Recensione di Dragon Quest Swords: La Regina mascherata e la Torre degli Specchi

Copertina Videogioco Dragon Quest
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Square Enix
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Uso intensivo del Wii Remote
- Colonna sonora orecchiabile
- Sistema di controllo ben sfruttato...
- Tanto Voice Acting
- Graficamente si doveva fare di più
- ...ma migliorabile
- Longevità limitata
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A cura di (Dr. Frank N Furter) del
Dragon Quest Swords è stato uno dei primi giochi annunciati su Wii. Il titolo SquareEnix avrebbe addirittura dovuto far parte della line-up iniziale. In seguito ci furono problemi di natura logistica e un numero consistente di giochi al lancio iniziale, i quali avrebbero potuto oscurare il prodotto in questione. Ora che finalmente Dragon Quest Sword (d’ora in avanti DQS) è arrivato sugli scaffali dei negozi nostrani si potrà parlare di un altro colpo a segno per SquareEnix? Scopritelo con noi.

Una prova per diventare adulti
La storia narrata in DQS è molto semplice. Blade è il nome del protagonista dell’avventura, un giovane spadaccino dalle promettenti capacità. Il destino vuole che al compimento dei sedici anni, tutti gli abitanti del regno di Avalonia, affrontino il “cammino dei valorosi”. Questa prova consiste nel testare la forza e il coraggio dei ragazzi in modo da farli diventare degli adulti. Dopo aver superato l’esame, la regina (come vuole la tradizione) dovrebbe darvi la sua benedizione, ma il caso vuole che in questi giorni la povera sovrana sia stanca e non abbia voglia di ricevere nessuno. Suo figlio, Gaston, è molto preoccupato soprattutto perché la regina si è recata fuori dal palazzo per cercare una misteriosa fonte dalle proprietà curative. Ovviamente sarete voi ad aiutare il principe nella ricerca della madre dando il via all’avventura vera e propria, che si articolerà attraverso una struttura narrativa decisamente interessante permettendovi di scoprire numerosi retroscena.

Un Jrpg in prima persona?
Dopo questa corposa introduzione alla storia, vogliamo parlarvi della struttura di gioco di DQS. Come saprete (quasi) tutti, l’azione si svolge in prima persona utilizzando solamente il Wii Remote. I combattimenti sono basati esclusivamente sulle capacità dei sensori del bianco telecomando e le possibili combinazioni sono suddivise in: attacchi orizzontali, verticali, diagonali, affondi e parate. Vi sembrerà chiaro come queste azioni debbano essere effettuate mentre per difendersi basterà premere il pulsante B. Così facendo uno scudo apparirà a schermo permettendovi di evitare di subire danni riparandovi con esso. Con un po’ di pratica sarà facile sbarazzarsi di qualsiasi nemico, anche grazie al fatto che il livello di difficoltà appare calibrato verso il basso in più d'una occasione, probabilmente perchè il titolo è stato pensato proprio anche per tutti coloro che non hanno mai giocato ad un gioco di ruolo. I fans della saga principale, abituati a ben altri standard, potrebbero quindi storcere il naso e snobbare il gioco che in definitiva potrebbe non essere sufficientemente impegnativo, tuttavia la prima impressione non sempre si rivela corretta e a conti fatti l'avventura risulta godibile nonostante questo evidente sbilanciamento. A livello di gameplay DQS è un gioco di ruolo in tutto e per tutto. Punti esperienza, punti salute e magia, mosse finali, esplorazione di dungeon con relativo boss finale e caratteristici villaggi pieni (si fa per dire) di persone con cui parlare. A proposito del villaggio, c’è da sottolineare l’estrema semplificazione del gioco nell’ambito esplorativo. Nel regno di Avalonia ci sarà un’unica città dove potrete fare acquisti, salvare e parlare con le persone, mentre vi sono poi edifici delegati ad alcune funzioni particolari come la chiesa, il castello, la bottega delle armi, quella per le armature e il negozio per gli oggetti. E’ strano trovare questa situazione così limitata in un titolo con una spiccata componente adventure tuttavia non abbiamo riscontrato motivi per restare delusi da questo approccio così ridotto. Molto di quello che vedrete è “preso in prestito” dalla serie madre. In primis lo stile grafico, sempre curato dal grande maestro Akira “Dragon Ball" Toriyama, vero genio del character design e storico personaggio legato ormai da anni anche al mondo dei videogames. Questo mostro sacro dei fumetti non ha certo bisogno di presentazioni, infatti il suo lavoro è come sempre eccellente, seppur poco condivisibile per alcune particolari scelte a livello di vestiario. Le ambientazioni ricordano molto il passato della serie, senza dimenticare alcuni effetti sonori utilizzati in determinate occasioni: un vero e proprio omaggio agli episodi iniziali degli anni Ottanta.

La Wii-Spada
Vorremmo focalizzare la vostra attenzione su quello che offre il sistema di combattimento. Molti di voi si domanderanno se funziona o se risulta divertente. In entrambi i casi la risposta è sì, ma con alcune precisazioni che è giusto sottolineare. Il motivo principale risiede nella scarsa libertà di movimento che il gioco offre. L’esplorazione dei dungeon è, come annunciato in tempi non sospetti, “su binari” e questi percorsi preimpostati limitano totalmente l’azione: vi sentirete le mani legate, vista anche la gestione della visuale molto ristretta e inizlamente potreste restare spiazzati da un gameplay molto diverso dallo standard di questo genere, ma nel giro di poco tempo il tutto si risolverà per il meglio. Dovendo descrivere il sistema di rilevazione dei comandi impartiti, dobbiamo segnalare che non sempre il movimento viene rivelato correttamente, in quanto in alcuni casi l'attacco utilizzato non corrisponde a quello impartito, evidenziando una certa imprecisione a livello generale. Come è ovvio, un titolo del genere, già soltanto per il nome, crea delle aspettative mostruose, talmente grandi che quando s’impugna la spada si rimane un pochino delusi dal risultato finale, ma per vostra fortuna si possono colpire i nemici creando un “punto di concentrazione” tramite il tasto A. In poche parole potrete fissare un punto su schermo da cui far partire il colpo. Con questo metodo la precisione aumenta in maniera enorme ma la velocità d’esecuzione scende sotto il livello normale. Volevamo però rassicuravi sull’effettiva bontà del prodotto, perché se è vero che a volte può essere impreciso, nella stragrande maggioranza dei casi gli attacchi vanno sempre a segno nel modo in cui avete mosso il Wii Remote.
Ad aggiungere ancora più adrenalina ai combattimenti c’è la possibilità di respingere gli attacchi dei nemici e, come se non bastasse, non servirà a nulla colpire la freccia avversaria a casaccio perché per rispedirla al mittente il tempismo deve essere pressoché perfetto. In ultimo, vi consigliamo di non prolungare le vostre sessioni di gioco oltre l’ora al giorno, a meno che non vogliate procurarvi intensi dolori muscolari per il resto della settimana, perchè affidandosi ad un uso intenso del controller alla lunga il gioco potrebbe stancare proprio a livello fisico.

Comparto Tecnico
DQS non è di certo il gioco in grado di segnare nuovi standard grafici per il Wii ma possiamo affermare con sicurezza che si difende molto bene. I modelli poligonali dei personaggi principali sono davvero ben realizzati, mentre gli abitanti soffrono dell’ormai diffuso morbo de "le comparse sono tutte uguali”, come da tradizione. Le ambientazioni non affascinano per qualità o dettaglio, essendo troppo superficiali, spesso spoglie e prive di particolari tratti distintivi. Tanto per entrare nello specifico, se vi soffermate ad osservare la fontana nella piazza principale, non farete fatica a notare come il movimento dell’acqua non sia certo uno dei migliori ammirati in un gioco per Wii. A parte questo, come già accennato in precedenza, il character design è davvero molto accattivante così come appaiono di ottimo livello anche gli effetti grafici utilizzati e la ben fornita palette di colori.
La colonna sonora propone vecchi e nuovi brani, tutti di pregevole fattura e orecchiabili sin dal primo istante. Nonostante tutto, il motivo principale rievoca sempre bei ricordi in tutti i videogiocatori un po’ attempati. C’è da porre inoltre l’accento su l’ottimo lavoro dei doppiatori americani. Le voci dei personaggi sono davvero azzeccate, anche se non abbiamo condiviso la scelta di rendere muto il protagonista. Così, oltre a non vederlo a causa della visuale, non lo sentirete praticamente mai. Qualcuno potrebbe trovare quasi impossibile affezionarsi a un personaggio talmente etereo che quasi non esiste.
La longevità del titolo è relativamente bassa, considerando il genere, vi basteranno meno di dieci ore per portare a termine la storia. Talmente è breve che non riuscirete nemmeno a vedere tutte le armi e le protezioni più forti del gioco, a causa del livello di difficoltà orientato verso il basso. Un accenno doveroso va fatto per la possibilità di sfidarsi fino a quattro giocatori, in una serie di minigiochi. Un divertente diversivo che comunque non aggiunge ne toglie nulla al valore del titolo. Note tecniche: il gioco supporta isia 16:9 che il segnale 480p.
Nel complesso il ritorno di questa famosa saga fantasy inizialmente spiazza il giocatore ma poi sale fino a toccare vette molto alte, grazie ad una giocabilità comunque discreta e supportata da un comparto tecnico più che buono. Non fosse stato per la limitata longevità staremmo parlando di un gioco davvero importante, ma pur così resta molto consigliato non fosse altro per ammirare le nuove possibilità prese da un genere, quello dei giochi di ruolo, fino ad oggi fin troppo ancorato al passato.
Recensione Videogioco DRAGON QUEST SWORDS: LA REGINA MASCHERATA E LA TORRE DEGLI SPECCHI scritta da DR. FRANK N FURTER Dragon Quest Swords è un titolo destinato principalmente a chi non ha mai giocato ad un gdr o a tutti coloro che vogliono provare qualcosa di diverso. Il livello di difficoltà basso e una longevità limitata potrebbero tenere lontani i giocatori più esperti e smaliziati. Nonostante tutto, però, il titolo SquareEnix si presenta qualitativamente più che discreto, anche se ci sono molte cose da migliorare ipotizzando un possibile sequel. Tecnicamente parlando siamo sulla buona strada e anzi, forse, il risultato ottenuto è anche migliore delle aspettative. Il vero lavoro va fatto per rendere i controlli quasi perfetti in modo da offrire un’esperienza indimenticabile per tutti. Nel complesso un gioco da prendere in considerazione per la vostra ludoteca, considerando però i difetti menzionati. Non sarà la saga principale ma la magia di Dragon Quest è rimasta intatta anche su Wii.
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