Recensione di Ninja JaJaMaru-Kun

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Azione
  • Costo:

     600 Wii Points
- Prima pubblicazione in Europa
- Stile di gioco molto arcade
- Impreciso
- Livello di difficoltà esasperante
A cura di (Mauro.Cat) del
Il mondo perduto
Discutibili scelte di marketing e poca voglia di rischiare economicamente hanno, specialmente in passato, costretto parte dei giocatori europei a rivolgersi al dispendioso mercato import. Negli ultimi tempi grazie al fiorire di negozi specializzati su internet è più facile acquistare videogiochi da Giappone e Usa, calcolando con attenzione le tasse doganali talvolta spropositate al fine di evitare fregature, ma una ventina di anni fa l’unica scelta ricadeva sul classico negozio di fiducia (che spesso non avendo concorrenza esagerava coi prezzi).
L’Hanabi Festival, che dovrebbe nuovamente replicare a Settembre, nasce proprio con lo scopo di riproporre quei titoli meritevoli che per un motivo o per l’altro non sono mai giunti ufficialmente in Europa. Accanto ad alcuni prodotti di ottima qualità, Sin & Punishment e Cho Aniki ad esempio, ne sono giunti altri francamente trascurabili che forse potrebbero risultare interessanti solo per quella nicchia di appassionati irriducibili.
La serie che vede protagonista il Ninja JaJaMaru è molto nota in Giappone e vanta ben dieci titoli all’attivo rivolti alle console Nintendo, uno pubblicato pure per Playstation e Saturn, ed uno in lavorazione per Nintendo DS.
Il gioco del piccolo Ninja è scaricabile sulla Virtual Console Wii al costo di 600 Wii Points a causa del solito incremento di prezzo, sempre sgradito, che accompagna i titoli dell’Hanabi Festival.

La settimana del Ninja
Ninja JaJaMaru-Kun è un platform marcatamente arcade prodotto da Jaleco pubblicato originariamente nel 1985 su Famicom, il nome giapponese del NES, ed un anno più tardi su MSX.
Scopo del gioco è recuperare la principessa Sakura rapita dal malvagio Damazu-Dayuu.
Il titolo condivide le caratteristiche di altri capolavori più noti, tra i quali Bubble Bobble, Son Son e Super Mario Bros, e globalmente risulta discretamente piacevole per quanto tecnicamente molto datato.
La meccanica di gioco è davvero semplice. Il piccolo JaJaMaru deve eliminare otto nemici in ogni stage muovendosi da un piano all’altro, come in Son Son, e colpendo i nemici con delle stellette ninja. I comandi sono ottimamente adattati all’uso del telecomando Wii.
Una volta eliminati tutti i nemici si passa al livello successivo e così via. Dopo quattro stage solitamente si assiste ad un cambio di ambientazione che muta il colore dei fondali e qualche primitivo arredo.
Il gioco comincia in un cimitero popolato da pericolosi fantasmi, quindi prosegue in un castello giapponese poi in una giardino e così via. I nemici, non molto vari in verità, pescano direttamente dalla tradizione mitologica giapponese. Spassose sono le dame fantasma e i mitici tengu (già visti tra l’altro in un paio di episodi di Mega Man e nella serie Lamu).

Arcadiamo
Ninja JaJaMaru-Kun presenta una meccanica di gioco tipica della prima metà degli anni Ottanta. Tale scopo semplice, eliminare tutti i nemici dello schema, era l’ideale per partite mordi e fuggi molto in voga in quegli anni.
Lo stile di gioco ricorda da vicino Bubble Bobble, nonostante il tutto risulti assai meno raffinato.
Tecnicamente siamo ai minimi storici del NES con sprite molto sgranati di dimensioni assai ridotte e fondali poveri. Il titolo Jaleco però pur appartenendo a quella primissima generazione di titoli per Famicom assai modesti graficamente risulta accettabile nella sua semplicità.
I difetti maggiori sono legati ad una struttura di gioco che non concede sconti neppure ai più esperti. I nemici su schermo sono particolarmente agguerriti ed in molte occasioni non ci lasciano grandi possibilità di fuga. Questa eccessiva difficoltà, tipica dei primi videogiochi, ai giorni nostri rappresenta un limite notevole soprattutto per i giocatori più giovani che vogliono riscoprire le meccaniche del passato. Questo problema rovina di fatto un gioco comunque poco ispirato.
Ninja JaJaMaru-Kun non è un titolo indispensabile e forse l’Hanabi Festival avrebbe potuto proporci qualcosa di più interessante. Il divertimento, per quanto limitato dalle carenze tecniche, c’è, ma alla lunga finirete per abbandonare questo platform arcade che non vale certamente i sei euro richiesti.
Recensione Videogioco NINJA JAJAMARU-KUN scritta da MAURO.CAT Se cercate un’alternativa al solito Bubble Bobble potreste divertirvi con questo Ninja JaJaMaru-Kun. Il livello di difficoltà settato su standard molto elevati e un comparto tecnico che molti potrebbero digerire a fatica limitano però il risultato finale. Il titolo Jaleco si perde nell’abbondanza di capolavori presenti su Virtual Console e il sovrapprezzo rende il tutto ancor meno appetibile. Consigliato solo ai fan del NES ed ai collezionisti incalliti.
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