Recensione di Chi vuol essere milionario?

Copertina Videogioco Chi vuol essere
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Party game
  • Sviluppatore:

     Ubisoft
  • Distributore:

     Ubisoft
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     Disponibile
- Discretamente divertente in compagnia... - ...ma ben presto risulta noioso
- Tecnicamente mediocre
- Manca la voce di Jerry Scotti
A cura di (Star Platinum) del
Troppo facile realizzare un gioco partendo da un brand (o format, in questo caso) già ampiamente conosciuto ed apprezzato dal pubblico. Altrettanto semplice sarebbe però accanirsi nel giudicare in modo negativo un prodotto realizzato in modo così superficiale da stabilire nuovi standard (in senso negativo) tra le produzioni giunte su Wii negli ultimi mesi. Eppure qualcuno è riuscito nell’impresa di proporre in modo scadente uno dei titoli di maggior richiamo a livello televisivo degli ultimi anni e in quanto a “concorrenti” questa volta non ce la sentiamo di aggiudicarci questo premio di consolazione…

Una voce poco amica
Raramente ci è capitato d’iniziare una recensione partendo dall’aspetto tecnico di un prodotto, eppure nel caso di Chi vuol essere milionario? siamo costretti a fare uno strappo alla regola, in quanto, senza che sia necessario molto tempo, vi accorgerete da soli di quanto il sonoro rivesta un ruolo principale in questo gioco e di come sia proprio uno dei punti deboli in grado di penalizzare notevolmente il fattore giocabilità. Ma procediamo con ordine. Come certo saprete, lo storico conduttore dell’edizione italiana di questo ormai popolare programma televisivo altri non è che Gerry Scotti, la cui voce è stata in passato sempre riprodotta anche in formato digitale con il risultato di trasmettere quella familiarità che da sempre rappresenta una delle componenti più importanti in questa particolare tipologia di giochi. Con dispiacere e delusione però, questa edizione non si avvale più della popolare voce del conduttore televisivo, ma si affida ad un più anonimo doppiaggio che, pur essendo di buona fattura, rende questo titolo troppo fuori dal contesto tradizionale del format, contribuendo a renderlo subito poco coinvolgente, non soltanto a livello di timbro vocale ma anche per via del numero veramente scarso di frasi doppiate, che non farete fatica a sentire interamente già dopo poche partite, a causa di un numero di domande presenti che obiettivamente ci è parso troppo ridotto per poter rappresentare una sfida in qualche modo decente.
La struttura, che avrebbe dovuto seguire fedelmente quella del format televisivo, inspiegabilmente è rimasta saldamente ancorata alle edizioni del passato, non portando quindi quelle piccole innovazioni presenti nel programma attualmente trasmesso, ma trasmettendo a livello di gameplay idee troppo povere per risultare in qualche modo convincenti, specialmente se sarete da soli a giocarci.

Domande senza risposte
L’elemento potenzialmente più interessante del gioco sarebbe dovuta essere la presenza di un nutrito numero di domande in grado di appassionare e interessare per via di un livello di difficoltà progressivo. In realtà qualcosa non sembra essere funzionato a dovere, in quanto come accennato in precedenza il campionario presente pare abbastanza limitato e gli argomenti trattati variano senza un vero filo razionale alternando domande estremamente complesse ad altre che invece appaiono troppo semplici da superare, soprattutto considerando che il più delle volte capiterà di arrivare alla domandina finale senza aver seguito un vero e proprio percorso grazie alle proprie abilità ma solo per frutto di quesiti tutto sommato semplici. Tutto ciò rappresenta indubbiamente un difetto non da sottovalutare, che non contribuisce certo a migliorare il divertimento trasmesso.
In parziale aiuto del giocatore arriva la possibilità di poter sfidare un avversario umano alternandosi nelle risposte. In realtà a livello pratico non cambia assolutamente nulla, ma sul piano della giocabilità bisogna ammettere che tutti i punti oscuri di questa produzione sono almeno per breve tempo dimenticati per via del fatto che, almeno a livello di coinvolgimento, vista la natura molto semplicistica del gioco in questione difficilmente una persona anche poco esperta potrebbe non rimanerne attratta per qualche minuto, partecipando non attivamente ma a livello di “sostegno morale” alle domande e fungendo da pubblico reale. Onestamente sarebbe stato preferibile qualche sforzo maggiore da parte degli sviluppatori, ma resta sempre da capire se il problema non nasca a monte, con un concept ormai troppo lineare e statico per poter aver qualche possibilità di rendersi accattivante per i giocatori più esperti.
Dal punto di vista della realizzazione tecnica, se del doppiaggio abbiamo già avuto modo di parlare a inizio recensione, discorso a parte merita il comparto grafico al limite del sopportabile. Il tutto si riduce a insulse schermate statiche in due dimensioni senza il minimo accenno ad elementi in grado di sfruttare anche solo marginalmente la potenza del Wii. Possiamo capire che la struttura di certo non aiuti a implementare soluzioni degne di nota, ma così è davvero troppo poco, soprattutto considerando la moltitudine di produzioni apparse sulla console di casa Nintendo, di cui questo titolo difficilmente può far parte anche solo dal punto di vista delle idee. Al di là dei tanti, troppi elementi mal realizzati, la mancanza di modalità appositamente studiate per Wii rendono la struttura estremamente povera di contenuti e riteniamo che difficilmente qualcuno potrebbe riuscire ad appassionarsi ad un prodotto nato vecchio ancor prima di essere pubblicato. Se lo considerate come party game girate al largo, in quanto a disposizione c’è molto di meglio. In tutti i sensi.
Recensione Videogioco CHI VUOL ESSERE MILIONARIO?  scritta da STAR PLATINUM Chi vuol essere milionario è uno di quei giochi di cui nessuno sentirà mai la mancanza e più in generale una produzione decisamente sottotono a livello di concept, realizzazione tecnica e gameplay. Non vediamo nessun motivo valido in grado di poter supportare questo acquisto da parte vostra e considerando l’elevato prezzo cui è possibile recuperare questo prodotto la cosa migliore è lasciarlo sugli scaffali, poiché prima di ogni altra cosa è nel divertimento questa produzione è carente e per quanto ci si sforzi la situazione non cambia, anzi peggiora. Sul Wii vorremmo vedere ben altre idee.
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