Recensione di Baroque

Copertina Videogioco Baroque
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Sting
  • Data uscita:

     13 Marzo JAP Wii - 18 Marzo USA - 5 Giugno Europa - 25 dicembre 2011 iOS
- Interessante l'idea di "morire e ricominciare da capo"... -...peccato sia stata sviluppata nel peggiore dei modi
- Monotono come pochi
- Struttura narrativa lenta e macchinosa
A cura di (Dr. Frank N Furter) del
E’ strano il percorso di alcuni giochi. Prendete un titolo atipico come Baroque e leggete la sua storia. La nascita su Sega Saturn, la conseguente trasposizione su PSX e, infine, lo sbarco su PS2 e Wii. Cosa ha spinto Atlus a tutte queste versioni di Baroque è davvero un mistero, eppure non stiamo parlando di una produzione milionaria alla Shenmue. Sta di fatto che questo RPG Crawler dei ragazzi di Sting è finalmente arrivato anche in Europa. Scoprite con noi cosa vi riserva il prodotto Atlus.

Scusi l’ignoranza, Craw che?
Sembra quasi un paradosso dover spiegare a dei lettori di un sito di videogames il termine “RPG Crawler”. D’altro canto questo genere è molto più popolare su Pc con esponenti come Diablo (tanto per citarne uno), ma allo stesso tempo sono in parecchi a non conoscerne il significato. In poche parole si tratta di un RPG a tutti gli effetti: punti esperienza, oggetti per curarsi e potenziarsi, nemici e, ovviamente, abilità magiche. Quello che lo differenzia dai classici RPG è in primo luogo l’ambientazione di gioco. Labirinti che cambiano forma ad ogni nuova partita brulicanti di mostri assetati di sangue. La maggior parte del tempo, difatti, la spenderete a stendere nemici di ogni razza e dimensione fino a quando non morirete. In tal caso basterà riprendere dall’ultimo punto di salvataggio e riprovare... ok, ora riavvolgete il nastro delle ultime parole famose e avrete Baroque. “Fino a quando non morirete...” perché nel prodotto Atlus si muore, letteralmente. Dopo la vostra dipartita perderete ogni oggetto che avevate, tutti i livelli acquisiti e le conseguenti abilità, tornando così al punto di partenza per ricominciare tutto da capo. Non esattamente il massimo dal punto di vista dello stimolo a proseguire nel gioco...

Morire, risorgere, scoprire se stessi per poi morire di nuovo...
L’idea atipica alla base di Baroque è estremamente interessante quanto frustrante. Passerete molte ore a menar fendenti e ad uccidere nemici arrivando fino al punto in cui verrete sopraffatti. Ogni volta che morirete e ricomincerete vi verranno svelati dettagli sulla storia e sul protagonista. Il problema principale è l’estrema lentezza con cui questo meccanismo si sviluppa, rendendo la trama lontana dall’essere appetibile. Nel momento in cui riuscirete a capire e a conoscere parti importanti sarete talmente saturi del gioco stesso e della sua estrema ripetitività che forse non vorrete proseguire.
Sicuramente esisteranno tra di voi le eccezioni, ovvero, chi ha nel DNA la passione per questo genere e non avrà alcun problema a morire e vedersi resettare tutto quello ottenuto. Purtroppo la stragrande maggioranza non ne possiede né la voglia ma, soprattutto, il tempo.
Il mondo di Baroque è ambientato in uno scenario post-apocalittico, macerie ovunque, distruzione e morte. La colpa è del Blaze, una sorta di disastro sovrannaturale di origini sconosciute. Partirete con il vostro personaggio non sapendone praticamente nulla, né il suo nome né chi è o cosa fa nella vita. Sarete guidati nella torre labirintica da una sorta di Arcangelo, anche se la parola “guidati” non è proprio adatta. Di fatto, dovrete trovare da soli la struttura e né l’Arcangelo né la mappa saranno di grande aiuto durante le prime sessioni di gioco.

Ogni volta qualcosa di nuovo... o forse no?
Come abbiamo descritto in precedenza, ogni volta che verrete uccisi (decine e decine di volte) troverete qualcosa di nuovo nell’avventura. Il grande ostacolo a questa magnifica idea è l’inutilità di certi oggetti o dialoghi che allungano il brodo in attesa di un evento davvero significativo. Sembra quasi che i programmatori abbiano buttato nel pentolone diversi elementi senza però curarsi della loro congruenza una volta messi insieme.
Ad affossare il titolo ci pensa inoltre un sistema di combattimento il quale può essere riassunto in due parole: monotono e... monotono. Un solo attacco standard ed un solo attacco speciale. Il gioco stesso vi invita a non preoccuparvi di parare o schivare i colpi avversari: dovrete pensare solo ad ammazzare e ad andare avanti nell’esplorazione. In aggiunta, i vostri hit points sono collegati al parametro “vitalità”, il quale scende con il passare del tempo. In pratica non avrete mai modo di prendervi una pausa altrimenti sarete morti. Cos’altro non va nel gameplay di Baroque? Potremmo sottolineare la difficoltà nel colpire un mostro con un oggetto, oppure quanto sia frustrante non poter capire il comportamento dei personaggi non giocanti. Fino all’ultimo istante non saprete se sono vostri alleati oppure no: solo avvicinandovi a loro lo intuirete, purtroppo lasciando la vostra difesa completamente sguarnita ad un possibile attacco.

Tecnica di altri tempi
Graficamente Baroque può essere considerato un titolo nella media PS2, figuriamoci dunque in quella del Wii che possiede una maggiore potenza hardware. C’è da dire che alcuni personaggi sono contraddistinti un ottimo character design, ma gli aspetti positivi finiscono qui. Le ambientazioni sono spoglie e ripetitive, con pochi colori ed effetti grafici ridotti al minimo.
La colonna sonora scivola via senza mai catturare l’attenzione in modo particolare e la dimenticherete molto presto. Una piccola menzione va dedicata al voice acting. Il risultato è piuttosto apprezzabile anche se nella transazione dal giapponese alla lingua inglese c’è stato qualche errore di troppo. In molte occasioni le conversazioni sembrano non avere un senso preciso e, un personaggio in special modo, utilizza un'espressione non propriamente felice ogni due parole messe in fila. Nel complesso, nonostante il progetto fosse apparso inizialmente interessante, il risultato finale delude le aspettative con un porodotto già vecchio a livello di concept e dotato di alcune scelte fin troppo penalizzanti per una struttura che, altrimenti, sarebbe risultata almeno discreta.
Recensione Videogioco BAROQUE scritta da DR. FRANK N FURTER Baroque non supera la sufficienza al test finale. L’idea di morire e ricominciare da capo ogni volta poteva essere sfruttata in modo diverso e, magari, con qualche aggiunta più significativa dopo le varie “resurrezioni”. Da come è impostato, il sistema il gioco ci mette davvero poco a risultare noioso. In più le motivazioni per andare avanti nella storia sono davvero pochissime, anche perché la struttura narrativa è vaga e lenta nel suo svolgersi. Il comparto tecnico di Baroque è a dir poco imbarazzante, il Wii può fare molto meglio. Un titolo destinato solo agli amanti degli RPG Crawler, ma anche loro avranno molto da sudare prima di ottenere qualche soddisfazione dal titolo Atlus.
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