Recensione di Harvest Moon: Magical Melody

Copertina Videogioco Harvest Moon
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Simulazione
  • Sviluppatore:

     Nintendo
  • Distributore:

     Nintendo
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Praticamente infinito
- Molte possibilità di gioco
- Grande cura per i dettagli
- Ottima traduzione in italiano
- Si fatica davvero con il Wii Remote
- Manca un personaggio femminile selezionabile
- Il ritmo tranquillo potrebbe non piacere a tutti
A cura di (Mauro.Cat) del
Il primo episodio di Harvest Moon fu pubblicato nel 1996 su Super Nintendo. Questo titolo, tra l’altro proposto su Virtual Console a inizio anno, ha posto le basi per ben sedici episodi sparsi per le varie console. Tra pochi mesi dovrebbe approdare anche in Europa l’attesa trasposizione per Nintendo DS ed alcuni rumors danno per certa la versione online di un titolo di questa agreste saga verso la fine del 2009. Ma di cosa si tratta esattamente?

La campagna
Harvest Moon: Magical Melody è un simulatore di vita nei campi degno rappresentante di un genere di nicchia che coinvolge un nutrito gruppo di appassionati da lungo tempo.
La serie non ha subito moltissime trasformazioni stilistiche nel corso degli anni ed anche la giocabilità, che soprattutto negli ultimi episodi prende qualche idea dai Sims ed Animal Crossing, è pressoché rimasta immutata.
Magical Melody, prodotto da Rising Star e distribuito da Nintendo, è un titolo che ai lettori più attenti potrebbe risultare noto. Questo episodio è stato infatti pubblicato ormai più di due anni fa in Giappone e negli Stati Uniti per Nintendo Gamecube. Problemi legati alle lunghe traduzioni del testo, e ad un mercato cubico in netta discesa, avevano spinto la software house a posticipare l’uscita del gioco per le versioni PAL (Europa e Australia), convertendolo direttamente su Nintendo Wii.
Questa scelta, che condividiamo in pieno, ha permesso di implementare nell’avventura l’utilizzo dei controlli Wii per svolgere alcune azioni principali. Le novità legate al sistema di controllo non sono molte, ma appaiono comunque gradevoli. Per giocare è necessaria l'accoppiata telecomando Nunchuk. Tutta l'avventura è tradotta in maniera curata in italiano e il titolo è venduto ad un prezzo leggermente ridotto che si aggira sui quaranta euro.

La dea delle messi
Magical Melody, forse nel tentativo di rendere il titolo più attraente per il grande pubblico, offre una sorta di avventura principale da completare. Questa scelta è molto gradita visto che non comporta particolare disagio ad i giocatori di vecchia data ed invoglia i meno esperti ad insistere nell’avventura.
La dea delle messi si è trasformata in una statua e l’unico modo per salvarla è ottenere cinquanta note musicali (su cento disponibili) soddisfacendo particolari condizioni. Il nostro eroe e l'antagonista Jamie saranno i due soli abitanti del villaggio a vedere i tre folletti, Arthur, Billy e Carlos che proteggono la dea intrappolata, e quindi gli unici a poter intervenire. Ogni volta che otterrete cinque note dovrete recarvi dai folletti per ottenere un nuovo strumento musicale e poco alla volta ricomporre la melodia.
Ottenere le note non è sempre facile e talvolta sono necessarie azioni semplici ma poco intuitive, come ad esempio non parlare con nessuno per qualche giorno, che potrebbero non rientrare nelle vostre abitudini.
La storia, tralasciando la prolissa introduzione all’avventura principale, si apre senza particolari spunti. Il giocatore deve creare il personaggio inserendo i soliti dati (stagione di nascita e nome) e deve scegliere il terreno da acquistare. Questa decisione riveste un ruolo importante specialmente in base al vostro stile di gioco. L’appezzamento di terreno vicino all’oceano è più grande ma meno fertile e quello in città più produttivo e comodo perché accanto ai negozi, ma decisamente ridotto nelle dimensioni. Il terreno vicino al fiume si presenta invece come una gradevole via di mezzo.
La scelta iniziale purtroppo condiziona moltissimo la prima fase di gioco e questo è uno svantaggio per i meno esperti che dovranno decidere basandosi quasi esclusivamente sull’istinto. In generale però, all’inizio la coltivazione dei campi è più abbordabile anche perché richiede investimenti in denaro minori.

Il mio orticello
“È difficile fare il primo passo, qualunque cosa si faccia”, questa altisonante frase che accompagna la vostra prima nota musicale rappresenta in maniera convincente l’avvio in salita che accompagna il titolo. Se Magical Melody rappresenterà qualcosa di atteso per i fan della serie, per i neofiti l’impatto sarà tremendo. Lo smarrimento iniziale è totale, le giornate sono brevi, il budget striminzito, i dialoghi interminabili e gli input davvero troppi. Non lasciatevi abbattere però, le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare.
Il cane che vi accompagna dall’inizio dell’avventura sembra essere un semplice elemento di contorno ed anche gli abitanti, il villaggio stesso e gli animali che si incontrano frequentemente creano solo ulteriore elemento di confusione, ma
Poco per volta i vari aspetti si chiariscono ed una volta scelta la linea di condotta di gioco sarà più facile districarsi tra i mille impegni e le svariate attività della vita quotidiana. L’avventura va affrontata con calma e con saggezza, visto che un campo coltivato in maniera non funzionale provocherà solo fatica e scoramento nel giocatore.
Chi decide di prediligere l’attività di contadino non dovrà per forza costruire una vera e propria fattoria. Il giocatore potrà coltivare il proprio terreno dopo essersi procurato le sementi necessarie alla stagione ed eventuali attrezzi che mancano.
Questa fase è difficoltosa all’inizio ma nel tempo diventa molto gratificante. Il giocatore deve sudare per preparare il terreno, per piantare i semi e per annaffiare le piantine. Tutta queste operazioni gestite in maniera un po’ faticosa con l’utilizzo del telecomando Wii permettono una discreta immedesimazione con la reale fatica fisica di chi, con nostra grande ammirazione, lavora davvero nei campi.
Una delle maggiore incertezze strutturali che accompagnano il titolo è però contraddistinta da delle giornate troppo brevi e da una barra di energia del protagonista (che si consuma lavorando!), davvero esigua.
Annaffiare una decina di piantine in una giornata potrebbe rischiare di farvi risvegliare malconci e questa limitazione specie all’inizio del gioco limita la creatività e rallenta di molto il ritmo dell’avventura, specialmente all'inizio.
Tutta la fase della coltivazione appare talvolta oscura, e forse questo aspetto si sarebbe dovuto curare con più attenzione attraverso una sorta di tutorial, nonostante il comunque discreto libretto di istruzioni. In diverse occasioni non si hanno le idee chiare su come piantare o raccogliere i frutti del nostro lavoro, ma nessuno ha mai detto che il mestiere del contadino sia semplice dopo tutto.

La mucca e la gallina
Le attività legate all’allevamento del bestiame richiedono un ingente investimento di denaro e la costruzione di una stalla. Per questo motivo la fase di gestione degli animali si affronta in un secondo momento. Anche questa attività, come la precedente del resto, appare molto curata ed esente da imperfezioni fastidiose. I quattro animali da allevare (mucche, pecore, galline e cavalli) hanno esigenze ed utilità diverse. Cambierà infatti il nutrimento, lo spazio necessario per la crescita ed il guadagno. Se i polli saranno utili per le uova i cavalli lo saranno per vincere le gare ippiche.
Come nella realtà poi i nostri animali si affezioneranno a noi ed andranno trattati con umanità. Una mucca abbandonata fuori dalla stalla per un’intera giornata di pioggia finirà con l’ammalarsi e produrre meno latte.
L’allevamento è forse meno vario della coltivazione ma decisamente più gratificante anche in termini di coinvolgimento. È un peccato che il denaro richiesto per gestire una fattoria di discrete dimensioni sia davvero molto, una volta avviata un’attività di allevamento a pieno regime però, i guadagni giustificheranno i sacrifici iniziali.

Il ruolo della famiglia
Il gioco offre anche numerose altre attività secondarie. È possibile pescare, procurarsi il cibo, cercare i minerali, costruire nuovi attrezzi da lavoro e partecipare a numerosi festival di paese.
Un ruolo importante occupa però la socializzazione con il resto degli abitanti (che richiama molto alla mente il già citato Animal Crossing).
Il nostro protagonista, come in un vero e proprio simulatore di vita reale, deve conquistarsi le simpatie del paese, abitato da personaggi sempre ben caratterizzati, e soprattutto rubare il cuore alla più bella ragazza del villaggio. Le pretendenti da corteggiare sono molte e differenti per personalità e carattere.
Come nella vita reale dovrete ascoltare la vostra ragazza preferita, cercare di capire come avvicinarvi a lei, sposarla ed infine mettere su famiglia.
Le fasi di corteggiamento, oltre ai dialoghi con gli altri abitanti, risultano piuttosto lunghe e quindi un po’ pesanti da digerire, ma i giocatori più romantici troveranno questa possibilità interessante e piuttosto realistica.
Per parità di sessi sarebbe stato forse più corretto inserire anche un personaggio giocabile di sesso femminile in modo da rendere Harvest Moon un titolo più appetibile anche per le appassionate di videogiochi.

Tanta carne al fuoco
Una recensione non può rendere giustizia ad un titolo talmente vasto da risultare spiazzante al primo impatto. La possibilità di vivere l’avventura scegliendo percorsi anche molto diversi potrebbe risultare una scelta vincente a livello di vendite. Rising Star ha inoltre introdotto una serie di minigiochi costruiti appositamente sui controlli del Wii.
Tecnicamente Harvest Moon fa la sua parte con una impostazione grafica alla Animal Crossing ed una discreta scelta cromatica. L’implementazione dei comandi Wii non garantisce un vero e proprio salto di qualità, ma incrementa il coinvolgimento del giocatore.
La longevità si attesta su livelli incredibili. Harvest Moon è un titolo potenzialmente infinito che garantirà ore e ore di gioco a chi vorrà costruirsi una vita parallela dedicata al lavoro nei campi.
Strutturalmente Magical Melody riprende ed ampia gli episodi precedenti ma non offre nulla di realmente nuovo se non attraverso miglioramenti a livello di profondità e attività praticabili. Chi non ha mai amato la serie e chi non apprezza i simulatori di vita non cambierà idea giocando all’ultima fatica di Rising Star.
Harvest Moon Magical Melody è un gran titolo che però non cerca in tutti i modi di farsi amico il pubblico richiedendo impegno costante ed attenzione. Gli appassionati della serie sicuramente lo gradiranno, per tutti gli altri questo titolo potrebbe passare ingiustamente inosservato pur rappresentando un'esperienza decisamente interessante e spensierata.
Recensione Videogioco HARVEST MOON: MAGICAL MELODY scritta da MAURO.CAT Harvest Moon Magical Melody è un prodotto immenso e grandioso. La maniacale cura per i dettagli e le possibilità pressoché infinite offerte al giocatore risultano evidenti fin dalle prime fasi di gioco. Le novità strutturali non sono moltissime e l’impianto tecnico è un po’ superato, ma non ci farete molto caso. L'implementazione dei comandi Wii è una gradita novità.
La simpatia degli animali e la caratterizzazione degli abitanti del villaggio ricreeranno, in parte, l’atmosfera di Animale Crossing, mentre lo spessore dell’avventura vi riporterà alla mente i migliori titoli di simulazione.
Il difetto strutturale maggiore è legato alla scarsa resistenza del personaggio ed alla difficoltà iniziale che potrebbe scoraggiare i meno esperti. Harvest Moon ha l’indiscutibile pregio di rimanere fedele alla propria tradizione senza snaturare la serie. Per questo motivo chi non ama il genere forse dovrebbe tralasciare questa interessante avventura contadina. Il gioco ha un avvio lento che potrebbe risultare insormontabile per molti. Gli appassionati della serie troveranno invece in Harvest Moon Magical Melody il solito gioiello, forse non molto innovativo, ma decisamente ammaliante
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