapere che venendo sconfitti ci si risveglia nel proprio letto con il pieno di energie e nessuno reale svantaggio), tanto da far pensare che il titolo sia stato sviluppato per giocatori non solitamente avvezzi agli RPG.

Il lungo, il corto e il pacioccone
Oltre alle meccaniche appena espresse, anche il look grafico offerto da questa produzione sembra uscito dalla matita di un disegnatore per bambini. La tecnica del cel-shading è stata scelta per trasmettere l'idea di un cartone animato interattivo, ma il risultato finale non può dirsi del tutto raggiunto. Nonostante la caratterizzazione dei personaggi principali sia buona, le ambientazioni soffrono di alti e bassi piuttosto evidenti. A strutture ben realizzate si affiancano edifici spogli e con texture poco convincenti. Le animazioni dei personaggi non sono molto numerose e la telecamera ha bisogno di essere spesso posizionata manualmente, ma nonostante tutto ciò il design risulta comunque gradevole.
Le musiche non sono particolarmente ispirate, come pure gli effetti sonori, ma insieme riescono a offrire un qualcosa in più all’atmosfera globale del titolo.
Portare a termine l’avventura dovrebbe richiedere tra la venti e le trenta ore, a patto di non perdersi nelle numerose side quest che farebbero lievitare ulteriormente il tempo di gioco.
Sebbene il titolo faccia di tutto per piacere ai più piccoli, arriva un duro colpo per ogni giovanissimo possessore di Wii: Opoona purtroppo è interamente in inglese.
Nonostante esista qualche altro titolo non tradotto nel catalogo Wii, nessuno più di questo avrebbe meritato di essere comprensibile dai piccoli videogiocatori. Il fatto che si stia parlando di un RPG sviluppato per piacere soprattutto ai bambini taglia fuori sia chi mastica un po’ della lingua di albione perché potrebbe ritenersi troppo cresciuto per godere dell’aria che si respira a Landroll, sia per i più giovani che non riusciranno a capire la storia e quello che devono fare per farla proseguire.
Ci sembra lecito evidenziare il fatto che l’inglese parlato in Opoona non è particolarmente complesso, ma necessita comunque di alcune basi senza le quali un giocatore si troverà perso ancor più del protagonista stesso.
In definitiva si tratta di un titolo poco più che sufficiente, che in altri tempi forse non avremmo mai nemmeno visto sbarcare in Europa. Le piccole novità introdotte dagli sviluppatori non riescono a rendere l'esperienza di gioco sufficientemente coinvolgente e l'assenza di localizzazione in italiano, per quanto non sia un grave problema, risulta una mancanza di cui tener conto, soprattutto in funzione dell'utente finale che vi giocherà.
Recensione Videogioco OPOONA scritta da AP Opoona non è un brutto gioco. C'è un mondo particolarmente vasto da esplorare, un sistema di combattimento originale sebbene un po' ripetitivo a causa dei numerosissimi incontri casuali, una grafica piacevole anche se non eccelsa e una storia piuttosto semplice raccontata comunque con un certo stile. Sebbene i difetti e lo stile grafico lo indirizzino ad un pubblico giovane, la mancata traduzione in italiano elimina una grossa fetta di utenza inficiando così una produzione tutto sommato meritevole d'interesse. Se la particolare atmosfera di cui il gioco è composto v'incuriosisce e sapete districarvi con la lingua inglese potreste comunque trovare in questo titolo un simpatico passatempo, anche discretamente longevo.
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