Recensione di Looney Tunes Acme Arsenal

- Finalmente i Looney Tunes
- Doppiaggio sufficente
- Modalità cooperativa
- Combo ripetitive
- Tecnicamente mediocre
- Giocabilità inesistente
- Poco longevo
- Arsenale armi molto limitato
- Telecamera virtuale discutibile
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A cura di (OrsoR@ro) del
Molte generazioni sono cresciute a pane e cartoni animati. Tutti noi almeno una volta nella nostra infanzia abbiamo sognato di scorazzare in mezzo ai gran canyon nelle folli corse tra Willy il Coyote e il famosissimo Bip Bip. Ancora, alzi la mano chi non ha mai visto il coniglio più irriverente della tv, tale Bugs Bunny, cimentarsi in aspre battaglie con il pelato cacciatore Elmer. Insomma, il mondo dei Looney Tunes appartiene ad ognuno di noi, ma è con grande rammarico che dobbiamo preannunciare il totale flop di questo videogioco, anche per la versione Nintendo Wii.

Ehm…Che succede amico?
Il Dr. Frankenbean ha deciso di non tollerare più i Looney tunes e nella sua pazzia è determinato ad annientarli tutti. A tal scopo ha costruito una macchina del tempo, attraverso la quale persegue il suo losco obiettivo. Riuscirà lo scienziato pazzo ad eliminare i nostri cari “Tunes” dalla storia? La risposta è alquanto scontata e non merita spiegazione alcuna. A cercare d’impedire questa immane tragedia è principalmente l’eroico Bugs Bunny, ma come spesso accade in questi casi l’unione fa la forza e cosi nel corso della vostra avventura potrete assumere le “vesti” di ben sei personaggi.
A fare compagnia al citato coniglio ci saranno anche Taz il diavolo della Tasmania, il papero Duffy Duck, il chiacchierone gallo antropomorfo Foghorn Leghorn, il piccolo marziano Marvin, e l’ingombrante Gossamer. Da sottolineare inoltre la presenza di uno speciale personaggio segreto del quale non intendiamo rivelarvi nulla per non rovinarvi la sorpresa. Questo in breve il panorama dei personaggi selezionabili, che a dire il vero, poteva essere più esteso, dato il numero elevato di presenze famose in questa serie sin dai lontanissimi anni trenta.

Alla carica
Il menu principale che si pone davanti ai vostri occhi non è dei più folti e presenta davvero poche opzioni di gioco, per l’esattezza: modalità storia e modalità battaglia. Tra queste, quella principale è sicuramente la storia e nella povertà di scelte possibili non ci resta che tuffarci su di essa.
Il gioco vero e proprio prende il via con il più classico dei tutorial, anche se ad essere sinceri se ne potrebbe fare tranquillamente a meno. I comandi di gioco scarseggiano e di questo è possibile rendersene conto già durante il breve livello introduttivo. L’attacco principale di ogni personaggio è affidato ad uno scialbo movimento in orizzontale del Wii Remote che darà vita ad una combo piuttosto povera e priva di rilevanti novità. Il sistema dei combattimenti è reso molto frustrante dalla ripetitività dei colpi a vostra disposizione e del sistema di controllo che risulta molto superficiale e non sempre in grado di assicurare una perfetta risposta ai comandi. Basta una semplice serie di colpi sul vostro nemico per stordirlo e accecarlo (con le fatidiche stelline intorno al capo) e subito potrete assestargli il colpo di grazia attraverso la pressione del pulsante C. Ad essere obiettivi, una piccola variante può essere ottenuta tramite la pressione di C ed A contestualmente, ma nel complesso non si tratta di nulla di effettivamente diverso. Altra mossa a disposizione è effettuabile tramite lo scuotimento del Nunchuk, anche se nemmeno questo comando sembra rispondere nel migliore dei modi. Come nel più classico platform il salto è un elemento importante, che consente di accedere ad ogni piattaforma lungo il cammino. Sarà il pulsante Z per l’appunto che consentirà di eseguire i nostri balzi.
Se pensate che questa povertà possa essere giustificata da un arsenale di armi davvero vasto (il che sarebbe anche prospettato nel titolo del gioco, “Acme Arsenal” per l’appunto) purtroppo resterete delusi. La speranza di avere a disposizione tra le mani un vero catalogo ACME e scegliere tra le infinite possibilità che i cartoni animati ci mostravano non è nemmeno sfiorata dal videogioco; nessun postino verrà a recapitarvi il vostro gingillo dei desideri nel giro di pochi secondi.
Sparsi nei vari livelli di gioco troverete delle postazioni presso le quali basterà premere il pulsante C per far espellere fucili, pistole speciali e poco altro. I proiettili sono lanciati tramite la pressione del tasto B, mentre sul Nunchuk potrete agganciare la visuale su un nemico grazie al pulsante Z. Tra gli “aggeggi” meno convenzionali avrete a disposizione un lanciafiamme o un divertente tirapugni a molla ma non bastano certo a rendere vario il vostro armamentario.

Tecnicamente inesistente
Lungi ancora una volta dal vedere una grafica degna della next generation, ci troviamo di fronte ad un titolo che sfigurerebbe anche sul Gamecube. A ben vedere la versione PS2 del titolo è in concreto identica a quella per Wii ma questo “male” comune non rappresenta un motivo di consolazione per nessuno dei due sistemi purtroppo. I tratti dei personaggi sono semplici ed essenziali, così come gli ambienti nei quali sarete immersi. I colori non sono vivaci come ci si potrebbe aspettare e molto spesso vi troverete a giocare in scenari cupi avvolti dalle tenebre che simboleggiano il clima di cattiveria generato dal pazzo scienziato. La telecamera virtuale non è ben gestita e nonostante la possibilità di modificarla tramite il D Pad non riesce a dare sempre una visuale di gioco perfetta, ma il peggio lo trasmette durante i salti tra una piattaforma e l’altra.
Il sonoro è forse la parte migliore del titolo. Non tanto per le musiche di sottofondo che rientrano nella media e sulle quali poco occorre dire, ma piuttosto per il doppiaggio in italiano dei personaggi che, pur nella brevità del copione, lascia intatto lo spirito e l’umorismo tipico del mondo dei personaggi rappresentati. Qualche battuta di Bugs Bunny scappa durante il gioco proprio ad irridere i nemici, anche se come detto, non saranno numerose e le sentirete più volte in molte azioni di gioco.
Nel complesso il risultato ottenuto è quanto di peggio si poteva solo lontanamente pensare. Tutti gli elementi trasmettono l’idea di essere stati ormai visti e rivisti, con davvero nessuna novità degna di nota. La difficoltà del gioco non è elevata e i nemici sono facilmente eliminabili attraverso la sola combo di base. I livelli sono discretamente strutturati e piuttosto lunghi, ma nel complesso la longevità del titolo lascia molto a desiderare. Di fatto, basta guardare la percentuale di avanzamento alla fine di ogni stage per rendersi conto che in poche ore potrete portare a termine la modalità storia. A questo inconveniente potrebbe venire in aiuto la possibilità di giocare l’avventura con l’ausilio di un amico, cooperando nella modalità storia, ma difficilmente qualcuno potrebbe azzardarsi a presentare un prodotto del genere. Sconsigliato nel modo più assoluto.
Recensione Videogioco LOONEY TUNES ACME ARSENAL scritta da ORSOR@RO Ancora una volta sorge spontaneo chiedersi se basti implementare alcune minme funzioni del Wii Remote per giustificare l’acquisto di un titolo e se nel farlo preferire questa piattaforma ad altre. La risposta ovviamente è no. Non è sufficiente poter muovere il controller in modo assurdo per creare un buon gioco. Sfruttare le caratteristiche di questa nuova console è cosa buona e giusta solo nel caso in cui si riesca a farlo bene. I più piccoli potranno comunque trovare divertimento nello scorazzare per i livelli alla guida del proprio personaggio preferito ma per tutti gli altri il livello qualitativo sarà davvero deprimente, soprattutto alla luce della semplicità del gameplay e dalla inesistente difficoltà. Agli occhi dei più questo titolo non risulterà comunque soddisfacente. “All That’s Folks”.
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