Recensione di Gley Lancer

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     NCS
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Costo:

     900 Wii Points
  • Data uscita:

     Disponibile
- Ottima varietà di opzioni
- Sfida calibrata per tutti
- Prima pubblicazione in Occidente
- A volte stile grafico un po' confusionario
- Su Virtual Console c'è di meglio
- Pochi spunti
- Solito euro in più...
A cura di (Mauro.Cat) del
Con Gley Lancer appare ancor più evidente l’intento delle software house di accontentare gli appassionati di sparatutto rimasti all’asciutto per molti anni. La Virtual Console ed ormai anche il nuovo servizio WiiWare, hanno pescato a piene mani da questo genere particolarmente caro ai giocatori di vecchia data. I titoli sparatutto fin dai tempi dei mitici Space Invader, Gyruss e Defender, solo per citare i titoli più famosi, erano stati per lunghi anni quasi sinonimo del termine videogioco.
Con il ritorno dell’Hanabi Festival siamo stati inondati letteralmente dagli shooter, molti dei quali prontamente recensiti su queste pagine.
Ora ci occuperemo del discreto, ma misconosciuto Gley Lancer, pubblicato dalla software house NCS, acronimo di Nihon Computer System, per Sega Megadrive nel 1992. Il titolo che non ha mai ufficialmente varcato le frontiere giapponesi è disponibile al costo di 900 Wii Points ed è giocabile con il telecomando Wii in maniera precisa e immediata.

Alcune curiosità
Il nome Gley Lancer dovrebbe essere dovuto ad una errata traduzione ed alla difficoltà dei giapponesi nel pronunciare la lettera erre. Il nome corretto originariamente doveva essere proprio “Grey Lancer” (qualcosa di simile a quanto è avvenuto con Donkey Kong e Monkey Kong).
Misteriosa è poi la decisione di presentare tutta la parte di selezione dei livelli e delle armi in lingua inglese. Forse NCS sapeva che questa scelta avrebbe garantito anche ai veri appassionati non giapponesi di fruire in maniera godibile del gioco. Le sequenze narrate in stile manga sono invece scritte in ideogrammi.

Una galassia da salvare e un eroe solitario
La trama del gioco non serve praticamente a nulla e la storia della giovane Lucia che nel 2025 corre in aiuto del padre rapito, francamente lascia il tempo che trova. Le discrete scene di intermezzo che accompagnano alcuni livelli sono moderatamente gradevoli.
Gley Lancer è il classico sparatutto a scorrimento orizzontale tipico di quegli anni. Non a caso tutto richiama alla mente il mitico Thunderforce III. Le meccaniche di gioco non offrono però nulla di rilevante: ci sono i bonus, tra i quali raccogliere quello che più vi si addice, i passaggi angusti e claustrofobici ed il ritmo indiavolato. I livelli vi portano in tutte le condizioni atmosferiche immaginabili e non mancheranno le astronavi nemiche che arrivano da ogni dove cui si aggiungono i discreti boss di fine livello (che forse dovevano essere più curati).
Gli ingredienti ci sono tutti e sono anche mescolati in maniera sapiente, ma alla lunga manca qualcosa. I livelli sono in verità piuttosto brevi ed in definitiva non lasciano il segno. Le armi a disposizione finiscono con l'assomigliarsi, se si escludono le due o tre poco utilizzabili, mentre i boss finali, come già accennato in precedenza, finiscono col risultare davvero anonimi.
L’astronave principale, il fighter CSH-01-XA, risulta esteticamente impeccabile con i suoi curati pod di supporto, ma affronta un viaggio che non offre veri e propri sussulti e spunti di interesse significativi.

Il gioco intorno al giocatore
Gley Lancer possiede un pregio straordinario e poco comune ai titoli del genere. La partita è quasi completamente personalizzabile. Se il numero dei livelli rimane costante lo stesso non si può dire delle funzioni della vostra navicella. Alla classica selezione del livello di difficoltà, tra tre disponibili, se ne affiancano altre ben più interessanti.
Innanzitutto è possibile settare la velocità dell’astronave. Se a livello uno vi sembrerà di giocare con l’opzione rallenty attivata, al livello quattro avrete delle grosse difficoltà a gestire i movimenti. Anche al livello massimo sono rari i cali di frame rate ed i conseguenti rallentamenti.
Esiste poi una comoda opzione che permette l’autofire e che garantisce una giocabilità meno affaticante per le dita. L’opzione di maggiore impatto riguarda però la gestione dei pod, massimo due, che ci accompagnano nell’avventura. L’impostazione base è a nostro parere assai scomoda e richiede troppi movimenti superflui. Esistono però varie opzioni, tra le quali una molto comoda che dispone automaticamente i pod verso il nemico.
Giocando a livello facile, con l’opzione dei pod e dello sparo automatici troverete Gley Lancer un titolo davvero alla portata di tutti. Gli hardcore gamers invece potranno selezionare scelte più adatte al loro innato senso di sfida.
Graficamente il gioco è discreto, ma a volte un po’ troppo pasticciato e lontano dalla pulizia di Gate of Thunder (tanto per citare una pietra miliare del genere).
Il sonoro invece non è molto accattivante e forse non è tra i lati migliori di questo prodotto. La longevità è discreta e varia in funzione dei settaggi iniziali. La giocabilità è buona con una discreta risposta ai comandi.
In conclusione Gley Lancer è un discreto sparatutto con alcuni spunti eccellenti che però alla lunga risulta solo nella media. Potrebbe essere consigliato a chi non è ancora stanco di questo genere ed agli inguaribili collezionisti, ma non è certo un capolavoro.
Recensione Videogioco GLEY LANCER scritta da MAURO.CAT Gley Lancer, mai apparso ufficialmente in Occidente, era uno di quei titoli molto attesi sulla Virtual Console dagli appassionati di vecchia data. Lo sparatutto a scorrimento firmato NCS non ci ha tuttavia pienamente convinto. L’unico vero punto di forza è legato alla buona possibilità di personalizzazione dello stile di gioco. Per il resto GL risulta essere uno shooter troppo ancorato a meccaniche classiche e privo di reali spunti. I livelli sono piuttosto brevi e non si ricordano epici scontri con i boss di fine livello. I fondali sono spesso confusionari e soprattutto nel primo livello sarà difficile capire come evitare i nemici. Lo stile di gioco è comunque discreto e la longevità più che buona, sebbene il tutto si attesti su standard di livello medio.
Gley Lancer farà senz’altro contenti i divoratori di sparatutto, mentre gli altri farebbero meglio a cercare tra gli altri titoli del genere migliori di questo. Rischiamo di diventare ripetitivi ma Gate of Thunder, Lords of Thunder, Gradius III, R-Type per Pc-Engine e Cho Aniki sono su un altro pianeta.
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