Recensione di ESWAT: City Under Siege

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Sparatutto
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Costo:

     800 Wii Points
- Buone scelte musicali
- Struttura di gioco collaudata
- Discreta varietà
- Difficile
- Alcune fasi caotiche
A cura di (Mauro.Cat) del
Poliziesco degli anni settanta
L’inconfondibile atmosfera dei film e dei telefilm polizieschi di fine anni settanta era sottolineata nella maggior parte dei casi da un accompagnamento musicale ben definito. Determinate scelte sonore, quelle di Starsky & Hutch per intenderci, richiamavano subito alla mente quelle atmosfere e gli inseguimenti in auto spesso arricchiti da spettacolari sparatorie lungo affollate vie cittadine (chissà perché gli inseguimenti in quei film passavano sempre anche dal porto).
Questo background inconfondibile risalta in maniera evidente nei primi livelli di gioco del discreto ESWAT: City Under Siege pubblicato originariamente per Sega Megadrive e disponibile su Wii tramite il servizio Virtual Console al costo di 800 Wii Points. Il titolo pubblicato nel 1990 è il seguito del discreto arcade ESWAT: Cyber Police distribuito nel 1989.
Gli SWAT, “Special Weapons And Tactics”, costituiscono un reparto scelto che fa parte della polizia degli Stati Uniti.

Videogioco di fine anni ottanta
City Under Siege è il classico gioco di azione sparatutto della seconda metà degli anni ottanta. Le meccaniche di gioco ampiamente collaudate richiamano alla mente altri classici Sega come Shinobi o Rolling Thunder.
Nei panni del solito eroico poliziotto dovrete sventare i piani di una pericolosa organizzazione criminale.
La giocabilità specie nei primi due stage ricalca in maniera precisa i titoli citati in precedenza. L’azione si svolge su due o più posizioni di gioco. Il nostro eroe può infatti muoversi balzando dal piano inferiore a quello superiore di una costruzione o addirittura da un punto in secondo piano, ad esempio entrando e uscendo dalle grate di una prigione, ad uno in primo piano. La meccanica di questi primi semplici livelli è pulita, collaudata e ben definita. Le idee in effetti scarseggiano, ma il tutto si rivela comunque piuttosto godibile.
Proseguendo nell’avventura si nota un improvviso cambio di stile di gioco. Il nostro poliziotto viene dotato di armature ed abilità speciali che lo rendono una sorta di Iron Man. Forti sono i richiami anche alla serie Robocop molto in voga in quegli anni.
Da questo punto in poi potrete utilizzare armi speciali ed un piccolo jet pack che permetterà brevi fasi di volo. Anche la vostra energia subirà un notevole incremento (e vorrei ben vedere…).
A questo aumento del vostro potenziale ed arsenale corrisponde inevitabilmente un incremento di nemici su schermo. La difficoltà, già settata su standard piuttosto elevati, finisce col diventare un po’ esasperante ed il ritmo di gioco lento ma preciso dei primi livelli lascia spazio a fasi più caotiche ed apparentemente meno organizzate tipiche di molti sparatutto con astronavi.

Cambio di rotta
Il titolo che all’inizio pare essere un platform di azione, con il passare del tempo muta in uno sparatutto di azione. Questa differenza, che in apparenza potrebbe sembrare una sottigliezza, in realtà comporta una notevole differenza nello stile di gioco.
La prima fase di gioco in realtà pare più curata e più giocabile per quanto meno adrenalinica.
Tecnicamente ESWAT mostra ottime scelte cromatiche e stilistiche specie nei livelli più avanzati. La struttura degli stage è decisamente ben costruita e più varia rispetto a Rolling Thunder 2 e gli scontri con i boss sono appaganti e ben calibrati. Le animazioni sono curate così come le scelte cromatiche tipiche del Sega Megadrive.
La difficoltà del titolo è piuttosto evidente, forse a causa di una spiccata impostazione arcade, ed anche i tre livelli di difficoltà presenti potrebbero non essere sufficienti per i giocatori meno smaliziati.
L’accompagnamento sonoro è davvero gradevole e come sottolineavo ad inizio recensione molto in tema con il genere poliziesco.
ESWAT: City Under Siege è stato una discreta sorpresa. Lo sparatutto Sega nasconde molte sorprese ed una giocabilità, talvolta è un po’ caotica, che cerca di rivedere uno stile di gioco abusato in quegli anni. Forse non siamo al punto del primo Shinobi, ma certamente questo è un titolo che molti di voi dovrebbero tenere in seria considerazione.
Recensione Videogioco ESWAT: CITY UNDER SIEGE scritta da MAURO.CAT Un buon titolo di azione deve per prima cosa coinvolgere il giocatore e questo è il caso di ESWAT. L’avventura per quanto non esente da imperfezioni strutturali risulta assai piacevole da portare avanti e per questo gli amanti del genere e delle sfide impegnative troveranno pane per i loro denti. Tecnicamente il tutto non sfigura e si pone nella media dei titoli per Sega Megadrive.
Se amate la serie di Shinobi o Rolling Thunder potreste tenere presente questo ESWAT: City Under Siege come alternativa. Forse non avrete di fronte un capolavoro definitivo, ma certamente vi divertirete a lungo con questo sparatutto di azione cyber-poliziesco.
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