Recensione di King of The Monsters

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     SNK Playmore
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1-2
  • Costo:

     900 Wii Points
  • Data uscita:

     Disponibile
- Ottima interazione con le ambientazioni
- Divertente in due
- Pochi mostri selezionabili...
- ...e non molto differenziati
- Livello di difficoltà mal calibrato
A cura di (Mauro.Cat) del
King of the Monsters, sviluppato da SNK nel 1991, è uno dei titoli più noti tra quelli pubblicati per Neo Geo. Questo simulatore di mostri ha riscosso un discreto successo in sala giochi e vanta, cosa non proprio comune per un titolo Neo Geo, una conversione per Super NES e una per Megadrive curate in entrambi i casi da Takara. Nintendo Wii ospita, grazie al servizio della Virtual Console, questo interessante titolo nella sua versione originale al costo di 900 Wii Points.
Buona parte del successo di KOTM è dovuta alla innovativa struttura di gioco. Il titolo risente evidentemente dell’influenza di alcuni videogiochi più o meno noti, ma cerca di offrire anche uno stile personale. King of the Monsters è in sostanza un simulatore di lotta tra mostri che si combattono in veri ring metropolitani. I richiami ai primi titoli di wrestling della WWF (si chiamava ancora così all’epoca) ed ai picchiaduro alla Street Fighter II sono evidenti.
I combattimenti si svolgono in arene tridimensionali, ma alcune animazioni, lo stile di gioco, i momenti di fatica e la barra di energia ci hanno ricordato i picchiaduro bidimensionali.
A questi già citati si aggiunge il legame con il vecchissimo Rampage, convertito in maniera molto discutibile anche su Wii. I mostri combattono infatti in vere città demolendo aerei, case, ponti e grattacieli in KOTM proprio come nel titolo Midway.

I mostri giungono dal mare
KOTM è ambientato nel 1996, il futuro di allora che per noi è diventato il passato e narra della solita invasione di mostri che sta sconvolgendo il Giappone. Le città che vengono attaccate da questi esseri sono ben sei: Tokyo, Kyoto, Okayama, Kobe, Hiroshima e Osaka. L’aspetto interessante è legato alla cura con la quale è stata ricreata ogni metropoli. Gli sviluppatori si sono presi qualche licenza pur di inserire tutte le costruzioni più importanti in uno spazio ridotto, ma in questo modo risaltano tutti i monumenti più noti. Chi ha visitato il Giappone ritroverà alcuni punti di contatto con la realtà. Le città sono state circondate da enormi campi elettrici (preparati presumibilmente per imprigionare i mostri) che hanno il compito di limitare l’area di gioco e di svolgere le funzioni delle corde che delimitano un normale ring di wrestling.
Questi enormi campi di battaglia sono ovviamente invasi da vari mezzi militari di terra e d’aria che tentano di fermare l’invasione e talvolta ci procurano qualche danno ma che alla lunga finiscono col tornare utili come oggetti da lancio nei combattimenti.
I mostri a disposizione sono sei e, pur risultando ben caratterizzati nell’aspetto, risultano troppo simili nel bagaglio di mosse a disposizione.
Oltre a Woo, una specie di King Kong, potremo selezionare Geon, un sosia di Godzilla, Poison Ghost, una creatura deforme, Beetle Mania, un mega insetto molto duro da buttar giù, Rocky, un gigante di roccia e Astro Guy, un inutile eroe troppo cresciuto. Ogni mostro può mutare per ben due volte (cambiando colore) raccogliendo alcune capsule di energia ottenute con particolari prese speciali.

Godzilla e i suoi amici combattono in tag team
Il titolo è in tutto e per tutto un simulatore di wrestling con mosse classiche, come spaccatesta, spaccaschiena, calci volanti e prese. Il tutto è giocabile anche con il telecomando Wii, ma con una non comodissima ottimizzazione dello scatto. Il nostro consiglio ricade sul Classic Controller o sul GameCube Controller. Le mosse a disposizione sono peraltro piuttosto limitate. Possiamo utilizzare il calcio, il pugno, lo scatto e con una pressione di due tasti per il salto, piuttosto scomodo, o il colpo caricato. A questi si aggiungono le varie prese che più di una volta sembrano regolate dal caso. Lo scontro si conclude con lo schienamento per tre secondi dell'avversario che avviene solitamente quando si esaurisce l'energia.
La meccanica di gioco risente specie all’inizio di una certa casualità che porterà ad una conseguente frustrazione. La tattica migliore consiste nell’imparare ad utilizzare in maniera produttiva almeno lo scatto.
Il livello di difficoltà, forse a compensazione dei continue infiniti, finisce con l’essere davvero mal calibrato. I mostri avversari si stancano meno frequentemente e resistono molto più del nostro ai colpi ricevuti e, specie nei livelli più avanzati questo risulta molto fastidioso. Il gioco vi costringerà ad affrontare dodici stage ma la ripetitività di nemici e ambientazioni farà presto scemare l’entusiasmo. Una nota di merito va alla spassosa sequenza finale.
King of the Monsters tecnicamente è un discreto gioco che risalta grazie ad alcune animazioni davvero pregevoli, alla possibilità di devastare le arene e ad alcune scelte sonore che condividiamo. Il problema è legato ad una giocabilità limitata. La possibilità di combattere contro un amico o anche in coppia contro i nemici comuni risolleva molto il giudizio del titolo per chi ha la possibilità di affrontarlo in compagnia.
KOTM si rivela un titolo interessante che riprende una meccanica già vista inserendola in un contesto molto curato tecnicamente. La giocabilità non proprio sopraffina finisce col far perdere in breve tempo l’entusiasmo iniziale lasciandoci un po’ di amaro in bocca. Un titolo divertente che con una maggiore cura sarebbe diventato un vero e proprio classico.
Recensione Videogioco KING OF THE MONSTERS scritta da MAURO.CAT Chi ama i mostri giapponesi e conosce a memoria i film di Godzilla troverà in questo King of the Monsters un titolo fuori categoria e molto divertente. Il senso di distruzione, l’opzione a due giocatori, la presenza di città reali e l’ottimo comparto tecnico sono i veri punti di forza del titolo SNK. La ripetitività e la poca cura della vera e propria fase di combattimento rischiano invece di compromettere un prodotto che alla fine risulta solo discreto. Il divertimento non mancherà, ma la sensazione di avere a che fare con alcuni pesanti difetti strutturali vi limiterà molto. King of the Monsters è un buon titolo che, se non avete amici con i quali sfidarvi, potrebbe finire presto per essere dimenticato. Consigliato ai fan SNK ed a quelli dei titoli di wrestling, gli altri farebbero meglio ad attendere il secondo episodio.
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