Recensione di Wacky Races: Crash & Dash

Copertina Videogioco Wacky Races
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Simulazione
  • Sviluppatore:

     Eidos
  • Data uscita:

     disponibile
- Stile grafico fedele al cartone...
- Multiplayer longevo e divertente...
- Dedicato quasi esvclusivamente ai fans della serie...
- Buon sonoro e doppiaggio in italiano
- ...però risulta piuttosto essenziale
- ...ma in singolo breve e semplice
- ...e sottotono per tutti gli altri
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A cura di (AP) del
Sono passati quarant'anni. Era infatti il 1968 quando i famosi creatori di cartoni animati William Hanna e Joseph Barbera diedero alla luce la serie animata di Wacky Races. Questo progetto, ispirato al film di Blake Edwards “La grande corsa”, riuscì ad amalgamare al suo interno una serie di personaggi piuttosto stereotipati, ma comunque molto particolari e capaci di suscitare simpatia.
Alla guida delle loro auto, ovviamente a tema con il personaggio al volante, si sfidavano in corse piene di imprevisti ed ostacoli fino a raggiungere l’ambito traguardo. Come in un qualunque cartone animato che si rispetti, non poteva mancare un ruolo da cattivo interpretato dal folle e sfortunato Dick Dastardly. Costui pur avendo l’auto di gran lunga migliore passava l’intera corsa sabotando le vetture avversarie con ogni tipo di trucco. Ovviamente, come Willy E. Coyote insegna, tutto ciò gli si rivoltava contro e il suo arrivo all’ultimo posto era sempre garantito.
Con una simile base non potevano mancare gli adattamenti nel mondo videoludico e dopo un titolo uscito nel 2000 per Sega Dreamcast capace di rivaleggiare con il Mario Kart del momento arriva oggi su Wii Wacky Races: Crash & Dash.

Racing Game? No grazie!
Quello che è bene chiarire subito a scanso di equivoci è la tipologia di gioco di questo Wacky Races. Tanto per cominciare non si tratta di un gioco di corse nel senso più stretto del termine. La telecamera virtuale seguirà la corsa a distanza e dopo una partenza che visualizzerà la vostra vettura da una visuale laterale, potreste trovarvi a veder curvare la vostra auto verso sinistra e seguire la corsa dall’alto. Questo stile di avanzamento nel percorso ricorda molto i prodotti nati dal brand di Micromachines piuttosto che a titoli più canonici come, per fare un esempio concreto su Wii, Mario Kart e ptrebbe spiazzare più di un giocatore. La prima cosa che balza agli occhi è la semplicità dei controlli. Una volta calati nell’ambiente e iniziata la corsa non avrete nessun tasto da tener premuto per accelerare. Le auto avanzeranno automaticamente sul percorso ma potrete muoverle sia in profondità che in avanti o indietro facendole quindi accelerare o frenare, muovendo il Control Stick del Nunchuk nella direzione che desiderate. Sul percorso oltre alle altre vetture ci saranno ostacoli naturali più o meno consistenti che vanno da sassi a intere montagne passando da cespugli a pali dell’alta tensione e alberi. A tutto ciò si aggiungono dei power up attivabili con il tasto A e collezionabili fino ad un massimo di due, che possono rendere ancora più accesa la gara. Sono presenti nel tracciato in due colorazioni: quello rosso può regalare uno dei tre poteri speciali esclusivo per ogni auto, mentre quello verde, più raro ed ambito, dona un power up capace di distruggere e di fermare le auto avversarie. Nonostante il tutto possa apparire elementare, in alcune occasioni potrebbe capitare di perdere temporaneamente il senso d'orientamento, nonostante una condotta di gara che non si basa quasi mai su ritmi elevati, ma appare più come una ragionata strategia di azione all'interno di una sorta di cartone animato interattivo.
Sullo schermo saranno sempre presenti tutti e dieci i protagonisti e se qualcuno dovesse non riuscire a seguire il passo degli altri e rimanesse tagliato fuori dallo schermo, dopo pochi secondi e al costo di un ingranaggio, riapparirà in coda al gruppo.
Abbiamo appena parlato di “ingranaggi”. Questi oggetti sono posizionati accanto al nome del proprio pilota e possono fare la differenza sul podio. Il loro utilizzo è essenziale nel rush finale e sono comunque utilizzabili come turbo anche durante la corsa. Ci sono diversi modi per ottenerli e altrettanti per perderli. Ce li si può procurare restando al comando il più possibile, utilizzando efficacemente i power up distruggendo le altre vetture o come bonus a sorpresa. Se infatti non prenderete alcun bonus dopo un po’ vedrete apparire un punto interrogativo nel cerchio dedicato agli strumenti. Attivandolo con il tasto A potreste ricevere ingranaggi bonus, armi o semplicemente una bomba che vi fermerà e vi farà ripartire con un ingranaggio in meno. La curva di apprendimento è sostanzialmente breve, tuttavia soprattutto all'inizio non sarà mmediatamente chiaro il criterio di assegnazione "random" dei vari bonus, che spesso incideranno ben più rispetto ad una condotta di gara esente da errori.
Sebbene sia vero affermare che le gare si decidono nel rush finale e che spesso sia necessario l’uso del foto-finish, è sbagliato pensare che tutto il resto della gara sia un inutile diversivo che non premia i giocatori migliori. Saranno infatti loro ad avere il maggior numero di ingranaggi e la maggiore velocità raggiungibile durante l’ultimo tratto di strada.

Corse Pazze o Party Pazzo?
Se tutto quello che abbiamo descritto non fosse sufficiente a rendervi partecipi della sostanziale differenza che intercorre tra un canonico racing game e Wacky Races: Crash & Dash sappiate che le peculiarità del titolo Eidos non terminano qui.
Parlando di sistema di controllo non abbiamo ancora accennato nulla a riguardo degli immancabili sensori di movimento del controller. Questi vengono utilizzati intelligentemente sia durante la gara, sia durante i minigiochi che saltuariamente interromperanno la corsa.
Durante la competizione, se raccoglierete il power up verde dovrete utilizzare il Wii Remote per portare a segno gli attacchi. Per esempio se il vostro personaggio sarà Clyde, con la sua banda sulla Blindata dovrete puntare il mirino sulle macchine avversarie per far si che un membro della banda salti sull’auto presa di mira per danneggiarla. Se state guidando la Macigno mobile dei fratelli Slag attiverete un grande masso sotto di loro che potrete far accelerare facendo oscillare il controller e direzionandolo con il Nunchuk contro le altre vetture. Infine se utilizzerete il Prof. Pat Pending sull’Omniconvertibile dovrete tracciare delle X sugli avversari per rimpicciolirli e poi eventualmente schiacciarli. A questi minigiochi in corsa se ne aggiungono alcuni altri utili per evitare le trappole di Dick Dastardly. Appena vedrete il segnale di pericolo, partirà una cut scene di presentazione del minigioco (comunque skippabile)seguita da alcune semplici istruzioni che illustreranno quello che dovete fare e i comandi per riuscirci. Potrete ritrovarvi a gonfiare una ruota, a trovare le viti e i bulloni tra una cascata di pezzi, a evitare rocce cadenti, a remare in un fiume per scansare ostacoli o a schiacciare delle bombe volanti come fossero zanzare.
A questo riguardo c’è da dire che questi minigiochi in alcuni casi spezzano un po’ troppo il ritmo della gara confermando la tesi per cui all'atto pratico questo gioco ha ben poche similitudini rispetto ad un racing game di stampo classico dove lo scopo è prima di tutto vincere ma, oltre ad essere disattivabili da menu, riescono a ricreare quella particolare atmosfera che si provava stando davanti alla tv. Di contro, per tutti coloro che sono abbastanza giovani da non ricordare il passaggio televisivo potrebbero venire a mancare numerosi stimoli in grado di amalgamare ad un fattore puramente nostalgico alcune trovate degne di nota, seppur non esenti da difetti.
Da uno stile di gara simile si evince che Wacky Races dia il meglio di sé in sezioni multiplayer. Il gioco in singolo risulta infatti piuttosto limitato a causa di pochissime modalità di gioco e di una difficoltà generale piuttosto bassa. Questo limita fortemente l'esperienza in singolo ben oltre quanto ci si potesse aspettare. Affronterete infatti il campionato principalmente per sbloccare artwork, ma senza reali motivazioni in grado di spronarvi a rigiocare il titolo una volta completato. Va inoltre aggiunto che ogni tavola è accompagnata da simpatiche descrizioni e prgredendo nel gioco potrete selezionare venti nuove piste che si aggiungono alle iniziali quattro. Fatto ciò, le sfide con più amici vi aspettano e nonostante anche in questo caso manchino modalità diverse dalla “semplice” gara, le situazioni in cui verrete a trovarvi battagliando tra una mossa speciale e un minigioco non mancheranno di divertire e di farvi passare diverse ore in allegria. Inutile nascondere che una serie di accorgimenti supplementari avrebbero sicuramente migliorato notevolmente la giocabilità e il coinvolgimento, ma evidentemente gli sviluppatori hanno pensato maggiormente a rendere il gioco fedele alla serie animata, piuttosto che stravolgerne le idee di base.

I bei cartoni di una volta
Il comparto tecnico che presenta il gioco è quanto di più ispirato al cartone animato si potesse sperare, anche se ben lontano dagli standard raggiunti dal Wii negli ultimi tempi. La possibilità di avere su schermo dieci auto che si scambiano mosse speciali con un frame rate sempre stabile e fluido è un buon risultato nonostante il motore grafico non sfrutti a fondo l'hardware della console e le strutture poligonali siano decisamente semplici nel complesso. Il design delle vetture e dei power up è molto curato con animazioni buffe e sempre azzeccate con lo stile dei personaggi e l’unico rammarico sta nella telecamera virtuale spesso un po’ lontana per cogliere tutti i particolari presenti ma sempre impeccabile nel visualizzare tratti di strada spesso ampi. Una discreta cura viene riproposta anche negli scenari che sebbene possano sembrare molto semplici, sono stati creati con un simile design proprio per riportare alla mente gli sfondi della serie.
Buono e coinvolgente il comparto sonoro che grazie a musiche spensierate, ai classici effetti sonori che fanno tanto vecchio cartone animato e un doppiaggio italiano realizzato davvero bene. E’ presente infatti un commentatore che descrive la gara in corso, annuncia l’arrivo di Dick Dastardly (anch’esso doppiato egregiamente) e commenta tutte le armi che vengono utilizzate durante la corsa con la giusta enfasi.
Sebbene i controlli piuttosto semplici non donino una profondità invidiabile allo stile di gioco, la longevità riesce a salvarsi grazie grazie al multiplayer, dove risulta almeno sufficiente, a differenza della modalità in singolo davvero poco profonda e appagante nel medio periodo. In sostanza si tratta quindi di un prodotto difficile da classificare in modo netto, dal valore nostalgico elevato e apprezzabile da chiunque abbia visto il cartone animato, ma sottotono per numerosi altri aspetti fatte le dovute valutazioni di carattere generale.
Recensione Videogioco WACKY RACES: CRASH & DASH scritta da AP Wacky Races: Crash & Dash si rivela un gioco incompleto. A dispetto di chi si aspettava un classico gioco di guida, la cricca di Dastardly e Muttley propone un incrocio tra il vecchio Micromachines e un party game che lascia divertito quasi esclusivamente chi ha apprezzato la serie originale.
Per tutti gli altri rimane un titolo piuttosto breve e troppo semplice in singolo, ma sostanzialmente spensierato e curato in un settore multiplayer capace d'intrattenere, soprattutto per chi ha voglia di far confusione senza particolari fronzoli. Se avete a disposizione un buon numero di amici e conoscete questa storica serie animata, molto probabilmente potreste trovare un gioco interessante e divertente, facendo ben attenzione a non considerarlo come un racing game puro ma come una sorta di cartone animato interattivo, dove la corsa pazza la comanderete voi stessi. Per tutti gli altri è un acquisto da valutare molto attentamente, soprattutto in base a ciò che offre l'attuale ludoteca per Wii.
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