Recensione di Asterix alle Olimpiadi

Copertina Videogioco AaO
  • Piattaforme:

     WII
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Strange Dragonflies
  • Giocatori:

     1+
  • Data uscita:

     Disponibile / X360 Estate
- Un paio di discipline divertenti...
- Personaggi carismatici
- Adatto ai più piccoli
- Buon doppiaggio
- ...le altre molto limitate
- Qualche bug grafico e troppi muri invisibili
- A volte non si capisce come proseguire
- Corto
A cura di (Mauro.Cat) del
Asterix è il protagonista di una serie a fumetti creata nel 1959 da Albert Uderzo e Réne Goscinny, due autori francesi. La saga, molto nota specialmente in Europa, ha prodotto, tra le altre cose, una lunga serie di albi a fumetti, alcuni lungometraggi animati, tre film ed una gran quantità di videogiochi.
La trama è semplice ma originale. Ai tempi di Giulio Cesare, e del “De Bello Gallico”, un piccolo paese della Gallia resiste strenuamente agli attacchi dell’esercito romano grazie alla pozione magica preparata da Panoramix, il druido del villaggio. La serie, molto fantasiosa e originale nella caratterizzazione grafica, deve buona parte del successo ad alcuni spassosi personaggi.
L’ingombrante ed ingenuo Obelix, immancabile spalla dell’eroe Asterix, il cagnolino Idefix, il bardo stonato Assurancentourix e molti altri comprimari rendono vivo e reale questo folle villaggio immaginario.
I lungometraggi animati, tra i quali spicca l’imperdibile “Le dodici fatiche di Asterix”, rendono onore al fumetto, i videogiochi ed i primi film della serie un po’ meno.

Un videogioco... tratto da un film... tratto da un fumetto
Il videogioco Asterix alle Olimpiadi è tratto dall’omonimo film, che non abbiamo ancora avuto ancora il piacere di vedere, nelle sale italiane in questo periodo e interpretato tra gli altri da Gérard Depardieu, Alain Delon, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Michael Schumacher e Jean Todt.
Le scelte cromatiche dei fumetti di Asterix sono da sempre uno dei punti di forza della serie. Per questo motivo rendere in carne e ossa un fumetto del genere non è un compito facile.
Arduo il compito del videogioco che deve richiamare all’episodio cartaceo ed anche al film cercando di soddisfare sia il pubblico meno giovane, abituato solo ai volumi da leggere, sia le nuove leve, cresciute con le avventure cinematografiche.
Asterix alle Olimpiadi è un mix tra un titolo di azione platform ed uno sportivo. L’avventura vi mette alla guida di Asterix e Obelix, seguiti dal simpatico Idefix. Per giocare sono necessari Nunchuk e Wii Remote. Gradita è la possibilità di vivere l'avventura con un amico.
La trama è narrata in maniera interessante anche se all’inizio tende ad essere prolissa. I nostri eroi devono raggiungere la Grecia e superare prove di vario genere per partecipare ai giochi olimpici. Si incrociano a questa missione le vicende legate ad un mago che sta aprendo dei varchi dimensionali e quelle relative a Bruto, il figlio di Giulio Cesare, che vuole vincere le olimpiadi per conquistare la dolce Irina ed al tempo stesso tenta di eliminare il padre.
Il titolo, a causa di questo surplus di missioni e sottogiochi, è piuttosto vario ma anche abbastanza caotico. In alcune occasioni non si capisce dove e come sia meglio procedere e si vaga per l’accampamento di Olimpia cercando di trovare il corretto modo di proseguire.

CIAK! Azione
Nella fase di azione ed esplorazione Asterix ed Obelix vengono utilizzati a piacimento dal giocatore che, con la semplice pressione di un tasto, può passare da un personaggio all’altro. In alcune occasioni torna utile pure Idefix, ad esempio per individuare i piccioni nascosti, per indicare appigli o zone franche.
Nell’esplorazione dell’accampamento frequenti sono gli incontri con i romani, che si risolvono in scazzottate piuttosto curate, ed alcune fasi di esplorazione che richiedono un minimo d’ingegno.
Girovagando si raccolgono bonus di vario genere, ad esempio elmi da utilizzare come monete, e si sbloccano personaggi extra da utilizzare nelle sfide sportive.
La qualità grafica, che nelle tonalità di colore risulta un po’ scialba, spicca per la discreta animazione dei personaggi, ma anche per la qualità globale medio bassa. Talvolta si assiste alla fastidiosa apparizione di oggetti dal nulla, tipica di console ben più anziane, ed alla invadente presenza di muri invisibili.
Alcune idee sono originali, quali il combattimento musicale a colori ad esempio, mentre altre, come il richiamo al gioco del calcio, decisamente insufficienti e mal giustificate. I due personaggi sono ben differenziati e spesso la collaborazione e l’alternanza dei due loschi figuri rappresenta la chiave del successo. Ad aiutare i due amici giunge talvolta Sam Schieffer, uno sgangherato clone del protagonista di Sprinter Cell che ci consiglia nei momenti più complicati. Paradossale a dir poco.

Track & Field
La fase sportiva necessaria per poter proseguire ricorda sotto alcuni aspetti il titolo olimpionico di Mario e Sonic. Gli eventi passano dal mediamente interessante al soporifero e raramente sono significativi. Quelli riconducibili a vere discipline sportive sono quasi sempre spossanti dal punto di vista fisico.
Alcuni giochi sono rivisitazioni di classici (?) del passato come il vecchissimo King of the Zoo (o Penguin Wars), altri sono dei semplici e noiosi combattimenti contro i romani.
In questa fase mettiamo da parte il buon Obelix per puntare su Asterix o su Alafolix, il personaggio intorno al quale ruota parte della trama.
I giochi una volta sbloccati possono essere affrontati anche fuori dalla modalità principale.
Questa sezione avrebbe potuto forse essere più approfondita. Le discipline sono limitate in numero e talvolta poco significative. Con un amico ci si può sfidare ma la noia presto farà desistere i più.

Il calderone di Panoramix
Étranges Libellules, che ha sviluppato AaO, ha provato ad offrire molto al giocatore inondandolo di informazioni e missioni secondarie. Questa scelta genera un po’ di confusione. Il gioco non è malvagio ma si ispira a troppi altri titoli del genere e non riesce a ricreare la magia del fumetto nella fase di avventura vera e propria. I comandi sono ben implementati nelle discipline sportive ed anche nei combattimenti alcune azioni combinate funzionano egregiamente.
La trama interessante è arricchita da uno riuscito connubio tra realtà e finzione grazie alla trovata dei mondi paralleli. Le molte sequenza di intermezzo denotano grande impegno specie nel doppiaggio. L’accento romano di alcuni personaggi è davvero in tema con l’avventura. Il sonoro specie grazie all’abilità dei doppiatori, garantisce sorrisi. Le musiche sono anonime e gli effetti per quanto limitati creano la giusta atmosfera. Nell’accampamento il coinvolgimento prende forma in maniera convincente grazie al realistico ed essenziale cinguettio di un uccellino.
La grafica, come accennavamo in precedenza, non offre spunti interessanti. Le animazioni sono simpatiche ma ancorate alla passata generazione ed i colori poco incisivi se paragonati a quelli del fumetto.
L’avventura principale si porta a termine in un fine settimana, ma le missioni secondarie e la fase sportiva rendono l’avventura leggermente più longeva.
Asterix alle Olimpiadi è un prodotto curato e volenteroso ma anche un tantino anonimo. La sensazione generale è che questo titolo sia rivolto ai giocatori meno esperti.
Se amate Le avventure di Obelix e compagni fateci un pensierino, ma l’avventura potrebbe durare davvero poco.

Recensione Videogioco ASTERIX ALLE OLIMPIADI  scritta da MAURO.CAT Asterix alle Olimpiadi è un titolo come tanti che cerca di emergere dalla massa unendo due generi. Il tentativo è riuscito a metà visto che l’avventura è piuttosto breve e le discipline olimpiche non sempre coinvolgenti. La grafica è un po’ spartana, ma la giocabilità è risollevata grazie alla presenza del telecomando Wii e alla modalità per due giocatori. L’ottimo doppiaggio in italiano e l’atmosfera scanzonata potrebbero coinvolgere i più piccoli e gli amanti degli albi di Asterix e compagni. Con una struttura ibrida risulta perciò un titolo nella media, adatto ai giocatori meno smaliziati o a chi vuole vivere una discreta, ma breve, avventura che punta più sulla varietà che sulla qualità.
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